Utente 984XXX
Buongiorno, alla mia compagna dieci giorni fa è stato asportato un nodulo al seno, con relativo tessuto circostante, e oggi è andata a ritirare il risultato delle analisi, che non hanno ancora finito, ma di cui vi riporto il testo che in via non ufficiale ci è stato dato:

" frammento di parenchima mammario delle dimensioni di 4,5 x 3 X 2,5 con evidenza al taglio di neoformazioni di colore bianco giallastra, consistenza dura-elastica di 1,8 cm.
diagnosi:
carcinoma duttale infiltrante scarsamente differenziato (G 3 secondo classificazione di bloom-richardson) della mammella con diffusa necrosi centrale. la reazione termoplastica è lieve e l'infiltrato linfocitario intra e peritumorale è scarsamente rappresentato. fattori pragnostici e recettori ancora da analizzare. "

Da notare che la mia compagna ha nell'omero sinistro un encondroma non propriamente al primo grado, dalle analisi risultante stabile, non in espansione.

Mi sono documentato, e ho rilevato che: 1) i tumori scarsamente differenziati sono peggio di quelli ben differenziati; 2) la necrosi è l'opposto della apoptosi, cioè provocata dal tumore; 3) i linfociti sono scarsi, cioè mi pare di capire che la risposta immunitaria è bassa.

Non sono riuscito però a capire cosa significa "la reazione termoplastica è lieve", mi potreste spiegare a cosa può essere dovuto, ad una mal conservazione dei campioni per cui la pellicola non ha rilevato bene le biomolecole oppure al fatto che vi è all'origine poco RNA da rilevare?

Desideravo inoltre sapere se, attendendo le cure dei medici, posso dare alla mia ragazza RESVERATROLO e GRAVIOLA, che pare siano dei potenti antitumorali naturali abbassando la produzione di radicali liberi, inoltre desideravo sapere se posso chiedere all'ospedale di indagare per vedere se il DNA malato delle cellule dell'encondroma è lo stesso di quello delle cellule del carcinoma, o se è meglio stare zitto...

Grazie e cordiali saluti

[#1] dopo  
Dr. Carlo Pastore

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Caro Amico,

non si parla di reazione termoplastica ma desmoplastica e riguarda il rapporto della malattia con il tessuto del quale si circonda. Nulla comunque di determinante ai fini della prognosi o della terapia. Il fatto che sia scarsamente differenziato si, sarebbe stato meglio che fosse stato ben differenziato. Anche necrosi ed infiltrato linfocitario hanno il loro peso ma non determinante. Fondamentale invece è la determinazione dei recettori ormonali, del Ki 67, del c-erb, lo stato dei linfonodi all'ascella. Questi fattori impattano sulla decisione terapeutica (oltre che sulla prognosi a distanza). In questa situazione (se si conferma la dimensione di 1.8 cm) ed a maggior ragione se fossero coinvolti i linfonodi ascellari, si impone un trattamento chemioterapico. Ripeto, per impostarlo occorre però avere tutti i dati biologici della neoplasia e lo stato linfonodale. Una stadiazione completa passa poi attraverso una TC total body con mdc + cranio ed una scintigrafia ossea per verificare lo stato del resto dell'organismo. Mi asterrei ora dal praticare qualunque cura anche se a base di prodotti naturali. Occorre impostare con tutti i dati alla mano un iter terapeutico ben preciso e molto scrupoloso. L'encondroma non entra in alcun modo in questa situazione.


Resto a disposizione, un caro saluto

Carlo Pastore
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[#2] dopo  
Utente 984XXX

Ah, buongiorno dr. Pastore, tempo fa ho visitato il suo sito e desideravo chiederle maggiori informazioni sull'ipertermia, per esempio: è vero che nelle cellule tumorali parte il processo di apoptosi intorno ai 47 gradi? Lei sa qualcosa riguardo lo stato della ricerca sull'ascorbato di potassio?

Grazie ancora, e buona giornata!

[#3] dopo  
Dr. Carlo Pastore

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Caro Amico,

già intorno ai 42 - 43 °C si innesca tale meccanismo (mediato da enzimi che frammentano il DNA). L'ipertermia viene effettuata mediante un erogatore di radiofrequenza che riscalda l'organo ammalato in profondità In tal modo si può ottenere un potenziamento di chemioterapia e/o radioterapia, un effetto antineoplastico diretto, una maggiore attivazione del sistema immunitario. Della metodica parlo estesamente sul mio sito www.ipertermiaroma.it , in continuo aggiornamento.
Per quanto riguarda lo stato delle ricerca sull'ascorbato di potassio non so cosa dirti.

Resto a disposizione, un caro saluto

Carlo Pastore
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[#4] dopo  
Utente 984XXX

Grazie dr. Carlo, purtroppo la mia sete di sapere non riesco mai a soddisfarla e, se posso, le vorrei chiedere un sacco di cose... tra cui: (1) se in tutte le cellule interessate si sviluppa l'apoptosi o se solo in quelle cancerose, (2) e in quale percentuale, e (3) se tale percentuale non è del 100%, come mai? Cioè (4) perchè in alcune cellule si e in altre no?

Sono un programmatore informatico da quando ho 18 anni (ora 39) ma ultimamente sto studiando autodidatticamente biologia cellulare e chimica. L'altro giorno ho avuto un flash da quando ho letto che nel DNA siano "codificate" le proteine. Le proteine sono formate da aminoacidi... Deve sapere che un software di ricezione e trasmissione dati, ha al suo interno "codificato" il "tracciato record" dei dati che deve ricevere/trasmettere. Se i dati che passano non sono "coerenti" l'output del software si definisce "impredicibile". Ora, io ho avuto il sentore che il DNA sia un programma, le proteine i files (o meglio "pacchetti"), e gli aminoacidi i dati (non sto a spiegarle in informatica quali possano essere le strutture di dati, infinite). In un sistema complesso (una banca, un ente pubblico) un programma che si "alluppa" può provocare ad esempio, stampe che non si fermano mai, intasamenti in posta elettronica, insomma le cose più disparate... Chi sta effettuando studi su questo?

Angela oggi ha avuto il colloquio con l'oncologa, le faranno il nodulo sentinella e comunque, per procedura, le leveranno ancora una parte a breve. Siamo ottimisti, e crediamo che non ci siano altri focolai. L'oncologa ha detto che faranno comunque l'esame comparativo tra le cellule del condroma all'omero con quelle del nodulo malato che hanno estratto.
Per intanto la saluto tanto cordialmente, augurandole un buon ponte di relax, che ne abbiamo bisogno tutti. Grazie.

[#5] dopo  
Dr. Carlo Pastore

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Caro Amico, (non conosco il tuo nome)

l'apoptosi si innesca per un meccanismo di distress cellulare ed è mediata da enzimi che tagliano il DNA. Il perchè non si innesca in modo omogeneo nel tumore sottoposto ad ipertermia è semplice: alcune cellule posseggono dei meccanismi di termoresistenza. E' lo stesso che accade per le chemioterapie: come mai a volte non riescono a bonificare tutta l'area malata? Le cellule posseggono dei meccanismi di difesa variabili anche per i chemioterapici. Tutte le terapie passano tra le cellule malate come il rastrello tra le erbacce: qualche erbaccia può residuare e non essendo "sensibile" al rastrello, crescere. La complessità dei sistemi biologici è notevole. Anche l'alterazione dei segnali all'interno della cellula è quotidiano terreno di ricerca. Benone per il proseguio dell'iter diagnostico/terapeutico. Se ti va di fare due chiacchiere dal vivo io sono a Roma.

un caro saluto, resto a disposizione

Carlo Pastore
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[#6] dopo  
Utente 984XXX

Buongiorno Dr. Carlo, è vero scusa, non ho fornito il mio nome, mi chiamo Nicola, come dicevi all'inizio della conversazione ad Angela faranno infatti la TC total body con MDC, domani deve rifare le analisi preliminari xchè le ultime sono venute male (!). L'oncologa dice che da lì si dovrebbe vedere tutto. Speriamo che non ci siano metastasi. Oggi invece sono andato all'umberto I per farmi dare i vetrini in bianco dell' omero, perchè all'IFO faranno questi esami comparativi per capire se c'è relazione o no tra le due lesioni trovate. Ma secondo te, se da un tumore partono cellule malate che se ne vanno in giro a metastatizzare, quelle che si installano nella parte di organismo dove sono emigrate non dovrebbero avere lo stesso DNA? Cioè non basterebbe fare un esame del DNA ad entrambe le cellule per capire se fanno parte della stessa mitosi? Oppure il DNA cambia anche all'interno di stessi tumori? Se ti porto un vetrino (anche del carcinoma al seno) tu hai gli strumenti per analizzarlo o mi devo rivolgere a qualche struttura privata? (che so stavo pensando ai laboratori di tor vergata...)

L'altra sera stavo pensando che se l'apoptosi viene innescata a 42-43 gradi, guarda un pò, noi umani arriviamo ad una febbre massima di 40 gradi, non di più, chissà, se avessimo la capacità di produrre e sopportare febbre a 50 gradi magari il cancro sarebbe una banalissima influenza...

Ho letto anche che, pare, con la chemioterapia le cellule tumorali alla fine possano addirittura rinforzarsi (o è l'organismo che si indebolisce?) e la terapia non fa più effetto: in una situazione del genere (che per fortuna non credo si arrivi nel nostro caso) se ne può uscire? ti risulta che intervenendo con l'ipertermia si ottengano risultati?

Per oggi ti saluto caramente, ti faccio sapere quando passerò di lì, magari aspetto dopo i risultati della TC, nel frattempo studio ancora, per quel poco che posso capire... fammi sapere che strumenti avete lì, cioè come monitorare quanta erbaccia viene estirpata ogni seduta... grazie, buona giornata e buon lavoro, a presto.

[#7] dopo  
Dr. Carlo Pastore

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Caro Nicola,

forse sarebbe stato più agevole discutere di queste problematiche davanti ad un buon caffè, visto che sei passato per il Policlinico :) ... Veniamo a noi: la TC è utilissima ed incrociamo le dita affinchè non evidenzi nulla nel resto dell'organismo. Le cellule tumorali sono differenti tra di loro in genere anche nello stesso nodulo tumorale. Mi spiego: all'inizio della genesi di un tumore si parte dalla mutazione di una cellula; durante la crescita la cellula malata si replica accumulando aberrazioni, quindi se all'inizio nella massa tumorali le cellule si chiamavano tutte Carlo moltiplicandosi viene3 fuori Filippo, Nicola, Giorgio... tutti differenti tra loro. La chemioterapia (ed anche la radioterapia e l'ipertermia) passano tra le cellule tumorali come un rastrello tra le erbacce. Se le erbacce vengono portate via tutte bene, altrimenti quelle che restano via via sono sempre più resistenti ai trattamenti man mano che si procede nelle linee terapeutiche. Una febbre total body a 50 °C non sarebbe sostenibile per la denaturazione di varie strutture, organelli e proteine... L'ipertermia trova indicazione quando vi è un bersaglio oppure in adiuvante quando vi sia una situazione locoregionale ragionevolmente non radicalizzata (a livello microscopico) chirurgicamente. Io credo che nella situazione di malattia della tua compagna ci siano ottime possibilità di una guarigione completa e soprattutto duratura.

Se vuoi ci possiamo vedere e discutere di tutto di persona.

un caro saluto

Carlo Pastore
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[#8] dopo  
Utente 984XXX

Grazie Dr. Carlo, mi sembra di capire dunque che queste cellule si replicano in cellule con diverso dna, ma possibile? Se è così ecco perchè non si riesce a trovare una cura standard e definitiva...

Scusa se non ho messo ulteriori informazioni riguardo la nostra identità ma su questo forum c'è scritto a caratteri cubitali di non mettere informazioni private, quindi direi che ti contatto tramite email sul tuo sito, dove ti fornirò i miei numeri, poi ci sentiamo per il caffè.

Desideravo sapere anche se per caso siete convenzionati o se le cure sono a totale carico del paziente, io non lo so ma ho il sentore che se le curo il problema al braccio (a maggior ragione ora che so che le cellule cancerose non si riproducono uguali...) forse risolviamo in maniera più radicale; ti volevo informare anche che da quando le hanno fatto la biopsia al braccio ha sofferto fino a pochi giorni fa di una infiammazione all'osso (le prudeva anche la ferita) e che dalla PET risultava che l'encondroma (per ora chiamiamolo così, anche se in realtà lo hanno classificato tra benigno e grado I), si era stabilizzato. Penso che con qualche applicazione si potrebbe innescare un qualche meccanismo di risposta immunitaria.

Un ultima cosa, ieri ti ho scritto di quel mio pensiero sulla febbre, ho premuto INVIA RISPOSTA, e dopo girando sul sito mi sono imbattuto nell'intervista in qui parli proprio di quello che mi era balenato in testa l'altra sera: è incredibile che quest'idea fosse venuta già nell'800, e così mi sono studiato un pochino la storia di William Coley.

Comunque credo che finchè il cancro ha una genesi dovuta a virus o microorganismi sia più facilmente curabile rispetto ad una genesi di tipo ambientale o genetica.

Bene, per ora ti saluto, ti rimando alla mail sul sito, buona giornata, buona ricerca...

[#9] dopo  
Dr. Carlo Pastore

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Caro Nicola,

"mi sembra di capire dunque che queste cellule si replicano in cellule con diverso dna, ma possibile? Se è così ecco perchè non si riesce a trovare una cura standard e definitiva..." Esattamente..... le difficoltà sono nel trovare un bersaglio omogeneo...

Certamente puoi scrivere alla mia mail...

Resto in attesa, un caro saluto

Carlo Pastore
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