Demenza nel parkinson

Gentili Dottori,
mio padre ha 75 anni ed è in cura da circa due anni per la malattia di Parkinson. Ad oggi, i farmaci che sta assumendo giornalmente sono: Daparox 10 mg, Mirapexin 0.52, Cardirene 100, Jumex 10 mg.
Quello che più mi spaventa e mi preoccupa, oltre ad i sintomi fisici che si sta cercando di tenere sotto controllo con la terapia sopra descritta, è un decadimento "mentale" che sto notando da qualche mese a questa parte. E' sempre stato un uomo attivo anche da questo punto di vista, mentre ora spesso sembra assente, ha disturbi di memoria, e a volte sembra faccia fatica a capire quello che gli si dice.
Ho sentito parlare di demenza nella malattia di parkinson, e sono sinceramente preoccupata. Il neurologo che lo sta curando dice che in questa eventualità non si potrebbe fare niente.
Possibile che ci si debba rassegnare così? Vederlo peggiorare giorno per giorno senza fare niente?
Ho letto di un farmaco, la rivastigmina, che si usa sia anche nei casi di demenza associata al Parkinson. Ora io non so se si possa parlare effettivamente di demenza (spero di no), ma per tenere questo fenomeno sotto controllo, ed avere magari qualche piccolo miglioramento, si può fare effettivamente qualcosa?
Grazie di cuore a chiunque vorrà rispondermi.
Cordiali saluti.
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Dr. Antonio Ferraloro Neurologo 66,1k 2k 23
Gentile Utente,

la demenza rappresenta una condizione che può essere associata alla Malattia di Parkinson, per fortuna non presente nella maggioranza di questi pazienti. Un lieve deterioramento cognitivo, invece, è più frequente a manifestarsi. La prima cosa da fare è la diagnosi delle condizioni cognitive, anche per mezzo di test neuropsicologici che indaghino i vari versanti psichici (memoria, funzioni esecutive, cognitive, ecc.).
Una volta fatta la diagnosi è possibile la somministrazione di rivostigmina che è un farmaco abilitato per la cura della demenza nel Parkinson primario. Le ricordo che in ogni caso tale molecola può solo rallentare il processo di decadimento mentale ma non è curativa. Ne parli col neurologo che segue Suo padre.
Un grosso in bocca al lupo.

Cordiali saluti

Dr. Antonio Ferraloro

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Utente
Utente
Buonasera Dottor Ferraloro,

innanzitutto grazie per avermi risposto. Ne parlerò sicuramente con il neurologo che segue mio padre.
Non riesco però ad accettare questo decadimento... Da perfetta ignorante in materia, non pensavo, prima d'ora, che il parkinson potesse comportare anche questo!
Vedere mio padre cambiare in così poco tempo, non è facile...
Vorrei che la sua qualità di vita potesse essere più buona possibile! Non lo trovo ancora così vecchio...
Mi chiedo anche se non abbia bisogno di un dosaggio maggiore del farmaco antiparkinson...
So che non è una domanda facile da rispondere in questa sede, ma volevo chiederle anche cosa ne pensasse nel complesso della cura che mio padre sta facendo...
Grazie!
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Dr. Antonio Ferraloro Neurologo 66,1k 2k 23
Gentile Utente,

i dosaggi dei farmaci non è possibile stabilirli a distanza senza una valutazione clinica diretta che ne evidenzi l'entità della patologia.
Queste forme di apparente deterioramento mentale possono, a volte, essere un segno di depressione, depressione che è frequentemente associata al Parkinson, addirittura il 40% dei malati esordisce con una forma depressiva e poi sviluppa un Parkinson. Anche di questo ne parli col neurologo per una diagnosi differenziale tra depressione e deterioramento cognitivo.

Cordialmente
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Utente
Utente
Grazie Dottore,

è davvero gentile. La malattia di mio padre è esordita, infatti, proprio così, con una forte depressione. All'inizio si pensava, appunto, che fosse "solo" depressione, poi dopo parecchio tempo, finalmente (si fa per dire!), il neurologo che lo ha attualmente in cura ha fatto la diagnosi finale.
Mi scuso per le domande forse inopportune a cui, come giustamente mi dice lei, non è possibile rispondere a distanza. Spero comunque capisca il mio stato d'animo.
E' importante per me approfondire, capire e cercare di fare qualcosa di più per lui, anche attraverso questi consulti, che seppur non sostituendo una visita neurologica vera e propria, possono comunque risultarmi molto utili!

Grazie ancora.
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Dr. Antonio Ferraloro Neurologo 66,1k 2k 23
Gentile Utente,

capisco perfettamente il Suo stato d'animo e Le sono particolarmente vicino.
Le auguro di potere aiutare adeguatamente Suo padre e La ringrazio.

Cordialità
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Utente
Utente
Gentile Dottor Ferraloro,

mi scuso se sono di nuovo qui a disturbarla. Proprio stamattina mio padre, non potendo rivolgersi al neurologo, è voluto andare dal medico di base perchè da qualche giorno accusa fastidio e pesantezza alla testa e soprattutto alle gambe.
Le indicazioni del dottore sono state queste: sospendere Daparox e sostituirlo con Zoloft (che ha già preso in passato) perchè secondo lui è Daparox (che sta assumendo da circa due mesi) a procurargli gli effetti sopra elencati.
Ha aggiunto anche Madopar, ma quest'ultimo mio padre non lo tollera, lo aveva già provato all'inizio, quando era stata scoperta la sua malattia, ma sospesa dopo pochissimo.
Pensa che un antidepressivo possa provocare effetti come tremolio e pesantezza alle gambe, o che questi dipendano invece dal progredire della malattia?
Grazie infinite.

Cordiali saluti.
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Dr. Antonio Ferraloro Neurologo 66,1k 2k 23
Gentile Utente,

il tremore e la debolezza alle gambe potrebbero essere effetti collaterali del farmaco, questo in generale, ovviamente non è possibile stabilire se sia il caso di Suo padre. Mi pare però che il daparox fosse anche sottodosato.
Per quanto riguarda il madopar, in che senso non è stato tollerato?
A quale dosaggio è stato assunto in passato e quale dosaggio ha prescritto oggi il medico curante?

Cordiali saluti
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Utente
Utente
Buongiorno Dottore,

grazie ancora per la sua risposta. Il dosaggio del Daparox in effetti è di 10 mg al giorno.
Lo Zoloft in passato lo aveva sempre ben tollerato, ma solo nella misura di 50 mg al giorno; infatti, una volta aumentata la dose a 100 mg, aveva gli stessi fastidi che sta avendo adesso con il Daparox (tremore e debolezza alle gambe, pesantezza alla testa).
Ma, come dice Lei, essendo il dosaggio basso, resta il dubbio che questi fastidi possano effettivamente dipendere rispettivamente dall'uno o dall'altro farmaco...
Il Madopar è stato il primo farmaco antiparkinson che gli è stato prescritto. Esso sembrava amplificasse (anche in maniera piuttosto pesante) i sintomi della sua malattia, cioè era quasi completamente bloccato, non riusciva nemmeno a vestirsi, accusava una forte confusione alla testa e mostrava tremori che nel corso della malattia non ha mai avuto. Dopo la (rapida) sospensione di questo farmaco, tutto è rientrato nella norma. Purtroppo non ricordo il dosaggio che aveva assunto all'epoca. Quello che gli ha prescritto oggi il medico curante, invece, è Madopar 200+50 mg, 1/2 compressa per 3 volte al giorno.
Non sappiamo come fare, se sostituire il Daparox con lo Zoloft, se riprovare con il Madopar...
Lei cosa pensa di tutto ciò?
Grazie ancora.

Cordiali saluti

N.B. Il Neurologo gli aveva prescritto il Mirapexin (che sta assumendo tuttora) in alternativa al Madopar, ed è sempre stato restio ad aumentarne le dosi (infatti il dosaggio attualmente è ancora quello minimo) per evitarne, finchè è possibile, gli effetti collaterali.
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Utente
Utente
Gentile Dottore,
un'ulteriore domanda: per passare, eventualmente, da Daparox 10 mg a Zoloft 50 mg, come bisogna procedere? Scalare il primo gradualmente, o passare al secondo da un giorno all'altro? Purtroppo il Neurologo è fuori questa settimana, e non possiamo consultarlo.
Grazie ancora.
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Dr. Antonio Ferraloro Neurologo 66,1k 2k 23
Gentile Utente,

per quanto attiene la parte terapeutica deve rivolgersi al neurologo di fiducia in quanto on line non è possibile dare questo tipo di informazione.
Il madopar, considerati gli effetti passati, andrebbe iniziato con dosaggi più bassi, per es. la confezione da 100+25 (mezza cpr x 2 volte al giorno per alcuni giorni, poi mezza x 3 volte al giorno, e così via...) in modo da minimizzare eventuali effetti collaterali.
Così anche lo zoloft può iniziarlo con mezza cpr per una settimana per poi aumentarla a 1 cpr dopo avere sospeso il daparox che è già dimezzato di per sé.
Se la situazione dovesse persistere sarebbe anche consigliabile consultare un parkinsonologo, cioè un neurologo che si occupi essenzialmente di parkinsonismi e disturbi del movimento, a meno che il Suo neurologo già lo sia.

Cordialmente
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Utente
Utente
Buonasera Dottore,

certo, ovviamente chiederemo al neurologo di fiducia per la parte terapeutica (purtroppo, però, lui non è parkinsonologo). Grazie, intanto, per le indicazioni che mi ha dato.
Mi chiedo, comunque, visto che di miglioramenti finora se ne sono visti pochi e di breve durata, se si tratti veramente di parkinson o se abbiamo proprio sbagliato strada, peggiorando quindi la situazione...
Può capitare che un paziente non risponda alla terapia proprio perchè non è realmente affetto da malattia di parkinson?

Non vorrei approfittare della sua gentilezza e disponibilità, mi scuso ancora, pertanto, per le mie domande.

Grazie.

Coridali saluti
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Dr. Antonio Ferraloro Neurologo 66,1k 2k 23
Gentile Utente,

non disturba certamente, non si preoccupi.
A volte potrebbe succedere che un parkinsonismo secondario o addirittura atipico possa essere all'inizio confuso con la Malattia di Parkinson primaria.
In questi casi il paziente risponde poco alla terapia soprattutto con Levodopa ma nel caso di Suo padre questo non è possibile saperlo in quanto non ha assunto per un tempo ragionevole il madopar (levodopa). Anche per il dopaminoagonista (mirapexin) se assunto a dosaggi molto bassi è normale una non risposta terapeutica efficace.
Forse il parere di un parkinsonologo potrebbe essere utile.

Cordialità
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Utente
Utente
Gentile Dottore,

la ringrazio infinitamente.
Seguirò certamente il suo consiglio, consulterò un parkinsonologo.
Spero solo che nel frattempo non abbiamo peggiorato la situazione con cure sbagliate!

Cordiali saluti.
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Dr. Antonio Ferraloro Neurologo 66,1k 2k 23
Gentile Utente,

cure sbagliate no, al massimo inefficaci, non abbia sensi di colpa.

Cordiali saluti
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Utente
Utente
Grazie ancora Dottore.

Cordiali saluti.
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Utente
Utente
Gentile Dottore,
in attesa della prossima visita specialistica di mio padre, volevo farle un'altra domanda.
Visto che mio padre mostra spesso confusione mentale e disturbi della memoria (come le scrivevo inizialmente), potrebbe essere che questi, invece, siano effetti collaterali dei farmaci stessi che sta assumendo?

Quello che noto maggiormente in mio padre ultimamente, appunto, è la presenza di disturbi non tanto motori, quanto psichici, quelli che le ho sopra elencato.
Cosa ne pensa?

Mi scusi per averla disturbata ancora, e per essere forse stata ripetitiva!

Grazie infinite.
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Dr. Antonio Ferraloro Neurologo 66,1k 2k 23
Gentile Utente,

i farmaci che sta assumendo Suo padre potrebbero anche causare come effetti collaterali di tipo psichico quelli che Lei cita, questo in generale, ma non è possibile nel vostro caso, almeno a distanza ma spesso anche di persona, riuscire ad individuare la parte relativa ai farmaci e quella psichica causata dalla malattia.

Cordialmente

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