Utente 341XXX
Gentili medici,
ho già richiesto più consulti e avrei un ulteriore dubbio.
Come già scritto in precedenza, nell'estate del 2013 ho avuto un episodio psicotico acuto, definito "psicosi paranoide psicogena" alla dimissione dall'ospedale. In seguito sono stata in un centro terapeutico. All'uscita la diagnosi era: prevalenti ruminazioni e pensieri ossessivi, depressione, episodio psicotico acuto e transitorio.
Come mi è stato chiarito in questa sede non c'è una diagnosi di malattia chiara.
Recentemente la mia psichiatra (del Centro di salute mentale) è stata sostituita da un'altra dott.ssa, che mi ha spiegato molto bene che la diagnosi è da definire, e la peggiore delle ipotesi potrebbe essere la schizofrenia.
Ho scritto allora una email alla mia psicoterapeuta, sempre del Centro di salute mentale della mia città, la quale mi ha spiegato che per lei non si tratta nè di un disturbo bipolare nè di schizofrenia. A suo parere l'episodio è stato causato da una situazione di stress (partendo dal presupposto che esiste in me una sensibilità). Mi ha ribadito che nel mio caso un tema centrale è la fiducia. Ma non mi ha riferito alcuna diagnosi.
Ho letto un articolo su questo sito che descrive il disturbo paranoide di personalità e come ci sia la possibilità che presenti episodi psicotici. L'ho associato a tutto ciò che esposto sopra... la mia domanda quindi è: è possibile che l'episodio sia dovuto al fatto che ho un disturbo di personalità? (cosa che la psicoterapeuta mi ha accennato a colloquio, non approfondendo...)
Ringrazio e porgo Cordiali saluti

[#1] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Io mi domando come mai, con le conoscenze disponibili, certe malattie siano affrontate come se stessimo parlando di aria fresca.

Ha avuto un episodio psicotico. Se si è concluso senza terapia è una cosa, con la terapia in corso è già diverso. Le due ipotesi principali in termini statistici sono la psicosi bipolare e la psicosi schizofrenica. Le due forme si distinguono sostanzialmente nel decorso, ma esistono anche altri criteri per avere un'idea del tipo di sindrome.

La diagnosi è stata forse lasciata in sospeso, ma presumo che la cura sia stata impostata. Quale è la cura ?

La situazione deve essere seguita da un medico, senza allarmismi ma senza neanche discorsi vaghi e non pertinenti al problema, senza lasciarla da solo a farsi auto-diagnosi, e soprattutto con le dovute spiegazioni sull'atteggiamento pratico da tenere per prevenire i nuovi episodi, poiché il punto cruciale per l'evoluzione è appunto bloccare il decorso da subito.
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 341XXX

Gentile Dott. Pacini,
in effetti sono seguita dal Centro di salute mentale della mia zona, da una psichiatra e da una psicoterapeuta.
La cura, alla dimissione dall'ospedale nel 2013 era 1,5 mg risperdal e 300 mg Depakin. Successivamente, al mio rientro a casa dalla comunità terapeutica la psichiatra ha cambiato la cura con risperdal e fevarin (non ricordo i dosaggi). Successivamente per un aumento della prolattina il risperdal è stato sostituito con abilify, inizialmente 2,5 mg, ad aumentare fino a 10 mg. Nell'ultimo periodo quindi ho assunto abilify 10 e fevarin 100.
Attualemente sto scalando i dosaggi, sotto indicazione della psichiatra, per eliminare i farmaci, visto che è trascorso un anno senza più sintomi.
Sinceramente non so se la psicoterapeuta mi stia aiutando sull'atteggiamento da tenere per prevenire nuovi episodi. Noi ci siamo concentrate molto sull'aspetto del rimuginio e su come evitarlo.
Avrei un'altra considerazione. L'episodio è stato definito acuto e transitorio, ma i pensieri persecutori sono iniziati ben prima (all'inizio del 2013 e sono stata ricoverata a luglio), e sono stata ricoverata e definita psicotica nel momento che ho assunto volontariamente un eccesso di psicofarmaci. Non capisco quale fosse la differenza tra la mia condizione prima e durante il ricovero.Inoltre ogni tanto mi capita di pensare che in effetti qualcosa di vero nelle mie convinzioni c'era, che forse ho solo tratto delle conclusioni sbagliate, ma che alcune premesse erano vere, come ad esempio che i miei professori abbiano controllato il mio account universitario. Ma sono solo dubbi.
La ringrazio per la Sua disponibilità,
Cordiali saluti

[#3] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

ll fatto che sia trascorso un anno senza sintomi non significa che sia guarito per i seguenti motivi:

i sintomi sono scomparsi ma con una cura che è fatta appositamente per neutralizzarli

nell'ipotesi di una psicosi bipolare, i sintomi sono intermittenti, per cui anche senza cure avrebbero un decorso "a fasi"

Le cure hanno scopo curativo, sintomatico e preventivo. In assenza di una diagnosi non sappiamo con cosa stiamo facendo i conti. Inoltre, i sintomi sono scomparsi ma forse non del tutto, visto che retrospettivamente le sembra che "all'origine" qualcosa di vero ci fosse (ora su questo non è possibile concludere niente qui in sede virtuale, però spesso e volentieri chi esce da una psicosi per lungo tempo, pur ritenendo di avere esagerato rimane convinto della verità delle idee iniziali, che invece sono proprio quelle di fondo alla psicosi).

Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente 341XXX

Gentile Dott. Pacini,
La ringrazio per la disponibilità.
Credo che l'unica cosa che posso fare ora è fidarmi del medico e della psicoterapeuta, e sperare che l'episodio rimanga un episodio isolato.
La ringrazio ancora,
Cordiali saluti

[#5] dopo  
Utente 341XXX

Gentile Dott. Pacini,
spero di non disturbarLa. Oggi, come mi è successo più volte fino all'anno scorso, durante una conferenza, senza nessun motivo sono arrossita in maniera molto vistosa, con sensazione di calore, di nausea e sudorazione eccessiva. Può essere stato un attacco d'ansia?
Può essere che scalando i farmaci questi episodi si stiano ripresentando?
Grazie mille!
Cordialmente

[#6] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Ovviamente può essere. Non per lo scalaggio, quanto per l'esistenza di un disturbo che si fa nuovamente vivo.

"e sperare che l'episodio rimanga un episodio isolato."
Direi che si può fare di meglio che sperare e basta, anche perché non stiamo parlando del ritorno di un attacco di panico, ma di un episodio psicotico, e questi episodi non si trattano fin quanto non rientrano "e poi speriamo". Ne sappiamo decisamente di più per poter capire il rischio di ricorrenza e il tipo di malattia.
Dr.Matteo Pacini
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[#7] dopo  
Utente 341XXX

Gentile Dott. Pacini,
La ringrazio per la risposta.
Ho parlato con la psicoterapeuta chiedendole se secondo Lei ho un disturbo di personalità paranoide e mi ha risposto di no e, un po' tergiversando, mi ha fatto capire che l'episodio psicotico può evolversi anche su una personalità evitante.
Mi ha detto inoltre che per Lei non si tratta nè di schizofrenia nè di disturbo bipolare.
A questo punto credo che non esista una diagnosi, l'episodio è avvenuto in una situazione di stress, e come mi ha detto la psichiatra sono una persona fragile.
Per quanto riguarda le crisi d'ansia non so proprio cosa pensare... pensavo di aver risolto la cosa definitivamente e invece si è ripresentata.
Sicuramente parlerò di questa cosa con la psichiatra e vediamo cosa mi dice...
Cordiali saluti

[#8] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Guardi, stress e fragilità sono espressioni di significato comune, non sono diagnosi mediche, e purtroppo si rischia di dare al malato l'idea che la psicosi gli è venuta perché era stressato o di carattere fragile. Primo: non stiamo parlando dei sintomi da stress, ma di un episodio psicotico. Secondo: anche se è venuto dopo un forte stress, non cambia nulla perché esiste un prima ma anche un dopo, e nella cura è ugualmente importante trattare il cervello per la perturbazione ce ha ricevuto, oltre che tener presenti le possibili concause.

Non è semplice curare una recidiva psicotica, e il decorso è stato influenzato dalla terapia, quindi non ci sono elementi per dire che "è finita da sola in brevissimo tempo". Ma anche un episodio psicotico che finisce, faccio per dire, in qualche settimana, solitamente fa capo a un disturbo che prevede altri episodi, e la cosa migliore è intervenire sul primo e prevenire i seguenti, sperando di tener spenta la malattia.
Dr.Matteo Pacini
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[#9] dopo  
Utente 341XXX

Gentile Dott. Pacini,
La ringrazio per le sue spiegazioni. Il fatto è che io la diagnosi proprio non la conosco. Non capisco perchè non mi viene riferita. Forse non ce l'hanno nemmeno i medici.
Non so cosa devo fare, la prossima volta proverò a riporre la domanda alla psichiatra.
Non so se può rispondermi, ma oltre alla schizofrenia e alla depressione bipolare quale sarebbero le altre ipotesi diagnostiche?

[#10] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Le due principali sono quelle. La più frequente è la psicosi bipolare, non "depressione bipolare", il disturbo bipolare è definito dalle fasi eccitatorie, non è una forma di disturbo depressivo, anche se contempla i sintomi depressivi e le fasi depressive.
Ci sono forme intermedie, forme episodiche (parte delle quali nel tempo va a ricadere in una diagnosi diversa), forme indotte da sostanze (anche in questo caso si ricade di solito in una delle due psicosi principali) e forme legate a alterazioni strutturali o funzionali del cervello proprie di altre malattie.
Dr.Matteo Pacini
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[#11] dopo  
Utente 341XXX

Ho capito. però la psicoterapeuta mi ha detto che non si tratta nè di uno nè dell'altro. Mi scusi se insisto, ma ad esempio non potrebbe essere stata una forma di depressione psicotica? in effetti nella mia diagnosi la depressione compare, così come l'episodio psicotico acuto...

[#12] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

La depressione psicotica è una diagnosi provvisoria, poiché nel tempo può assumere il decorso caratteristico di una delle due, oppure rimanere una forma diversa.

Non c'è ragione di dire che non è' né una nell'altra, dopo un episodio si definisce il decorso e quindi la malattia, a volte già dall'inizio si può avere l'impressione in un senso o nell'altro.

La psicoterapeuta, se non è medico, non si occupa di diagnosi mediche.
Dr.Matteo Pacini
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[#13] dopo  
Utente 341XXX

Gentile Dott. Pacini,
domani ho la visita con la psichiatra, le riporrò la domanda e vediamo cosa mi risponde. Forse non mi hanno comunicato la diagnosi perchè non ce l'hanno nemmeno loro.
Cordialmente