Di acufeni

Buongiorno,
da circa tre mesi soffro di acufeni, prevalentemente all'orecchio sinistro, che si presentano come un fischio di alte frequenze, percepito soprattutto la mattina al risveglio o la sera, quando c'è molto silenzio.
In alcuni giorni il ronzio si presenta anche come diffuso ad entrambe le orecchie ed ha una frequenza molto bassa. In ogni caso questo scompare spontaneamente dopo qualche giorno.
Ho effettuato sia una visita otorinolaringoiatrica, dove tutti i parametri sono risultati nella norma, che una consulenza ortodontica, in seguito alla quale il dentista mi ha suggerito di utilizzare il bite, senza alcun esito significativo sino a questo momento.
Alcune osservazioni che ho fatto e che spero possano essere utili per identificare la causa del mio problema, sono che il fischio diventa più acuto quando esercito una pressione con il dito dentro l'orecchio sinistro, quando sbadiglio o se esercito una pressione sugli occhi o se li strizzo.
Inoltre ho notato che il fischio scompare se ,quando sbadiglio, sento il timpano che "scricchiola".

Spero di essere stata chiara e che possiate aiutarmi a risolvere questo mio problema.

Vi ringrazio anticipatamente.
[#1]
Dr. Edoardo Bernkopf Dentista, Gnatologo, Esperto in medicina del sonno 5,5k 189 26
Gentile Paziente,
"Ho effettuato ......... una consulenza ortodontica, in seguito alla quale il dentista mi ha suggerito di utilizzare il bite, senza alcun esito significativo sino a questo momento."
La prescrizione di un bite, in un caso come il suo è corretta, ma dire "bite" é come dire "pillola" : rappresenta un trattamento assolutamente individuale, e , come una pillola consiste nello sbocco terapeutico di una diagnosi che deve essere corretta, e corretta deve essere anche la modalità di assunzione, (e solo a queste condizioni la pillola può risolvere la patologia), così il bite rappresenta la configurazione tecnica e artigianale di un ragionamento diagnostico e di una ipotesi terapeutica formulata dal dentista-gnatologo che lo prescrive e fa realizzare: è quest’ultima, cioè la prestazione culturale che il paziente acquista, non l'oggetto artigianale che qualunque tecnico realizza in un'ora di lavoro, e che è di infimo valore venale se disgiunto dalla prima.
Se il caso presenta le indicazioni e se la conformazione del bite é adatta, gli effetti sono solitamente rapidi, ma purtroppo l'acufene rientra fra i sintomi più difficili da far regredire
I sintomi da lei segnalati possono essere riferibili ad una disfunzione dell'ATM; peraltro l'insuccesso terapeutico con il bite dovrebbe eliminare questa ipotesi: se dopo alcuni mesi di bite, portato 24 ore al giorno pasti esclusi, non si arriva ad un risultato, delle due l'una: o i suoi problemi non dipendono dall'occlusione e dall'ATM, oppure ( e mi lasci questo dubbio) il bite potrebbe essere inadeguato, o, infine, non è stato prescritto con le caratteristiche adeguate al suo caso.
Ovviamente quanto sopra ha valore del tutto relativo, non potendosi avere via rete gli indispensabili riscontri di una visita diretta: è importante che il dentista al quale si rivolge sia esperto in problemi dell'ATM.
Le suggerirei di dare un'occhiata, in questo stesso sito, agli articoli linkati qui sotto, nell'ipotesi che lei possa riscontrarvi elementi di somiglianza con il suo problema.
Cordiali saluti ed auguri.


https://www.medicitalia.it/minforma/gnatologia-clinica/961-otite-ricorrente-colpa-dei-denti.html
https://www.medicitalia.it/minforma/gnatologia-clinica/1408-la-vertigine-di-pertinenza-odontoiatrica.html
https://www.medicitalia.it/minforma/gnatologia-clinica/1898-ceruminosi-e-tappo-di-cerume.html
https://www.medicitalia.it/minforma/gnatologia-clinica/745-malattia-di-meniere-e-disfunzioni-dell-articolazione-temporo-mandibolare.html
https://www.medicitalia.it/minforma/gnatologia-clinica/1348-acufeni-e-disfunzioni-dell-articolazione-temporo-mandibolare-atm.html


Dr. Edoardo Bernkopf-Roma-Vicenza-Parma
Spec. in Odontoiatria, Gnatologo- Ortodontista
www.studiober.com edber@studiober.com

[#2]
dopo
Utente
Utente
Gentile Dr. Bernkopf,
grazie mille per la sua esaustiva risposta.
In seguito a questa mia richiesta, ho effettuato una visita da un altro specialista, che ha ripetuto la visita orl di routine più gli esami audiometrici e una endoscopia nasale, che ha rilevato una ipertrofia del turbinato sinistro, lo stesso lato a cui mi si presenta l'acufene. Secondo lo specialista, potrebbe esserci una disfunzione tubarica causata proprio dall'ingrossamento del turbinato.
Lui suggerisce una TAC al maxillo facciale, per valutare le condizioni generali dei turbinati ed eventualmente effettuare un intervento chirurgico.

In questo momento mi sento piuttosto combattuta, perchè ritengo che il disturbo non sia così invalidante da giustificare la chirurgia.


Distinti saluti

[#3]
Dr. Edoardo Bernkopf Dentista, Gnatologo, Esperto in medicina del sonno 5,5k 189 26
Gentile <Paziente, il Collega ORL ritiene che la probabile disfunzione tubarica sia causata dall'ipertrofia del turbinato, al punto da ritenere che l'intervento sul turbinato ripristinerà la funzionalità tubarica?
La Tuba (o Tromba di Eustachio) è quel tubicino che mette in comunicazione il retrobocca con l''orecchio medio (cassa timpanica), e serve ad aerarla e a mantenere l’equilibrio pressorio fra le due superfici del timpano. Quando per vari motivi (ad esempio sbalzi di quota) l’equilibrio si altera, si ha una sensazione di “tappamento”. Il funzionamento della tuba è stimolato dai movimenti del condilo mandibolare e dai muscoli coinvolti nella deglutizione: infatti , quando sentiamo questo "tappamento", solitamente cerchiamo di muovere la mandibola o deglutire, il che, in un orecchio normale, favorisce lo "stappamento" , che é in realtà un compenso delle diverse pressioni sulle due superfici del timpano.
Il funzionamento della tuba è influenzato anche dal catarro che vi transita: una delle funzioni della tuba è proprio quello di trasportarlo nel retrobocca, in modo da poterlo eliminare con la deglutizione. In presenza di muco , deglutendo o muovendo la mandibola, si percepiscono a volte dei rumorini dovuti alla mobilizzazione del muco stesso. Tutte le condizioni patologiche che aumentano la produzione di muco e catarro (rinosinusite, tonsillite, otite ecc.) rendono più difficile il compito della tuba: di qui le terapie solitamente proposte, compresa, nel suio caso l'intervento sul turbinato.
Viene però trascurata spesso un'altra possibile componente del problema: la tuba può essere "intasata" non solo dal suo eccessivo contenuto di catarro, ma anche compressa dall'esterno: a volte siamo infatti di fronte anche ad un conflitto che si instaura fra la tuba e il condilo della mandibola, dovuto a sua volta alla malocclusione dentaria con malposizione mandibolare: in pratica, se da un lato il movimento di apertura della bocca viene comunemente sfruttato per il ripristino, all'interno della cassa timpanica, dell''equilibrio pressorio alterato ad esempio per sbalzi di quota, dall'altro un cronico dislocamento posteriore di uno o entrambi i condili e lo squilibrio dei muscoli della masticazione e della deglutizione, possono dar luogo ad una ipofunzionalità tubarica e quindi alla spiacevole sensazione che lei lamenta.
Le consiglierei quindi di consultare anche un dentista-gnatologo esperto in problemi dell’Articolazione Temporo Mandibolare (ATM), e soprattutto nei rapporti fra ATM ed orecchio.
Infine , se una causa può risiedere nell'ostruzione nasale, non detto che il problema sia da ricercare nel turbinato.
Cordiali saluti ed auguri

https://www.medicitalia.it/minforma/gnatologia-clinica/983-problemi-di-naso-chiuso-a-volte-la-causa-sta-in-bocca.html

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