Utente
Buongiorno.... Ho 53 anni e sono in menopausa chirurgica da 2 anni.( senza terapia sost.orm.) Ho effettuato una MOC vertebrale ed il risultato è stato un quadro di osteoporosi con un T-Score di -2,7 = 72% e una MOC femorale con un quadro di osteopenia con un T-Score di -1,6 = 79%. Il medico di base mi ha prescritto una bustina di CACIT Vitamina D3 1000mg/880 U.I. al giorno – Le mie domande sono le seguenti:

1 – la cura è adatta al mio caso ?
2 – perché la cura sia efficace, per quanto tempo va assunta ?
3 – siccome mi causa stitichezza, è possibile assumerla saltuariamente ?

Nel caso volessi sentire altri pareri oltre a quello del mio medico di base, a quale specialista dovrei rivolgermi ? Grazie dell'attenzione

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Dr. Luigi Di Lorenzo

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Salve,
presumendo lei abbia fatto una MOC-dexa, il valore da li riscontrato è indicativo di Osteoporosi ( ad valor di T score -2,5 in giù) nel suo caso di tipo I ( postmenopausale). I valori al femore sono invece indicativi di osteopenia, comunque d curare. La sola terapia con calcio NON è sufficiente per curare l'osteoporosi e ridurre il rischio ALTO di fratture correlato ad i suoi valori. E' necessario lei inizi da subito una terapia con farmaci cosiddetti "antiriassorbitivi" . Tali farmaci, i bifosfonati, danno valori accettabili ed utili solo a partire dal3°-4° mese di assunzione. La terapia con Cacit è utile, anzi è obbligatoria quando inizierà la terapia con bifosfonati poichè essi possono dare ipocalcemia nelle prime fasi del trattamento. Si rivolga con fiducia ad un Centro di diagnosi e cura dell'osteoporosi, la guideranno con perizia. Tra l'altro l'efficacia e la necessità dei farmaci è provata dal fatto che essi non si pagano,: per i suoi valori esiste la nota 79, attraverso la quale il suo medico le dovrà erogare il farmaco gratis. Nel caso invece lei abbia fatto la MOC ad ultrasuoni i valori preoccupanti sono di norma più alti, e cosi anche quelli per avere il farmaco in esenzione sono più alti. Restando quindi la necessità del farmaco, faccia in questo caso una MOC DEXA ( utile per risparmiare circa 35 euro al mese per almeno 2 anni) cordiali saluti
Luigi Di Lorenzo
www.luigidilorenzo.it

[#2]  
Dr. Sergio Formentelli

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Gentile paziente,
scusi il ritardo nella risposta, ma non frequento abitualmente le discussioni di questa specialità.

Devo metterla in guardia circa un importante e grave rischio per la terapia con bifosfonati che riguarda la mia specialità:

l'osteonecrosi.

In altre parole, in occasione di interventi semplici come una estrazione dentaria o più complessi come un intervento di implantologia, l'assunzione di bifosfonati, che alterano il metabolismo dell'osso è correlato ad un aumentato rischio di necrosi (morte) dell'osso interessato.
L'evento è pericoloso, e non siamo ad oggi in grado di valutare la percentuale di rischio di questo effetto collaterale, e neppure delle conseguenze nel tempo (sempre limitatamente a questa complicanza) in caso di sospensione.

L'uso o meno dei bifosfonati in caso di osteoporosi va quindi valutato con estrema attenzione e cautela.
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Attività prevalente: Gnatologia e
Implantologia (scuola italiana)

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Dr. Luigi Di Lorenzo

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Gentile Utente,
come in tante storie di consulti medici che si rispettino, i pareri e le esperienze possono essere contrastanti.
Ovviamente sono a confortarla rispetto ai timori del Collega.
I casi segnalati apparsi in letteratura sono rari e comunque non relativi al suo caso.
I casi riportati sono relativi a Bifosfonati NON utilizzati e NON INDICATI nella terapia per l'osteoporosi.
I bifosfonati per l'osteoporosi ( alendronato- residronato) hanno una storia oramai decennale fatta di evidenze certe e inconfiutabili.
I casi a cui si riferisce il collega sono relativi a 2 nuove molecole di BIFOSFONATi che NON HANNO INDICAZIONE in ITALIA e nell'europa per l'ostoeporosi.
PAmidronato ed Acido Zolendronico.
L'acido zolendronico è utilizzati per le metastasi ossee.
Il Pamidronato ha come indicazioni:
1- Trattamento delle condizioni associate ad aumento dell’attività degli osteoclasti:
2- Ipercalcemia neoplastica (TIH)3-Lesioni osteolitiche nei pazienti con metastasi ossee associate a cancro della mammella in aggiunta al trattamento specifico del tumore (consultare la sezione 5.1 Proprietà Farmacodinamiche);
4- Mieloma multiplo stadio III
Il Pamidronato è indicato per

A nostro conforto ed a conforto delle mia parole le allego un link non mio. ma dell'associazione odontoiatri a cui il collega appartiene.
Cordiali saluti
http://www.aio.it/interna.asp?docID=781

Luso dei bifosfonati è doveroso in termini di medicina basata sull'evidenza, di medicina preventiva e curativa e di linee guida.
Assolutamente l'osteoporosi va curata!
Cordiali saluti
Luigi Di Lorenzo
www.luigidilorenzo.it

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Dr. Sergio Formentelli

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Gentile paziente,
i pareri sono estremamente discordi sull'argomento, come giustamente affermato dal dr. Di Lorenzo.
E' sufficiente effettuare una ricerca su Google con le parole chiave -osteonecrosi- -bifosfonati- per avere un'idea della eterogeneità di questi pareri.

Se da un lato l'evidenza più datata è, come giustamente sottolineato, per i bifosfonati usati in oncologia, le segnalazioni aumentano sempre più in bifosfonati usati per la cura dell'osteoporosi.
L'incidenza di questa complicanza nei preparati per uso orale viene considerata sottostimata.

Le schede tecniche dei bifosfonati per os (es. Alendronato, Fosamax; Risendronato, Actonel) hanno infatti riportato la possibile insorgenza di osteonecrosi della mandibola dopo impiego di questi farmaci.

Usare oggi questi farmaci per uso orale significa, ad esempio, rinunciare all'implantologia orale o accettarne l'aumentato rischio.

Il parere del prof. Silvio Garattini vale più del parere di un modesto implantologo come potri essere io:
<<(...)Un uso così indiscriminato di tali farmaci - afferma Garattini - sembra inutile, se non dannoso, perché non sono privi di effetti tossici.
Nel caso di assunzione per via orale gli effetti collaterali possono essere ulcere esofagee e gastriti, dermatiti, febbre, diminuzione dei globuli bianchi, congiuntiviti, aritmie cardiache, ipocalcemia.
Quello più temibile, anche se apparentemente raro, è l'osteonecrosi mandibolare, attribuibile allo stimolo molto forte esercitato da questi farmaci sul tessuto osseo che nella mandibola è in continuo rimodellamento per la presenza dei denti.
(...) Non sappiamo quali conseguenze possa avere a lungo termine la modifica del tessuto osseo che questi farmaci provocano (...)
E' prudente - afferma Garattini -, quando non si hanno dati sufficienti per definire il rapporto rischio/beneficio, limitare l'uso del farmaco ai casi di indiscussa necessità, sospendere la somministrazione in vista di un trattamento dentale e ricorrere per gli altri casi alle alternative disponibili.
Per la prevenzione dell'osteoporosi diversi studi hanno provato l'efficacia di Calcio associato a vitamina D.
Ma non si usano perché costano pochissimo.>>

Sicuramente nei prossimi anni ne sapremo di più, ma oggi il principio di cautela suggerisce, come afferma Garattini: ATTENZIONE.

Cordiali saluti
www.studioformentelli.it
Attività prevalente: Gnatologia e
Implantologia (scuola italiana)