Utente 350XXX
Gent.mo Dott. Ferrarolo
Da qualche tempo Vi seguo con molto interesse, trovo chiare e puntuali le risposte ai quesiti posti dai lettori.
Le espongo il problema che mi affligge e che riguarda mia madre, che ha 83 anni e soffre di problemi di deambulazione, incontinenza urinaria e lievissimo deficit cognitivo. La difficoltà a camminare sembrava attribuibile all’artrosi e alle vene varicose, ma sottoposta a visita neurologica le è stato diagnosticato parkinsonismo e idrocefalo normoteso dell’anziano, confermato poi dalla risonanza magnetica.
E’ stata indirizzata da un Neurochirurgo, che ha consigliato la puntura lombare per la certezza della diagnosi e conseguente intervento con introduzione dello shunt, ma mia madre non vuole saperne di intervento, piuttosto in attesa della visita è stata trattata con mezza compressa di diamox (acetazolamide) al giorno e ne ha tratto beneficio, la deambulazione è più sciolta e in generale sta meglio e vorrebbe continuare con questo farmaco, sconsigliato dal medico se non per brevi periodi, perché ha gravi effetti collaterali.
Io Le chiedo mezza compressa al giorno di diamox può comportare gravi danni? e la puntura lombare ha solo funzione diagnostica o anche terapeutica?
P.s. I farmaci che prende giornalmente mia madre sono:
Diamox mezza compressa al giorno;
Losaprex 50mg una cmp per la pressione;
Sinemet 100/25 una cmp al giorno;
Ascriptin mezza cmp al giorno.
Grazie per la cortese attenzione, cordiali saluti

[#1]  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

se il diuretico che assume Sua madre è stato efficace si potrebbe provare a proseguire la terapia avendo cura di effettuare periodici e ravvicinati controlli degli elettroliti del sangue, in particolare sodio e potassio, monitorando peraltro eventuali effetti collaterali.
In ogni caso deve essere lo specialista a dare le indicazioni terapeutiche del caso, per cui il consiglio è di rivolgersi ad un neurologo esperto in questo settore.

Cordiali saluti
Dr. Antonio Ferraloro

[#2] dopo  
Utente 350XXX

Gent.le dottore il neurologo ha rinviato al neurochirurgo, che sostiene la necessita' della puntura lombare evacuativa con sottrazione di LRC per avere la certezza della diagnosi e affrontare quindi l'intervento ( a cui mia madre non vuole assolutamente sottoporsi).
Mi scusi ma la puntura lombare la si può ritenere terapeutica o soltanto diagnostica? E' vero che l'acetazolamide può provocare danni al cuore? Cosa intende per controlli ravvicinati, forse ogni mese?
Grazie

[#3]  
Dr. Antonio Ferraloro

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Se la Mamma rifiuta l'approccio chirurgico, la terapia medica resta l'unica opzione. La rachicentesi (puntura lombare) in questo caso ha anche un significato terapeutico oltre che diagnostico.
A livello cardiaco i danni possono essere causati dagli squilibri elettrolitici, per questo motivo Le ho consigliato i controlli periodici di sodio e potassio in particolare e l'emocromo. Tali controlli li indicherà lo specialista di fiducia, inizialmente è opportuno che siano ravvicinati (15 giorni circa), poi possono essere più distanziati ma vi dirà tutto il vostro medico.

Cordialmente
Dr. Antonio Ferraloro

[#4] dopo  
Utente 350XXX

Grazie per le risposte che puntualmente mi ha dato, ma avrei un’ulteriore domanda da porLe:
Nel foglio illustrativo del Diamox leggo che “una terapia prolungata in geriatria puo' provocare acidosi metabolica”, cosa significa e come posso tutelare mia madre da questo rischio? Eventuali squilibri elettrolitici sono un’altra cosa?

Cordialmente

[#5]  
Dr. Antonio Ferraloro

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L'acidosi metabolica è una condizione complessa che si manifesta con alterazione della funzionalità renale e del pH dei liquidi, in primis il sangue.
Il dosaggio degli elettroliti e gli indici di funzionalità renale (in particolare la creatinina e l'urea, cioè l'azotemia, nel sangue e la clearance della creatinina nelle urine) sono tra i parametri più facilmente dosabili ambulatoriamente.
Per il resto si faccia seguire dal Suo specialista e dal medico curante.

Cordialità
Dr. Antonio Ferraloro

[#6] dopo  
Utente 350XXX

La ringrazio per la puntualità e la chiarezza con cui ha risposto alle mie domande. Seguirò i suoi preziosi consigli. Buon lavoro

[#7]  
Dr. Antonio Ferraloro

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Un affettuoso saluto alla mamma.

Dr. Antonio Ferraloro

[#8] dopo  
Utente 350XXX

Buongiorno, sono trascorsi quasi 5 anni dall'ultimo consulto e le riscrivo per un problema sorto da qualche mese. Premesso che mia madre, che ora ha 88 anni e che soffre di parkinsonismo e idrocefalo normoteso dell'anziano con conseguente deambulazione lenta, incontinenza urinaria e modesta demenza, ha mantenuto negli anni un relativo equilibrio, curandosi con il Diamox e il Sinemet, come specificato nei precedenti contatti, (prende anche Ascriptin a pranzo, melatonina 15 gg al pomeriggio e una bustina di Cacit3 al giorno), da qualche mese manifesta un nervosismo apparentemente ingiustificato. NON accetta l'incontinenza che l'affligge, è una richiesta continua di cambio di pannolone, quasi ogni mezz'ora e alle legittime risposte di aspettare, perchè il cambio è stato fatto poco prima, scaturiscono risposte inappropriate VIOLENTE nella forma e nel contenuto. Ho consultato il neurologo che da anni la segue e le ha prescritto il Brillentix 20 mg, ma la situazione è peggiorata e abbiamo dovuto sospendere il trattamento. Non so che fare, è stata a casa sua seguita, oltre che da me, da una/più badanti che hanno preferito andare altrove, ora è in una casa di riposo e, dopo alcuni mesi di piacevole soggiorno, a causa di una banale caduta dalla quale si sta lentamente riprendendo, la situazione è precipitata. E' davvero imbarazzante per me, sono molto preoccupata. Mi può dare qualche consiglio? Grazie

[#9]  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

bentornata. La sintomatologia "psichica" che riferisce è purtroppo una "normale" evoluzione delle patologie di cui soffre la Mamma, in particolare della demenza e della vasculopatia cerebrale. Le cadute spesso fanno precipitare situazioni prima mantenute in equilibrio più o meno stabile.
A tal riguardo esistono diversi farmaci che potrebbero "tamponare" l’irritabilità ed il "nervosismo" ma non possono essere consigliati a distanza, ne parli col neurologo che segue la Mamma.

Cordiali saluti e auguri
Dr. Antonio Ferraloro

[#10] dopo  
Utente 350XXX

Grazie, sia per l'immediatezza della risposta sia per le spiegazioni riguardo all'evoluzione della malattia e al conseguente comportamento della mamma. Parlerò con il medico circa eventuali farmaci per farla stare più serena.
Cordialmente

[#11] dopo  
Utente 350XXX

Salve dott. Ferraloro,
sono di nuovo da lei per un consulto, per i consigli che ovviamente mi può dare a distanza. Sono in una situazione di grande difficoltà nella "gestione" di mia madre, che è stata presso due case di cura, ma ultimamente ho preferito riportarla nella sua casa. Con l'aiuto di una valida badante siamo andate avanti per circa un mese, ora la situazione è insostenibile, aggressività, parolacce e quant'altro fanno ormai parte del suo vivere quotidiano e io per quanto mi adoperi con affetto e attenzioni la risposta è sempre o quasi sempre di attacchi mortificanti anche nei miei confronti (comincio a risentirne in maniera seria). La visita della geriatra ha portato alla prescrizione del Trittico che ha peggiorato la situazione e ultimamente del Minias, deleteri l'uno e l'altro. Li abbiamo dovuto sospendere. Di recente mi hanno suggerito dei farmaci per la schizofrenia, tipo Seroquel 25 mg, Depakin, Olanzapina o ancora Trilafon 2 mg assieme al Risperdal. La clozapina in passato è stata somministrata, con effetti negativi. In funzione dei farmaci che prende, Diamox, Cardioaspirina e Sinemet, Pineal per dormire (passa tutta la notte a liberarsi del pannolone, con le conseguenze che può immaginare!), Lei cosa mi suggerisce di fare? sono disperata, la badante sta lasciando. Grazie per la comprensione e l'attenzione che, come sempre, riserverà alla mia richiesta. Cordiali saluti.

[#12]  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Signora,

i farmaci che Lei menziona sono largamente utilizzati in situazioni come quelle della Mamma, anche al di fuori delle indicazioni in scheda tecnica.
Spesso però è necessario fare delle prove, sia riguardo il dosaggio sia la scelta delle singole molecole, per raggiungere un effetto terapeutico adeguato
Deve affidarsi ad un neurologo che abbia esperienza in tal senso e che possa seguire la Signora nel tempo.

Cordialmente
Dr. Antonio Ferraloro

[#13] dopo  
Utente 350XXX

Grazie dottore, come sempre puntuale e preciso. Spero tanto di poter dare serenità a mia mamma e di conseguenza alle persone a lei vicine. Buon lavoro!

[#14]  
Dr. Antonio Ferraloro

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Auguri a Lei
Dr. Antonio Ferraloro

[#15] dopo  
Utente 350XXX

Gent.mo dottore,
In questo momento di grave crisi, ho avuto soltanto contatti telefonici con il medico che segue mia mamma. Alla luce dei disturbi da me spiegati dettagliatamente al neurologo e, visto i farmaci che prende (Sinemet,Diamox), mi ha suggerito due farmaci che potrebbero dare dei risultati: il SEROQUEL 25mg la sera oppure il TRILAFON 2mg cpr sempre la sera. Considerato che prende Sinemet ( il medico mi ha suggerito di sospendere momentaneamente la terapia per osservarla e farla anche disintossicare dalle benzodiazepine (Tavor da 1 mg, prese per dormire, a bassissimo dosaggio, ma con l'effetto di aggravare i sintomi) e ha una certa demenza, quale dei 2 farmaci sarebbe più indicato, a suo parere, per trattare il disturbo ossessivo di mia madre? Ovviamente mi riferisco quale dei due ha meno controindicazioni, vista l'età e la fragilità. Leggo nel foglietto illustrativo che il Seroquel va somministrato con cautela negli anziani e il Trilafon non va somministrato nei pazienti con danno sottocorticale (il Parkinsonismo, di cui soffre mia madre, è da annoverare fra i danni sottocorticali?).
Grazie per l'aiuto
Cordiali saluti

[#16]  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Signora,

non possiamo da questa postazione consigliare il farmaco, è vietato. Non può un medico suggerire due farmaci e lasciare la scelta ai familiari. Deve essere il collega che conosce la Mamma a stabilire quale farmaco ritiene più adatto per quel singolo caso.
In ogni caso sarebbe opportuno, se possibile in questo momento, effettuare un elettrocardiogramma per la valutazione del tratto QT e QTc prima di iniziare la somministrazione.

Cordialità
Dr. Antonio Ferraloro

[#17] dopo  
Utente 350XXX

Gent.mo dottore, sono di nuovo da lei!!
La situazione di mia mamma non è affatto serena, nè gestibile e il momento non è certamente il migliore per effettuare qualsiasi tipo di esame, come da lei suggerito. Tuttavia il medico che segue la mamma, dopo un'attenta valutazione, le ha prescritto il Seroquel 25mg, 1 cpr la sera per una settimana e poi, visto che era ancora nervosa e irrequieta, un'altra sempre da 25mg la mattina. E' da una decina di giorni che viene trattata, ma ciò nonostante continua, ma a fasi alterne, con le sue fissazioni, paure e aggressività e incapacità di capire la "facile" gestibilità dell'incontinenza che l'afflige. Comunque, in linea di massima, è leggermente migliorata. Quello che mi preoccupa è la posologia prescritta. Secondo il suo parere, per una persona anziana, è un dosaggio a rischio? Aveva cominciato con 1 cpr la sera, poi, dopo qualche giorno, visti gli scarsi risultati, si è passati a 2 e adesso il medico vorrebbe portarle a 3 cpr da 25mg, 3 volte al giorno. Che ne pensa, visto che mia mamma ha anche momenti di non percezione del reale e di disorientamento, fermo restando che in linea di massima è lucida e interagisce con molta capacità di giudizio. Grazie sempre per l'attenzione che vuole riservarmi.

[#18]  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

75 mg di seroquel divisi tre volte al giorno non rappresentano in generale un dosaggio alto. Tuttavia bisogna considerare delle variabili che solo il medico che conosce il paziente può valutare, per es., oltre l’età, le condizioni generali e la presenza di altre patologie.
Come Le dicevo precedentemente, il seroquel potrebbe fare allungare il tratto Q-Tc in soggetti predisposti.
Personalmente faccio effettuare prima un ECG ma ovviamente siamo in un periodo particolare.
Ne parli col collega che segue la Mamma.

Cordiali saluti
Dr. Antonio Ferraloro

[#19] dopo  
Utente 350XXX

Grazie tante dottore,
Innanzitutto la Mamma non ha mai avuto problemi cardiaci e spero che questo al momento basti, quando si potrà farà l'elettrocardiogramma.
Le vorrei soltanto chiedere se è il caso di passare subito a tre somministrazioni giornaliere oppure aspettare che le due cpr facciano effetto, magari in un arco di tempo più lungo, onde evitare di darne tre.
Leggo che il farmaco ha un'emivita di ca 7 ore, quindi per avere effetto dovrebbe essere distribuito in 3 pillole al giorno?
Mi perdoni la relativa confusione, ma vorrei dei chiarimenti.
Cordialmente

[#20]  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

senza conoscere la Mamma non è possibile dire se aumentare subito il farmaco a 3 somministrazioni o aspettare eventuali benefici con le attuali 2 somministrazioni, deve essere il medico che segue la Signora a stabilirlo.
L'emivita del metabolita attivo della quetiapina è di 12 ore per cui il farmaco può essere somministrato anche 2 volte al giorno, tre volte rafforza l'azione aumentando i livelli nel sangue.

Cordialmente
Dr. Antonio Ferraloro