Utente 204XXX
Buonasera,

soffro di attacchi di panico da quasi tutta la vita, essendo un soggetto naturalmente ansioso e ipocondriaco. Sono stata in terapia da una psicologa che, purtroppo, non mi ha dato grande giovamento. L'unico risultato è stato che alla fine, mi ha fatto fatto giungere alla conclusione che se volevo stare meglio dovevo aiutarmi da sola e "muovermi". So di essere la responsabile di queste mie manifestazioni, che altro non sono se non una smodata ricerca di attenzioni, ma il problema si è complicato da due anni a questa parte quando ho iniziato a soffrire di nausea e vomito ciclicamente. Le mie analisi del sangue sono perfette, il mio dottore non crede ci siano problemi a livello fisico, ma una volta al mese (o due, persino) io "devo" vomitare. Ovviamente non mi induco tale fenomeno, ma "capita". E' come se avessi un timer regolato che mi fa rimettere. A volte si tratta semplicemente di influenze passeggere (le distinguo poiché le scariche di vomito sono ripetute, altrimenti ne ho solo una per volta), altre volte, semplicemente, sento la nausea che sale e arrivo a rimettere. Credo che sia una manifestazione nervosa, visto che "casualmente" questi episodi sono cominciati da quando ho avuto la prima esperienza sessuale. Tuttavia, se prima non ne facevo una tragedia, visto che al di là del dovermi allontanare un attimo in bagno poi non ho strascichi fisici, adesso sto cominciando a maturare una fobia che mi spinge ad avere nausea tutti i giorni e notevole stress per così dire "anticipatorio". Attualmente sono in terapia con Elopram, ne prendo solo 10 gocce perché altrimenti cado in stato catatonico e mi indepressisco per non riuscire a fare niente.
Lei cosa mi consiglia di fare?
A presto.

[#1]  
Dr. Giuseppe Nicolazzo

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Gentile Utente,

non dice da chi ha ricevuto la prescrizione del farmaco, comunque nel suo caso non basta l'assunzione di una terapia antedepressiva, ma necessiterebbe di una visita psichiatrica per iniziare un percorso di comprensione di ciò che effettivamente le sta accadendo, ci sono sintomi che sono "messaggi" che andrebbero decodificati,

Saluti
Dr G. Nicolazzo
Specialista in Psichiatria
Psicoterapeuta

[#2] dopo  
Utente 204XXX

Secondo lei posso guarire? Potrò mai avere una vita normale?

[#3]  
Dr. Giuseppe Nicolazzo

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si guarisce da una malattia.... e se il suo fosse solamente il " rigetto" di qualcosa che non ha accettato?
Dr G. Nicolazzo
Specialista in Psichiatria
Psicoterapeuta

[#4] dopo  
Utente 204XXX

Potrebbe essere, certo. Ma cosa? Forse il fatto di aver vissuto la mia sessualità? Premetto che la mia "prima volta" è stata con una persona che mi ha plagiata per due anni e non riuscivo mai a raggiungere l'orgasmo. Finivo sempre a piangere di tristezza, mi sentivo sporca, un bambolotto da usare e gettare via. Ma adesso ho un compagno con il quale vivo l'intimità serenamente, con amore, appagamento reciproco e confidenza...

[#5]  
Dr. Giuseppe Nicolazzo

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<<<....Ma adesso ho un compagno con il quale vivo l'intimità serenamente, con amore, appagamento reciproco e confidenza...>>>>

ma continua a vomitare.....
Dr G. Nicolazzo
Specialista in Psichiatria
Psicoterapeuta

[#6] dopo  
Utente 204XXX

Sì. Forse ho, più in generale, un rifiuto nei confronti della sessualità legato al fatto che spesso, da piccola, assistevo ai rapporti dei miei genitori, dormendo nella stessa stanza loro. Ricordo che li giudicavo stupidi per la loro mancanza di "autocontrollo". Pensavo che l'appagamento sessuale li rendesse degli inetti dediti solo all'attività sessuale piuttosto che a me.
Probabilmente ho sempre avuto la mania del controllo,sia di me stessa che del resto del mondo. Una delle mie paure più grandi era, e forse continua ad essere,che uno spirito si impadronisse del mio corpo. E ho sempre avuto paura del buio, paura che celasse, appunto, questi mostri che mi avrebbero condotto alla perdita di me.
Questa paura, infantile e ancestrale, ha cominciato a scemare fino a scomparire del tutto da quando ho iniziato la relazione con il mio compagno, che mi rende felice come mai prima. Adesso, addirittura, non ho nemmeno più bisogno di una piccola luce per addormentarmi! Per me è una conquista, riesco,ovviamente, a riposarmi meglio.
Credo che probabilmente i miei attacchi di panico derivino da questo. La paura di perdere il controllo mi porta a perdere il controllo.
Tuttavia, sempre riflettendo sul fenomeno del vomito, mi sono spesso chiesta se esso non fosse in realtà, più che un rigetto, un modo di comunicare. Prima che iniziassi a vomitare così spesso io ne avevo paura; nell'adolescenza ho avuto degli episodi di anoressia e depressione. Avevo difficoltà a nutrirmi proprio per paura di rivomitare il tutto.

[#7]  
Dr. Giuseppe Nicolazzo

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<<<...più che un rigetto, un modo di comunicare...>>>

si ha paura quando non si conosce..
si piange per una perdita...
si vomita quando non si accetta....
Dr G. Nicolazzo
Specialista in Psichiatria
Psicoterapeuta

[#8] dopo  
Utente 204XXX

Cosa non accetto, di me? Quant'è difficile, la mente umana.

[#9]  
Dr. Giuseppe Nicolazzo

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non c'è nulla che non deve accettare di se stessa, quello che non riesce a fare è adeguarsi ad una visione distorta e quindi errata di alcuni aspetti della vita che, per una serie di eventi, ha sviluppato; per fare questo necessita di quanto già detto in principio.
Dr G. Nicolazzo
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Psicoterapeuta