Utente 180XXX
Buongiorno, chiedo il vostro aiuto per una serie di diagnosi fatte da diversi specialisti su mio figlio, oggi 16enne; cercherò di essere il più esaustiva possibile.
Mio figlio è nato da una relazione con un uomo bipolare che è stato in cura finché ha vissuto con noi; il bambino ha vissuto un padre che dormiva molte ore al giorno ma che non ha mai avuto fasi maniacali in sua presenza, e che tutto sommato era fiero di suo figlio e affettuoso con lui.
Fin dalla più tenera età mi sono resa conto che c'era qualcosa di strano in mio figlio, di differente rispetto allo sviluppo psicologico dei fratelli (avuti da una precedente relazione): fin da neonato, e poi per tutta la vita fino a oggi, per esempio, è sempre stato incapace di gestire anche piccole frustrazioni, come aspettare 5minuti (mai di più) dal risveglio all'allattamento. Lui diventava rigido e urlava disperatamente; all'asilo nido, fin dai 9 mesi, mi hanno poi sempre riportato piccoli episodi di "sadismo", pareva che la sua attività principale, a casa coi fratelli e al nido coi compagni, consistesse nel fare piccoli/grandi dispetti agli altri bambini, picchiandoli anche, tradendo un'enorme soddisfazione nel vederli piangere. Aveva tanti altri "sintomi", che non riporto per ragioni di spazio, comunque quando aveva 6 anni il suo papà ha smesso di curarsi, è entrato in fase maniacale e così, quasi da un giorno all'altro, l'ha abbandonato non cercandolo mai più.
Chiaramente il quadro generale si è aggravato, ma io prima di allora ero già quasi certa che qualcosa in mio figlio non andasse.
Già alla scuola materna le maestre mostravano estrema preoccupazione per le caratteristiche del bambino, ma alle elementari questa preoccupazione era diventata insofferenza: le maestre non lo tolleravano, io ho dovuto cambiargli scuola, era scartato dai compagni di classe e a partire dalla quarta elementare il bimbo ha iniziato a rifiutarsi di lavarsi. Mi riportava anche di sentire, di notte, delle voci che parlavano con lui deridendolo e/o insultandolo.
A quel punto, non riuscendo più a gestire la situazione, mi sono rivolta alle Ass. Sociali che gli hanno dato un'educatrice e lo hanno inviato da una psicologa.
Da allora ha visto questa psicologa per 2 anni, un neuropsichiatra per i successivi 4, nell'ultimo anno anche uno psichiatra e un altro psicologo: non ci crederà, ma sono state fatte 4 diagnosi differenti e antitetiche. Secondo la psicologa io non ero una buona madre e mio figlio era il risultato di una serie di traumi non meglio identificati da me causati; secondo il neuropsichiatra, che si è deciso solo dopo 3 anni trascorsi a dire che era tutta colpa dei traumi causati dal padre a fare dei test, ora ha un disturbo narcisistico; lo psichiatra dice bipolare; lo psicologo dice che è colpa del padre e non ha nulla di psichiatrico. Io penso sia bipolare ma non vengo ascoltata, gli anni passano e lui peggiora. Come posso aiutare mio figlio, avendo una diagnosi corretta? Vi prego sono disperata.

[#1] dopo  
Dr.ssa Angela Pileci

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Gentile signora,

certamente il quadro è confuso, perché ricevere diagnosi così diverse tra loro non permette neppure l'impostazione di un trattamento adeguato e soprattutto non sono d'accordo, nonostante tutti i limiti del consulto on line, nel dire mai che un genitore è inadeguato, anche perchè il papà del ragazzo ha avuto un disturbo molto invalidante e immagino che Lei abbia fatto i salti mortali per gestire la situazione come meglio poteva.

Detto questo, ora Suo figlio è un ragazzo. Posso sapere come sta oggi e quali problematiche presenta? Va a scuola? Ha amici?
In casa con Lei come si comporta?
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#2] dopo  
Utente 180XXX

La ringrazio per la risposta. La situazione attuale è questa: la sua cura del l'igiene personale rimane assai carente: si lava solo se deve uscire con l'educatrice e solo per non sentirla parlare, per il resto continua a sostenere quello della pulizia sia un nostro problema, non suo. La maggior parte dei suoi vestiti, soprattutto la biancheria intima, sono da buttare dopo che li ha indossati.
È bugiardo probabilmente in maniera patologica, mente anche quando dalla menzogna non trae alcun vantaggio pratico né sociale. Non è capace di gestire frustrazione o rabbia, continua a provocare i fratelli (e a quanto mi riportano anche la gente per strada) con atteggiamenti molto infantili, fino alla reazione fisica, alla quale a sua volta reagisce cercando di ferire con oggetti, spaccando regolarmente tutto in casa e rischiando di fare e farsi seriamente del male.
Beve alcolici pensando non me ne accorga e nega di averlo bevuti, avevo il sospetto fumasse anche cannabis e lui ha continuato a negarlo finché l'ho beccato sul fatto ma anche dopo ha continuato a negare di proseguire a farne uso; va a scuola ma in maniera assolutamente inconcludente. Compirà 17 anni fra 5 mesi e deve rifare la prima superiore: a scuola è oppositivo nei confronti dei professori e continua a patire l'esclusione dei compagni, alle cui prese in giro ha reazioni spesso esagerate e violente, disturbando le lezioni, a casa non ha mai aperto un libro né fatto un compito.
Di notte non dorme. Saccheggia il frigo e la dispensa negando poi di esser stato lui, ruba soldi ai fratelli, alle loro fidanzate quando dormono qui, a me. L'abbiamo sorpreso spesso di notte a parlare da solo proprio come in un dialogo fra 2 soggetti, cambiando voce per rispondersi, e alcune educatrici del servizio sociale mi dicono che lo fa anche per strada quando è da solo. D'inverno appare di umore tendenzialmente depresso: mangia pochissimo e dorme tutto il tempo dal rientro da scuola all'ora di cena, ma mai di notte, d'estate non dorme affatto.

[#3] dopo  
Dr.ssa Angela Pileci

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Gentile signora,

in prima battuta credo sia importante, anzi fondamentale, che l'intero nucleo famigliare o almeno Lei siate coinvolti in un trattamento psicoterapico che vi metta nelle condizioni di sapere come interagire con lui per evitare quelle reazioni eccessive e promuovere i comportamenti più funzionali.

Da qui non è possibile porre alcuna diagnosi, anche perché non conosco direttamente Suo figlio ed è vietato dalle Linee Guida del sito e dalla Legge.
Tuttavia, perché non fa il punto della situazione con tutti i curanti, facilitando ad esempio il dialogo tra loro, se già non è accaduto? Psicologo, educatore, psichiatra comunicano tra loro sulle problematiche di Suo figlio?

Per quanto riguarda l'igiene personale, è vero che Suo figlio è grande e avrebbe già dovuto acquisire questa abilità, ma che cosa succede quando deve incontrare l'educatrice? Sa mica se l'educatrice ha messo dei paletti per la questione igiene?
Le chiedo questo perché capisco sia sfidante, soprattutto per l'età e perché ripetere tante volte la stessa cosa (soprattutto se dovremmo considerarla scontata) può diventare sfiancante in mezzo a tutti gli altri problemi, ma si è mai chiesta se il SUO comportamento (di Lei che scrive qui) non sia troppo molle, magari per evitare scenate, urla, ecc...?
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
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[#4] dopo  
Utente 180XXX

Non direi, anzi il mio attuale compagno è un OSS in un ospedale psichiatrico, avevamo pensato che come avviene per i suoi pazienti la minaccia di esser lavato coercitivamente l'avrebbe indotto a desistere dalla sua condotta quantomeno per dignità, invece anche un anno di tentativi in questo senso non hanno sortito effetto, né il fatto che la sua educatrice da anni ormai lo rimandi a casa quando si presenta sporco o si presenti con un taglia unghie in borsa lo hanno invogliato a lavarsi di più.
La sua educatrice è anche lei abbastanza perplessa rispetto alle varie diagnosi e sfiduciata come me perché ammette che in tanti anni il suo intervento non ha sortito alcun tipo di effetto. Quello che demotiva tutti gli adulti di riferimento è percepire la situazione come un sasso lanciato in un pozzo senza fondo: non si sente nemmeno il tonfo. Si ha spesso la sensazione che se nulla mai fosse stato tentato, la situazione non sarebbe comunque diversa da com'è oggi.
So che non è possibile né deontologicamente corretto avanzare ipotesi di diagnosi via Internet, quel che venivo qui a chiedere era un suggerimento, magari il nome di qualcuno che sia davvero esperto di disturbi della personalità, per arrivare a una diagnosi che sia più o meno condivisa da tutti gli specialisti e iniziare una cura univoca, perché essendo questa la situazione e perseguendo ognuno la sua idea di ciò che il ragazzo potrebbe avere si son persi anni preziosi in cui lo si sarebbe potuto aiutare anziché osservare e basta, e lui frattanto sta facendo il vuoto attorno a sè: niente amici, niente ragazze, i fratelli cominciano a prendere le distanze, io sono molto preoccupata perché è a un passo dall'essere adulto e solo ora sento gli assistenti sociali ventilare l'ipotesi di una comunità psichiatrica (mentre io mi troverei d'accordo piuttosto su una comunità diurna, ma non vengo, di nuovo, ascoltata).
Grazie.

[#5] dopo  
Dr.ssa Angela Pileci

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Gentile signora,

Nella sua zona non so indicare un centro ma posso certamente segnalare il centro Al Dragonato di Bellinzona e Villa Ratti di Monticelli Brianza nel Lecchese.

Spero davvero che ci siano una svolta e miglioramenti per la salute di Suo figlio.
Se vuole mi aggiorni.

Cordiali saluti
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
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[#6] dopo  
Dr. Rosamaria Bruni

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Gentile Mamma,

Mi inserisco con molta prudenza anche perche' c'e poca chiarezza nell' esposizione dei sintomi.

Non essendo permesso per le linee guida del nostro portale fare diagnosi , tuttavia come Neuropsiquiatra Infantile se fossi il terapetua di suo figlio ,l' avrei orientada sia dal punto di vista diagnostico, che terapeutico..

1. Ricordiamo che c'e una familiarità con DBipolare
2 Evidentemente dal punto di vista dinamico ,l'abbandono paterno ha avuto le sue rispercussioni.
3- La mancanza di igiene personale e di cura, la confabulazione notturna etc etc , sono elemnti chiari di un processo in itinere che va gestito dal punto di vista terapeutico e farmacologico.
4- Vista l età non posso escludere che magari faccia uso di sostanze che , possono concorrere alla sintomatologia da lei riportata,

Conclusioni : Iniziare immediatamente , una psicoterapia e una terapia farmacologica con il professionista con il quale il ragazzo ha migliore vincolo terapeutico ; Se non e' contenta dell 'attuale , cambi.


Quando le cose non vanno nella gisuta direzione, e' bene considerare il cambio, certo non l'attesa non aiuta la contrario, cronicizza


In caso le possa essere utile , ci sono i miei recapiti nel portale.

Saluti Cordiali

Dr.ssa RosaMaria Bruni
Neuropsichiatra Infantile