Mutabon mite: effetti collaterali e stato d'animo.
Salve, sono 31 giorni che assumo una compressa di mutabon mite la mattina e una la sera devo dire che i fastidi della prima settimana sono scomparsi ad eccezione del sonno.
Ma l'effetto antidepressivo ancora nulla, anzi a volte ho l'impressione che il mio umore sia ancora più basso e il magone e la sensazione di nodo in gola aumentati.
Sto diciamo relativamente bene quando prendo la compressa ma la mattina appena sveglia non mi è mai successo di avere difficoltà ad alzarmi dal letto.
Lunedì inizierò il mio primo incontro di psicoterapia...ho paura di poter sfociare in depressione... sto frequentando un ragazzo da due mesi e quando sto insieme a lui mi sento una persona completamente diversa, sono serena e tranquilla, adesso lui è fuori per un mese e mezzo e io mi sento completamente smarrita, ho sviluppato l'idea che debba essere sempre impegnata, ho un lavoro, vado in palestra ma il restante spazio della giornata non posso pensare di dover stare con me stessa devo trovare qualcosa da fare.
Tutto questo è nato da quando ho terminato gli esami universitari e sono in preparazione tesi, con la fine dello studio e quindi di un'occupazione giornaliera, di fatti prima amavo restare a casa da sola, mi ricaricava.
In più soffro di doc aggressivo verso me stessa e gli altri, mi riuscite a dare un aiuto o un consiglio?
Ma l'effetto antidepressivo ancora nulla, anzi a volte ho l'impressione che il mio umore sia ancora più basso e il magone e la sensazione di nodo in gola aumentati.
Sto diciamo relativamente bene quando prendo la compressa ma la mattina appena sveglia non mi è mai successo di avere difficoltà ad alzarmi dal letto.
Lunedì inizierò il mio primo incontro di psicoterapia...ho paura di poter sfociare in depressione... sto frequentando un ragazzo da due mesi e quando sto insieme a lui mi sento una persona completamente diversa, sono serena e tranquilla, adesso lui è fuori per un mese e mezzo e io mi sento completamente smarrita, ho sviluppato l'idea che debba essere sempre impegnata, ho un lavoro, vado in palestra ma il restante spazio della giornata non posso pensare di dover stare con me stessa devo trovare qualcosa da fare.
Tutto questo è nato da quando ho terminato gli esami universitari e sono in preparazione tesi, con la fine dello studio e quindi di un'occupazione giornaliera, di fatti prima amavo restare a casa da sola, mi ricaricava.
In più soffro di doc aggressivo verso me stessa e gli altri, mi riuscite a dare un aiuto o un consiglio?
Gentilissima,
il periodo di un mese rappresenta spesso una zona di confine nella valutazione della risposta terapeutica, specialmente con farmaci complessi come quello che sta assumendo.
Il Mutabon Mite è un farmaco che associa un antidepressivo triciclico ad un neurolettico.
È importante comprendere che queste due componenti hanno velocità d'azione differenti.
La sensazione di benessere che avverte poco dopo l'assunzione è verosimilmente legata all'effetto sedativo e ansiolitico immediato della componente neurolettica, mentre l'azione antidepressiva vera e propria sui recettori, quella che dovrebbe sostenere l'umore in modo stabile, richiede spesso tempi di latenza più lunghi rispetto ai moderni antidepressivi e potrebbe non essersi ancora pienamente manifestata.
La difficoltà ad alzarsi al mattino e il peggioramento dell'umore al risveglio sono sintomi, definiti "variazione diurna", molto caratteristici delle deflessioni del tono dell'umore, e indicherebbero che la copertura antidepressiva non è ancora ottimale o sufficiente.
Il fatto che lei senta il bisogno di riempire ogni spazio vuoto e che viva lo smarrimento in assenza del suo compagno suggerisce che in questo momento la sua struttura psichica stia utilizzando "contenitori esterni" (lo studio prima, il ragazzo o la palestra ora) per gestire un'angoscia interna che fatica a elaborare da sola.
La fine del percorso universitario rappresenta un momento di svincolo e di perdita di un ruolo definito, ed è molto frequente che in questa fase emergano fragilità latenti o peggioramenti di un quadro ossessivo.
L'inizio della psicoterapia lunedì è una notizia eccellente e fondamentale.
Mentre il farmaco lavora sul sintomo biologico e sull'impulsività legata al DOC aggressivo, la psicoterapia le servirà per costruire quegli strumenti interni necessari a stare con se stessa senza percepire il vuoto come una minaccia.
Le consiglio di riferire al suo psichiatra la persistenza di questa inerzia mattutina e dei pensieri ossessivi, affinché possa valutare se il dosaggio attuale sia sufficiente o se necessiti di un aggiustamento e/o ottimizzazione.
Resto a disposizione per eventuali necessità, un caro saluto.
il periodo di un mese rappresenta spesso una zona di confine nella valutazione della risposta terapeutica, specialmente con farmaci complessi come quello che sta assumendo.
Il Mutabon Mite è un farmaco che associa un antidepressivo triciclico ad un neurolettico.
È importante comprendere che queste due componenti hanno velocità d'azione differenti.
La sensazione di benessere che avverte poco dopo l'assunzione è verosimilmente legata all'effetto sedativo e ansiolitico immediato della componente neurolettica, mentre l'azione antidepressiva vera e propria sui recettori, quella che dovrebbe sostenere l'umore in modo stabile, richiede spesso tempi di latenza più lunghi rispetto ai moderni antidepressivi e potrebbe non essersi ancora pienamente manifestata.
La difficoltà ad alzarsi al mattino e il peggioramento dell'umore al risveglio sono sintomi, definiti "variazione diurna", molto caratteristici delle deflessioni del tono dell'umore, e indicherebbero che la copertura antidepressiva non è ancora ottimale o sufficiente.
Il fatto che lei senta il bisogno di riempire ogni spazio vuoto e che viva lo smarrimento in assenza del suo compagno suggerisce che in questo momento la sua struttura psichica stia utilizzando "contenitori esterni" (lo studio prima, il ragazzo o la palestra ora) per gestire un'angoscia interna che fatica a elaborare da sola.
La fine del percorso universitario rappresenta un momento di svincolo e di perdita di un ruolo definito, ed è molto frequente che in questa fase emergano fragilità latenti o peggioramenti di un quadro ossessivo.
L'inizio della psicoterapia lunedì è una notizia eccellente e fondamentale.
Mentre il farmaco lavora sul sintomo biologico e sull'impulsività legata al DOC aggressivo, la psicoterapia le servirà per costruire quegli strumenti interni necessari a stare con se stessa senza percepire il vuoto come una minaccia.
Le consiglio di riferire al suo psichiatra la persistenza di questa inerzia mattutina e dei pensieri ossessivi, affinché possa valutare se il dosaggio attuale sia sufficiente o se necessiti di un aggiustamento e/o ottimizzazione.
Resto a disposizione per eventuali necessità, un caro saluto.
dott. Tortorelli Fabio M.P.
Psichiatra e Psicoterapeuta | Roma Policlinico |
WhatsApp 3406693506
https://www.instagram.com/docfabiotortorelli?
Utente
Dottore la ringrazio della chiara ed esaustiva risposta. Lo psichiatra che mi farà anche da psicoterapeuta mi ha somministrato questo farmaco proprio per curare il doc , che devo dire quando lo assumo mi dà quei momenti di lucidità , intendo dire libera dall'ansia , che mi permette anche di capire il perché di certi pensieri. Resta tutto da elaborare e capire come affrontare, in linea massima riesco a comprendere i motivi di questo malessere, mancanza affettiva da parte dei miei genitori, sindrome dell'abbandono..credo.
Gentilissima,
La sensazione di lucidità che descrive post-assunzione è un segnale clinico importante.
Significa che il farmaco sta svolgendo la sua funzione di contenimento dell'ansia e dell'ideazione ossessiva, abbassando il "rumore di fondo" che solitamente le impedisce di ragionare con chiarezza sui propri vissuti (sebbene, come le dicevo inizialmente l'azione non è immediata, ma 31 giorni possono cominciare ad essere un arco temporale entro il quale si può inscrivere un possibile miglioramento attribuibile al farmaco).
È proprio in questo spazio di "calma relativa", indotta dalla terapia farmacologica, che la psicoterapia potrà innestarsi con maggiore efficacia.
Il farmaco non risolve il conflitto interiore, ma crea le condizioni biologiche affinché lei possa affrontarlo.
Le intuizioni che sta avendo riguardo alle carenze affettive o alle tematiche dell'abbandono sono spunti preziosi da portare nella seduta di lunedì.
Le faccio i migliori auguri per tutto, cari saluti
La sensazione di lucidità che descrive post-assunzione è un segnale clinico importante.
Significa che il farmaco sta svolgendo la sua funzione di contenimento dell'ansia e dell'ideazione ossessiva, abbassando il "rumore di fondo" che solitamente le impedisce di ragionare con chiarezza sui propri vissuti (sebbene, come le dicevo inizialmente l'azione non è immediata, ma 31 giorni possono cominciare ad essere un arco temporale entro il quale si può inscrivere un possibile miglioramento attribuibile al farmaco).
È proprio in questo spazio di "calma relativa", indotta dalla terapia farmacologica, che la psicoterapia potrà innestarsi con maggiore efficacia.
Il farmaco non risolve il conflitto interiore, ma crea le condizioni biologiche affinché lei possa affrontarlo.
Le intuizioni che sta avendo riguardo alle carenze affettive o alle tematiche dell'abbandono sono spunti preziosi da portare nella seduta di lunedì.
Le faccio i migliori auguri per tutto, cari saluti
dott. Tortorelli Fabio M.P.
Psichiatra e Psicoterapeuta | Roma Policlinico |
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https://www.instagram.com/docfabiotortorelli?
Questo consulto ha ricevuto 3 risposte e 61 visite dal 24/01/2026.
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