Utente 478XXX
Salve, il 26 dicembre 2017, mio nonno comincia ad accusare forti dolori all'anca sinistra che si estendono per tutta la gamba. Con il consiglio del medico di base venne portato in una clinica riabilitativa, concludendosi con un nulla di fatto, poiché i medici hanno riscontrato una frattura al femore e un incavallamento all'anca. Oltretutto in uno dei giorni in cui fu ricoverato, ebbe un attacco cardiaco ma i medici lo hanno subitamente rianimato.Fino a quel momento assumeva i seguenti medicinali: Mattino: Omeprazen (10mg), Repaglinide (1mg 3 volte al giorno prima dei pasti), in concomitanza Ranexa (375 mg) e Dilatrend (6,25 mg) Diuresix (10mg); Pomeriggio: una compressa di Valbacomp (320/25mg) e mezza compressa di Ascriptin e, all'occorrenza, una compressa di tachipirina (1000mg) per calmare i dolori. Successivamente, il cardiologo della clinica eliminò valbacomp e ascriptin poiché allettato.Dato che non poteva fare riabilitazione, fu spostato all'ospedale di San Giovanni Rotondo nel reparto di ortopedia ma, poiché non può subire interventi per via del cuore malato (il cardiologo ha definito l'efficienza del cuore pari al 30%), i medici lo hanno dimesso consigliandogli di stare a letto, evitando movimenti bruschi e attendere 2 mesi affinché l'osso (si spera) si calcifichi, inoltre gli è stato detto di iniettare alla sera Clexane (soluzione iniettabile 4000UI) per evitare la formazioni di trombi. In questa settimana però, ha avuto quel che sembra un attacco ischemico transitorio, per ben 3 volte con sintomi quali: difficoltà a parlare (parole incomprensibili), offuscamento della vista, debolezza. Dopo circa un'ora, torna più o meno normale. Ha 83 anni, il peso si aggira intorno ai 90 chili se non più, ha avuto un infarto nell'93, ha subito un'intervento di angioplastica, inoltre è diabetico. Nell'arco della giornata assume pillole quali: Mattino: Omeprazen (10mg), Repaglinide (1mg 3 volte al giorno prima dei pasti), in concomitanza Ranexa (375 mg) e Dilatrend (6,25 mg); Pomeriggio: Diuresix (10mg); Sera: Clexane (soluzione iniettabile 4000UI). Inoltre per calmare i dolori all'anca, il medico di base gli ha prescritto un antidolorifico: Palexia (50mg 1 al mattino e 1 alla sera e solo in casi di dolori acuti 2 al mattino e 2 alla sera). Prima di iniziare l'uso di Clexane, al pomeriggio, assumeva una compressa di Valbacomp (320/25mg) e mezza compressa di Ascriptin, però, dato che è allettato, il cardiologo li ha eliminati.

[#1] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

è possibile che gli episodi riferiti possano ricondursi ad attacchi ischemici transitori (TIA) ma la terapia che sta praticando, il clexane, è particolarmente indicata per questa condizione.
Il Nonno presenta inoltre due fattori di rischio importanti, l'ipertensione ed il diabete. Consideri che il TIA è solo un'ipotesi a distanza, nel dubbio una visita neurologica è certamente indicata.
Da tenere sotto controllo la pressione arteriosa, la glicemia, il colesterolo e i trigliceridi.

Cordiali saluti
Dr. Antonio Ferraloro

[#2] dopo  
Utente 478XXX

Capisco dottore, ma se il clexane dovrebbe prevenire l'insorgere di trombi, come mai ha questi attacchi?
Il cardiologo quando lo visitò ci disse che il cuore non pompa a dovere ed è ingrossato e inoltre tenere sotto controllo il livello di potassio affinché non aumenti troppo.
Questa notte ha avuto questo presunto TIA, ho controllato la pressione e misurava 135/80 e 85 battiti.

[#3] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

purtroppo non esiste ancora un farmaco che possa prevenire completamente le ischemie cerebrali, pertanto il clexane protegge ma non in maniera completa. Altro fattore di rischio è anche il problema cardiologico con l'insufficienza della pompa cardiaca.

Cordialmente
Dr. Antonio Ferraloro

[#4] dopo  
Utente 478XXX

Ultima cosa dottore, nel caso si ripresenti l'attacco, cosa è opportuno fare nel mentre? Grazie ancora della disponibilità.

[#5] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

sconoscendo la natura del disturbo non si può consigliare nulla in quanto ogni terapia è conseguente ad una diagnosi.

Cordialità
Dr. Antonio Ferraloro