Utente 186XXX
Cari dottori,

vi scrivo e vi seguo da diverso tempo. Volevo chiedervi di aiutarmi.
Da tre mesi ho ripreso l'amisupride a 50 mg di dosaggio,
per problemi di ansia somatizzata. Ho letto tuttavia
alcuni studi che sostengono che gli antipsicotici, per il loro
funzionamento - bloccaggio dei recettori dopaminergici -
possano portare alla riduzione delle cellule grigie nel cervello,
in pratica riducendolo. Inoltre ho letto in internet testimonianze di persone che
sostengono di essere stati rovinati dal deniban (dopo averlo assunto per mesi e intererrotto, dichiarano di avere problemi d'erezione, di non avere appetito e altro). Ovvio che non devo considerare oro ciò che si scrive sul net, però è pur sempre una testimonianza e visto che il farmaco che assumo è il medesimo mi preoccupa.
Vi chiedo se potete tranquillizzarmi su entrambe le questioni perché
il mio dottore è in ferie e io ho bisogno di sapere.
Il dottore tempo fa mi aveva detto che l'amisulpride è un farmaco
senza effetti collaterali - a parte l'aumento di prolattina -
e che potevo continuare a prenderlo senza problemi per anni,
senza bisogno di scalarlo all'interruzione. E' una cosa che voi confermate?
Posso stare tranquillo? L'amisupride è sicura? Per piacere datemi
delle risposte esauriente, vi prego... In fede

[#1] dopo  
Dr. Massimo Lai

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Gentile utente,

l'amisulpride è un farmaco abbastanza sicuro, i cui effetti collaterali sono conosciuti e legati all'azione farmacologica.
Le segnalazioni che trova su internet sono spesso inesatte in quanto i pazienti spesso confondono effetti dovuti alla malattia con quelli causati dal farmaco.

Il dosaggio che prende lei è minimo, adeguato all'indicazione di cui ci parla quindi non dovrebbe andare incontro ad effetti secondari importanti.
Se le capitasse di notare qualcosa ne parli con il suo medico.

Cordiali saluti
Massimo Lai, MD

[#2] dopo  
Utente 186XXX

Gentile dottor Lai,

la ringrazio per la risposta. Ma per quanto riguarda la riduzione della materia grigia relazionata all'assunzione dell'amisupride cosa ne pensa? Potrei andare incontro a questi problemi? Perché inoltre sul foglio illustrativo viene indicato solo per il trattatamento a breve-medio termine? Le porto il documento http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/152817.html

[#3] dopo  
Dr. Massimo Lai

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Gentile utente,

il link che lei allega non cita l'articolo originale ma un'intervista a uno degli autori che semplicemente afferma che sono necessari ulteriori studi e replica dei risultati prima di poter affermare con certezza quanto lei paventa.

Consideri che normalmente il cervello umano va incontro alla perdita di neuroni con l'avanzare dell'età senza che questo sia correlato con una riduzione delle capacità cognitive.

Si tranquillizzi e attenda il ritorno del suo medico perché non c'è alcuna urgenza.

Cordiali saluti
Massimo Lai, MD

[#4] dopo  
Utente 186XXX

Va bene che servano delle ratifiche dei risultati, ma fatto sta che il dato dello studio è quello riportato.
Volevo appunto sapere da lei: amisulpride a 50 mg come meccanismo d'azione può dare lo stesso tipo di problema degli antipsicotici a funzionamento antipsicotico (quindi anche amisulpride sopra i 200)? Cioè diminuire la materia grigia
Io spero che il deniban, anche perché assunto in dosi modeste per la cura antisomatizzante, non rientri nel tipo delle medicine studiate in quella ricerca. Io col cervello ci lavoro, purtroppo, e se diventassi più stupido perderei tutti i vantaggi che ho nel fare la mia attività.
Ovviamente è una preoccupazione ossessiva, ma volevo saperne di più.
Spero nella sua risposta, cordiali saluti e buona serat

[#5] dopo  
Dr. Massimo Lai

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Immagino che lei abbia bisogno del suo cervello come tutti gli esseri umani. Anche il compito meno intellettuale richiede un cervello integro.

I pazienti studiati sono schizofrenici e non sono tanti. Lei non assume le stesse dosi ma un ventesimo.
Come appunto riconosce si tratta di dubbi ossessivi.

Buona serata
Massimo Lai, MD

[#6] dopo  
Dr. Vassilis Martiadis

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Aggiungo alle corrette considerazioni del collega, che i soggetti studiati erano pazienti schizofrenici. Tale patologia, di per sè, comporta alterazioni morfo-strutturali del cervello. Distinguere se queste siano relative alla malattia o all'uso prolungato (decine di anni) di farmaci antipsicotici, necessita di ulteriori studi e di campioni di soggetti più robusti.
Cordiali saluti
Dott. Vassilis Martiadis
Psichiatra e Psicoterapeuta
www.psichiatranapoli.it

[#7] dopo  
Utente 186XXX

Cari dottori. Grazie per le risposte. Inoltre volevo chiedervi. Perché il deniban ha come indicazione il trattamento a breve-medio termine? Cosa si intende inoltre per breve medio termine?