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Dipendenza da cibo

Salve, mi rendo conto di avere un problema, ma ovviamente non so come affrontarlo. Ho 28 anni, peso 88 kg e sono alta 161 cm. Nella mia vita ho sempre fatto effetto yo.yo arrivando a pesare minimo 56 kg e massimo 92 la scorsa estate. Tutto questo perchè alterno periodi di massime ristrettezze alimentari ad abbuffate sino a stare male. Ho letto l'articolo del Dottore Matteo Pacini e mi sono rispecchiata molto in quello che scrive, ma pur rendendomi conto del male che mi faccio non so assolutamente uscirne. Questo malessere fisico e psichico mi sta facendo passare dei brutti momenti e sta portando la mia storia d'amore alla rottura, cosa che mi fa stare ancora peggio. Mi piacerebbe sentire il vostro parere, so che forse dovrei avere solo un pò di buona volontà, ma più ci penso più non ce la faccio. Non so se potete capirmi. Grazie lo stesso
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Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 37,1k 888 56
Gentile utente,

il suo rappresenta un vero e proprio disturbo alimentare che richiede trattamenti mirati alla risoluzione del suo problema.

Dovrebbe affrontare la decisione di intraprendere un percorso specialistico che la possa aiutare seriamente, in modo da poter valutare tutti gli aspetti di se' che portano a questi comportamenti ed anche tutto quanto necessario per la risoluzione del problema.

Non si tratta di buona volontà, non e' la sua volontà che deve essere forzata, ma dovrebbe comprendere che per il suo bene gli specialisti del settore possono fornirle un valido aiuto.


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Dr. Vassilis Martiadis Psichiatra, Psicoterapeuta 7,1k 159 114
Gentile utente,
la buona volontà entra in gioco nel momento in cui deve recarsi da un ospecialista in problemi dell'alimentazione e nel seguire, successivamente , le terapie che le verranno consigliate. I disturbi alimentari sono molto comuni e richiedono un approccio multidisciplinare integrato. Chieda consiglio al suo medico di base sul centro per la cura dei DCA più vicino alla sua zona di residenza.
cordiali saluti

Dott. Vassilis Martiadis
Psichiatra e Psicoterapeuta
www.psichiatranapoli.it

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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 39,4k 921 271
Concordo con il discorso della volontà. Purtroppo la volontà nei disturbi alimentari viene "deviata" verso lo scopo patologico, che è "dimagrire" o "non ingrassare", il che alla fine determina un peggioramento del controllo sul peso e sull'appetito.
I sintomi della cronica ricerca di equilibrio spesso sono sintomi di non-equilibrio cronico, come lo yo-yo, le diete ripetute. Del resto la dieta in sé, come strumento utilizzato da chi ha problemi di controllo del peso, è sintomo del problema e tende a peggiorarlo nel lungo termine. Ciò non toglie che ci siano diete geniali nel far perder peso o nel far migliorare i parametri di salute cardiovascolare, ma a tutt'oggi non esiste una terapia dell'obesità tramite interventi di restrizione dietetica.
Le terapie che le chiedono di "trattenersi" sono ovviamente paradossali. Non esistono farmaci "per dimagrire", ma per fermare la voracità, ridurre i fattori psichici associati alle abbuffate e ridurre la preoccupazione per il cibo. Nel breve termine questo non significa perder peso necessariamente, ma nel lungo produce un controllo della parte patologica del comportamento alimentare, che è il vero obiettivo della cura.

Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it
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