Ora frequento il primo anno di giurisprudenza, e soffro di ansia pre-esami a tal punto che ben due

Gentile Dottore,
sono una ragazza di vent'anni con molti dolori alle spalle. Il primo grande mio tormento è stato causato dalla morte di mio padre sette anni fa a causa di un inaspettato infarto, a seguito di ciò la mia vita ha cominciato a divenire terribile. Mio fratello, ha cominciare a usare violenza nei miei confronti e in quelli di nostra madre, si innervosiva per stupidaggini; la mia vita sentimentale ha sempre sofferto del mio malumore. Ora frequento il primo anno di Giurisprudenza, e soffro di ansia pre-esami a tal punto che ben due esami su quattro li ho rimandati a mesi dopo. Non ho molti amici e non amo uscire troppo nonostante la mia età. Sono molto affezionata al ragazzo che da ormai due anni mi sta accanto e conosce le mie problematiche, anche se adesso sembra essersi stancato di me. Io mi sento un'incapace perché nonostante io lo ami molto non riesco a dimostrarglielo, per via d questi miei problemi sono sempre molto nervosa e me la prendo con lui per motivi futili, costringendolo spesso a non andare a lavoro per stare con me. La cosa che mi preoccupa maggiormente, oltre al fatto che mi dia fastidio che lui vada a lavorare (conscia dell'assurdità della cosa), sono diventata ossessiva nei suoi confronti. Riesco a passare intere giornate al telefono chiamandolo e inviando messaggi a cui lui ha sesso di rispondere. Non solo, ha bloccato tutto e io non ho modo di contattarlo. La cosa mi fa impazzire, urlo e prenderei a pugni ogni cosa. Cerco di distrarmi ascoltando musica, studiando, facendo passeggiate. Ma una volta a casa il mio pensiero è fisso su di lui. Io sento che lui sia per me una presenza fondamentale a cui temo di non poter rinunciare così facilmente, ma forse dovrò farlo perché non credo voglia avere a che fare con me.
Nel frattempo io l'ho solo trattato male, pur amandolo tantissimo, ho dimostrato una cattiveria e un egoismo terribili, e me ne pento un sacco. Comincio ad avere istinti suicidi perché penso che la mia vita sia finita, il rapporto con mia mamma vacilla (mia madre ha sempre creduto fossi molto più forte di mio fratello, il quale ha sempre mostrato fragilità e disorientamento), mio fratello non riesco più nemmeno a guardarlo in faccia, in più il ragazzo che amo si allontana da me giorno dopo giorno perché non regge più le mie crisi isteriche e i miei divieti. A volte sento che non ci sia altra soluzione ed ho paura, perché molte volte accade che non sia in me e che non ragioni; nei momenti di lucidità ringrazio me stessa di non essermi mai fatta del male in quelle occasioni di follia.
La ringrazio anticipatamente.
[#1]
Dr. Michele Patat Psichiatra, Psicoterapeuta 640 11
Gentile utente,
dalle sue parole mi sembra che stia gradualmente perdendo il controllo della sua vita, con tutte le conseguenze che ciò potrebbe comportare.
Forse è giunto il momento di chiedere aiuto e di non portare tutto il peso sulle sue spalle.
Ha mai pensato di consultare uno specialista? Io non attenderei oltre.
Cordiali saluti,

Dr. Michele Patat
https://www.medicitalia.it/michelepatat

[#2]
dopo
Attivo dal 2014 al 2015
Ex utente
Buonasera Dottore, la ringrazio per la risposta.
Sì ho iniziato una terapia da una psicoterapeuta. Purtroppo però sono incontri settimanali ed è difficile mantenere la calma tra un incontro e l'altro.
Pensa che sia il caso di prendere tranquillanti? Io vorrei evitare, ma noto che le crisi di ansia aumentano di giorno in giorno e le alterno con momenti di estrema carica e lucidità. A volte per esempio, mi deprimo per lo studio e non faccio niente tutto il giorno, altre volte prenoto tutti gli esami che mi mancano convinta di strafare. Il punto è che io non riesco, non ho più voglia di fare nulla. Provo a distrarmi spegnendo il telefono, il pc, leggendo libri e facendo sport, ma una volta a casa sprofondo nella depressione, nei pianti, nei brutti pensieri. Anche il rapporto con il cibo sta diventando problematico, dimagrisco a vista d'occhio.
[#3]
Dr. Michele Patat Psichiatra, Psicoterapeuta 640 11
Gentile utente,
non è possibile rendersi conto a distanza della situazione specifica che sta vivendo.
Le posso dire però che in genere il supporto farmacologico riesce a migliorare le condizioni in tempi più brevi rispetto alla psicoterapia, rendendo più agevole anche quest'ultima.
Per un'opinione diretta, tuttavia, dovrebbe consultare uno psichiatra.
Cordiali saluti,

Cos'è l'ansia? Tipologie dei disturbi d'ansia, sintomi fisici, cognitivi e comportamentali, prevenzione, diagnosi e cure possibili con psicoterapia o farmaci.

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