Utente
Salve, ho 25 anni e vado regolarmente palestra dall'età da 16, 3 volte a settimana. Circa un anno fa iniziai la pratica del nuoto (crawl e dorso in una sola seduta, 2 volte a settimana nei giorni che non coinvolgono le sedute in palestra). Preciso che fino a poco tempo fa non ho mai percepito alcun dolore alla spalla, sia durante l’allenamento sia a riposo. Verso fine maggio 2013 iniziai a percepire un leggero indolenzimento alla spalla destra, principalmente durante le sessioni di nuoto. Dopo 2 settimane la sensazione di indolenzimento diventò di colpo dolore percepito sia a riposo che durante l’allenamento. Interruppi subito il nuoto e dopo i 2 allenamenti successivi in palestra con sintomi persistenti interruppi definitivamente ogni tipo di attività fisica coinvolgente la spalla. Oltre al dolore io non ho riscontrato alcun sintomo percepibile di instabilità né decrementi di performance durante questi e i precedenti allenamenti. Dopo 2 settimane di scarico articolare ed anti-infiammatori il dolore costante iniziato un paio di settimane prima scomparve rimanendo presente, con minore intensità, solo durante certi movimenti. Verso fine giugno ebbi una visita con un medico generico (non in Italia) che, dopo avermi fatto alcuni test evocativi (ricordo quello di Jobe e di Neer, ma non gli altri) disse che a suo parere si trattava molto probabilmente di un infiammazione non meglio precisata della spalla dovuta al allenamento, suggerendomi 2-3 settimane di riposo. A fine luglio 2013, dato che i sintomi, seppur presenti solo in certi movimenti, non diminuivano ulteriormente, tornai in Italia e feci una risonanza senza mezzo di contrasto il cui referto fu:
“Si osserva acromion ricurvo di tipo II che genera conflitto sottoacromiale con il versante bursale pre-inserzionale del tendine del sovraspinato. Artrofibrosi acromion claveare. Non si osservano alterazioni di segnale e morfostrutturali dei tendini costituenti la cuffia dei rotatori. Il tendine del capo lungo del bicipite brachiale appare in sede e normorappresentato senza soluzioni di continuo riferibili a lesioni. Non alterazioni del trofismo osseo. Nei limiti i profili condrali gleno-omerali. Non si evidenziano lesioni del cercine fibro cartilagineo glenoideo. Non distensione fluida delle borse sinoviali. Non evidenza di versamento intrarticolare. Normorappresentate le masse muscolari.”
Ad oggi, permane lo stesso dolore in alcuni movimenti (principalmente nel tentativo di addurre il più possibile la spalla a braccio dietro la schiena) ma praticamente assente in tutti gli altri. Esercizi a corpo libero che coinvolgono la spalla non mi provocano dolore ma solo un leggero indolenzimento.
Quello che vorrei sapere è se in base al referto e hai sintomi descritti è possibile stimare la gravità del danno, in caso affermativo se è prevedibile un suo miglioramento o peggioramento nel tempo e se esso è compatibile con la ripresa della sola attività in palestra senza richiedere interventi terapeutici.

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Dr. Luigi Grosso

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La descrizione della sua storia clinica è molto ben dettagliata e offre molti spunti di riflessione. Se a questa anamnesi aggiungiamo anche la risonanza magnetica della spalla ecco che svaniscono gli ultimi dubbi e perplessità. La risposta lla sua domanda la può leggere in questo mio articolo fatto di recente per Medicitalia: https://www.medicitalia.it/minforma/ortopedia/1758-sindrome-da-conflitto-subacromiale-della-spalla.html .
Nel caso ci fossero ulteriori richieste sono a sua disposizione.
Auguri
Dr. Luigi Grosso - Chirurgia e Artroscopia Spalla e Gomito
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[#2] dopo  
Utente
La ringrazio per la celere risposta e per il chiaro articolo. Di quanto ho capito la forma del mio acromion era ed è già di per sè un fattore predisponente e la pratica del nuoto e/o l'aggiunta di un ulteriore attività richiedente movimenti overhead ripetuti ha portato allo stato attuale delle cose. Un paio di cose non mi sono ancora del tutto chiare. Dal referto della RMN non capisco il processo fibrotico coinvolga solo la borsa subacromiale o se coinvolga anche o solo il tendine del sovraspinoso. A livello più pratico, riconducendomi alla classificazione di Neer, non capisco se, il dolore residuo è principalmente dovuto a un processo infiammatorio acuto ancora in atto, conseguente o meno alla fibrosi, ma che probabilmente sparirà con un ulteriore riposo e/o un adeguata terapia conservativa permettendomi un graduale ritorno all'attività sportiva, o questa sindrome di impingement, seppur possa regredire a livello sintomatico in condizioni di riposo, evolverà invece verso stadi più gravi qualora riprendessi una qualunque attività che richieda movimenti overhead, indipendentemente dalla terapia (non chirurgica) attuata.
Sperando in una sua risposta, la ringrazio di nuovo.

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Dr. Luigi Grosso

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E' assolutamente importante che lo specialista della spalla elabori una sua diagnosi precisa e, conseguentemente, una sua prognosi sulla scorta di tutti i dati acquisibili: clinici e strumentali.
Auguri
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