Utente 199XXX
sIalve, il giorno 11 marzo 2011 porto mio padre d'urgenza al ps di un ospedale per un improvviso gonfiore di addome e gambe. gli viene praticata una tctotal body ed arti inferiori con mdc e.v. con il seguente referto: NORMALE CALIBRO DELL'AORTA E DELLE ARTERIE DEGLI ARTI INFERIORI, A LUME PERVIO CON OMOGENEA OPACIZZAZIONE IN FASE ARTERIOSA SINO ALLE PEDEDIE. PERVI IL TRONCO CELIACO, LE ARTERIE MESENTERICHE E LE RENALI. PERVIA LA VENA CAVA INFERIORE, CON FLUSSO BEN ESPLORABILE ANCHE AL COLOR-DOPPLER NEL TRATTO INTRA-EPATICO. AL LOBO INFERIORE DEL POLMONE SINISTRO GROSSOLANA LESIONE ESPANSIVA AMPIAMENTE COLLIQUATA, CON DIAM.MAX.DI 9 CM.LESIONE SOLIDA COLLIQUATA ADESA ALLA SUPERFICIE ESTERNA DEL RENE DESTRO A SEDE MESORENALE, DEL DIAM. DI 3 CM. LESIONI SOLIDE AD ENTRAMBI I SURRENI, E LINFOADENOPATIE ALL'ILO SPLENICOED A SEDE PERIAORTICA,CON DIAM.MAX. DI 2 CM. PRESENTE DISCRETA ASCITE, E DIFFUSA DISOMOGENEITà DEL CELLULARE ADIPOSO MESENTERIALE TRA LE ANSE DIGIUNALI NEI QUADRANTI DI SINISTRA. DIFFUSO EDEMA SOTTOCUTANEO ALLE GAMBE.
FURONO FATTI I PRELIEVI DEL SANGUE E I VALORI SEGNATI CON ASTERISCO SONO I GLOBULI BIANCHI PARI A 12,96
MCV PARI A 78,1
NEUTROFILI 9,0
POTASSIO 3,18
CALCIO 8,1
MIOGLOBINA 116,0
CK-MB 9,41
D-DIMERO 2
PT 51
PTT 45
FIBRINOGENO 445
INR 1,50
LDH 980.
IL GIORNO SUCCESSIVO ESEGUE ALTRI ESAMI
FERRITINA 952,0
CEA A.CARCINOEMBRION. 9,8
TPA 234,0
BETA2 MICROGLOBULINA 2,11
NSE 36,0
RC SANGUE OCCULTO NELLE FECI POSITIVA
POTASSIO 3,27.
FU PRATICATO PRELIEVO DI LIQUIDO ASCITO PER CITOLOGICO
è STATO RICOVERATO NEL REPARTO DI MEDICINA GENERALE FINO AL 23 MARZO E IN QUESTI GIORNI, IN ATTESA DEL CITOLOGICO GLI VENIVANO DATI IN ENDOVENA LASIX, ALBUMINA, E POTASSIO. FU CAMBIATA LA TERAPIA DEL DIABETE, CHE ERA PRIMA CURATO CON SUGUAN M E METFORMINA, E GLI VENIVA SOMMINISTRATA INSULINA CON DIABETE MAX 110.
COME PRIMA DIAGNOSI MI PARLARONO DI CARCINOSI PERITONEALE CON METASTASI. MA NON è STATO MAI RICHIESTO UN CONSULTO ONCOLOGICO.(PERCHè SECONDO LORO NON SI POTEVA DARE DIAGNOSI IN ASSENZA DI CITOLOGICO CHE TARDAVA AD ARRIVARE) INTANTO LE CONDIZIONI DI SALUTE DI MIO PADRE PEGGIORAVANO DI ORA IN ORA FINO AL GIORNO 23 MARZO QUANDO DECISI DI FIRMARE E DI TRASFERIRLO D'URGENZA IN UN REPARTO ONCOLOGICO DI UN' ALTRA STRUTTURA.
MA MIO PADRE NELLA NOTTE TRA IL 23 ED IL 24 è DECEDUTO. VORREI SOLO SAPERE SE SECONDO VOI EFFETTIVAMENTE è STATO FATTO TUTTO IL POSSIBILE PER LA VITA DI MIO PADRE O è STATO TRALASCIATO QUALCOSA....INOLTRE NONO CI è STATA CHIARITA LA CAUSA DEL DECESSO IMPROVVISO E ON AVREMO PACE FINO A QUANDO TUTTI QUESTI DUBBI NON SARANNO CHIARITI. GRAZIE

[#1] dopo  
Dr. Gino Alessandro Scalese

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Gentile utente,
non sono un oncologo ma quadri clinici di questo tipo capitano anche a noi; da come descrive il caso purtroppo la diagnosi di tumore è stata fatta in una fase troppo avanzata per poter sperare in cure mediche risolutive, perciò si eseguono solo terapie così dette di "supporto", cioè vengono somministrati farmaci che servono solo a riequilibrare eventuali alterazioni; ma purtroppo in queste situazioni bisogna accettare i limiti della medicina e l'evoluzione di questi quadri clinici è quella da Lei descritta; in queste situazioni il decesso avviene perchè il tumore ha debilitato così tanto l'organismo che lo priva anche delle funzioni vitali. Il Reparto di Medicina comunque è il Reparto più appropriato per la getsione di questo tipo di terapie e la diagnosi di carcinosi peritoneale la si fa dall'analisi dell'esame TC e dalla visita clinica e non obbligatoriamente dall'oncologo. In ogni modo, considerata l'evoluzione avere il risultato dell'esame citologico non avrebbe in ogni modo cambiato il decorso. Spero che queste notizie possano darle un pò di sollievo ma purtroppo questa è la realtà.
Cordiali saluti
Gino Scalese

[#2] dopo  
Utente 199XXX

buongiorno, voglio capire solo xkè non sono stata avvisata del fatto che mio padre era cosi' tanto debilitato da non riuscire a superare la notte. lo chiedo perchè mio padre non era monitorato, non si nutriva quasi piu' e non veniva integrata l'alimentazione con vitamine o qualsiasi altra pratica deve essere fatta in questi casi. ci tengo inoltre a riportare un pezzo di un articolo che ho trovato in rete.
"L’insulina può scatenare un flusso di potassio che provoca un disturbo chiamato ipokalemia che porta alla paralisi dei muscoli respiratori. Altre cause di questa malattia sono infezioni gravi, disidratazione acuta, insufficienza surrenale, insufficienza renale cronica, emorragie del tratto gastrointestinale, e una scomposizione troppo veloce delle proteine per la produzione di energia. Un’assunzione sbilanciata di potassio (inferiore) rispetto al sodio può portare all’ipertensione".
come gia detto mio padre soffriva di diabete ma rientrava nei parametri riuscendo a mantenerlo per lo piu' stabile.
non mi spiego il perchè gli venisse somministrata dell' insulina che come ho potuto capire bene non gli faceva.
credo inoltre che sia impossile che un medico indipendentemente dalla patologia clinica non si accorga che il paziente sta per morire.
vorrei tutte quaste spiegazioni per un fattore personale anche perchè dalla cartelle clinica mancano dei giorni, insomma è tutto un insieme di cose che mi fanno dubitare.
ringrazio per la risposta e spero vogliate scusarmi se insisto, ma per me è molto importante. GRAZIE

[#3] dopo  
Utente 199XXX

DIMENTICO DI DIRE CHE MIO PADRE ERA UN UOMO DI 66 ANNI....

[#4] dopo  
Dr. Gino Alessandro Scalese

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Gentile utente,
da quel che ho potuto capire lei ha ricoverato il papà in urgenza nel momento in cui è stato notato del "gonfiore" che dalla diagnosi che è stata eseguita successivamente era causato da una diffusione di liquidi all'esterno del torrente circolatorio cioè in addome ed alle gambe: questa fase la si definisce di "scompenso" cioè il tumore ha alterato tutti i principali meccanismi omeostatici (cioè i meccanismi che garantiscono il perfetto funzinamento dell'organismo)ed inevitabilmetne altera anche il metabolismo degli zuccheri che non è più controllabile con i semplici antidiabetici orali e si ricorre indispensabilmente all'insulina che è l'unico farmaco indicato in queste situazioni; per quanto riguarda gli effetti collaterli previsti non sempre essi sono presenti e comunqe dal monitoraggio degli esami del sangue ci si accorge se si altera qualche parametro, infatti correttamente è sato somministrato del diuretico -lasix- per facilitare lo smaltimento di liquidi accumulati in eccesso (gambe, addome ecc.), albumina per richiamare i liquidi nel torrente circolatorio e potassio per riequiilibrare i suoi valori al di sotto della norma -quello che lei ha letto sono i casi di iperpotassiemia - cioè l'eccesso di potassio che può causare anche crisi ipertensive), ma ripeto suo padre dai dati riportati lo aveva un pò sotto la norma; perciò l'atteggiamento terapeutico a mio parere è stato correttissimo.
Per poi rispondere all'ultima domanda tenga presente che i pazienti "neoplastici" in questo stadio sono in precario equilibrio e purtroppo le condizioni cliniche da una situazione di precaria stabilità possono peggiorare improvvisamente senza rimedio e questa fase non è prevedibile (nel caso di suo padre il peggioramento è stato graduale e progressivo).
Dall'impeto con cui mi ha esposto il caso, nonostante questa disquisizione, so già che lei rimarrà sulla sua posizione pensando che ci sia stata qualche omissione, comunque quando avrà la cartella clinica se le dovesse sorgere qualche altro dubbio, la cui risoluzione le potrebbe dare conforto,mi faccia sapere.
Cordiali saluti
Gino Scalese