Depressione con deterioramento cognitivo
Buongiorno, scrivo per mia madre, 68 anni... la quale, con un lungo passato di episodi depressivi e ansiosi, è affetta da anni da una depressione latente (in seguito ad un lutto importante) con forti crisi di ansia (emerse da circa 7-8 mesi in seguito ad una prima diagnosi di Parkinson e una successiva revisione con possibile demenza a corpi di Lewy).
Le difficoltà cognitive sono direttamente proporzionali alla situazione ansiosa: nei periodi in cui siamo riusciti a gestire l ansia anche le capacità cognitive erano di molto migliorare; appena ritornano le crisi di ansia peggiora anche la sua autonomia.
Ci è stato detto dal neurologo che la depressione e l ansia fanno parte del quadro dei sintomi della malattia che ha (che non è ancora chiaro se sia un Parkinson con demenza o una LBD).
Apparte una diminuzione dell’attenzione, lieve confusione, apatia, depressione e ansia non ha, al momento, altri sintomi (allucinazione, fluttuazioni ecc).
In questo momento assume (oltre al sinemet 100x3 per sintomi extra piramidali): sertralina 100mg+ olanzapina 7, 5mg.
È stato introdotto cerotto di rivestigmina 4, 6mg perché ci è stato detto potrebbe aiutare anche con l ansia e, in caso non fosse efficace, ci è stato prescritto trittico 10+10gg.
Premesso che mi è chiaro che, data la presenza della malattia neurologica, la competenza è più neurologica, volevo capire se anche dal lato psichiatrico la terapia adottata può ritenersi corretta, o se ci sono altre possibilità (visto e considerato che al momento il sintomo più invalidante è proprio l ansia).
Grazie a chiunque possa aiutarmi
Le difficoltà cognitive sono direttamente proporzionali alla situazione ansiosa: nei periodi in cui siamo riusciti a gestire l ansia anche le capacità cognitive erano di molto migliorare; appena ritornano le crisi di ansia peggiora anche la sua autonomia.
Ci è stato detto dal neurologo che la depressione e l ansia fanno parte del quadro dei sintomi della malattia che ha (che non è ancora chiaro se sia un Parkinson con demenza o una LBD).
Apparte una diminuzione dell’attenzione, lieve confusione, apatia, depressione e ansia non ha, al momento, altri sintomi (allucinazione, fluttuazioni ecc).
In questo momento assume (oltre al sinemet 100x3 per sintomi extra piramidali): sertralina 100mg+ olanzapina 7, 5mg.
È stato introdotto cerotto di rivestigmina 4, 6mg perché ci è stato detto potrebbe aiutare anche con l ansia e, in caso non fosse efficace, ci è stato prescritto trittico 10+10gg.
Premesso che mi è chiaro che, data la presenza della malattia neurologica, la competenza è più neurologica, volevo capire se anche dal lato psichiatrico la terapia adottata può ritenersi corretta, o se ci sono altre possibilità (visto e considerato che al momento il sintomo più invalidante è proprio l ansia).
Grazie a chiunque possa aiutarmi
La terapia per una paziente dell’età di sua madre appare un pó eccessiva, soprattutto se la diagnosi rientra nel quadro clinico da lei descritto.
La questione andrebbe rivista da uno specialista
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https://t.me/FSRuggiero_psichiatra
https://www.instagram.com/psychiatrist72/
Utente
La ringrazio per la gentile risposta.
Mia madre è stata seguita per anni da uno psichiatra senza molto successo (fino allo scorso settembre assumeva solo 40mg di paroxetina e 10gg tavor prima di dormire). Poi a seguito delle visite neurologici e test cognitivi sono state aggiunte i farmaci che ho elencato: inizialmente sinemet per Parkinson, poi sertralina in sostituzione della paroxetina ed eliminato tavor; avendo ancora forti crisi di ansia è stata aggiunta olanzapina 5mg con la quale per 2 mesi è stata bene sono poi riapparse sporadiche crisi e difficoltà ad addormentarsi (abbiamo aumentato olanzapina a 7,5mg). A seguito della visita con neurologo specializzato in demenze, è stato introdotto il cerotto rivastigmina ritenendo che potesse essere efficace. Il mio dubbio è appunto che vengono ogni volta aggiunti farmaci senza mai togliere quelli che risultano inefficaci, rischiando di dover gestire sintomi che possono essere indotti/peggiorati da farmaci inefficaci. A quale specialista potrei rivolgermi? Psichiatra o altro neurologo?
Mia madre è stata seguita per anni da uno psichiatra senza molto successo (fino allo scorso settembre assumeva solo 40mg di paroxetina e 10gg tavor prima di dormire). Poi a seguito delle visite neurologici e test cognitivi sono state aggiunte i farmaci che ho elencato: inizialmente sinemet per Parkinson, poi sertralina in sostituzione della paroxetina ed eliminato tavor; avendo ancora forti crisi di ansia è stata aggiunta olanzapina 5mg con la quale per 2 mesi è stata bene sono poi riapparse sporadiche crisi e difficoltà ad addormentarsi (abbiamo aumentato olanzapina a 7,5mg). A seguito della visita con neurologo specializzato in demenze, è stato introdotto il cerotto rivastigmina ritenendo che potesse essere efficace. Il mio dubbio è appunto che vengono ogni volta aggiunti farmaci senza mai togliere quelli che risultano inefficaci, rischiando di dover gestire sintomi che possono essere indotti/peggiorati da farmaci inefficaci. A quale specialista potrei rivolgermi? Psichiatra o altro neurologo?
Deve rivolgersi ad uno psichiatra
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Questo consulto ha ricevuto 3 risposte e 80 visite dal 13/03/2026.
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