Utente 492XXX
Buongiorno. Cercherò di riassumere brevemente la mia situazione a distanza di un anno dall'inizio dei trattamenti ricevuti per combattere la mia parodontite. Ho 45 anni e ammetto di non aver mai curato molto l'igiene orale. Fino ai 44 anni mai avuto grossi problemi degni di nota se non qualche sanguinamento gengivale durante la pulizia che per ignoranza mia ho sempre sottovalutato. Sottoposto regolarmente a sedute di igiene orale con cadenza semestrale. L'anno scorso cambio dentista in quanto quello di "fiducia" va in pensione. Due gg. prima del primo appuntamento con il nuovo mi comincia un dolore ad un premolare dell'arcata superiore dx che dopo un paio di giorni sfocia in un ascesso curato con antibiotico dopo avermi fatto uno scaling al dente coinvolto. Nel frattempo viene eseguito un sondaggio che rileva una situazione tutt'altro che rosea. tre quadranti interessati : i due superiori con complessivi 8 elementi coinvolti con sondaggi variabili tra i 5 e i 9 mm. i 9 sono quelli del dente con ascesso. Mi viene spiegato che un semplice curettaggio gengivale non è abbastanza e mi viene spiegato in cosa consiste uno scaling a cielo aperto, quindi intervento chirurgico. Decido quindi di fare i primi 4 elementi (Giugno 2017) ed ovviamente non si tratta di una passeggiata....sutura , antibiotico, antidolorifico..... nel frattempo il dente con ascesso continua a farmi male e più precisamente dolore alla pressione e alla percussione. Mi vien pertanto devitalizzato senza nessun successo. Decido di temporeggiare per vedere se la situazione rientra e nel frattempo ho il secondo intervento a 2 elementi dell'arcata inferiore (meno doloroso del primo). Arriva Ottobre e la situazione del dente non migliora. Leggera mobilità e sempre dolore per cui si opta per la sua estrazione (si tratta del 15 ) e successivo impianto dentale. A Gennaio 2018 ho il terzo intervento a cielo aperto concluso senza intoppi. A parte il fastidio di avere questo buco tra i denti ( sembra che io abbia un processo di guarigione piuttosto lento per cui è ancora in fase di valutazione la data di inizio intervento per l'impianto) la situazione delle mie gengive è notevolmente migliorata. Non vedo più una singola goccia di sangue quando mi pulisco (diligentemente tre volte al giorno quattro minuti ogni volta + scovolino e filo interdentale) i denti ma c'è una cosa, ed è il motivo per cui ho scritto questo papiro, che non riesco a capire. In pratica dopo tutti questi interventi , due tre volte al mese accuso per qualche giorno un prurito fastidioso al palato e alle gengive e come un senso di pressione sulle stesse. Non è dolore ma come una leggera infiammazione che sembra acutizzarsi in presenza di raffreddori e, ora, dei pollini. Non ho mai avuto questi sintomi quindi da ignorante li associo ad una conseguenza dei miei interventi. Può esserci un nesso? Il dentista dice che i denti sono ok e gli interventi riusciti. C'è qualche visita specifica che dovrei fare? Grazie e un saluto.
Max

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Dr. Diego Ruffoni

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Gentilissimo utente, ci racconta una bella storia odontoiatrica, finita tristemente, ma ora sembra tutto risolto. I fastidi che dichiara potrebbero essere di pertinenza otorino, una visita le toglierà ogni dubbio.
Dr. Diego Ruffoni
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