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Benzodiazepine e sospensione

Gentili Dottori,
da tre giorni sto assumendo Xanax 0,50 la mattina.

L'ansia sembra svanita,ma ho validi motivi per temere che si tratti di un placebo.

Comunque quello che voglio chiedere é:quando si sospendono le benzodiazepine ho letto che qualora si fosse verificata l'assuefazione,essa con la sospensione ritorna a zero.

Ciò significa che se mi sono assuefatto alla dose di 0,50 (riferendomi allo Xanax), una volta sospeso il farmaco l'assuefazione scomparirà? Dopo quanto tempo dopo la sospensione potrò riassumere nuovamente la dose e trarne il beneficio che di cui giovavo prima dell'assuefazione?

E' una curiosità che ho,non ci sono secondi fini anche se non nascondo il vantaggio che potrei trarne qualora fosse come ho ipotizzato io e non passasse troppo tempo per disassuefarmi.

Distinti saluti e grazie mille per le risposte!
[#1]
Dr. Alex Aleksey Gukov Psichiatra 2.8k 118 6
Gentile utente,
è poco probabile sviluppare l'assuefazione allo xanax (alprazolam) già dopo tre giorni e nel contempo di giovare della scomparsa dell'ansia... Che cosa Le fa ritenere che si tratti solo di un effetto placebo ?

Forse semplicemente non avverte più il caratteristico effetto sedativo, perché si è sviluppata la tolleranza a questo, ma non bisogna confonderlo con l'effetto ansiolitico, al quale è difficile sviluppare l'assuefazione così in fretta e a questa dose.

Conta anche se prima di Xanax ha assunto le altre benzodiazepine, e se tale assunzione è stata duratura o/e a dosaggi alti, allora può essere necessario più tempo perché si ripristinasse più sensibilità a questa categoria di farmaci in generale.

Comunque, qualora si svilupasse l'assuefazione ad un farmaco come lo xanax (alprazolam), ciò si riferisce ad una certa dose del farmaco, assumendo la quale di solito non solo non si avvverte più l'effetto, ma si sente anche la mancanza di tale effetto, e per averlo c'è bisogno di una dose più alta, mentre alla dose minore di quella alla quale si è assuefati o senza il farmaco è possibile che si senti di più la carenza dell'effetto, il che può essere determinato dalla malattia di base o/e dall'astinenza dal farmaco.

L'assuefazione non scompare subito dopo la sospensione, ma può essere necessario un periodo di tempo variabile, in funzione della dose assunta, della durata d'assunzione e dell'entità di dipendenza dal farmaco e dagli altri farmaci della stessa classe.

Se però si tratta di una malattia in corso che si sta curando, le valutazioni dell'assuefazione possono non essere corretti, perché, una certa dose può produrre o no l'effetto anche in funzione dell'attenuarsi o dell'intensificarsi dei sintomi di malattia, e in tal caso non si tratta dell'assuefazione.

Dr. Alex Aleksey Gukov

[#2]
dopo
Attivo dal 2012 al 2021
Ex utente
Gentile Dottore,
La ringrazio per la risposta esauriente.
Penso si tratti di un placebo perché dovevo prendere lo Xanax 0,50 mattina e pomeriggio. Ho deciso di prenderlo solo la mattina e sono stato bene tutta la giornata.
Strano,perché lo Xanax,come Lei mi insegna,ha un'emivita che nel massimo dei casi raggiunge 15 ore.

Ho preso l'EN 2 mg per due anni,non mi ha mai fatto nulla,nemmeno nella prima assunzione: né effetti terapeuti né collaterali. Ho preso lo Xanax anni fa e mi diede solo un po' di sonnolenza e forse qualche effetto terapeutico.

Oggi mi sono svegliato un po' agitato,vedremo se il farmaco agirà.

Le faccio i miei più cordiali saluti e La ringrazio ancora per la Sua disponibilità.

[#3]
Dr. Alex Aleksey Gukov Psichiatra 2.8k 118 6
Gentile utente,
l'emivita non è l'unico parametro per stimare la durata degli effetti del farmaco.

L'emivita significa la metà ("emi-") della vita del farmaco nell'organismo ovvero il tempo necessario perché ne sia eliminata la metà, dopo di che prosegue ad essere eliminato con lo stesso ritmo se è stata assunta un'unica dose.

Ad esempio, se viene assunta un'unica dose, dopo 10 ore ne rimangono 50 %, dopo altri 10 ore: la metà della metà (25 %) (il che non è ancora una concentrazione nulla), e così via: dopo 30 ore: 12,5 % circa, ecc.

Invece, nel caso nel quale il farmaco viene assunto con una regolarità, le concentrazioni non si azzerano del tutto, non si abbassano sotto un certo livello.

Ad esempio, se le dosi vengono assunte a distanza una dall'altra pari alla "emivita" del farmaco (mettiamo, 10-12 ore: mattina e sera), dopo circa 3-5 assunzioni si instaurano nell'organismo le concentrazioni stabili del farmaco (inizialmente le concentrazioni fluttuano di più, in funzione del picco di concentrazione dopo ogni assunzione, ma dopo 3-5 assunzioni tali oscillazioni sono sempre minori).

Se invece viene assunto ad intervalli due volte più lunghi, dato che anche dopo circa 20-24 ore (un giorno) le concentrazioni non sono ancora nulle, si instaura comunque una certa concentrazione di base, ma più bassa, e verosimilmente con maggiori oscillazioni (con concentrazioni maggiori quando assume la dose).

La cinetica del farmaco non è l'unico fattore. Può dipendere anche dall'andamento dei sintomi della malattia. In molte condizioni cliniche associate alla depressione o ai disturbi d'ansia la mattina è un periodo "peggiore" della giornata (benché in alcuni casi, meno tipici, è all'inverso); dunque la necessità della terapia ansiolitica è spesso maggiore in un certo periodo della giornata (ad esempio, la mattina), mentre, ad esempio, la sera i sintomi stessi della malattia o vengono percepiti come meno disturbanti oppure "risentono" "di riflesso" dell'inizio della giornata che è andata bene (grazie alla terapia ansiolitica).

In questo caso, forse si potrebbe parlare anche dell'effetto serale "parzialmente placebo", ma una parte di "effetto placebo" c'è in assunzione di ogni farmaco, ee sempre quando produce gli effetti anche diretti (effetti del farmaco = effetto placebo + effetti diretti).

Nel caso del vivere meglio "di riflesso" la sera dopo una mattina che è andata bene, non centrano però solo le concentrazioni residue e l'effetto placebo, ma il circolo vizioso dell'ansia viene per un periodo interrotto.