Utente 471XXX
Mia madre (47 anni) soffre da 5 giorni di un mal di denti atroce con dolore che si irradia sul viso. Dopo 2 giorni (passato il weekend) s'è fatta controllare dal dentista che indica come causa il dente del giudizio e che quindi si dovrebbe estrarre. Le ha prescritto la cura d'antibiotico (ZIMOX 1g ogni 8 ore) e fissata l'operazione di estrazione per domani (quindi dopo 6 gg dall'insorgenza del problema) con la premessa che in caso ci sia ancora dolore non può procedere con l'operazione. Purtroppo il dolore è ancora più acuto e persistente, come mai nonostante la cura d'antibiotico e l'assunzione di aulin e ibuprofene?Se il dolore persiste l'estrazione non si può fare?Ma per far cessare il dolore non si deve estrarre il dente?
L'anti-infiammatorio non sta causando l'alleviazione del dolore, va comunque assunto?
Per calmare il dolore, mia madre fa dei riscacqui con dell'alcool (tipo whiskey) che effettivamente stanno alleviando il dolore là dove l'antiinfiammatorio sembra acqua fresca, ci sono controindicazioni nell'usare questo "rimedio della nonna"?
Grazie mille
P.S.Mia madre era in cura per una brutta gengivite causa di problemi legati all'eccessiva mobilità di un incisivo.

[#1] dopo  
172424

Cancellato nel 2010
Cara signore, perchè da 5 giorni?
Non avrebbe potuto rivolgersi al suo Dentista?

Non viene estratto se c'è dolore?

Ma il dolore deve e può essere tolto con procedure di urgenza locali e non costituisce certo controindicazioni, in ogni caso ad una avulsione (=estrazione) chirurgica.

Controindicazione è la presenza di un ascesso non controllasto con antibiotici potenti ed adeguati, ossia a largo spettro e soprattutto attivi contro i microbi gram negativi anaerobi e che csiano capaci di raggiungere l'osso e la zona del dente del giudizio e non sono molti...
ma non posso certo pèrescriverli per WEB senza conoscerla e aver fatto una anamnesi locale e clinica generale!


Cordialmente

[#2] dopo  
Utente 471XXX

Egregio dottore,
mia madre s'è recata dal dentista dopo il weekend e quindi al lunedì...prima non era possibile :)
Se ho ben capito la Sua risposta, l'intervento non può essere fatto se c'è un ascesso...e dovrebbe essere questo il caso...
Passati ormai 5 giorni di cura con ZIMOX 1 g, da cosa potrebbe dipendere il fatto che il dolore invece di diminuire, aumenta?

Gli anti-infiammatori vanno assunti comunque, anche se inefficaci per il dolore?

I riscacqui con l'alcool sono pericolosi?

Grazie mille per aver risposto, spero che mi chiarisca ulteriormente i miei dubbi!

[#3] dopo  
Dr. Cataldo Palomba

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Gentile Signora,
Considerando che sua madre segue una terapia antibiotica già da alcuni giorni, se non ci sono particolari controindicazioni che solo il suo dentista può valutare, l'estrazione è giusto eseguirla il più presto possibile, poichè il dolore non scomparirà, o lascerà il passo ad un ascesso.
Il dolore non è un ostacolo all'estrazione, è sufficiente una buona anestesia, anche se molti denti pulpitici spesso risultano refrattari.

Considerando la persistenza del dolore probabilmente si tratta di una pulpite: nel suo racconto non ha parlato di gonfiore, ed un ascesso dentario si manifesta con il gonfiore per la raccolta di essudato purulento,e di solito quando è presente l'ascesso il dolore diminuisce o scompare.

I rimedi della nonna pur essendo momentaneamente efficaci, spesso sono pericolosi: meglio estrarre subito il dente.
Cordiali Saluti
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Risposta ad esclusivo scopo informativo, non costituisce diagnosi, non sostituisce la visita medica.

[#4] dopo  
Utente 471XXX

Dottore la ringrazio tantissimo per la risposta esaustiva!
Domani parlerò con il nostro dentista per vedere se è possibile procedere con l'estrazione dato che mia madre è davvero al limite!

[#5] dopo  
172424

Cancellato nel 2010
Mi scusi se mi sono spiegato male.

Intendevo dire che il doloe non costituisce controindicazione all'estrazione ( e che in ogni caso si può togliere con terapie d'urgenza locali)

Poi che l'ascesso se non è stato somministrato un adeguato antibiotico in tempi giusti, può costituire una controindicazione.

Ma come ha ben detto il Dr. Palomba, lasciamo, giustamente, tutto nelle mani di chi la conosce:il suo Dentista!

[#6] dopo  
Utente 471XXX

Dottore La ringrazio per il tempo dedicatomi!

Mi sono dimenticato di riferire una cosa importante:mia madre è in cura con antidepressivi triciclici (Laroxyl), Delorazepam e Serenase, oltre a soffrire di ipertiroidismo, questi farmaci sono di ostacolo all'anestesia?

Grazie ancora!

[#7] dopo  
172424

Cancellato nel 2010
No, ma l'ipertiroidismo va attentamente valutato.
Sarebbe buon comportamento professionale da parte del dentista che contattasse lo specialista che l'ha in cura!

In ogni caso lo chieda lei a lui

Cordiali saluti ancora

[#8] dopo  
Dr. Cataldo Palomba

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Gentile Signora,
in questi casi l'accorgimento da prendere è l'uso esclusivo di anestetico senza vasocostrittore.
Cordiali Saluti
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[#9] dopo  
172424

Cancellato nel 2010
Caro paziente.
L'Ipertiroidismo ha effetti tachicardizzanti ed aritmizzanti sul cuore, in paricolare sugli atri.

Si possono formare Aritmie sopraventricolari parossistiche come fibrillazioni atriali.

La parte che agisce dell'anestetico è la base, ossia la carbocaina o la lidocaina o quant'altro ed ha un effetto inotropo negativo sul cuore.

Questo effetto può scatenare aritmie!

Quindi le consiglio di consultare lo specialista che si occupa del suo ipertiroidismi che suppongoi sia l'Endocrinologo.

[#10] dopo  
Dr. Domenico Laquintana

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Gentile Utente, non essendoci altro da aggiungere agli esaurienti consigli dei colleghi che mi hanno preceduto, mi permetto solo di rimarcare che è sconsigliabile eseguire sciacqui con bevanda alcoliche.

Anche nel caso che, come immagino, la signora non ingerisca la bevanda dopo aver sciacquato, una certa quantità di alcool viene comunque assorbita ed è una cosa da evitare sempre quando si stanno assumendo dei farmaci (particolarmente numerosi nel nostro caso).

la saluto cordialmente.

D. Laquintana
La saluto cordialmente,

Dott. D. Laquintana
www.domenicolaquintana.it

[#11] dopo  
Dr. Cataldo Palomba

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Gentile Signora,
sia per quanto riguarda l'assunzione dei farmaci antidepressivi che per l'ipertiroidismo, come anche per le cardiopatie, il diabete mellito e l'ipertensione arteriosa, l'anestetico locale consigliato è la
MEPIVACAINA SENZA VASOCOSTRITTORE AL 3%:
se l'ipertiroidismo è compensato farmacologicamente eventuali complicazioni, comunque rare per le dosi di anestetico usate per un'estrazione, sono ridotte al minino, anche se il paziente è da considerarsi sempre a rischio.
Sono sicuro che il suo dentista non affronta per la prima volta un pz affetto da tireotossicosi, del resto se non è fornito di testi specializzati o di adeguata esperienza, potrà, se avrà buon senso, leggere i foglietti illustrativi degli anestetici che ha in uso.
Ricordo che eventuali reazioni avverse e complicazioni sono dose dipendenti: inoltre in pazienti come sua madre ciò che costituisce pericolo è lo stato d'ansia e di stress dovuto al dolore.
Le consiglio di riferire al medico tutto sulle patologie e sulle terapie in atto.
Cordiali Saluti
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[#12] dopo  
Dr. Sergio Formentelli

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Gentile paziente, mi trovo nella condizione imbarazzante di dover correggere l'affermazione di uno stimato e preparato collega.

Il motivo fondamentale per la somministrazione di anestetico privo di vasocostrittore in questi casi è squisitamente legato al timore di conseguenze medico-legali.
Non vi è nessun supporto scentifico a questa diffusa prassi.
L'ignoranza dei periti e spesso degli stessi medici e odontoiatri, in caso di controversie, spinge verso un atteggiamento difensivista che è, per il paziente, controproducente.

Cerco di spieìgare in termini semplici.
Una parte del meccanismo d'azione l'ha ben spiegata il dr. Petti, e non intendo ripetere.
Ma vi è ancora un'altro tipo di meccanismo: il vasocostrittore potenzia l'effetto dell'anestetico.
E' presente in rapporto 1:100.000 in media.
Significa che, nella fiala di anestesia, una parte su 100.000 è vasocostrittore.
Pochissimo, quindi, veramente pochissimo.
Quel tanto che basta per tenere l'anestetico più a lungo nella zona dove serve.

Se si usa un anestetico meno efficace, come quello senza vasocostrittore, il paziente potrebbe avvertire una fitta di dolore.
Se solo è un pò ansioso e pauroso, quella fitta è in grado di spremere dalle ghiandole surrenali un bel pò di adrenalina (vasocostrittore) che entra "di botto" in circolo.

Una quantità migiaia di volte superiore all'adrenalina contenuta nella tubofiala di anestetico, che entra, fra l'altro in circolo progressivamente.

Capisce la differenza?

Che differenza fà quel poco di adrenalina che forniamo (lentamente) noi?

La prassi di fare, in questi casi, l'anestesia senza adrenalina è diffusa.
Non è sbagliata, per carità.
Ma non è neppure sbagliata la prassi di fare l'anestesia con vasocostrittore.



www.studioformentelli.it
Attività prevalente: Gnatologia e
Implantologia (scuola italiana)

[#13] dopo  
Dr. Orazio Ischia

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Gentile signora e colleghi tutti mi intrometto in questa che è ormai divenuta una disputa che mi ricorda da vicino quella che durante il mio corso di perfezionamento in medicina legale si tenne al riguardo.Infatti il problema è che il legislatore e quindi il giudice,volendo,si sentirebbero autorizzati a decretare la colpevolezza di un medico odontoiatra in caso di qualunque contenzioso con un paziente,per il quale fossero state emesse delle linee guida da parte degli organi preposti di sanità.Nel caso in specie ben dice il dott.Palomba dal punto di vista medico legale,ma ad avviso di tutti,anche il suo ritengo,nessuno di noi di fronte al rischio di far soffrire il paziente e causare il circolo descritto dall'ottimo dott. Petti,clinicamente si arrischierebbe ad eseguire un intervento potenzialmente algoneno senza il vasocostrittore.
Certo con le dovute eccezioni,se il paziente viene dal medico in specie,considerato troppo difficile allora è suo OBBLIGO demandarlo ad una struttura ospedaliera per il trattamento.
Dr. orazio ischia odontoiatra
perfezionato in chirurgia orale,implantare,parodontale ,endodonzia,protesi,medicina orale, in odontologia forense,

[#14] dopo  
Dr. Cataldo Palomba

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Non è una questione medico-legale:
ci sono testi e pubblicazioni che indicano la mepivacaina senza come l'anestetico d'elezione in questi casi, altrimenti ci sarebbe scritto 'fate come volete'.
Se viene somministrata una fiala con vaso-costrittore, eventualmente optando anche per l'articaina (che contiene sempre vaso-costrittore)che è certamente più efficace, mella stragrande maggioranza dei casi non si verificano reazioni avverse a carico del paziente, ma se per stress o per una insufficiente o non idonea terapia farmacologica di base in un pz cardiopatico, diabetico, iperteso, ipertiroideo, si verifica una crisi ipertensiva grave o altre reazioni avverse, come si stabilisce la causa scatenante e chi glielo spiega, non soltanto al medico legale, ma soprattutto al paziente, il motivo di una scelta arbitraria a scapito della sua salute?

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[#15] dopo  
172424

Cancellato nel 2010
Gentile Signore e Gentile Madre del Signore che ha scritto, la vera paziente sogffertente tra le altre patologie di ipertiroidismo.

Poichè sono stato chiamato in causa, mi vedo costretto a spiegare scientificamente il perchè del mio consiglio, invitandola per il suo bene e la sua salute a seguirlo!

Aggiungo qui che usare un anestetico privo di adrenalina è una "sciocchezza" perchè, a parte il fatto che la concentrazione della Carbocaina (o Mepivicaina o qualsiasi altro anestetico) è maggiore negli anestetici senza vasocostrittore e quindi più lesiva per il cuore per il maggior effetto inotropo negativo esercitato, la mancanza di adrenalina rende memo efficace l'anestesia e più rapidamente veloce l'entrata in circolo della Carbocaina o Mepivicaina stessa etc ed in genere il paziente soffre!
Il dolore provoca l'increzione di adrenalina endogena che è in quantitativi infinitamente maggiori della adrenalina contenuta nell'anestetico, con effetti ancora più devastanti per il cuore perchè l'adrenalina o la noradrenalina sono tachicardizzanti e passare da una tachicardia ad un Flutter non ci vuole poi molto se si instaura un circolo ectopico.
Poi la carbocaina in concentrazione maggiore e più velocemente assorbita, crea pause cardiache in cui è abbastanza facile in soggetti predisposti (per esempio i sofferenti di ipertiroidismo) che si instauri per il rallentamento dei battiti un ritmo di fuga con formazione di un circolo vizioso ectopico che prenda il sopravvendo sul nodo del seno atriale col formarsi di una fibrillazione o almeno di ritmi bigemini o trigemini o run di extrasistoli nel migliore dei casi!

A questo aggiunga che è facile che l'ipertiroideo soffra di aritmie cardiache, anche se mi auguro che non sia il suo caso!

Ma che soffra o non soffra di aritmie, il rischio cardiaco c'è eccome!!!

Quindi il mio consiglio era giusto.

Se vogliamo dirla tutta, proprio in questi giorni ho curato un paziente con simili patologie cardiache e, contattato il suo cardiologo perchè io per serietà faccio così!!!, pur essendo il paziente addirittura scompensato, abbiamo concordato insiemne questo approccio terapeutico per quanto riguardava l'anestesia!

Dispiace dover avere discussioni davanti al paziente, ma qui, tutti si sono più o meno dimenticati che il PAZIENTE è il centro del nostro operare...al di là di ogni parere controverso e quindi mi permetto di insistere.

La cosa più saggia che possa fare sua madre ORA, è consultare a questo punto un Cardiologo ed un Endocrinologo, anche se loro non sono certo i detentori della verità e potrebbero anche loro discutere animatamente sul si o sul no!

Io le posso solo dire che sono sicuro del fatto mio!

Cordiali saluti e ci scusi veramente, ma ho troppo a cuore il mio paziente per lasciar perdere, in questo caso sua madre.

Io ho il dovere di salvaguardare la sua salute!

E questo faccio!

Cordiali saluti ancora

[#16] dopo  
Dr. Cataldo Palomba

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La salute ed il benessere psico-fisico del paziente è al centro dell'interesse di tutti noi in questo sito come nella professione di ogni giorno, spero, e proprio per questo esiste una proficua letteratura internazionale e vengono stilate a livello internazionale linee guida sulle tecniche e protocolli da seguire nei diversi casi clinici, continuamente aggiornati.

L'obiettivo di questo sito è quello di informare nella maniera più chiara, semplice ed esaustiva possibile, con un linguaggio che deve risultare comprensibile anche all'utente con una preparazione cultura bassa, evitando tecnicismi (medichese) o,peggio, disquisizioni accademiche (e su pazienti immaginari!) con pretese da 'lectio magistralis', che, oltre ad occupare spazio prezioso, confondono ulteriormente il paziente-utente senza apportare nulla di concreto.

E' pur vero che il medico è facultato ad agire 'in scienza e coscienza, perchè ogni paziente rappresenta un caso a sè, ma proprio per questo eventuali varianti terapeutiche o casi clinici particolari o procedure personalizzate, è giusto e corretto che vengano segnelate come tali.


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