Utente 307XXX
Buongiorno. Vi chiedo un consulto per mia madre che ha 75 anni. Le è stata fatta una mammografia alla quale è seguita un eco e quindi un ago aspirato. La risposta è stata la seguente:

Materiale pervenuto: materiale citologico agoaspirato sotto guida ecografica da nodulo (diametro massimo 9 mm) del quadrante equatoriale esterno della mammella destra (a ore 9, a 7 cm dal capezzolo e 8,7 mm dalla cuta)

Dati clinici: Pregressa isterectomia per adenocarcinoma endometrioide.
Mammografia: opacità sospetta in seno fibroadiposo (R4 in densità 2)
Ecografia: lesione solida sospetta (E4)

Descrizione macroscopica
Alla punctio con ago da 25 G si aspira materiale ematico in parte cellulato con cui si allestiscono 2 strisci per colorazione PAP

Descrizione microscopica/Diagnosi
All'esame istologico si osservano cellule carcinomatose di media taglia con anisonucleosi di grado moderato-severo, ampio citoplasma denso, per lo più diposte in piccoli aggregati tridimensionali.
PRESENZA CELLULE CARCINOMATOSE
Il quadro citologico corrisponde a quello di un carcinoma duttale G2-3
Categoria diagnostica: C5 (cellule carcinomatose)

Ora mi chiedo: quale può essere la prognosi? Poichè mia madre nel 2003 è stata operata di un carcinoma endometrioide al quale è seguita radioterapia, può essere questo nuovo carcinoma una conseguenza del primo? E' possibile che la stessa persona presenti più carcinomi primari? Poichè all'ecografia i linfonodi non risultavano interessati, sarà comunque il caso di fare lo svuotamento del cavo ascellare? E cosa significa la sigla G2-3? Ringrazio sentitamente ed auguro buon lavoro

[#1]  
Dr. Salvo Catania

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Gentile utente,

1)Non è conseguenza del primo tumore.
Si tratta di un secondo tumore.
E' possibile che lo stesso paziente presenti più tumori primari nell'arco della sua vita.

2)Non è il caso di fare lo svuotamento ascellare, senza avere verificato l'interessamento eventuale del Linfonodo Sentinella.
In caso di negatività di quest'ultimo (probabile trattandosi di un tumore piccolo- T1) NON E' NECESSARIO eseguire lo svuotamento ascellare.

3)G2- G3 è solo una delle tante caratteristiche o parametri biologici della neoplasia. La loro conoscenza consente di programmare una eventuale terapia complementare adiuvante. Nel caso della Sua mamma ad esempio è molto importante conoscere lo stato dei RECETTORI ORMONALI, che per quanto possa sembrare strano, alla sua età è probabile che siano positivi.
Il punto della situazione si potrà fare solo dopo l'intervento chirurgico con tutti i dati definitivi.

In generale Le caratteristiche istopatologiche del tumore primitivo della mammella , il GRADING nucleare e cellulare, forniscono ulteriori informazioni per l'identificazione delle pazienti che necessitano di terapie adiuvanti.
I carcinomi della mammella ben differenziati (G1) si comportano, a parità di condizioni, in modo meno aggressivo di quelli meno differenziati (G2, G3).

Un elevato grading istologico indica una responsività alla chemioterapia adiuvante .
E' stato infatti osservato che quest'ultima produce un miglioramento della prognosi maggiore nei pazienti con linfonodi positivi e linfonodi negativi con tumore scarsamente differenziato, che tra le pazienti con tumore ben differenziato.

Se ne evince , nel Suo caso, che la risposta alla chemioterabia dovrebbe essere ragguardevole.

Ciò non vuol dire che alla Sua mamma verrà proposta una chemioterapia adiuvante, in considerazione anche della sua età, ma ripeto, questo sarà uno dei parametri che verranno presi in considerazione con altri ancora da definire con l'esame istologico.

Cordiali saluti
Salvo Catania
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[#2] dopo  
Utente 307XXX

Dr. Catania La ringrazio per la tempestività. Nonostante oggi sia giornata festiva. Sperando di non aver nuovamente necessità di consulti, almeno fino al prossimo anno.....BUONE FESTE

[#3]  
Dr. Salvo Catania

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Buone Feste
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[#4]  
Dr. Luigino Bellizzi

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Credo che la quadrantectomia con lo svuotamento del cavo ascellare.Seguito da una eventuale radioterapia a questa eta'da buone possibilita' di vita.
Dr.Luigino Bellizzi

[#5]  
Dr. Salvo Catania

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Ribadisco che NON C'E' ALCUNA RAGIONE di fare lo svuotamento ascellare se non è interessato il Linfonodo Sentinella, soprattutto a questa età.

L’asportazione dei linfonodi ascellari infatti non è sempre necessaria essendo il rischio di metastasi ascellari strettamente correlato alle dimensioni del tumore primitivo, che oggi viene identificato in uno stadio sempre più precoce.
Con l’asportazione sistematica dei linfonodi si corre il rischio di asportare inutilmente tessutolinfatico che risulta al successivo esame microscopico frequentemente indenne.
Inoltre, la rimozione dei linfonodi ascellari, può compromettere la funzionalità dell’arto e aumentare il rischio di effetti collaterali, senza tener conto del fatto che non è logico asportare tessuto immunocompetente che aiuta le difese immunitarie.
Poiché non ci sono esami strumentali in grado di rivelare prima dell’intervento un eventuale interessamento dei linfonodi, senza asportarli, è stata messa a punto la cosiddetta tecnica del linfonodo sentinella ORMAI DA TEMPO.
E’ noto che le cellule tumorali che si staccano dal tumore, seguendo le vie linfatiche, migrano all’ascella passando da uno o più linfonodi che sono posti “a sentinella” del sistema linfatico della regione. Se questa stazione-sentinella risulta sana è molto probabile che anche tutti gli altri linfonodi siano indenni ed è pertanto inutile asportarli.

Cordiali Saluti
Salvo Catania
Salvo Catania, MD
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[#6]  
Dr. Alessandro D'Angelo

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Egr. Collega Salvo,
Vorrei approfittare per esprimere un parere, anche se a qualche giorno dalla richiesta.
Concordo pienamente con te sulla ricerca del Sentinella, e mi chiedo come mai ancora oggi vi debbano essere delle perplessità ad eseguirlo dopo la diagnosi di neoplasia.
Pochi giorni fà ho eseguito una consulenza in cui dopo l'aportazione di un melanoma dle braccio e successivi due e dico due reinterventi per margini positivi, s'inviava la paziente per eseguire il sentinella(Mi verrebbe da chiedermi dove veniva iniettato il contrasto stante l'alterata anatomia della zona??).
Spero che anche grazie a questo mezzo mediatico, si possa sensibilizzare gli operatori su tale tecnica.

scusate l'intrusione

Cordiali Saluti
Dr. Alessandro D'Angelo
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[#7]  
Dr. Salvo Catania

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Infatti, sono d'accordo con Te : di perplessità non ci sono ragioni
che ne esistano ancora.
Salvo Catania, MD
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[#8] dopo  
Utente 307XXX

Mi fa piacere che i quesiti posti dagli utenti siano poi di stimolo per dei "forum". Li ritengo molto interessanti. Ma se mi permettete vorrei inserirmi per fare alcune considerazioni, ovviamente da non medico. Circa 30 anni fa un professore di patologia chirurgica affermava che sono molto rari i casi di una stessa persona che produca più di un tumore primario. Ora mi pare che questo detto abbia perso di valenza: perchè la diagnostica si è affinata? perchè si è prolungata la durata di vita? cmq a seguito anche della mia esperienza con mia madre, parlandone con conoscenti ed amici, ho scoperto che questa associazione tra cancro all'utero e successivamente alla mammella, peraltro non collegati tra loro nel senso che sono entrambi primari, è piuttosto frequente. mi chiedo allora, e chiedo a voi se potete rispondermi: Entrambi questi organi sono bersagli ormonali, o meglio la loro attività è legata al ciclo ormonale, quindi, forse dall'esame anatomopatologico o istologico del reperto conseguente all'isterectomia, sarebbe possibile prevedere un futura insorgenza di quello al seno? Nel senso che se il primo fosse conseguente ad una "risposta" ormonale, ci potrebbe essere una terapia preventiva per la neoplasia al seno? E ancora, che relazione c'è tra la neoplasia al seno e la tiroidite cronica autoimmune? L'endocrinologo mi ha raccomandato di fare ogni anno la mammografia perchè la percentuale di neoplasia mammaria aumenta in maniera molto significativa nelle persone con tiroidite a. c.: Il chirurgo ed il ginecologo negano questa correlazione. Tuttavia alla luce del fatto che ora c'è familiarità per la neoplasia al seno, il chirurgo mi consiglia una mammografia all'anno ed allora mi chiedo: la mammografia sono radiazioni e queste se fatte con troppa requenza, non possono essere dannose? Grazie per la risposta

[#9]  
Dr. Salvo Catania

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Non esistono i " collegamenti " cui Lei ha fatto riferimento, se non nella fantasia e nei pregiudizi anche di molti operatori sanitari.

Per rispondere a buona parte dei suoi dubbi potrebbe
visitare il mio sito
www.senosalvo.com
troverà in prima pagina la sezione PREVENZIONE con l'articolo
"LA VITA MODERNA E' NEMICA DEL SENO".

Mi riscriva se avesse altri dubbi soprattutto sul problema della familiarita !
Salvo Catania, MD
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[#10] dopo  
Utente 307XXX

La ringrazio per la risposta..in tempo reale! Ma mi scusi, a quali collegamenti si riferisce? a Tutti? e cosa ne pensa della mammografia annuale? Avevo già visitato il suo sito e mi sono sentita molto orgogliosa ricordando di aver rifiutato la terapia ormonale sostitutiva! (anche perchè avevano scambiato la tiroidite per premenopausa!). Devo anche dedurre che quasi quasi,un ciclo mestruale irregolare..sia una fortuna
Grazie e scusi per l'insistenza

[#11]  
Dr. Alessandro D'Angelo

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Molto probabilmente, i riferimenti a cui Lei si riferisce, soo quelli di tipo genetico (BRCA1 e BRCA2), che ad oggi, oltre ad essere difficilemnte "dosabili", non ci garantiscono la certezza dello sviluppo della neoplasia.
Un sondaggio di qualche ano fà che chiedeva alle donne se in presenza di tali mutazioni genetiche erano disposte ad eseguire una mastectomia radicale blaterale profilattica, ha rilevato solo una diversità tra le donne americane (che hanno ato parere favorevole [vorrei vedere all'atto pratico]), ripetto alle europee (assolutamente no).
Risultato? ad oggi c'è molta carne al fuoco, ma ancora molto si dovrà fare prima di passare dalla possibilità alla certezza; in questo cammino spesso la "carta stampata" rivela cose ancora "da laboratorio" spacciandole per certe.
La prevenzione (mammografia, autopalpazione, ecografia, isita ginecologica etc etc)comunque DEVE rimanere sempre presente nella vita di una donna.
Le radiazioni ad oggi utilizate nella diagnostica, sono molto ridotte e controllate rispetto agli esordi delle apparecchiature radiologiche (ma in questo lascio il campo ai colleghi radiologi).

Cordialmente
Cordiali Saluti
Dr. Alessandro D'Angelo
(email: dangelo@oncologiataormina.it)

[#12]  
Dr. Salvo Catania

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Consideri del tutto trascurabile alla Sua età la dose erogata nel corso di un esame mammografico.

Un discorso a parte va fatto per una ghiandola molto giovanile
più radiosensibile agli effetti delle radiazioni.
Salvo Catania, MD
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[#13] dopo  
Utente 307XXX

Oggi mia madre è stata operata. E' stato confermato che il nodulo era di 9 mm, ben delimitato, ma ciò che mi ha sorpreso è che i linfonodi sentinella asportati sono due. Devo pensare ad uina variante morfologica o c'è qualcosa d'altro? Grazie

[#14]  
Dr. Salvo Catania

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I linfonodi sentinella possono essere anche 3 o più !
Salvo Catania, MD
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[#15] dopo  
Utente 307XXX

Buonasera, sono qui ad approfittare nuovamente della vostra disponibilità.
Mia madre, a cui è dedicata tutta la precedente corrispondenza, è stata operata l'8 gennaio u.s. e finalmente abbiamo avuto la risposta istologica che mi permetto di riportare con la speranza che abbiate la pazienza di spiegamerla.
"Materiale pervenuto: 1.quadrante equatoriale esterno della mammella destra. 2.linfonodo non captante. 3.tessuto linfoadiposo non captante. 3. II° linfonodo sentinella. 4.I° linfonodo sentinella
MACROSPIA:.....al taglio, nel contesto di un parenchima prevalentemente adiposo, si reperta nodulo a margini polilobati di consistenza aumentata del diametro di 7mm che dista 12mm dal margine nord, 32 mm dal margine sud, 13mm dal margine profondo, 30mm dalla cute e circa 6,5cm dal amrgine areolare.
CAMPIONAMENTO: A-B) nodulo nel suo diametro max e margine nord marcato (nodulo incluso in toto); C) cute sovrastante il nodulo; D) prelievo random di parenchima in prossimità del margine sud; E) apice areolare.
2) Linfonodo in prevalente involuzione adiposa del diam. max di 20mm sezionato a metà ed incluso in toto
3) Frustoli di tessuto fibroadiposo delle dimensioni in aggregato di 7x4x1.5 cm nel cui contesto si reperta un unico linfonodo che si seziona a metà e si include in toto.
4)Frustolo di tessuto fibroadiposo nel cui contesto si repertano 2 linfonodi del diametro max di circa 15mm ciascuno che si includono interi.
5) Frustolo di tessuto fibroadiposo nel cui contesto si reperta un linfonodo del diametro max di 13mm che si seziona a metà e si include in toto.
MICROSCOPICA/DIAGNOSI
1)Carcinoma duttale infiltrante (grado2); la lesione misura sul preparato istologico mm9. E' presente carcinoma lobulare in situ di grado intermedio nel tessuto peritumorale e nel parenchima mammario del quadrante a distanza dal nodulo invasivo con estensione pagetoide ad alcuni dotti di medio calibro.
Desmoplasia intratumorale elevata; reazione linfocitaria perilesionale lieve; angioinvasione e necrosi assenti. Cute e mergini di escissione indenni.
ADDENDUM
Detreminazione dell'espressione dei recettori ormonali e dei principali indicatori istoprognostici:
Recettori estrogenici (clone SP-1): negativo (con controllo positivo nei dotti normali)
Recettori progestinici (clonePgR-636): negativo (con controllo positivo nei dotti normali)
Indice proliferativo: esame in corso
Proteina p53 (clone DO-7): neg.
C erb B2/Her 2 (clone CB11): pos. (2+) (espressione debole/moderata a tutta circonferenza nel 40% delle cellule neoplastiche)
Caderina E (clone ECH-6): pos. (+++); neg. nella componente lobulare in situ
Cheratina 34betaE12: pos. (+++)
2) Linfonodo (1) con istiocitosi dei seni libero da neoplasia
3)Linfonodo (1) con istiocitosi dei seni libero da neoplasia
4)Linfonodo (1) con istiocitosi dei seni libero da neoplasia
ADDENDUM
Lo studio del linfonodo secondo il protocollo sentinella....è risultato neg, confermando il reperto morfologico di linfonodo libero da metastasi.
5)Linfonodo (1) con istiocitosi dei seni libero da neoplasia
ADDENDUM
Lo studio del linfonodo secondo il protocollo sentinella....è risultato neg, confermando il reperto morfologico di linfonodo libero da metastasi.
STADIO PATOLOGICO (sec. TNM 6^ ed.): pT1bNO (sn)(i-)
Grading (sec.WHO): grado 2

Bene, fin qui la risposta.Ora, scusatemi, i miei dubbi.
Il chirurgo ci aveva detto, prima dell'intervento, che poichè il prof Veronesi sostiene che a questa età fare o non fare le radiazioni, non cambia nulla, con tutta probabilità la terapia conseguente all'intervento sarebbe stata esclusivamente antiormonale
se il tumore sarebeb stato sensibile agli ormoni. in questo caso mi pare di capire che non è sensibile e quindi...
Dal referto, mi pare di capire chje in realtà i tumori erano due e di due tipi diversi:quali le possibili conseguenze di ciò?
a fronte di tutto ciò, mia madre ieri si è recata dall'oncologo il quale le ha prescritto 25 sedute per radioterapia. Interpellato il medico di famiglia (io ho la fortuna di avere un amico per medico) egli ha parlato con l'oncologo il quale ha detto che la radioterapia, contrariamente quanto propsettato dal chirurgo, si rende necessaria perchè il tumore è multifocale, inoltre, sebbene il tumore non sia sensibile agli ormoni, ma visto che mia madre 5 anni fa è stata operata di cancro all'utero e che anche il pancreas produce estrogeni(giuro che questa non la sapevo), meglio fare la radioterapia.
grazie per le spiegazioni che vorrete fornirmi e vi auguro buon lavoro