Utente 137XXX
Ho 69 anni e scrivo dalla Sardegna.
Nel Settembre del 2003 a seguito di esame medico di routine presso una struttura ospedaliera locale mi viene riscontrato tramite colonscopia a circa 90 cm dall o.a "una neoformazione vegetante,stenosante,mammellonata,in parte con aspetto villoso,ulcerata e facilmente sanguinante con presenza di due piccoli polipi che vengono asportati per l'esame istologico.La restante mucosa appre normale"

Si è reso necessario l'intervento chirurgico per "resezione del sigma-retto di adeno-carcinoma PT3 CT3 NR2"
Successivamente mi vengono praticati 12 cicli di FUFA.

Il 20 Giugno 2006 ho subito un ulteriore intervento per recidiva locale (SIGMA) e successivamente trattato con terapia chemioterapica adiuvante con 6 cicli di FUFA e OXOLIPLATINO.

A fine 2008 gli esami clinici strumentali non evidenziavano ripresa della malattia ma il 19 Novembre dello stesso anno a seguito di visita periodica (ecografia addominale)veniva evidenziato quanto segue :
"Costante immagine ovolare ad ecostruttura mista in prossimità del colon di significato patologico dalle dimensioni maggiori di 70 mm con aspetti flogistici"

Successivamente una visita con TC toracica senza e con contrasto dava il seguente esito "in sede parachimenale polmonare bilateralmente linfonodi di dimensioni di circa 15 mm,alcuni calcifici in sede mediastica,ulteriore linfonodo calcifico in sede perilare dx"

Dalla TC addome con e senza contrasto veniva evidenziato ulteriormente "grossolana cisti pielica renale destra di circa 5.5 cm,pregressa resezione retto in corrispondenza del moncone colico SX,si rileva una immagine solida espansiva a contorni irregolari,a limiti sfumati,disomogenea con orletto iperdenso periferico.Dopo iniezione di m.d.c mm 70*52*54 ripetitivamente di an.long a;p e assiale che coinvolge le anse intestinali vicioniori invade la capsula di Gerota,il grasso perirenale,il fresso pericolico senza evidente piano di clivaggio con la parete addominale.Si rilevano in sede mesenterica diverse tumefazioni linfonodali di cui una in particolare mm 35*40*40,tali reperti sono suggestivi per verosimile a recidiva di malattia.Anche per questo è stato necessario intervenire chirurgicamente per rimuovere la neoplasia del Sigma in sede retro-peritoneale-sottopancreatica e lombare sinistra con infiltrazione di una ansa digiunale e asportazione della neoformazione retroperitoneale e resezione dell'ansa digiunale"

Dopo l'intervento è stato necessario il trattamento chemioterapico che attualmente pratico, vale a dire "OXXEL, 8 cicli (1 ciclo ogni 21 gg) e per gg 14 compresse di XELODA (6 al giorno) più settimanalmente vengo trattato con ERBITUX (biologica)circa 20 cicli.
Tutto ciò premesso cortesemente domando:

1)La terapia sin qui praticata a vostro illustre avviso è stata corretta?oppure è necessario modificare,integrare o addirittura cambiare il trattamento chemioterapico in considerazione del fatto che la malattia si ripresenta puntualmente ogni 24-30 mesi dagli interventi chirurgici?

2)Aggiungo se può servire che attualmente sto benissimo anche se sono ancora sottoterapia ed inevitabilmente ciò mi causa molti disagi anche di carattere psicologico,ma sono completamente a-sintomatico ho un buon appetito ed evacuo naturalmente e regolarmente anche due o tre volte al giorno senza alcun problema.
Egrego Professore può formulare un giudizio sul mio percorso?
Ringrazio anticipatamente e invio i miei più distinti saluti.

[#1] dopo  
Dr. Carlo Pastore

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Gentile utente,

direi che sin qui la storia clinica è stata ben condotta. Io terminerei i cicli di terapia previsti ed eseguirei uno stretto follow-up trimestrale per verificare che non vi sia ulteriore ripresa di malattia. Si potrebbe pensare di abbinare ai cicli restanti di terapia farmacologica delle applicazioni di ipertermia a livello addominale.

un caro saluto

Carlo Pastore
www.ipertermiaroma.it
Dr. Carlo Pastore
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