Utente 242XXX
Egregio dottore,sono una ragazza di 21 anni e da circa un anno soffro di crisi d'ansia,con relativi attacchi di panico in situazioni di folla o di disagio. Il mio pensiero fisso è la morte,ho paura delle malattie e di morire da un momento all'altro,quindi molto probabilmente sono anche un pò depressa, Io ho un altro problema:soffro di prolattina alta con presenza di microadenoma da 7 mm e così,per essere più sicura in quanto non posso assumere tutti i tipi di ansioliti o antidepressivi e così mi sono recata da uno psicoterapeuta che è anche endocrinologo. Nel frattempo,visto che il dottore vuole vedere come procede la prolattina per poi darmi una terapia effettiva,mi ha prescritto lexotan da prendere 5 gocce al mattino,5 al pomeriggio e 10 la sera. E' da circa un mese che lo assumo senza mai aumentare la dose. Però ho letto il foglietto illustrativo e mi sono un tantino spaventata"dipendenza,assuefazione,non indicato da solo per trattare ansia e depressione in quanto possa condurre al suicidio": Volevo sapere lei che ne pensa? E se la dose prescrittami sia troppo alta. E mi chiedo se sia giusta come terapia. In quanto sono impauriti quando lo assumo. Grazie mille in anticipo. Cordiali saluiti.

[#1] dopo  
Dr. Alex Aleksey Gukov

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Gentile utente,
è vero che da tale farmaco può svilupparsi la dipendenza, però ciò si verifica più facilmente se l'assunzione non viene monitorata da uno specialista (vedi in seguito), viene protratta per tempi lunghi, la persona che assume il farmaco ha le predisposizioni a sviluppare la dipendenza.

Il rischio di suicidio o di altri manifestazioni psichiche si può valutare solo tramite la visita medica specialistica psichiatrica, non è sufficiente l'informazione del foglietto illustrativo.

E' vero che non è indicata come l'unica cura (perché è solo sintomatica, solo "tampona" le manifestazioi della malattia). E' indicata piuttosto come una cura nella fase più acuta e come coadiuvante iniziale alla cura più radicale.

Nella Sua situazione, come Lei la descrive, piuttosto che prescrivere le altre cure, il medico ha voluto fare gli accertamenti, e questo mi sembra ragionevole, perché, per quanto lexotan possa avere i propri fenomeni indesiderati, non si corre il rischio di influire negativamente sui valori della prolattina (alterarli ulteriormente), mentre una serie dei farmaci che avrebbero potuto essere una cura più "di fondo" potenzialmente possono influirne.

Adesso però, finito a rispondere alle Sue domende, devo fare qualche considerazione importante.

Prima di tutto la Sua situazione deve essere diagnosticata in maniera precisa. Anche se è possibile ipotizzare uno stato depressivo associato ad un disturbo d'ansia (disturbo da attacchi di panico con agorafobia?), da sola non si può fare la diagnosi, via internet non posso fare la diagnosi, un medico non specializzato in psichiatria (anche se psicoterapeuta) non può fare una diagnosi psichiatrica. Per cui è necessario fare una visita psichiatrica, per definire meglio la diagnsi. Anche la prescrizione dei farmaci per curare tale problematica è di competenza dello psichiatra.

L'endocrinologo è senz'altro utile, importante, ma come endocrinologo, per monitorare la situazione del prolattinoma, per consigliare rispetto alle evenntuali contraindicazioni degli psicofarmaci, ma non dovrebbe prescriverli lui stesso. Lui può fare anche la psicoterapia, ma anche qui,.. sarebbe meglio che lo psicoterapeuta si occupasse solo della psicoterapia. Comunque non escludo che lui possa essere un bravo psicoterapeuta e comunque, se ha competenze sia in endocrinologia che in psicoterapia, può fare tutte e due. Però, a questo punto, sarebbe importante parlare con lui, appunto, anche rispetto alla psicoterapia.

In effetti, le cure "principali" ("radicali", o "di fondo") non sono solo farmacologiche, ma in questo caso potrebbero essere in gran parte psicoterapeutiche.

Riassumendo, non sempre è meglio concentrare più ruoli nella stressa persona, soprattutto quando non sono presenti tutte le rispettive competenze.

Per essere certi che s tratta di un disturbo di umore depressivo, di un disturbo d'ansia e che sono necessarie le cure farmacologiche (lexotan o altri farmaci, per prescriverli e per monitorare tale terapia) e per capire se ci sono le indicazione alla psicoterapia, è necessario andare dallo specialista psichiatra.

Per tenere sotto controllo (o anche cura) la condizione endocrinologica e per conoscere le controindicazioni endocrinologiche dei farmaci, è necessario l'endocrinologo. Il uo compito è anche di poter dire eventualmente se il disturbo psichico possa essere anche una manifestazione del disturbo endocrinologico, e magari discuterlo con lo psichiatra. L'endocrinologo può anche prescrivere, se lo trova necessario, le cure endocrinologiche (alcune delle quali, ad esempio i farmaci che tengono sotto controllo i livelli di prolattina, possono avere nel contempo anche effetti sulla psiche compresi effetti antidepressivi ma anche altri effetti), però a questo punto bisognerà consultare lo psichiatra per capire se questi farmaci non sono controindicati per motivi del Suo disturbo psichico, se possono peggiorarlo, o, viceversa, se possono aiutare a guarire il Suo disturbo psichico.

Infine, per fare la psicoterapia (se sarà indicata), lo specialista è lo psicoterapeuta.
Dr. Alex Aleksey Gukov

www.psichiatriagenova.tk
www.proiettivo.tk

[#2] dopo  
Utente 242XXX

Grazie mille,soprattutto per la sua risposta molto esaustiva.mi scuso perchè mi sono espressa male,lo specialista dove sono in cura è psichiatra-psicoterapeuta specializzato in endocrinologia.e la mia paura più grande è di impazzire con le lexotan. Soprattutto dopo aver letto il foglietto illustrativo,forse è semplicemente un fatto psicologico.

[#3] dopo  
218527

Cancellato nel 2014
Gentile utente,
se,come lei dice,il suo curante è uno psichiatra,psicoterapeuta ed endocrinologo,penso sia in possesso di tutti i requisiti necessari per poterla consigliare adeguatamente.Inoltre lei riferisce che sta strettamente monitorando la sua situazione generale di salute,anche con accertamenti mirati.Direi quindi che con alta probabilità i suoi consigli siano di buon senso e adeguati al particolare momento della sua patologia,in attesa di una ulteriore più precisa definizione.
Cordiali saluti
Piergiorgio Biondani.