Utente 204XXX
Vi chiedo cortesemente un suggerimento per la situazione che mi vede coinvolta. Ho 41 anni, peso 56 Kg altezza 1,60 mt. Per la prima volta 8 giorni fa ho avuto dolori lancinanti che si sono improvvisamente presentati sulla gamba destra (anteriore) e sul ginocchio. Dalla R.M. imediatamente eseguita è stata evidenziata "a livello intersomatico L3-L4 presenza di ernia discale ad estrinsecazione posteriore laterale destra". E' stata effettuata la seguente terapia: soldesam 4 mg miscelato a muscoril 2 volte al giorno per tre giorni e 1 volta al giorno nei successivi due giorni, oltre a una fiala di voltaren per sette giorni. La terapia con il voltaren è iniziata ieri al termine della terapia con il cortisone. A tutt'oggi non avverto alcun percettibile miglioramento persistendo una forte lombocruralgia acuta che inizia nella regione lombare e si estende alla coscia e al ginocchio. Tale situazione mi impone a letto da circa otto giorni ove non riesco a trovare il giusto posizionamento per la sintomatologia dolorosa il che mi impedisce di dormire. Faccio sporadici spostamenti di pochi metri dal letto attese le difficoltà deambulatorie. A Bari nella struttura dove è stata eseguita la R.M. hanno suggerito di eseguire la "procedura intervenistica spinale con chemiodiscolisi con ozono intradiscale e infiltrazione periganglionare e perirdicolare" imediatamente al termine della terapia cortisonica se quest'ultima, come nalla specie, non avesse dato immediati risultati e, quindi, ad oggi tale intervento doveva essere già stato eseguito. Cosa pensate di tale intervento spinale con chemiodiscolisi?
Vi chiedo cortesemente di indicarmi se l'assenza di un miglioramento (se non davvero infinitesimale) dopo 7 giorni di terapia (che ritengo forte) possa dimostrare l'inefficacia della stessa e se -prima di procedere ad ogni eventuale intervento- sia meglio (come io vorrei tentare nonostante i forti dolori) ricorrere ad altre tecniche non di tipo invasivo (massoterapia, metodo Mckenzie, medoto static, agopuntura, continue preghiere..........).
Mi sono permessa di rivolgermi a Voi nella speranza di avere un consiglio proficuo diretto a risolvere una situazione improvvisamente arrivata e che mi frustra fortemente impedendomi di poter fare da mamma ai miei tre bimbi piccoli.Vi ringrazio.

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Dr. Carlo Delvecchio

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Gentile sig.ra
Dal suo racconto emerge un elemento fondamentale, ovvero che la lombocruralgia sarebbe insorta da 8 giorni circa e che prima di questo episodio non aveva mai sofferto di dolori di questo tipo.
Questo è un elemento fondamentale dal quale si deve partire per orientare la terapia in senso medico (come sta già facendo) e che rende ottimisti sulla riuscita della terapia.
In particolar modo ciò che ad oggi ha fatto è quanto è indicato in questi casi, ovvero il riposo assoluto, la terapia con cortisone e FANS (Voltaren) e con miorilassanti (Muscoril). Ovviamente non potrà aspettarsi in alcun modo che il dolore acuto possa passare in pochi giorni. Ci vuole del tempo. Concluda la terapia con il Voltaren fl o compresse, continui la terapia con il miorilassante fl o cp, non dimentichi di assumere il gastroprotettore e al bisogno può fare uso di un antidolorifico che il medico curante saprà consigliarle.
Per il momento non deve fare altro. Se tra 10-15 giorni il dolore dovesse continuare ad essere resistente alla terapia medica, bè…allora sarebbe indicato un trattamento diverso, più invasivo, ma in quel caso dovrà rivolgersi ad uno specialista neurochirurgo che è il solo che potrà valutare se c’è margine per tentare di risolvere il problema con la chemiodiscolisi (ozonoterapia) oppure se è indicato l’intervento chirurgico.
Ribadisco comunque che ad oggi è ancora prematuro fare valutazioni di questo tipo visto che la sintomatologia algica da lei riferita data da troppo poco tempo.
Di certo nel Suo caso è sconsigliato fare, in questa fase, fisioterapia.
Cordiali saluti.
Dr. Carlo Delvecchio
specialista in neurochirurgia