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Richiesta di diagnosi

Salve, scrivo per conto di mio marito, in quanto sia io che lui vorremmo capirci un pò di più. Mio marito 3 anni fà ha avuto un evento psicotico, mentre eravamo in fase di preparativi per il nostro matrimonio, forse per via dello stress. Da allora questi sintomi, che in passato ho a Voi descritto, (sentirsi spiato, pensieri automatici negativi, ecc), non sono mai più scomparsi, aveva imparato a conviverci e gestirli, finchè quasi un anno fà è stato licenziato, causa crisi, e di lì la cosa è scoppiata, i sintimi si sono accentuati, episodi di insonnia, tachicardia da ansia che i pensieri gli provocavano. Siamo andati dallo psichiatra, gli ha dato il risperidone, i sintomi dopo un pò sono scomparsi, dopo qualche mese ha iniziato a sentirsi giù di morale, siamo andati al consultorio, gli hanno fatto il test minnesota, da lì è risultato depresso, non psicotico, siamo tornati dallo psichiatra, gli ha dato l'antidepressivo cymbalta e gli ha fatto sospendere il risperidone, dopo 2 mesi circa, sono tornati sintomi psicotici, in maniera ancora più accentuata, siamo tornati dal medico, ancora risperidone. Nel frattempo siamo andati su suggerimento dello psichiatra da uno psicoterapeuta, dopo la prima seduta, temendo gesti inconsulti da parte di mio marito ci ha chiesto se fossimo d'accordo per un ricovero finchè la terapia farmacologica facesse effetto, noi non ci siamo opposti ma tornando dallo psichiatra, non ha ritenuto il caso. Dopo il secondo incontro con il terapeuta, mio marito ha deciso di non andarci più, parlava sempre del lavoro che non c'è per nessuno, non solo per mio marito, gli ha dato da fare le parole crociate per impegnare la mente e un tema sui suoi desideri più reconditi e duraturi per conoscerlo meglio. La settimana prox torneremo per il controllo dallo psichiatra. La domanda che rivolgo a Voi, dopo averla rivolta allo psichiatra e al terapeuta, senza una risposta, è: di quale patologia soffre mio marito? è mai possibile che a quarant'anni lo riempiono di psicofarmaci senza sapere cos'ha? i farmaci hanno bloccato i sintomi ma di contro ha sempre sonno e sicuramente il suo fegato non ci ringrazia. Non sappiamo che pesci prendere. Grazie dell'attenzione.
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 39.8k 927 271
Gentile utente,

In effetti non è chiaro perché non sia stata formulata una diagnosi. Anche la sequenza di aggiustamenti è poco comprensibile. Innanzitutto è noto che dopo un episodio psicotico trattato con antipsicotici l'umore può scendere. A questo punto (non è chiaro perché per accertare una condizione di depressione si debba passare attraverso un test come il Minnesota) di solito si aggiusta la cura sulla base ovviamente della diagnosi di partenza, o comunque con la cautela di non lasciare senza antipsicotico dopo poco tempo dall'ultimo episodio. Il fatto che al test non risultasse psicotico è evidente: assumeva un farmaco antipsicotico...
Non ci si basa sul sintomo del momento, anche perché questi medicinali non sono indicati per i sintomi, ma per le diagnosi, per cui è cosa divers un umore depresso dopo una psicosi o in una depressione.

"Psicofarmaci" è un termine privo di significato. Sono medicinali come gli altri che è bene utilizzare in riferimento a ciò che si prevede che accada in assenza di terapia e dal risultato ottenuto con la terapia. Il tutto di solito fa riferimento ad una diagnosi che è un modo per collegare i sintomi alla prognosi e al tipo di cura che può ottenere risultati migliori.

Conclusione: potete chiedere un altro parere.

Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it
Libri: https://www.amazon.it/s?k=matteo+pacini&__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&ref

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Utente
Utente
Un altro consulto lo faremo, Lei non se la sente di azzardare un'ipotesi sulla base dei sintomi? conoscendo la diagnosi, potremmo pure capire a cosa andiamo incontro interrompendo la terapia, visto che mio marito intende farlo. Grazie dell'eventuale risposta
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 39.8k 927 271
Gentile utente,

Le diagnosi richiedono la visita. Questa è solo una parte dei sintomi da voi riportati, e una parte della storia. Inoltre, concretamente, a che vi servirebbe un'ipotesi in termini di "forse", "potrebbe essere" etc. Credo che alla fine ciò che importa sia l'impostazione di una cura e una previsione su quello che c'è da attendersi sul futuro sviluppo, compreso il fatto che la cura influisca in senso favorevole. Tutto questo non può che conseguire ad una visita diretta.
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dopo
Utente
Utente
Dott. Pacini potrebbe consigliarci una struttura, se esiste, che tratta esclusivamente questi tipi disturbi? non vorrebbe brancolare nel buoio col rischio di incorrere nuovamente in medici come il precedente. Grazie in ogni caso
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 39.8k 927 271
Gentile utente,

In generale si parla di sintomi psichiatrici, le varie ipotesi rientrano comunque nella competenza degli psichiatri generici.
Ci sono case di cura psichiatriche, al di là degli ospedali, che possono per periodi limitati di tempo definire diagnosi e iniziare le cure da proseguire poi a casa.

I disturbi psichici comunque, se non ci sono condizioni urgenti o rischi particolari, si curano anche ambulatorialmente, anche perché gli effetti delle cure si vedono nell'arco delle settimane, non subito.