Utente
Gent. mi medici,
un anno fa ho otturato i denti del giudizio superiori per via di due carie abbastanza avanzate. Una delle 2 otturazioni è saltata in quanto il dente si è leggermente spezzato ed ora è praticamente impossibile recuperarlo per cui devo toglierlo prima di andare incontro ad ascessi e nevralgie varie dato che il nervo è scoperto. Ho dei dubbi riguardo l'intervento. Il dentista presso l'ospedale (del mio non mi fidavo e ho preferito recarmi altrove) mi ha detto che bastava prendere l'antibiotico (augmentin) a partire dal giorno prima in quanto non ho ascessi né infezioni, ma il mio dentista precedentemente mi aveva detto di prenderlo da almeno 3 giorni prima. La mia domanda è quando mi conviene iniziare a prendere l'antibiotico e a cosa è legato il fatto di doverlo prendere per più o meno tempo se comunque non ho infezioni? Preciso che il dente è dritto e completamente fuori.
Inoltre volevo chiedervi come avverrà più o meno l'intervento, cioè se secondo voi il dente potrebbe essere estratto facilmente o dato il foro della carie sulla superficie laterale potrebbero esserci problemi.
Vi ringrazio per la disponibilità.

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Dr. Enzo Di Iorio

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Circa l'assunzione di antibiotico preoperatorio non esiste un protocollo universalmente accettato. Si va dall'assunzione che inizia alcuni giorni prima dell'intervento a chi non prescrive affatto l'antibiotico. La verità è che dal punto di vista clinico non esistono evidenze scientifiche acclarate che facciano propendere verso un atteggiamento terapeutico (o meglio ti pipo profilattico) piuttosto che per un altro.
Io mi regolo in questo modo: se il dente è necrotico o infetto faccio iniziare l'antibiotico alcuni giorni prima dell'intervento se il dente è vitale (ancorchè cariato) prescrivo una mono somministrazione un' ora prima dell'intervento riservandomi di indicare per il post-operatorio la prosecuzione della terapia (da un minimo di un'altra dose alla terapia completa di 6 giorni) laddove l'intervento sia stato particolarmente impegnativo.
Il mio consiglio è di rifarsi a quanto consigliato dal chirurgo che effettuerà l'intervento.

Circa la difficoltà dell'intervento non è possibile generalizzare, si va da casi estremamente semplici ad altri ben più impegnativi.
In gioco sono: la variabilità anatomica individuale e l'esperienza e abilità del chirurgo nell'eseguire l'intervento.

Cordiali saluti
Dr. Enzo Di Iorio
Chirurgo Odontoiatra specialista
enzodiiorio@hotmail.it