Effetti collaterali sessuali post-Zoloft: cause possibili?

Buongiorno, vi scrivo perché sono in attesa di effettuare una visita di persona ma nel frattempo gradirei il parere di voi specialisti.

A maggio ho effettuato terapia con Zoloft assunta per soli 8 giorni, di cui 7 a 25 mg ed 1 a 50 mg, mi fu prescritto per la depressione, ma sottolineo che prima di assumere la terapia non avevo mai avuto disturbi della sfera sessuale.
Al cambio del dosaggio ho avuto effetti collaterali come calo della libido, apatia, disfunzione erettile ma soprattutto anestesia genitale, in accordo col medico abbiamo sospeso la terapia e nel giro di circa un mese e mezzo la situazione a livello sessuale è tornata alla normalità.
Vi scrivo perché ormai da 4/5 giorni di punto in bianco sto sperimentando gli stessi sintomi a livello sessuale, pur non avendo assunto più antidepressivi tanto meno altri farmaci di altra natura.
A cosa potrebbe essere dovuta questa condizione?

Grazie.
Dr. Fabio Maria Pasquale Tortorelli Psichiatra, Psicoterapeuta, Farmacologo 1.3k 100
Gentilissimo,

Il fatto che lei abbia avuto un recupero funzionale completo per un mese e mezzo dopo la sospensione dello Zoloft indica che il sistema recettoriale ha verosimilmente ripreso la sua fisiologica attività e che il farmaco è stato completamente smaltito ed eliminato dall'organismo.

La ricomparsa dei sintomi a distanza di mesi, e soprattutto dopo un periodo di pieno benessere, rende clinicamente poco probabile che la causa sia un effetto tossico diretto o residuo di quelle poche assunzioni di maggio.

Spesso, in chi ha vissuto uno spavento o un'esperienza traumatica legata alla perdita della funzione sessuale indotta da farmaci, si può instaurare un meccanismo psicologico involontario definito auto-monitoraggio ansioso.

È possibile che, anche a livello inconscio, la paura che il problema potesse ritornare o una leggera deflessione dell'umore abbiano attivato un campanello d'allarme, portandola a "testare" continuamente le sue reazioni corporee.

Purtroppo, l'ansia da prestazione e il controllo eccessivo sono i peggiori nemici della risposta sessuale e possono generare, attraverso meccanismi neurovegetativi di inibizione, proprio quella "anestesia" e quel calo della libido che lei teme, creando un circolo vizioso che si auto-alimenta pur in assenza di cause chimiche attuali.

Inoltre, non va escluso che la sintomatologia depressiva di base, che a maggio aveva motivato la prescrizione, possa avere delle fluttuazioni periodiche e che questi sintomi siano espressione del disagio emotivo e non del farmaco, dato che la depressione stessa comporta frequentemente apatia e disfunzioni sessuali.

La visita specialistica che ha in programma sarà fondamentale per escludere eventuali cause organiche intercorrenti, ma nel frattempo cerchi di non focalizzare tutta la sua attenzione sul sintomo, poiché la componente ansiosa potrebbe star giocando un ruolo predominante nel mimare una condizione farmacologica che biologicamente non dovrebbe più sussistere.

Spero di aver chiarito i suoi dubbi, resto a disposizione per eventuali necessità. Un caro saluto.

dott. Tortorelli Fabio M.P.
Psichiatra e Psicoterapeuta | Roma Policlinico |
WhatsApp 3406693506

https://www.instagram.com/docfabiotortorelli?

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Salve, la ringrazio di cuore per la disponibilità, e l’esaustiva risposta, non nego che sono in un momento di stress sia fisico che mentale, se posso approfittare ulteriormente del suo tempo, ma diciamo che questa condizione può simulare anche il sintomo dell’anestesia genitale per così dire???
Lo chiedo perché con tutta l’umiltà del mondo ho letto essere tipica degli ssri ed ora alberga in me la paura che qualche circuito/via sia alterato ecco.
Sto evitando di leggere esperienze catastrofiche sul web, per cui volevo solo chiederle di questo aspetto.
La ringrazio di cuore per l’umanità la competenza e la disponibilità.
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Dr. Fabio Maria Pasquale Tortorelli Psichiatra, Psicoterapeuta, Farmacologo 1.3k 100
Gentilissimo,

fa benissimo a proteggersi dalla lettura di esperienze negative sul web che, prive del filtro medico specialistico, rischiano solo di amplificare le sue paure senza offrirle una chiave di lettura corretta.

Per rispondere in modo diretto e onesto alla sua domanda: sì, uno stato di forte stress associato a un'ansia focalizzata sul proprio corpo può potenzialmente simulare la sensazione di anestesia genitale.

Il fatto che lei abbia paura che "qualche circuito sia alterato" è comprensibile, ma un potenziale indizio che le sue vie nervose sono integre risiede in quel mese e mezzo di normalità che ha vissuto dopo la sospensione.

Se il farmaco avesse creato un danno strutturale o un'alterazione persistente dei recettori, difficilmente avrebbe sperimentato quel periodo di benessere.

Resta inteso che comunque, attraverso un consulto online, è impossibile inquadrare una condizione clinica con precisione diagnostica, per la quale è indispensabile una accurata valutazione specialistica.

Sono lieto di esserle stato d'aiuto, le faccio i migliori auguri per tutto.

dott. Tortorelli Fabio M.P.
Psichiatra e Psicoterapeuta | Roma Policlinico |
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https://www.instagram.com/docfabiotortorelli?

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