Utente 154XXX
Preg.mi,
Ho 42 anni e da circa qattro anni uso bezodiazepine (prima En e poi, da tre anni circa, Rivotril). L'ansia cronica è dovua a problemi legati alla mia vita relazionale nell'infanzia e nell'adolescenza (timidezza) e soprattutto a gravi problemi in famiglia: mio padre era un alcolista. Sin dalla giovinezza (fino ad oggi) ho avuto problemi al colon (distonia). Dal 1994 è apparso un nuovo fenomeno: contrazioni dei muscoli del collo, con lieve ruotazione (involontaria) del capo a destra o a sinista. Nel 2006, nel contesto di una forte tensione lavorativa e relazionale, mi si è blocato il collo (una sorta di torcicollo a sinistra): la diagnosi neurologica e psichiatrica è stata chiara: problema somatofome. Dal 2006 ho cominciato con En per un anno (10 gtt per 3 vlt). Il collo si è sblocato dopo alcuni giorni di En, ma per tenere sotto controllo l'ansia e per evitare le contrazioni ho sempre usato il farmaco. Lo psichiatra ha provato anche con elopram (8gtt) e meno En; abbiamo provato anche con cymbalta, ma con scarsi risultati. Abbiamo proseguito per un anno con En, ma gli effetti benefici della benzodiazepina (30 gtt) sono venuti meno. Lo psichiatra ha continuato con Rivotril:7 gtt 3 vlt al giorno. Il rilasamento c'è stato, anche se non totale; ma ho evitato di alzare le dosi. Ora, dopo un uso di Rvotril di circa tre anni, soffro di nuovo tanto: quando sono in pubblico i muscoli si contraggono, non riesco a tenere la testa in asse, con un forte problema invalidante e imbarazzante; inolte c'è anche il dolore ai muscoli del collo. Non ho voluto aumentare le dosi di Rivotril, e sono passato (da due giorni) al Diazepam, il primo miorilassante.
Vorrei eliminare le benzodiazepine, ma non so come fare; anche perchè uso metoprololo 100 e Plavix (ho uno stent coronarico). Sono sensbile ai Fans e all'aspirina: ho avuto melene e ulcere. Soffro di ernia iatale ed esofagite da reflusso. Uso Pantorc 40, più norvasc 5 e Karvea 150; infine: antistaminico.
So che alcuni farmaci per curare l'ansia possono interagire negativamente con gli anticoaugulanti, gli antiagreganti e con l'aspirina e causare pericolose emorragie (io già le ho avute!). Inoltre, altre sostanze per curare l'ansia (depressione, panico, ecc.) interagiscono con il metoprololo e l'antistaminico.
Non ho il tempo per andare in palestra e/o in piscina (poi non so nuotare). Ho fatto psicoterapia per tre anni, ma con scarsi risultati, soprattutto sul collo.
Esiste un principio attivo che posso prendere con il metoprololo, il plavix e l'antistaminico, al fine di curare l'ansia ed eliminare il disturbo somatoforme? E soprattutto, devo eliminare le bezodiazepine o usarle per tutta la vita? Speriamo che nel frattempo si scopra qualcosa di nuovo contro l'ansia e i disturbi somatoformi!!!
Spero che mi possiate dare un'indicazione da suggerire al mio medico, per proseguire questa mia vita segnata dall'ansia e dai disturbi correlati. Ringrazio di cuore per la Vostra attenzione e disponibilità. Grazie

[#1] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Partiamo dalla diagnosi e dalla terapia. Il disturbo somatoforme si può anche approcciare con delle benzodiazepine, poi solitamente si tratta in altra maniera, non si capisce perché non sia mai stato tentato un approccio più specifico.
Il rivotril in realtà è un farmaco benzodiazepinico dotato di altre proprietà e abbastanza stabile da poter essere impiegato in psichiatria per alcuni scopi, è ovviamente miorilassante, ma questo anche gli altri. Le dosi sono molto contenute. "Levare" le benzodiazepine non è un problema, è solo questione di gradualità e di seguire uno schema prescritto dal medico con opportuni aggiustamenti.

Eistono farmaci che non appartengono a quella categoria che interagisce con gli anticoagulanti, e altri che non sono neanche appartenenti alla categoria antidepressivi, e che si usano nella cura dei disturbi d'ansia e somatoformi.

Diciamo per precisione che gli antidepressivi causano semplicement una più lenta coagulabilità, il che in presenza di lesioni sanguinanti può favorire sanguinamenti di varia entità.

Quindi non dire che non esistano farmaci proponibili per una condizione in cui si deve escludere l'uso di SSRI. Il Rivotril può anche essere impiegato con altra strategia, cioè usando una dose diversa, nn solo a scopo sintomatico.
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 154XXX

Preg.mo dr Matteo Pacini,
per favore, Le chiedo gentilmente di suggerirmi, se vuole e se può, una via da percorrere. Intanto Le faccio presente che momentaneamente il Rivotril non si trova a Roma e in provincia da circa due mesi (probabilmente si tratta di un problema temporaneo). Ora uso Diazepam 8 per tre volte.
Ritorno a Rivotril e lo scalo, aggiungendo un altro farmaco?
MA QUALE FARMACO, VISTO l'uso del PLAVIX, del metoprololo e dell'antistaminico?
Oppure uso solamente Rivotril? E QUANTE GTT: 10 O 12 PER TRE?
LO PSICHIATRA che mi curava al s. Andrea diceva di non superare le dieci gtt?

Con pantorc 40, sarei abbastanza protetto?
Quale altro farmaco suggerirebbe: ho bisogno di nomi, da suggerire al mio medico curante.
Potrei andare avanti ancora con Rivotril (soltanto) PER ANNI ad un dosaggio maggiore?
Mi pare di capire che Lei suggerisce di levare le benzodiazepine (1 gtt alla settimana o ogni 10 giorni): ma quale altro farmaco aggiungere??? Questo è MOLTO importante per me: cymbalta e elopram non hanno dato grandi risultati, ma potrei riprovare con questi (il mio medico è favorevole). Ma c'è il problema della coagulazione!!! Oppure potrei usare un altro farmaco specifico per i disturbi somatoformi e ansia?
Spero che possa aiutarmi, però o paura delle benzodiazepine, delle dosi alte: questo mi dà ulteriore ansia, anche perchè mi trovo in balia dell'incertezza: per quanto tempo? per quanti anni? per tutta la vita?
Mi potrebbe dare una qualche rassicurazione?

Un grazie di cuore per la sua disponibilità!!!





[#3] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Il Rivotril è soggetto al fenomeno di assuefazione, per cui le dosi variano a seconda della tolleranza alle benzodiazepine, che in tutti noi se non prendiamo benzodiazepine è zero.

In questa sede non è possibile fare nessuna prescrizione o dare consigli su cosa e quanto prendere.

Il percorso da seguire è: far fare una diagnosi precisa, se questa è già stata fatta sono disponibili farmaci appartenenti alle categorie "antidepressivi" oppure altro tipo. Degli antidepressivi esistono varie sottoclassi in base al meccanismo d'azione e alla struttura chimica.

La scelta c'è, la decisione deve prenderla il medico.
Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente 154XXX

Grazie dr Matteo Pacini,
la Sua risposta è stata molto chiara, e capisco l'impossibilità (professionale ed etica) di prescrivere una terapia via web.
Provo a porLe altre domande, alle quali forse potrebbe rispondere.
Pertanto potrei orientarmi su un farmaco di tipo SSRI. In Italia so che esistono in farmacia i seguenti principi: fluoxetina, sertralina, fluvoxamina, paroxetina, citalopram, escitalopram.

Potrei sapere gentilmente quale, secondo Lei, dei principi attivi sopra elencati bisogna escludere per un paziente che soffre di ansia e di disturbo somatoforme, tenendo presente con attenzione che il paziente: ha una predisposizione a melene, usa il metoprololo, usa plavix (per uno stent coronarico), usa simvastatina 40, è iperteso e sotto cura con norvasc e karvea, e infine, usa antistaminico?

Nel caso dell'ansia e della contrazione involontaria dei muscoli del collo, è possibile che l'uso di uno dei principi attivi sopra elencati sia sufficiente, senza aggiungere benzodiazepine?

Il paziente usa benzodiazepine da quattro anni, e ora passa all'uso di un farmaco SSRI (scalando la benzodiazepina), ma il medico si accorge che dopo il tempo prescritto (almeno uno o due mesi, non so su questo punto) lo SSRI non basta, è possibile aggiungere una benzodiazepina al dosaggio necessario per il paziente, da usare a lungo termine?

Una domanda per me oggi: il Rivotril non lo trovo in farmacia, e il farmacista mi ha detto che manca già da due mesi. Il mio medico di famiglia mi ha prescritto ora il Diazepam, che prendo da due giorni: 8 gtt per tre vlt.
Ovviamente dovrò aspettare ancora qualche giorno per regolare bene il dosaggio.

Cosa ne pensa della sostituzione del Rivotril con il Diazepam e del dosaggio? Suggerirebbe un'altra benzodiazepina? Ho girato per tante farmacie, ma il Rivotril non si trova!!!

Scusi tanto per queste domande insistenti.
Lo psichiatra che mi seguiva non fa più visite ambulatoriali in reparto, inoltre sono stato per due anni all'estero, per lavoro. Ora Devo cercare un altro psichiatra, e mi ci vuole tempo. Stavo pensando al "Fate bene fratelli" o al Policlinico Umberto I, che posso raggiungere facilmente dalla Stazione termini di Roma. Devo trovarlo e trovarlo convenzionato con il Sistema san. italiano.
Spero tanto che Lei mi risponda!
Grazie ancora per la sua generosa disponibilità... Gr
azie!!!

[#5] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Lei ha citato solo SSRI, mi riferivo ad altri tipi di antidepressivi, non sono gli unici esistenti.
Le ho detto che le benzodiazepine non sono il problema centrale, e che in questi casi quelle lente e ad azione protratta sono preferibili nell'uso prolungato perché stabili, ma non è possibile indicarLe un nome, questo spetta ad un medico che la valuti.
Se ha disturbo somatoforme non ha "contrazione involontaria", è un altro concetto, ha senso di tensione e spasmofilia magari, ma è cosa diversa.

In ogni ospedale c'è un servizio pubblico di psichiatria, questo spetta a Lei sceglierlo.
Dr.Matteo Pacini
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[#6] dopo  
Utente 154XXX

Preg.mo dr Matteo P.,
oggi ho fatto la visita psichiatrica.

Diagnosi: ansia cronica con somatizzazione al livello del collo (disturbo somatoforme)
Prescrizione:
- sertalina 25 mg dopo colazione (poi si vedrà)
- Rivotril: 7gtt + 10gtt + 10 gtt.
- Psicoterapia settimanale da lunedì 19

Cosa ne pensa della terapia?
La sertalina (SSRI) agisce sull'aggregazione piastrinica, sarò protetto con 40 mg di Pantorc (ho avuto tre ulcere un mese fa con emoglobina a 7: quasi morivo!!!).

Lo psichiatra mi ha detto che lo zoloft si dà soprattutto ai cardiopatici. E' vero???
Ho fatto psicoterapia per tre anni, e ho speso tanti soldi, ma non ho "cavato fuori un ragno dal buco"?

Grazie della sua generosa attenzione.
Cordialmente

[#7] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Lo zoloft è un ssri, la dose è minima per adesso. Non vedo di preciso cosa significhi che si dia o meno ai cardiopatici, non vedo cosa cambi nel suo caso.
Per quanto concerne se il farmaco sia adatto, francamente una tripla ulcera sanguinante recente (non è chiaro se siano rimarginate) è appunto una situazione di quelle che erano segnalate come a maggior rischio per i sanguinamenti, se non ricordo male si trattava prevalentemente di pazienti anziani.
Comunque il medico avrà valutato la situazione: l'unica osservazione è che se per cautela sull'aspetto emorragico la soluzione è tenere la dose di zoloft bassa, poi il problema è che la dose è inefficace, sicura ma inefficace.
Dr.Matteo Pacini
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[#8] dopo  
Utente 154XXX

Grazie dr. Matteo P..
Per quanto riguarda le ulcere, stavo male a dicembre, ho poi scoperto al pronto soccorso il problema grazie ad una emoglobina a 7.20, con conferma gastroscopica (prendevo ASA).
Sono passati ormai circa tre mesi, e le tre piccole lesioni (almeno quelle viste dallo specialista)dovrebbero essere guarite. Anche se qualche giorno fa mi sono sentito di nuovo mancare, con sudore freddo: ma non so se sia dovuto all'emoglobina (una settimana fa era a 14) o alla sideremia (37), il tutto associato alla tensione/ansia. Ora mi sento bene, e poi non ho avuto melena: me ne sarei accorto: dolori addominali e nausea (come l'ultima notte, prima di svenire al mattino e andare al Pronto soccorso). Io lavoro davanti al pubblico: la tensione fa la sua parte. Però potrebbero esserci piccole perdite continue, senza sintomi. Dovrei fare una gastroscopia di controllo, ma devo dire la verità: non ne ho voglia!

Il medico psichiatra ha portato la mia attenzione sulla psicoterapia, e non mi ricordo se gli ho detto delle melene e delle ultime ulcere (sarà l'effetto sulla mia memoria della benzodiazepina dopo 4 anni di uso?!?!?!).
Per quanto riguarda la Sertralina, il medico ha evidenziato la necessità di non esagerare con i farmaci e di provare sempre con le piccole dosi: occorre partire dalla psicoterapia.
Da quanto ho capito, se non funzioneranno i 25 mg di zoloft, egli li porterà a 50.
Ora ho bisogno di tempo per capire il medico (non solo il medico deve capire il paziente, ma deve verificarsi anche l'altro aspetto). Sicuramente mi accorgerò se si tratta di un bravo/attento/avveduto professionista ... ho bisogno di tempo, e dovrà instaurasi quella che Voi chiamate "alleanza". Lo rivedrò lunedì per l'inizio della psicoterapia e gli porterò il foglio illustrativo del farmaco (zoloft); gli ribadirò con forza la questione delle melene negli anni passati (per uso di Fans), della sensibilità all'ASA e dell'uso necessario di Plavix (al posto di ASA).

Comunque ieri con la nuova terapia mi sembrava di essere meno teso.

Inoltre, la reazione al farmaco è soggettiva: io potrei reagire anche a 25 mg. Non è vero?

Inoltre, occorre vedere, mi pare (?), cosa accada dopo un certo periodo che il farmaco si è accumulato nel mio organismo (azione per accumulo ??? No ???). Quindi penso che si dovrà attendere almeno 10 giorni ... E' vero?

Ieri mi sono consolato: ho incontrato una persona di 75 anni, abbiamo parlato della nostra salute (lui sapeva che io ero stato male per le ulcere). Abbiamo chiacchierato e io gli ho parlato della mia ansia. Lui cura la depressione dall'età di 25 anni. Ora da circa 10 anni è in cura presso uno psichiatra che gli ha "azzeccato" la terapia farmacologia e diceva di stare bene: era molto contento.

Spero anche io di poter dire, un giorno, anche se a 75 anni: sono sereno!
Scusi tanto per le mie chiacchiere.

Un'ultima domanda: Le dispiace se intrattengo questo dialogo via web con Lei, che si mostra disponibile?
Oppure, Lei è troppo impegnato, e preferisce affrontare i problemi più gravi di altri pazienti?

Grazie ancora per la Sua pregiatissima disponibilità. Se non Le reco disturbo, La terrò informata.
cordialmente,
GPL




[#9] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Sulla terapia. Il medico va informato, se lei dice che ribadirà vuol dire che glielo ha già detto, altrimenti è stata una dimenticanza non da poco da parte sua, mi sembra un evento medico importante, tanto è vero che qui lo espone nei dettagli.

I farmaci si accumulano in maniera non lineare nei primi 7 giorni, prendendoli una volta al giorno, dopo di che restano costanti (tanto ne entra, tanto ne esce). L'effetto non è da accumulo, è da adattamento graduale del cervello alla loro presenza.

Gli effetti iniziali delle cure non sono decisivi, specie a dosi limitate.

In questa sede si ricevono commenti e si fanno domande, ma non è qualcosa che possa sostituire o affiancare il rapporto con il medico, anche perché in questa sede non ci sono tempi previsti, appuntamenti, urgenze etc.
Dr.Matteo Pacini
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[#10] dopo  
Utente 154XXX

Gentile dr. Matteo P.,
il problema è che, con lo psichiatra, ci siamo soffermati sulla mia storia di vita. Poi ho parlato di Plavix al posto di ASA, e di coaugulazione e di SSRI. Sono quasi sicuro che non gli ho parlato delle ulcere ... poi ero in preda alla preoccupazione di iniziare la psicoterapia e nell'incertezza di trovarmi veramente di fronte ad un medico capace di comprendere la mia situazione... era molto concentrato sulla questione della psicoterapia ... questo mi ha disorientato ... ho perso la bussola ...
Visto le ulcere e l'interazione del farmaco con il plavix, Lunedì inizierò dicendogli che mi ero dimenticato (in preda all'ansia !!!) delle melene e delle ulcere di tre mesi fa. Così potremo finalmente dire che egli conosce tutto, e potrà meglio valutare per la terapia

Il Rivotril è ritornato dopo due mesi, in una confezione a COLORI (meno depressiva!!!). Forse è stata una tattica della casa farmac. per far aumentare il contributo statale???
E forse poi metteranno anche un ticket sul Rivotril o su atri farmaci. Chi sa???

Penso che ieri mi sentivo meno teso per il ritorno a Rivotril: la dose più alta rispetto a 8 per tre ha certamente inciso.
Per quanto riguarda lo Zoloft si parla, per l'ansia e il anico, di 25 mg per una settimana, da portare poi a 50mg, addirittura fino a 200 mg. Quindi i 25 mg sono assolutamente provvisori, per l'adattamento progressivo.

Ho avuto modo di parlare, sin dal 2006, con tre psichiatri, uno assolutamente aveva escluso l'EN e mi aveva prescritto solo cymbalta (Umberto I -Roma - Neurologo: amico di un amico, ma l'ho subito abbandonato); un altro (con cui facevo psicoterapia) era cauto con le gtt, e preferiva associarle ad Elopram (non più di 8 e scalare En al massimo indispensabile o al bisogno). Anche a quest'ultimo interessava la psicoterapia. Il medico del s. Andrea mi ha sempre consigliato la psicoterapia, e assolutamente non più di trenta gtt al giorno di En o Xanax e poi Rivotril. Facevo psicoterapia con una psicologa, assolutamente restia all'uso di farmaci a dosi alte (scalare e poi solo al bisogno).
Poi ho perso i contatti con il S. Andrea. Sono stato all'Estero e dopo il rientro sono andato avivere fuori Roma da due anni (l'ultimo del s. Andrea non fa più visite ambulatoriali e segue i casi vecchi più delicati). Non voglio intromettermi... Poi il s. Andrea è ora lontano per me, essendo fuori Roma. Ma ritengo che sia un buon medico (era un po' contrario all'elopram, nel mio caso, e forse a tutti gli SSRI per me).
Anche quest'ultimo psichiatra di martedì scorso è restio ai farmaci e vuole insistere sulla psicoterapia: A me proprio ora non va di raccontare una terza volta tutta la mia vita. Ma devo provare, vedere, valutare, decidere.

Se potessi commenterei con Lei, dr. Matteo P., la dinamica degli eventi e le soluzioni terapeutiche, lo farei volentieri ... avrò certamente dubbi e domande.
Grazie ancora di cuore per il Suo "ascolto"
Cordialmente,
Giampaolo

[#11] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

le ho spiegato come funziona il sito. E' fatto apposta per fare commenti, ma non una cronaca parallela dell'andamento della sua cura. Deve farsi seguire dal medico e non avere un controllo esterno costant, equivarrebbe a dire che non si fida o che finisce per non parlare con lui e delegare i chiarimenti a internet, e non andrebbe bene.
Lo informi sicuramente di ciò che non gli ha detto magari subito, poi ne seguirà la cura, che impiega qualche settimana per essre giudicabile.

Il rivotril è in fascia C, non è mutuabile (almeno fino ad ora).
Dr.Matteo Pacini
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[#12] dopo  
Utente 154XXX

Gentile dr Matteo P.,
OK, ho capito!

Il Rivotril è l'unica Benzod. che il Sist San. Naz. passa gratuitamente. Lo prendo da circa 4 anni, assolutamente gratis! (costa cmq € 1,82).

Se avrò qualche dubbio significativo la contatterò.

Cordialmente,
Giampaolo

[#13] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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E' vero, è in fascia A. Che costasse poco lo sapevo, non ricordavo fosse in fascia A, a differenza degli altri.

Dr.Matteo Pacini
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[#14] dopo  
Utente 154XXX

Gent.mo dr. Matteo Pacini,

Ieri mi sono arrabbiato con lo specialista ... ha sempre risposto al telefono durante la psicoterapia (psicoterapia ????) ... mi faceva innervosire. Alla fine si è deciso insieme (???) di puntare su un vero e proprio ansiolitico: sono molto teso, ho un piccolo tremore alle mani (ad occhi chiusi)... Pertanto, dovrò scalare Rivotril. Lui ha consigliato Xanax, ma poichè gli ho detto che l'avevo già provato con scarsi effetti sui muscoli del collo (infatti venne sostituito con Rivotril al Sant'Andrea - Roma)abbiamo (!!!!) puntato su Prazene 15 gtt al mattino, e scalare Rivotril: tre gtt al giorno (9-9-9 / 8-8-8 / 7-7-7 / ecc).

Abbiamo tolto Zoloft 0,25 mg, perché gli ho detto con forza che era inefficace ... ma lui insisteva che era più di zero ... Cmq lo abbiamo tolto. Successivamente si aggiungerà un altro farmaco per l'ansia-depressione (non BDZ e non SSRI, visto le mie ulcere e melene avute nel passato). Vedremo ... Cambierò il prima possibile medico !!!
Ho fatto bene a "rifiutare" lo xanax? Lo psichiatra diceva che è un ottimo farmaco ... ma io ero molto teso e volevo lasciare lo studio ...
Penso cmq che egli continuerà a lasciare acceso il telefonino durante la psicoterapia !!! (la volpe perde il pelo, ma non il vizio!).
Grazie per l'ascolto!
Buona giornata.
Cordialmente,
Giampaolo

[#15] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Zoloft 25 mg è mediamente inefficace.
Rivotril è una benzodiazepina che si caratterizza per una stabilità del suo effetto, ragione per la quale si presta ad un uso terapeutico senza rischiare di destabilizzare i quadri ansiosi a lungo termine. Nell'immediato sicuramente le persone gradiscono più un effetto rapido come quello dello xanax, mentre a lungo termine le benzodiazepine "stabili" (perché lente e ad effetto prolungato) mantengono un'azione farmacologica.
Sostituire una benzo con un'altra deve tener conto della potenza delle due, rivotril è più potente, quindi non è come ricominciare da zero con un'altra benzo.
Associarne due (benzo) insieme mentre se ne scala una non mi sembra che abbia molto senso tecnicamente.
Non è ben chiaro quale ruolo dovrebbe avere il prazene in un soggetto già tollerante al rivotril (effetto atteso essendo Lei tollerante ad una dose equivalente di rivotril = 0). Comunque, l'effetto che si ottiene anche usando dosi equivalenti maggiori poi tende ad esaurirsi nel tempo.

I farmaci sono tutti ottimi per le indicazioni che hanno, "in generale" nessun farmaco in qualsiasi circostanza usato in qualsiasi modo è buono o utile.

Per quanto riguarda il discorso del telefonino, magari doveva gestire qualche urgenza, comunque su quello non posso pronunciarmi.
Invece, per quanto riguarda le decisioni terapeutiche, il paziente, anche se vuole "dir la sua" o esprimere preferenze, dovrebbe esser lasciato fuori da questo piano, non gli si richiede di saper decidere cosa è meglio.
Dr.Matteo Pacini
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[#16] dopo  
Utente 154XXX

Grazie!
Il problema è che ora sono molto teso, ansia generalizzata con somatizzazione e, diciamo cosi, un certo "esaurimento" (ovviamente non so qualificarlo e "quanto sia intenso")... questo lo ha verificato lo psichiatra.
Egli ritiene che ora per me ci voglia un farmaco propriamente ansiolitico, che agisca propriamente sull'ansia, e io possa rilassarmi. Il rivotril non è facilmente gestibile, è un farmaco "pesante", "potente". Con un ansiolitico di base (vedi valium) si potrebbero gestire facilmente le dosi 15, 20, 25 gtt. Con il Rivotril, sarebbe più complicato. Inoltre è un anti-epilettico ... tutto ciò lo ha detto il medico!!!???
Occorre togliere l'ansia, e il Rivotril non sarebbe nel mio caso propriamente adeguato allo scopo?????

Il prazene non è "stabile"? non è a "lunga azione"? Non potrebbe essere utile nel mio caso?
Al telefonino hanno chiamato solo colleghi e amici!!!!!!!!! Nessun paziente (non non abbiamo il suo numero di cell. - noi passiamo per il CSM ... il CSM informa i medici competenti per zona territoriale).
Grazie
cordialmente
GP

[#17] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Che c'entra che sia anche un antiepilettico, non vedo il nesso ? Più complicato gestire le dosi in che senso, non capisco in cosa consista il problema. Togliere una benzodiazepina richiede gradualità, nella mia esperienza è molto più agevole togliere quelle lente a cui il paziente rimane meno attaccato, comunque non mi sembra il problema del momento.
Le benzodiazepine sono più o meno tutte antiepilettiche.
"Pesante", "potente" sono parole così senza costrutto, oltretutto in base alla farmacologia delle benzodiazepine sono termini privi di significato, esistendo il fenomeno della tolleranza. Inoltre i farmaci non si misurano o si paragonano mica a gocce: 10 gocce di una cosa sono più potenti di 10 gocce di un altro, può essere, ma perché ragioniamo sulla dose in gocce ? Si ragiona in milligrammi per quanto concerne la potenza equivalente. Tot mg di un farmaco equivalgono in potenza a tot mg di un altro. Quante gocce siano poco importa, si vede in base al preparato.
Nella gestione dell'ansia le benzodiazepine si usano per periodi limitati, in alcuni casi si possono impiegare per tempi prolungati e allora la scelta cade più opportunamente su quelle ad azione lenta e prolungata, che hanno minore potenziale d'abuso ed effetto che non si annulla totalmente con il tempo.
"Stabile" significa ad azione lenta e duratura, non semplicemente duratura. Comnuque non vedo il senso nel sostituire prazene a rivotril.

Cosa usare non è possibile stabilirlo né suggerirlo in questa sede, ci si può limitare a commenti e spiegazioni generiche.
Dr.Matteo Pacini
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[#18] dopo  
Utente 154XXX

Grazie!
Il medico mi ha fatto capire, per dirla in breve, che l'azione ansiolitica di Rivotril sarebbe limitata. Io avrei bisogno del puro e semplice ansiolitico. Io purtroppo non sono un chimico né un farmaco-specialista ...
Comunque le cose sono due:
o continuo con Rivotril
oppure lo sostituisco con Prazene, avendo fiducia nel medico

Secondo Lei, posso sostituirlo direttamente senza scalare l'altro?
Poichè Lei conosce i due farmaci, 10 gtt di Rivotril corrispondo più o meno a 10 gtt di Prazene? O dovrei aumentare il numero delle gtt di prazene per avere gli stessi effetti?
Ovvero, io prendevo 9/9/9 di Rivotril posso passare direttamente a 9/9/9 di prazene, oppure devo scalare Rivotril piano piano?

Comunque, in mano agli psichiatri l'ansia, in questo caso, non rischia di aumentare? Forse è meglio come fanno tanti, la medicina "fai da te"!!!
Io non voglio passare alla "medicina fai da te", per questo mi rivolgo a Lei. Come ha visto c'è qualcosa che non va ... io non vorrei eliminare Rivotril, ma il medico mi dice di sostituirlo.
Con il suo aiuto, commentando tutta questa situazione, non si riesce a trovare un consiglio: dare un consiglio per come procedere non è meglio che lasciarmi in mano al "fai da te", rischiando di farmi male?
Per esempio: vista la mia situazione, potrei aumentare le gtt di Rivotril a 12/12/12 e intanto cercare un altro medico.
Non so che fare, tra l'altro, oggi avrei dovuto prendere il prazene ma non l'ho fatto. Lo faccio domani? Cerco un altro medico?
Aiutoooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo

[#19] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Come le dicevo questa sede è buona per far commenti e dare informaizoni in generale su come funzionano farmaci, diagnosi e cure, ma non è possibile dare indicazioni sul da farsi neanche fosse da dire se aumentare o diminuire una goccia. Quindi per favore non insista su questo specifico punto.
Inoltre, mi perdoni l'osservazione, le risposte cerco di fornirgliele in maniera dettagliata, non metta espressioni tipo aiuto con mille "o".
Non renderebbe migliori le risposte, né più rapide, né spingerebbe alcuno a curarla virtualmente.
Dr.Matteo Pacini
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[#20] dopo  
Utente 154XXX

Grazie e mi scusi per le mie parole e richieste inopportune.
Ho deciso di seguire lo psichiatra.
Sostituisco prazene 10 per due (mattina e pomeriggio) più Rivotril 6 per tre a distanza dal prazene. Scalerò ogni giorno rivotril in sei giorni e aggiungerò allo stesso tempo un'altra dose di prazene (la notte) fino a 10 (per un totale di 30 gtt al giorno). Vedremo che succede.

Grazie di tutto.
Cordialmente,
GP

[#21] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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"Prazene 15 gtt al mattino, e scalare Rivotril: tre gtt al giorno (9-9-9 / 8-8-8 / 7-7-7 / ecc)."

Questa era la prescrizione che lei ha riportato.

Quella che riferisce adesso è diversa. Come mai ?
Dr.Matteo Pacini
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[#22] dopo  
Utente 154XXX

Quella era dello Psichiatra. Quest'ultima è "fai da te" e mi sembra più congeniale. Ho preso, dopo che ci siamo lasciati, 10 di prazene, e mi hanno rilassato, forse ridurrò ulteriormente il Rivotril, poichè penso che il prazene dovrebbe coprirmi, essendo della famiglia delle BDZ.

Grazie
cordialmente
GP

[#23] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Il fai-da-te è sconsigliato sempre e comunque. Eviti di farlo e non cerchi di fare ragionamenti su cose che non conosce e non sa gestire.
Quello che lei pensa sia giusto e congeniale è irrilevante e non deve costituire guida sulle decisioni che lei prende. E' anche inutile che lei chieda consigli se poi si regola come le pare, sarebbe completamente sbagliato credere di aver tratto da questi commenti degli elementi per poter poi in autonomia fare calcoli e previsioni sull'uso delle medicine.
Ma stiamo scherzando ?
Dr.Matteo Pacini
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[#24] dopo  
Utente 154XXX

Gent.mo dr Matteo Pacini,
Grazie!
Le Sue parole sono attente, sagge e "professionali".
Ieri lo psichiatra ha segnato il Prazene sul foglio bianco, ma alla fine non lo ha strappato e non me lo ha dato...
Questa mattina sono stato dal mio medico di famiglia, che è un "buon" medico, per aggiornarlo e per la prescrizione.
15 gtt di prazene gli sembravano troppe ... addirittura lo psichiatra diceva anche 20, se mi accorgessi che non fossero sufficienti.
Il medico di famiglia mi ha consigliato di prenderne solo 10, ed eventualmente al pomeriggio 6, massimo 7 gtt. Ma cominciando a scalare da 5 gtt il Rivotril, perchè secondo ella il Prazene mi avrebbe coperto (e le gtt nel totale sarebbero state troppe). Poi mi ha detto di chiamarla lunedì, per verificare come staranno le cose. Al mio medico ho detto, inoltre, che non sarei voluto più andare al CSM, in quanto lo psichiatra non mi ispirava fiducia. Il "fai-da-te" è "sui generis", poichè è profondamente legato, dunque, ad un rapporto costante con il mio medico di base, e senza dubbio anche grazie alle Sue pregiatissime chiarificazioni, che invitano alla prudenza e al controllo medico. Ma come vede il rapporto con lo specialista è molto fragile.
Alle 20 ho preso 5 gtt di Rivotril (come indicato dal medico di base) ora, che vado a letto, prenderò 6 o 7 gtt di Prazene. Vedremo come domani mi sentirò.

Certo, ero molto insicuro ... non volevo togliere il Rivotril, e Lei, dr Matteo, lo ha confermato, ma alla fine ho deciso di seguire le indicazioni ricevute dallo psichiatra, anche se riviste dal medico di base (certo non è uno specialista ... ma è sempre un medico, con esperienza)!!!
Il medico di famiglia mi ha detto di essere cauto con il Prazene fino a lunedì. Poi ella vedrà...
Da lunedì mi metterò in cerca di un altro specialista: forse l'ho già trovato, su indicazione del mio stesso medico di base... lo psichiatra è una donna, di lunga esperienza (ha circa 60 anni)... me ne hanno parlato molto bene ... Lunedì la chiamerò!

Grazie di cuore dr Matteo ... stia tranquillo ... è "quasi" tutto sotto controllo!

Le auguro una serena domenica!
Io domani mattina dovrò lavorare ed essere ben "sveglio"
e, possibilmente, senza "tensione" e senza "torcicollo".

Buonanotte e a presto
Cordialmente
GP

[#25] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

io non le ho confermato niente. Le ho commentato la situazione.
Mi spiace ma se deve chiedere consulti per poi fare questa confusione (tra l'altro senza cambiare la sostanza, sempre la stessa combinazione di medicina con dosi decise in parte dallo psichiatra, poi da lei, poi ancora dal medico). Rimasta la miscela dei due farmaci, le dosi più basse di quelle prescritte, non mi sembra una gran trovata. Inoltre il discorso sulla dose di prazene non c'entra granché, continuo a non capire di preciso in che direzione si vada e perché con questa combinazione.

Comuque non è opportuno aggiungere altro viste le iniziative che Lei prende.
Si rivolga ad un medico e si faccia consigliare una cura, non come sospendere le medicine "e basta". Quello glielo aveva detto lo psichiatra, e non ha ritenuto di seguirlo. Il medico può guidarla nella sospensione, ma nella cura del disturbo dovrà pure darle qualcuno un'indicazione.
Non faccia questi miscugli di pareri per poi non concludere niente sul problema principale.
Dr.Matteo Pacini
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[#26] dopo  
Utente 154XXX

Buongiorno.
Grazie per la Sua risposta.
Ha ragione, estremamente ragione...
Io non volevo cambiare sostanza ma il suo collega ha deciso così: Rivotril va eliminato in un settimana; in altre parole, per il suo collega, Rivotril non mi aiuterebbe, va scalato subito.
Il medico di base non è uno psichiatra e mi ha consigliato solo di scalare la sostanza diversamente, aggiungendo Prazene diversamente.
Lunedì chiamerò la nuova psichiatra, e mi troverò davanti a lei con un ansiolitico chiamato prazene, con una storia di ansia e di disturbi vari. Vedremo che deciderà la nuova psichiatra. Magari decide di tornare a Rivotril!!!

Gent.Le dr Matteo P., Lei non ha confermato niente, ma mi sta dicendo che rivotril poteva restare e non ha un senso sostituirlo con prazene. Ma se voi psichiatri la pensate in modo diverso, che colpa ne ho io. Alla fine ho deciso di seguire il medico, che sempre mi hanno detto di gestire le gtt anche con una minima autonomia, entro certi limiti (ovvero una variazione di due o tre gtt). Lei forse non sarà d'accordo, ma non so che dirLe.
Grazie di cuore
a presto
Buona Domenica

[#27] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Non soltanto, le dicevo che per sostituire rivotril con prazene solitamente non si fanno questi passaggi. Alla fine si ritrova comunque con prazene, ma con quale funzione (essendo tollerante alle benzodiazepine ?).
Se lo scopo è quello di sospendere il rivotril, sostituirlo significa semplicemente essere nella condizione di prima solo con una diversa benzodiazepina.
Dr.Matteo Pacini
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[#28] dopo  
Utente 154XXX

Grazie. Certo, la tolleranza dopo cinque anni c'è, ma la BDZ ha comunque un certo effetto su di me, per esempio la notte mi aiuta a dormire e ad evitare il risveglio ogni due ore. Fino a un mese fa, prendevo le gtt prima di cena intorno alle 20: avevo paura che mi creassero dipendenza e potesse insorgere l'insonnia. Nonostante il risveglio, dormivo. Ma lo specialista vuole che ora le prenda quando vado a letto, spesso dopo la tv (intorno alle 23/24). Secondo lui alzare le gtt di rivotril è problematico, invece alzare le gtt di un altro ansiolitico è completamente diverso (queste sono le sue parole). Cioè io posso prendere una dose di 15/20/25 gtt di ansiolitico, ma questo sarebbe più complesso farlo con il rivotril, per il fatto che si tratterebbe di un farmaco "diverso" rispetto agli ansiolitici (?????). Il medico ha insistito sul fatto che il rivotril non appartiene agli ansiolitici, ma agli antiepilettici. A questo punto si inserisce la Sua opinione, dr Matteo P.,: Lei ritiene che non c'è differenza tra prazene e rivotril. Inoltre io mi ricordo, che la mia cura è cominciata con lexotan e laroxil (dal neurologo) per una settimana, e il collo non si è sbloccato. Poi un altro medico (psichiatra) ha deciso per EN, che avrebbe avuto un effetto miorilassante: infatti il collo si è sbloccato dopo le prime 10 gtt di EN. Poi 10 per tre di EN, dopo circa 1 anno non davano i risultati dell'inizio e così siamo passati a xanax e dopo un mese a Rivotril, per quattro lunghi anni; ma ora occorrono 10 per tre di rivotril per avere l'effetto che avevano quattro anni fa 7 per tre. Ora, forse, il medico sta pensando ad un farmaco da associare con Prazene, e che non potrebbe associare con rivotril?
Grazie
G

[#29] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Cosa già detta: Ma che significa 10 gocce, di che cosa ? Ma come si fa a ragionare in gocce ?
Sarebbe più complesso con il rivotril: che cosa ? Alzare ? No. Abbassare ? No. Tutte le benzodiazepine sono antiepilettiche ansiolitiche, miorilassanti e ipnotiche, soltanto con profili diversi. Poi commercialmente qualcuna si è imposta come ipnotico, qualcun'altra come ansiolitico e così via. Rivotril come antiepilettico perché è stabile e a durata lunga.
Le differenze tra benzodiazepine ci sono e non c'è niente di particolare da scoprire.
Farmaco associabile con prazene e non con rivotril ? Non mi risulta, ma poi fosse questa la ragione lo sarebbe chiaramente.

La tolleranza si sviluppa dopo un mese, non dopo cinque anni. L'effetto si esaurisce. Rimanere legati all'idea che si dorme perché si prende una benzodiazepina è un prodotto che solitamente rientra nella dipendenza psicologica da benzodiazepine.

Morale: ci saranno anche mille altre soluzioni, questo tipo di procedura che lei descriveva non è chiaro dove vada a parare, indipendentemente da questi cambi di dose, rapidità o lentezza di riduzioni etc su cui abbiamo già detto.

Adesso consideri però concluso il consulto.
Dr.Matteo Pacini
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[#30] dopo  
Utente 154XXX

Grazie di cuore per la Sua disponibilità.

Vedremo con la nuova psichiatra: psichiatra nuova, vita nuova!!!???
Cordialmente
GP

[#31] dopo  
Utente 154XXX

Salve dr. Matteo
Oggi ho incontrato la nuova psichiatra... non ha potuto aiutarmi!!! Ella ha telefonato al primario di neurologia: forse problema (torcicollo spasmodico) da trattare con farmaci antiepilettici (???). Ora ritorno a rivotril: 15/15/10. Ora niente antidepressivi. Appuntamento con l'esperto di epilessia (primario) il 1 giugno alle 10:30.
Non so che fare !!!
vengo rimbalzato da un medico all'altro ...
Sono depresso e avvilito ... sto tremando ...
Grazie
Giampaolo

[#32] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Non saprei, sinceramente dal percorso che posso ricostruire dalle sue mail non è che intraveda una precisa ipotesi diagnostica, o meglio, in realtà c'era (d.somatoforme) e stava seguendo una cura coerente nel tipo di farmaci scelti, con i limiti relativi alle dosi e alle successive modifiche delle benzodiazepine (su cui non torno perché ne abbiamo già discusso). Adesso mi sembra si ritorni ad un livello di minore definizione (neurologia etc).
Dr.Matteo Pacini
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[#33] dopo  
Utente 154XXX

Grazie.
La psichiatra aveva soprattutto un problema con i farmaci ... voleva provare con la Fluoxetina (Prozac?), ma sembra che anche questa potrebbe dare problemi di interazione con il Plavix...
Pertanto, constatando che il Rivotril funzionava, forse la via dei farmaci antiepilettici potrebbe essere la via giusta per evitare problemi di interazione (ed eventuali emorragie)... Il punto è sempre quello: non è un problema di diagnosi, ma un problema di farmaci.
Dovrei constatare se la Fluoxetina dà veramente problemi di interazione: se no, eventualmente si potrebbe tentare questa strada? ma il medico con cui ha parlato la psichiatra ha sconsigliato la fluoxetina e suggeriva l'antiepilettico, ovviamente dopo la visita medica con il primario di Neurologia (in realtà è di vecchia specializzazione: neuro-psichiatria)
Ora Chiamerò il cardiologo per la fluoxetina

Grazie di cuore dr Matteo
Giampaolo

[#34] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

le cautele nelle associazioni non equivalgono a delle controindicazioni assolute.
Non ho esattamente capito perché la psichiatra attendesse da un altro collega la decisione su quale farmaco utilizzare. Comunque, i due farmaci non hanno esattamente le stesse indicazioni.
Non credo che il cardiologo le indicherà quale psicofarmaco assumere, questo è appunto compito dello psichiatra.
Dr.Matteo Pacini
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[#35] dopo  
Utente 154XXX

Buongiorno dr Matteo.
Questa mattina sono stato in Ospedale in Cardiologia... ho fatto visita cardiologica: nessun problema per gli SSRI, nonostante le tre lesioni ulcerose peptiche. Ma dovrò prendere Pantorc 40 per sicurezza e stare sotto controllo medico e cardiologico costante. L'incidenza con dosi basse di SSRI sul Plavix non è tale da far preoccupare: hanno tanti pazienti che prendono SSRI...
Domani ho visita psichiatrica all'ospedale: oggi non c'era il tempo (troppi pazienti): lo psichiatra vuole sentirmi per almeno un'altra ora. Le faccio sapere che quando gli ho detto del Rivotril da circa tre/quattro anni si è messo le mani sui capelli ... (Quanto siete diversi l'un l'altro voi psichiatri!!!). Inoltre ha supposto: sembrerebbe un "attacco di panico" (???).
Siamo ancora da capo ...
Spero di trovare domani il servizio medico che possa veramente seguirmi con attenzione e costanza, e nel quale io abbia fiducia!
Sono ottimista ... Si vedrà ...

Grazie di cuore
Cordialmente
GP

[#36] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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D'accordo, comunque quando mi riferivo ad altri farmaci che possono essere utili negli stati di ansia, mi riferivo anche a quelli che appunto le sono stati indicati, categoria "antiepilettici" poiché questa è la categoria commerciale di riferimento.
I problemi sono due:
a) la diagnosi, con cui si apre una rosa di possibili opzioni
b) la scelta in base a principi di cautela (quindi gli SSRi diciamo che diventano una scelta che impone più cautela), ma esistono anche farmaci a meccanismo d'azione misto (non solo seroninico) sia vecchi che nuovi, quindi la scelta non si restringe dicotomicamente tra SSRI/non-antidepressivi.

L'unica cosa era il fatto che se la psichiatra riteneva utile un farmaco non capivo perché invece l'indicazione provenisse da un neurologo.
Dr.Matteo Pacini
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[#37] dopo  
Utente 154XXX

Grazie
La psichiatra (ora in pensione) ha lavorato per tanti anni in neuro-psichiatria, poi diventata neurologia (e la psichiatria ha avviato il nuovo percorso in seguito alla riforma).

Lei era molto preoccupata di fronte alle mie affermazioni relative alla situazione cardiaca e al Plavix, sentiva forte la sua responsabilità. Pertanto pensava alla fluoxetina, ma leggendo il "prontuario sui farmaci" si è accorta che il problema persisteva anche con quest'ultima soluzione. Pare che ella conoscesse solo laroxil e cymbalta, che io avevo già provato, e con scarsi risultati. Mi diceva: non ci sono altri farmaci: Solo SSRI, laroxil, fluoxetina e cymbalta. ????? Quest'affermazione mi lasciava molto perplesso, e la fiducia già calava !!!!
Ha chiamato un suo vecchio collega (della neurologia e antiepilessia). Lui sapeva di questa interazione con il plavix e l'ha confermata anche per la fluoxetina. Pertanto, perchè io non avessi problemi indicava una visita non psichiatrica, ma là in neurologica e, quindi, la probabile via di un farmaco antiepilettico. Ma solo il Neurologo deciderà!!! Per esempio potrebbe rimandarmi dallo psichiatra.
Ma lo psichiatra può prescrivere l'antiepilettico?
E' un farmaco abbastanza prescritto dallo psichiatra?
Non sarebbe meglio che prescrivesse l'antiepilettico il neurologo esperto di epilessia, poichè ha a che fare con questi farmaci tutti i giorni?
Ieri la psichiatra non ha voluto prescrivermi un antiepilettico perchè, diceva, "si tratta di farmaci che io non gestisco" (addirittura ella era anche contro il Rivotril!!!): "In neurologia hanno a che fare con questi farmaci tutti i giorni: si fidi vada da loro! Faccia questa visita" (appuntamento fissato per il primo di giugno).
L'antiepilettico è "curativo"?
Potrebbe avere effetti collaterali gravi?
Domani parlerò con lo psichiatra degli antiepilettici (come suggerito ieri dalla psichiatra e dal neurologo). ...Poi c'è anche cymbalta, farmaco che mi pare agisca sulla serotonina e anche sulla dopamina (anche se questa fa salire la pressione e io sono iperteso (????). Io ho preso cymbalta per tre/4 mesi circa, ma l'abbiamo sospeso con il medico perchè non avevamo visto risultati significativi e poi, se non ricordo male, mi dava un problema di stitichezza molto grave. Ho preso anche Elopram per sette /otto mesi, ma con risultati insignificanti: sono riuscito a scalare solo una dose di rivotril su tre.

Ci sono anche i triciclici: conosco Laroxil, ma ce ne sono anche degli altri? ci sono nuovi triciclici?
Ci sono anche i rilassanti muscolari (ma mi pare che siano gastro-lesivi). Me ne avevano prescritto uno a New York, per un po' di mesi, ma niente da fare...

Io vorrei un farmaco "curativo", ma mi sa che per il mio caso non esista ancora... ora si tratta di vedere cosa deciderà domani lo psichiatra.

Grazie per l'ascolto
Cordialmente,
GP

[#38] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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ci sono diversi altri triciclici, fluoxetina è il primo SSRI (della storia), poi ci sono altre molecole a doppia azione tipo cymbalta, poi ce ne sono altre non classificate altrimenti, quindi quelle che ha citato non sono le uniche.
Antiepilettici non so cosa intenda in particolare, comunque sono antiepilettici come etichetta, ma diversi hanno anche indicazioni psichiatriche, indipendenteente dall'epilessia (depakin, tegretol, lyrica l'ultimo).

Quindi la rosa è più ampia, poi certamente che vanno considerate le interazioni e le controindicazioni relative come quella delle lesioni potenzialmente sanguinanti.
Dr.Matteo Pacini
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[#39] dopo  
Utente 154XXX

Salve dr Matteo. Mi scusi tanto di non averLa ringraziata ieri per la Sua gentilissima, come sempre, risposta esaustiva... ma quando sono rientrato ero stanco morto, dopo un lavoro fatto con i muscoli del collo contratti per lungo tempo: sono andato a letto alle 21.

Oggi ho fatto la visita psichiatrica e dovrò rivedere lo specialista lunedì, poi dovrò fare anche i soliti test che fanno fare in psichiatria all'ospedale ...

Il medico è giovane (lavora in reparto), ma sostituisce il direttore (in ferie) del day Hospital psichiatrico, che dovrebbe prendermi in cura: Lui è più anziano, con più esperienza. Comunque il direttore diceva ieri di affidarmi in buoni mani ... Questo giovane medico ha lavorato con il primo psichiatra che mi ha seguito, e che poi ha optato per il rivotril

La diagnosi è confermata: Depressione di base con somatizzazione da ansia (disturbo somatoforme)

Dopo un'ora e un quarto di colloquio il medico è giunto alla terapia, affermando: Lei ha provato tutti i farmaci che si danno in questa situazione, in effetti possiamo provare con gli antiepilettici, che noi usiamo anche in reparto a dosi alte.
Questa la terapia, provvisoria nelle dosi:
- Neurontin (Gabapentin): 100 mg la notte
- Zoloft 25 mg a colazione (da portare dopo una settimana a 50 - come ricorda la precedente psichiatra me l'ha tolto circa 10 giorni fa). E' un farmaco che scelgono per i cardiopatici: io sono un cardiopatico (anche questo!!!)
- EN 10/10/25

La disturbo ancora per farLe delle domanda: cosa ne pensa di Neurontin?
Io avrei preferito Lyrica, anche perchè è indicato per l'ansia. Ma il medico non ricordava le dosi del farmaco e non aveva un prontuario a portata di mano. Quindi ha optato per Neurontin, affermando che si tratta di farmaci simili. Io, purtroppo, però penso più del dovuto. Leggendo le indicazioni terapeutiche mi sembrano diversi, o no? .... Lyrica forse mi avrebbe permesso di togliere più agevolmente l'ansiolitico? o no?
Procediamo, dunque, senza lirica ma con "filosofia"!!!
Grazie di cuore per la Sua generosa disponibilità.
Cordialmente


[#40] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Lei pensa più del dovuto, questo mi sembra un buon spunto di autocritica costruttiva, poiché questa caratteristica rischia di farla pensare a problemi inutili.
Per esempio alla cura la cui decisione spetta giustamente al medico.
La cura mi sembra appropriata al tipo di diagnosi, resta sempre naturalmente valido (per ogni diagnosi) il discorso delle dosi efficaci (che in genere non si danno come dosi iniziali, ma si raggiungono con la dovuta lentezza e cautela).
Dr.Matteo Pacini
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[#41] dopo  
Utente 154XXX

Grazie di cuore dr. Matteo ...
Avevo delle perplessità sul Neurontin: ma tutto (forse) scaturisce dalla mia ansia, che mi porta ad essere molto diffidente!
Comunque il consulto con Lei è stato molto importante ... nessun medico aveva previsto la via degli "antiepilettici usati in psichiatria" e non so se quest'ultimo medico avesse scelto il neurontin (o lyrica) su indicazione della Neurologia (Direzione per l'epilessia) e "portata avanti" da me con forza.
Ora si tratta di aspettare ...
Mi farebbe piacere parlare ancora con Lei, ovviamente più avanti: ho avuto sempre l'impressione che Lei fosse professionalmente "eccellente", un persona "umana", disponibile all'ascolto, e con cui commentare e valutare (nei limiti dell'etica professionale esercitata via web) le terapie cui vengo sottoposto. Ma ogni terapia deve avere il consenso "in-formato" del paziente: io desidero "entrare-dentro" le informazione a me accessibili, per poi "acconsentire" con adesione "libera": e c'è libertà se c'è la verità, anche la "verità della conoscenza", nei limiti delle mie possibilità.

La ringrazio di cuore per l'aiuto e spero di poterLa risentire più avanti.

Cordialmente


[#42] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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credo che comunque se chiedesse al medico stesso che la segue questo tipo di informazioni non avrebbe difficoltà a fornirle, sono patrimonio tecnico comune.

Saluti
Dr.Matteo Pacini
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[#43] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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In due parole. Certamente che il ripetere controlli su sua iniziativa o chiedere le stesse rassicurazioni può irritare i colleghi.

Tecnicamente abbiamo già commentato che la scelta dei principi attivi non è né strana né inappropriata, rimane il discorso delle dosi che al momento per quanto concerne lo zoloft sono minime. A seconda dei casi si può scegliere di usare antidepressivi o di non usarli, ma rispetto all'uso la dose è minima.
Detto questo, non vedo perché escludere una modalità terapeutica, la farmacoterapia non è una religione, è uno strumento, non è in contrasto con la psicoterapia (quella scientificamente fondata) né viceversa.

La sua necessità di rassicurazione probabilmente è "esuberante", e questo le nuoce perché l'effetto non è rassicurante, ma peggiora i suoi dubbi facendole perdere tempo ed energie nella considerazione di problemi o dettagli che comunque non cambierebbero le decisioni finali.

Non sono d'accordo che la cura non debba servirle a niente a priori, cosa peraltro già detta.
Dr.Matteo Pacini
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[#44] dopo  
Utente 154XXX

Ma di chi devo fidarmi dell'Ospedale ... e i medici mi sembrano in gamba e preparati? oppure dello Psichiatra del CSM, che non ne vuole sentire dell'ospedale? spero per la mia situazione e non per i medici?

Perchè si deve escludere la possibilità di essere seguito con i farmaci dall'ospedale e con la psicoterapia dal CSM della ASL? Non sarebbe una via buona dal punto di vista del cammino terapeutico? Ci sono tanti che fanno psicoterapia con uno psicologo e prendono farmaci seguiti dallo psichiatra.
Poi i medici si conoscono in quanto hanno lavorato insieme ... infatti parlavano della possibilità di potersi sentire e "accordare" ...

Sì, le dosi sono molto basse, ... me lo dicevano all'ospedale: eventualmente verranno ancora alzate con la rivalutazione dell'evoluzione delle mie condizioni nelle prossime settimane ... Si vedrà

Ho chiesto allo staff di poter eliminare la replica 43, perchè i miei medici, se leggessero, potrebbero risalire a loro e a me: visto il disturbo e la situazione, e il mio nome.
Forse devo essere più cauto e attento nello scrivere

Grazie
cordialmente