Utente 528XXX
Buonasera Dottori,a inizio novembre dopo una caduta in motorino mi ruppi il femore provocando una frattura sottocapitata. A distanza di un paio di mesi ho ricominciato a fare qualche passetto ma dopo un paio di settimane a causa di dolori inguinali che mi portavano a zoppicare mi decisi a fare una RMN di cui allego il referto:4-2-2019
Frattura sottocapitata del femore sx, i cui frammenti sono tenuti affrontati da viti metalliche che generano artefatti.
Estesa iperintensitá di segnale della spongiosa nelle sequenze STIR, con inversione in T1, a carico della testa, del collo e della diafisi femorale prossimale, lungo il decorso delle viti metalliche, come per fenomeni di tipo algodistrofico e/o reattivi.
Alquanto ridotto lo spazio articolare coxofemorale di sinistra con iniziale impingement antero interno.
Discreto versamento articolare omolaterale. Da quel giorno (4-2-19) ho iniziato lo scarico, magnetoterapia 8 ore al gg e le punture di clodronato 200mg facendone 9ma in seguito sostituiti dal 1 marzo con terapia endovenosa con neridronato. Adesso vorrei chiedervi se secondo voi possa non trattarsi di algodistrofia (N.B. Un professore mi ha detto che non esiste un algodistrofia in esiti di frattura con localizzazione all’anca ma che che nel mio caso si poteva trattare probabilmente di un edema midollare post traumatico, cosa per lui diversa) e ci tengo a dirvi che tra una decina di giorni ripeterò la RMN quindi a distanza di 50gg dove spero in un iniziale diminuzione dell’edema, ho davvero tanta paura che non passi ed una cosa che non ho capito se questa situazione in quel caso sarebbe infine risolvibile con un eventuale protesi o nel caso più sfortunato sono costretto a camminare a vita con i bastoni se l’edema non si riassorbisse. Scusate davvero il poema ma sono 5 mesi che sto a letto tra la frattura e la complicazione di questo edema e davvero non ce La faccio più. Grazie per il sostegno. Saluti

[#1] dopo  
Prof. Alessandro Caruso

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Egr. signore, lei è ancora giovanissimo , quindi le sconsiglierei la protesi di anca ( endo o artroprotesi che sia).
Si affidi ad un bravo ortopedico e anche ad un fisiatra per curare queste complicanze, o postumi che ancora ha.
Non vedendo alcun esame diagnostico per esami e sopratutto non visitando la sua anca e quanto avvenuto ed anche la sua deambulazione e ortostasi, di piu' non è corretto dire.


Cordiali saluti

alessandrocaruso26ògmail.com.
Alessandro Caruso
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[#2] dopo  
Utente 528XXX

Grazie mille per la tempestiva risposta dottore, io spero di non arrivare mai alla protesi ovviamente ma chiedevo se era da considerarsi come ultima spiaggia nel mio caso, ovvero se l’edema non si dovesse riassorbire mai per qualche motivo se la protesi poteva restituirmi una qualità di vita normale. Grazie ancora

[#3] dopo  
Dr. Emanuele Caldarella

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Gentile utente,

mi permetto di aggiungere anche il mio parere, in quanto ha posto una nuova domanda nel Suo secondo post che dopo diversi giorni non ha ancora ottenuto risposta.

Anzitutto sarà importante giungere ad una corretta diagnosi.
Una sindrome algodistrofica non è impossibile, specie dopo una prolungata immobilità. Naturalmente è più probabile, come sostiene chi l'ha seguita, che si tratti di un edema post traumatico. In questo caso è corretto monitorare con la RMN la sua risoluzione, e le auguro che le cose stiano andando in questa direzione.
Tuttavia, esiste anche una terza possibiltà diagnostica, la peggiore di tutte: la necrosi avascolare della testa del femore.

Lei fa una domanda molto precisa, che a mio avviso merita una risposta onesta. Lei chiede: "se non vi fossero alternative, si potrà fare una protesi? Mi restituirà una qualità di vita normale".
Le risposte sono due SI.

La necrosi avascolare è un processo irreversibile. Giovane o anziano che sia il paziente, in quel caso la protesi è la corretta indicazione. Pur non augurandoLe questo quadro, se le cose prendessero quella piega sono lieto di dirLe che oggigiorno esistono protesi e tecniche chirurgiche in grado di regalarLe un impianto mini-invasivo, di lunga durata nel tempo, che Le offrirà un recupero rapido e una piena qualità di vita come ci si aspetterebbe da una persona della Sua età.
La raccomandazione naturalmente, proprio per la Sua età, è di rivolgersi ad un centro specializzato nella protesica dell'anca in maniera che possano offrirLe una soluzione personalizzata per il Suo caso.

Cordiali saluti
Dr. Emanuele Caldarella

Chirurgia dell'anca e del ginocchio
emanuele.caldarella@medicitalia.it

[#4] dopo  
Prof. Alessandro Caruso

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Egr. signore, avendo lei 35 anni non è pensabile assolutamente ad una protesi di anca .

Certo se poi le dovesse venire qualsiasi grave patologia dell'anca, come la necrosi avascolare che le ha detto il collega intervenuto o tante altre ancora che non gliele cito, per non farla impressionare e per non farle fare tutti gli scongiuri di questo mondo, allora parliamo di ben altro.

Per l'edema dell'anca, che non è segno di una nuova patologia, come ha escluso la rmn, ma un postumo della grave frattura del collo del femore, la risolverà facilmente affidandosi ad un bravo fisiatra e facendo dei cicli importanti, completi ed idonei di fisiochinesiterapia.

Tutto cio' è ovvio, una chiaccherata, poichè stiamo dialogando solo su quanto da lei riferito, non vedendo e valutando personalmente alcun esame diagnostico per immagini ( tc , rmn, rx ) e sopratutto senza l'esecuzione di un esame clinico semeiologico, indispensabile in ogni atto professionale del medico


Cordiali saluti
alessandrocaruso26@gmail.com
Alessandro Caruso
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