Violenza domestica-situazione disperata

Buonasera,sono una ragazza di 23 anni che vive da un paio di anni una situazione drammatica in famiglia. Dopo una serie di litigi violentissimi avvenuti tra i miei genitori(mio padre si era trovato un'amante che aveva già da diversi anni e mia madre era violenta), mio padre è andato via di casa e ha chiesto la separazione; da quel momento è iniziato per me il vero inferno. Sono rimasta a vivere in casa con mia madre (premetto che sono figlia unica, tutti i miei nonni sono morti e mia madre non ha parenti ) e lei ha iniziato a sfogare tutta la sua rabbia e le sue frustrazioni su di me senza risparmiarsi, già quando ero piccola aveva crisi violentissime, mai curate, ma negli ultimi tempi , un giorno su tre , assume atteggiamenti di un'indemoniata , grida come una posseduta dicendo parolacce di ogni genere, mi sputa in faccia, mi graffia su braccia e collo, lasciandomi segni evidenti, e mi sbatte la testa al muro violentemente, dopodichè , finita la sfuriata , torna dolce e sorridente come se non fosse accaduto nulla. Sono davvero disperata, tutti mi consigliano di andare via di casa ma dovrei farlo di nascosto e non ho nessuno disposto ad aiutarmi e a starmi vicino (gli amici non vogliono mettersi in mezzo in queste cose). Ho provato a parlarne con mio padre, ma non mi fido di lui perchè conoscendolo potrebbe usare i messaggi che gli ho mandato nella causa di separazione giudiziale (la cui prima udienza sarà il 30settembre). In poche parole sono totalmente sola e non so come ricominciare a vivere! Cosa posso fare?? vi prego di rispondermi.
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 43.7k 993 248
Gentile utente,

Perché esattamente propone questa situazione all'attenzione dei medici ? Quel che descrive è innanzitutto una situazione di pericolo per la sua incolumità o comunque di un ambiente poco vivibile, le viene in mente un'indicazione medica a proposito di quale aspetto ?

Dr.Matteo Pacini
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Dr. Roberto Di Rubbo Psichiatra, Psicoterapeuta 1.1k 24 4
Gentile Utente,
la situazione che descrive sembra molto pesante per lei; effettivamente lei non parla di sintomi suoi, per cui i medici non sembrerebbero le figure più idonee ad aiutarla. Lei menziona però la sua solitudine. Se sente di non farcela più e ne ha la possibilità consulti uno psicoterapeuta, un po' di colloqui potrebbero aiutarla ad orientarsi nel trovare la soluzione più costruttiva possibile per lei in questo momento.
Cordialità

Dr. Roberto Di Rubbo

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Utente
Utente
Buonasera,
innanzitutto grazie delle risposte. Volevo precisare che mi sono rivolta a dei medici sperando di sapere se c'è un modo per costringere mia madre a curarsi. Io studio, non lavoro e dovrei parlarne con mio padre per un eventuale psicoterapeuta, anche se in realtà ne avevo già parlato ma non riesco a fidarmi di lui perchè ho paura che ogni parola che io gli dica riguardo la situazione che vivo a casa, possa essere usata da lui nel processo contro mia madre con la conseguenza che lei si scagli sempre di più contro di me. Per questo sono bloccata e il risultato è che l'ansia e la disperazione crescono ogni giorno di più.
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 43.7k 993 248
Gentile utente,

Costringere una persona a curarsi parte dalla diagnosi di uno stato di alterazione psichiatrica con degli elementi di rischio per sé o per gli altri, e quindi la decisione spetta ai medici. Gli altri, familiari inclusi, possono porre la questione all'attenzione dei medici del servizio pubblico, che eventualmente sono gli unici a poter realizzare un trattamento obbligatorio. Il trattamento obbligatorio comporta ovviamente una costrizione fisica, la somministrazione forzata di medicinali, e non sempre si risolve in un miglioramento della consapevolezza da parte della persona.

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Utente
Utente
Quindi non c'è altra soluzione ? io non ho il coraggio a scappare di casa e lasciare mia madre completamente sola e abbandonata per un tempo illimitato, seppure mi renda la vita un inferno, anche perchè so che se me ne andassi e ritornassi dopo uno o due mesi, ritornerebbe peggio di prima e si scaglierebbe contro di me per essermene andata.
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 43.7k 993 248
Gentile utente,

Come le dicevo non c'è una risposta medica per sapere cosa decidere e come scegliere di comportarsi, la legge le consente di segnalare una situazione.
E' chiaro che se vive in una situazione che poi le causa malessere la posizione rimane ambivalente.