Utente 185XXX
Vorrei un consiglio sul mio stato. Vi espongo la mia situazione fin dagli inizi. Premesso che per familiarità e per la mia storia familiare sono un soggetto ansioso e tendo anche alla depressione. Ho 48 anni, all'età di 35 anni ho avuto un grosso infarto, grazie a Dio sono vivo e non ho avuto complicazioni, tipo aritmie o altro a livello cardio-circolatorio. Ma da allora, dopo aver avuto diverse puntatine di depressione e ansia da giovane; e iniziata la mia storia di terapia contro la Somatizzazione dell'ansia e la depressione. Dal 1997 ho iniziato a soffrire dei problemi suesposti con forte depressione, forte nausea con conati, insonnia, diarrea, nodo alla gola che quando all'ora dei pasti sentivo l'odore dei cibi mi venivano i conati e diversi attacchi di panico. Ho iniziato la trafila da dottori, neurologi, psichiatri, provando diversi farmaci di tutti i tipi (seropram, serosat e altri serotoninergici, xeristar, zoloft, citalopran e altri) insomma tutti i farmaci che potevo prendere in considerazione della mia cardiopatia e del fatto che prendo antiagreganti piastrinici, li ho provati in associazione allo xanax e a diverse sedute di psicoterapia. Il tutto per poter sostituire il DENIBAN che prendo ormai da 13 anni in associazione con xanax (1/2 pastiglia da 0,50 e 25 goccie di xanax 3 volte al giorno) questa terapia mi consente di fare una vita pressoche normale, i problemi sono, sono stato operato alla ghiandola mammaria, ho la serotonina alta e il testosterone basso sono sempre stanco e ho sempre voglia di mangiare, da quando faccio la terapia in 13 anni sono aumentato di peso di 23chili. Ho problemi di circolazione intestinali con la pancia sempre gonfia. Per il mio stato di cardiopatico giustamente, mi dice in medico, dovrei scendere di peso e diminuire la circonferenza addominale, ma non riesco a mangiare di meno e il mio intestino non evacua regolarmente. Quello che volevo chiedervi, dopo 13 anni con questa terapia, è possibile che ci sia un farmaco che possa sostituire i DENIBAN, qualcosa di nuovo sul mercato, naturalmente non serotoninergici che mi fanno malissimo, magari che agisca sui ricettori che agisce i Deniban. Lasciando magari lo Xanax. Grazie.

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Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

La diagnosi non è chiara. Somatizzazione dell'ansia non significa niente, non è che si somatizza l'ansia, il cervello insieme all'ansia esprime anche altre alterazioni, somatiche e non psichiche. Somatizzare è un'azione che fa il sistema nervoso, non la volontà della persona o la reazione alla presenza di ansia.
Non si capisce se quindi sia un episodio depressivo con sintomi ansiosi e somatici, oppure un altro disturbo.

Dice di aver provato di tutto ma elenca farmaci si una sola unica classe (SSRI).

Il deniban le produce effetti collaterali, per cui non capisco esattamente a quale scopo è stato mantenuto se nel frattempo continua a cambiar cure, segno che evidentemente il deniban da solo non ha risolto il problema.

Per lo xanax non vedo perché mettere le mani avanti perché rimanga in terapia. Essendo un farmaco che dà assuefazione, non ha alcun ruolo, solitamente si procede ad una graduale riduzione, con la guida del medico, per poi non assumerlo su base regolare, certo che se la persona è ansiosa è difficile operare questo distacco. Anzi, il mantenimento di un tranquillante a quelle dosi può peggiorare il decorso dei sintomi ansiosi e somatici.
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 185XXX

Innanzitutto la ringrazio della Cortese e Solerte risposta gentilissimo Dr.Pacini.Le debbo chiedere scusa perchè non mi son reso conto di aver scritto due fesserie per sbaglio, forse avrà capito che ho la prolattina alta e non la serotonina, e poi non prendo 25 goccie di xanax per tre volte al giorno, ma 25 goccie nel totale al giorno (6 mattino, 6 dopo pranzo e 13 prima di andare a dormire) mi scusi. Per il Deniban, me lo hanno fatto riprendere i vari Neurologi, Psichiatri che nel periodo di 13 anni ho consultato (compreso il medico condotto)che mi hanno fatto provare per mesi i diversi farmaci che le ho elencato (forse ne posso aver dimenticato qualcuno)e che ho dovuto sopendere perchè per un mottivo o per l'altro non mi facevano stare bene, con sintomi negativi importanti. Poi per la somatizzazione dell'ansia, son cose che mi hanno detto questi suoi colleghi, che io somatizzo l'ansia, ho fatto anche sedute di psicoterapia e non è cambiato niente. Ho provato a chiedere un consiglio sul Deniban ad un Neurologo che qui in Sardegna e ritenuto un luminare, certo Dr Rosati, e mi son sentito rispondere, che problema c'è se prendi il deniban per tanti anni?, ci son persone anche Imprenditori e persone che devono mandare avvanti lavori importanti, che lo prendono da 20 anni, si vede che tu hai bisogno di quel farmaco. Cosa vuole che le dica, l'ultimo psichiatra che ho contattato dopo avermi fatto provare il citalopran e lo zoloft, mi ha detto che sarebbe uscito un nuovo farmaco
adatto al mio caso nel 2010, tra l'altro mi disse che aveva un'emivita brevissimo, spiegandomi che veniva espulso dal fisico molto velocemente. Finisco dicendo che non mi posso permettere sedutte e trattamenti a pagamento con degli specialisti rinomati in provincia di Sassari dove abito, perche sono operaio e ho tre figli. La rigrazio nuovamente.

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Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

sì, chiaro, prolattina.

Nessuno "somatizza l'ansia", il cervello ha vie per esprimere un suo stato alterato, ansioso nella sua componente psichica, e spesso somatico in qualche modo, dal battito cardiaco alle pseudo-coliche intestinali, ad altro. Altrimenti sembra che uno abbia un cervello che agisce chissà dove e sceglie che vuole somatizzare qui o là. Inoltre non è che "l'ansia" si traduce in sintomi corporei, l'ansia è un sintomo, e contemporaneamente ci sono quelli corporei. Ma nell'ansia è quasi sempre così.

Il problema non è prendere il deniban a lungo, il problema è cura il suo disturbo, ovvero farlo diagnosticare e curarlo con una cura che funzioni.
Se lei lo assume da tre anni senza giovamento (a quanto ha riferito) non vedo un senso preciso.
Non vedo cosa c'entri l'emivita, è un farmaco che prende tutti i giorni, quindi che c'entra l'emivita ?
I farmaci che ha citato sono tutti di un solo tipo.

Consulti uno psichiatra, il servizio pubblico comprende anche questo tipo di specialistica.
Dr.Matteo Pacini
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