Utente 456XXX
Gentili dottori, buongiorno.
Appena due giorni fa, proprio su questo sito, chiesi un consulto per via di un mio dubbio, al proposito di possibili danni recati da psicofarmaci, e la risposta ricevuta mi è stata abbastanza esaustiva e rassicurante.
Comunque sia, il consiglio di un mio caro amico è stato quello di consultare anche degli specialisti nel reparto di Neurologia, ed ora eccomi qui.
Comincio col dirvi che sono un ragazzo di 18 anni, che da circa due anni ha assunto ogni sorta di psicofarmaco esistente: antidepressivi, ansiolitici e neurolettici, prescritti dal mio psichiatra per cercare di curare un disturbo ossessivo comparso all'età di 14 anni, scomparso poi quando incominciai a soffrire di una forte depressione verso la fine del 2016, concatenata a gravissimi problemi di memoria, concentrazione, stress e confusione mentale.
Ovviamente, rimanendo impaurito e spaesato da tutto ciò che mi stava accadendo, decisi di fare una risonanza magnetica per poter capire se tali sostanze avessero intaccato in qualche modo il mio cervello e le sue funzioni cognitive.
Da premettere che ho sempre avuto una memoria ferrea, con intelletto e funzioni cognitive nella norma, ma che purtroppo sono decadute da circa nove mesi or sono.
Il referto della risonanza magnetica dice questo:
- Normale morfologia e segnale delle strutture parenchimali encefaliche.
- Non si rilevano aree di alterazione della diffusione.
- Sistema ventricolare in sede, di regolare morfologia ed ampiezza normale.
- Modico aumento di ampiezza degli spazi liquorali pericerebrali e periencefalici.
(Nel referto c'è scritto "empiezza", ma presumo che sia ampiezza)
- R.A. modesta flogosi del seno mascellare sinistro.
Aggiungo che questa è la seconda risonanza magnetica fatta nella vita, la prima fu agli inizi del mio malessere, quando avevo appena 14 anni.
Ai tempi però, non comparse questo "Modico aumento di ampiezza degli spazi liquorali pericerebrali e periencefalici".
Documentandomi su internet, ho letto che l'aumento degli spazi liquorali è riscontrato nel cervello degli anziani, e non è altro che una sofferenza neuronale conseguita dal rimpicciolimento della corteccia cerebrale, che stando in tema, gioca un ruolo centrale nelle funzioni mentali cognitive.
A parte sapere se il mio dubbio è fondato, la domanda che vi pongo è questa:
C'è qualcosa di patologico e di neurodegenerativo nel mio cervello?
E se il mio dubbio è fondato, ed abbia avuto un rimpicciolimento della corteccia cerebrale, è una cosa irreversibile?

In attesa di risposta, buona giornata.

[#1] dopo  
Dr. Otello Poli

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La maniera per valutare l'eventuale grado di Deterioramento Cognitivo si basa su:
-Test Neurocognitivi,
-TC-PET (esame di neuroimaging funzionale).

In generale molti e differenti psicofarmaci non sono innocui.
Ma va considerato come questi vengano prescritti per il trattamento dei disturbi neuropsichiatrici sottostanti.

Nel prescriverli va sempre valutato il rapporto tra il Rischio(indicazione) ed il Beneficio atteso.

Ovvero "Ubi major minor cessat".
Dr. Otello Poli, MD
Neurologo-Algologo-Esperto in Medicina del Sonno
email: otellopoli@gmail.com - sito web: www.otellopoli.it

[#2] dopo  
Utente 456XXX

La ringrazio per la risposta, dottore.
Ma quindi, in definitiva, questo modico aumento di ampiezza degli spazi liquorali pericerebrali e periencefalici al momento non è nulla di cui preoccuparsi, oppure significa tutto ciò che ho citato sopra?

[#3] dopo  
Dr. Otello Poli

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Il "...Modico aumento di ampiezza degli spazi liquorali pericerebrali e periencefalici...." può essere una semplice interpretazione del medico radiologo.
Sarebbe utile visionare le immagini !
E comunque si parla di "modico" il che, nella variabilità di questo dato da persona a persona, in assenza di disturbi specifici non mi sembra rivestire un significato particolare.

Come Le dicevo le cose importanti sono i disturbi neuropsichiatrici che sottendono alla assunzione di psicofarmaci.

Mentre circa il supposto declino/deterioramento cognitivo precoce va valutato non sulla base di immagini statiche/fisse come quelle di una RM bensi mediante una neuroimaging funzionale e mediante Test Neurocognitivi.

NB: Questo è un parere a distanza e come tale non può sostituire una visita medica nè esami strumentali "mirati".
Dr. Otello Poli, MD
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