Inadeguatezza

Buongiorno,volevo chiedere un consulto su un problema che ho,vorrei mettere le idee in chiaro.Allora comincio dal punto che soffro di dismorfofobia,ansia,depressione e paura delle persone in generale sono molto timido ed insicuro.Vado da un po di anni da uno psichiatra e faccio anche una cura farmacologica,stò continuando gli studi,stò facendo molti progressi grazie anche ad una persona.Esco di più,i miglioramenti rispetto a prima ci sono,ho più voglia di satre in mezzo alla gente.Diciamo che tutto è partito dal fatto che io mi sento un mostro e sono stato per anni chiuso in casa,anche perchè non ho maia vuto una ragazza o altre esperienze,ho sempre visto la gente schiva nei mie confronti,come un appestato e nonostante lo pischiatara i miei genitori e parenti cercano di rassicurarmi che non esiste che è frutto della mia mente io ci ricado sempre,perchè me ne accorgo secondo le mie percezioni da come si comportano gli altri,la gente sconosciuta o anche la gente che conosco,che non ha piacere di satre con me,però mi dicono sei un ragazzo carino...E poi ammesso che fossi brutto,quanti ce ne sono brutti o anche gente che sta male veramente che ha una relazione...Andando avanti con quetsa terapia ed i progressi che ho fatto,mi sono accorto che non era un problema legato alla bellezza o alla bruttezza ma alla mia iniscurezza e timidezza,al mio lingiuaggio del corpo,ma io non riesco a cambiarlo è difficile,ho molta paura di tante cose della gente in primis,ed allora cerco di adeguarmi in qualche modo per piacere agli altri,di sorridere sempre anche quando sono depresso (perchè se no le ragazze non mi guardano),diciamoci la verità non riesco ad essre me stesso,non sò come devo essere per farmi accettare.I miei amici per giunta mi riempiono la testa dicendomi che devo sorridere,che devo essere carico,che è il mio linguaggio del corpo,che devo propormi,io veramente stò malissimo in questa situazione perchè non sò come devo comportarmi per piacere a qualcuna o anche ad latre persone,vorrei solo sapere qual'è il reale problema.Tra l'altro ho dei genitori con cui litigo molto spesso perchè mi trattano come un bambino di 5 anni,sono stanchi di sopportarmi,non mi aiutano,sono anziani,protettivi,castranti,cercano di proteggermi da tutto,ed io non riesco ad uscirne fuori,e pensano solo a loro in maniera egoista,sono tranquilli che mi mandano da uno psichiatra,che tra l'altro ha risolto poco,perchè nonostante i progressi non ho raggiunto il mio obbiettivo che è avrere una ragzza o ancora le paranoie non sono finite e sono tranquilli così,non lo cambiano,ed è proprio questa loro tranquillità che mi imbestialisce,come se il sesso non fosse importante.Vorrei chiarire,cosa devo fare per avere una ragazza,altre conoscenze,come dovrei essere me stesso,come dovrei adeguarmi?qual'è il vero problema?Sono arrivato ad un punto che sono molto depresso,molto giù,vorrei capire cos'ho io che non va ripsetto agli altri...ps tra l'altro se non esco o ho paura di fare determinate cose come l'uscire di casa mi condiziona perché penso che nessuna mi vorrà
[#1]
Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 44.4k 1k 248
"e nonostante lo pischiatara i miei genitori e parenti cercano di rassicurarmi che non esiste che è frutto della mia mente io ci ricado sempre,perchè me ne accorgo secondo le mie percezioni da come si comportano gli altri"

Il nodo però è questo. Non è che "nonostante" le rassicurazioni ci ricade, le rassicurazioni si sa che non funzionano se non per poco, e comunque non tolgono il pensiero di fondo, anzi spesso lo alimentano, perché pensare di essere adeguati non esiste come pensiero, quindi se viene sollecitato inevitabilmente porta al suo contrario, dubitare di non esserlo.
Poi però nella stessa frase dice che ricade perché "se ne accorge" secondo le sue percezioni. Lo percepisce, "accorgersi" vorrebbe dire che c'è qualcosa di cui accorgersi, che non dipende da una particolare percezione.
Se ha un pensiero ossessivo sulla sua immagine corporea, o in generale sull'idea che gli altri hanno di Lei, la prima cosa da chiarire è se ne è convinto o non può fare a meno di dubitarne e quindi ne è demoralizzato senza esserne neanche convinto, solo perché è costretto a pensarci e a regolarsi di conseguenza.

Le cure che sta facendo quali sono ?

Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it
Libri: https://www.amazon.it/s?k=matteo+pacini

[#2]
Attivo dal 2014 al 2014
Ex utente
La ringrazio,però me lo può spiegare in parole più semplici?
[#3]
Attivo dal 2014 al 2014
Ex utente
La ringrazio,però potrebbe spiegarmelo con più semplicità scusi la mia ignoranza,comunque la cura è 5 mg di ziprexa e 5 mg di risperdal
[#4]
Attivo dal 2014 al 2014
Ex utente
È come comunque se non riuscissi a uscirne fuori,col pensiero costante che a 30 anni vorrei fidanzarmi,ma non ho le capacità,non trovo ne il modo n'è la forza di uscirne,ed a prescindere dal fidanzarsi ho tanta paura di rimanere solo tutta la vita,certe volte mi chiedo perché tutto questo è toccato a me
[#5]
Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 44.4k 1k 248
Gentile utente,

La sua cura è quella per un delirio, ovvero una convinzione immotivata, interna, che lei invece crede derivante da segnali esterni. O meglio, lei ha in testa quest'idea che è come se le venisse da un'esperienza avuta, poi trova conferma negli eventi esterni perché li interpreta, in maniera più o meno diretta, come conferme a ciò che già sa.

Quando ci si cura migliora la capacità di distinguere la realtà da ciò che si pensa, ma attualmente non si direbbe che questa capacità sia ancora recuperata.

[#6]
Attivo dal 2014 al 2014
Ex utente
Grazie,ora ho più chiaro il concetto
[#7]
Attivo dal 2014 al 2014
Ex utente
Posso chiederle un ultima cosa dottore?quindi non c'entra niente il mio linguaggio corporeo?insicuro oppure influenza la gestualità della gente nei mie confronti
[#8]
Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 44.4k 1k 248
Gentile utente,

Il punto di partenza di questi problemi è un delirio di riferimento (cioè che gli altri si stiamo comportando, stiano parlando, o stiano facendo gesti ed espressioni a noi rivolte o da noi provocate come reazioni, solitamente negative). E' ovvio che poi se con questa angoscia dentro Lei fissa gli altri, o li guarda storto, susciterà delle reazioni negli altri, che inconsapevoli di quel che Lei pensa hanno l'impressione che ce l'abbia con loro e non sanno perché. Il problema è che quando questo accade a Lei non sembra questo, ma il contrario, trova conferma del suo pensiero. Poi la cura ovviamente dovrebbe normalizzare tutto questo.
[#9]
Attivo dal 2014 al 2014
Ex utente
La ringrazio è stato veramente gentile