Utente cancellato
Salve, premetto che sono una persona ansiosa da sempre. Nell'ultimo anno ho avuto una serie di stress sul lavoro (in proprio, lavoro dove vivo) che penso abbiano influito sulla situazione in cui mi sono trovato in queste ultime settimane.

Negli ultimi mesi sono stato ansioso per il lavoro, pensando a varie cose (e se va più male ? come farò con le spese ? ecc) e questo mi provocava ansia, ma tutto sommato riuscivo a lavorare. Però ogni evento collegato al lavoro (per es. un email dal commercialista, il semplice dover fare una fattura, ecc, mi provocava ansia).

Il problema peggiore si è scatenato quando la mia ragazza ha lavorato per 2 settimane, nel periodo di carnevale (stiamo convivendo, temporaneamente in questo monolocale, da circa 6 mesi) e io mi sono ritrovato da solo. In quei giorni mi "forzavo" di lavorare il più possibile per far riprendere la situazione, e mentre lavoravo ed ero solo a casa ho cominciato a notare il tempo che non passava mai e non vedevo l'ora che la mia ragazza tornasse da lavoro, e questo mi ha generato un'ansia crescente, irrequietezza, angoscia, e non riuscivo più a lavorare.

La cosa si è ripetuta per tutti i giorni seguenti, e il solo pensiero di dover stare ogni giorno così mi provocava ansia (credo sia quella che viene definita "ansia per l'ansia"). Era un'ansia insostenibile perché non mi permetteva di lavorare. Pensavo che appena lei avesse smesso di lavorare, ma invece nonostante non lavora da circa 2 settimane, il problema è continuato... alcuni giorni l'ansia è stata minore ma vivevo sempre con quella sensazione di "malattia" da cui ormai non potevo e non sapevo come uscire. Ansia di dover stare sempre così. Fondamentalmente non c'era motivo perché la mia ragazza era con me.

L'ansia si calmava quando usciamo si calma e spesso passa, e sopratutto si calma sempre la sera quando ci mettiamo a guardare la tv. La sera è come se l'ansia svanisse del tutto e mi sento come se non potesse più tornare. Ma l'indomani era sempre punto e a capo.

Venerdì scorso ho deciso di andare da uno psicoterapeuta che mi hanno consigliato. E' un medico specializzato in Psichiatria, con diploma in Psicologo analista. Al primo incontro mi ha detto che ho un sacco di confusione in testa e probabilmente dei conflitti da risolvere (credo con il lavoro?). E mi ha prescritto Xanax 0.50mg 1 alle 8.00 e 1 alle 14.00 ogni gg e 5 gocce di Escitalopram alle 8.00 ogni gg.

L'escitalopram abbiamo scelto con lei di non prenderlo ora perché prima vuole vedere l'ecocardio.

I primi gg di Xanax sono stato bene (solo un po' di ansia la mattina, che poi passa con le attività quotidiane) e sono riuscito a lavorare, ma da ieri sono di nuovo in ansia (non forte però) perché ho avuto vari pensieri negativi, sopratutto riguardo la terapia:

Ho letto su internet che escilatopram si prende per anni, e che moltissime persone stanno male appena lo lasciano (anche sotto indicazione del medico). Mi sento di trovarmi in una vita "condannata".

[#1]  
Dr. Manlio Converti

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Ottima idea quella di andare da un collega psichiatra e psicoterapeuta. Si legge chiaramente che lei ha molto di cui parlare per elaborare il gran numero di problemi reali che le producono questo malessere.
L'ansia della cura dell'ansia è uno di questi...
Si affidi serenamente al collega, segua i suoi consigli. Immagino le chiederà anche degli ormoni tiroidei e che proverà grazie alla psicoterapia ed agli psicofarmaci un sollievo progressivamente maggiore dalla sua ansia.
Gli aspetti reattivi alla realtà ovviamente non potranno essere "curati" perchè la realtà è sgradevole ed anche se in italiano tendiamo ad usare la parola ansia anche per indicare gli effetti sgradevoli della realtà, per quella si devono trovare soluzioni pratiche e non soluzioni psichiatriche.
La preoccupazione del togliere il farmaco... ansia da fine cura per l'ansia... non è affatto nei termini da lei indicati.
Le statistiche ci dicono che ci sono persone che hanno bisogno di solo alcuni mesi di terapia ed altre che hanno bisogno di alcuni anni di terapia, ma che non siamo in grado di sapere prima lei o chiunque altro quale tipo di paziente sia.
Ogni psichiatra sa come gestire entrambe le situazioni.


Dr. Manlio Converti

[#2] dopo  
198638

dal 2015
Grazie mille, mi ha confortato...mi rimane un'ultimo dubbio rispetto all'escilatopram che avevo scritto in un commento ma forse x errore non è arrivato:

in un ecocardio del 2009 avevo lieve insuff. mitralica, ecg sempre del 2009 tutto ok a parte tachicardia, però a volte ho quelle che penso la gente chiami comunemente tuffo al cuore o extrasistole (succede difficilmente e a volte quando mi metto piegato in posizioni particolari, in alcuni periodi sopratutto di ansia/nervosismo avviene un po più spesso x es x alcuni giorni e poi passa). La sensazione è quella come se il battito si fermasse e poi riprende più veloce.

La psichiatra che mi sta swguendo mi ha detto di rifare l'ecocardio (stranamente non l'ecg ma io sto facendo di mio anche quello) prima di iniziare escilatopram.

secondo lei è pwricoloso? ho letto che può prolungare il QT e causare gravi aritmie.

poi nell'ecg del 2009 ho visto che nel grafico c'era scritto QTc 457 ms e su internet ho letto che è un qt leggermente prolungaro ma il cardiologo all'epoca non mi aveva detto nulla a parte la tachicardia. Questo QTC con questo valore può essere un problema per l'escelatopram?

ho paura che la mia psichiatra non sia aggornata su questi problemi sul qt lungo che da quello che ho letto sono stati scoperti solo nel 2013. Dovrei farle notare la cosa secondo lei x assicurarmi che conosce questa possibilità o faccio la figura del paziente "rompi balle" (scusi l'espressione). più che altro mi pare strano che non mi ha chiesto l'ecg che a quanto ho capito è la cosa più importante.

cmq questi problemi di escelatopram sono molto rari? posso stare tranquillo?

[#3] dopo  
198638

dal 2015
Salve di nuovo, oltre alle domande che ho aggiunto nel commento precedente (spero possiate tranquillizzarmi anche per quelle), adesso ho anche ansia per la questione della "sfera sessuale" che può essere compromessa dagli SSRI (le ricordo che nel mio caso, lo psichiatra mi aveva prescritto Escilatopram, ma aspettiamo i risultati dell'ecocardiogramma prima di iniziare).

In pratica ho letto che la frequenza di disturbi sessuali è molto alta (da alcune parti ho letto che dal 30% al 70% dei pazienti che usano SSRI hanno disturbi sessuali, e in altre parti che 1-10 pazienti su 100 ne hanno (quindi praticamente dall'1 al 10%). Praticamente è quasi sicuro che prendendo questo farmaco venga compromessa la sfera sessuale.

Il fatto è che sono un ragazzo giovane (quasi 30 anni), e con la mia ragazza abbiamo sicuramente in progetto dei figli nei prossimi anni (appena sistemeremo le cose, ma penso entro 2-3-4 anni).

Premettendo che non abbiamo spesso rapporti sessuali (non per problemi particolari, ma stiamo insieme da molti anni e non abbiamo mai avuto un'attività sessuale intensa, siamo fatti così), però la paura è più che altro che, nel caso decidessimo di avere dei figli, per colpa del farmaco non potessimo averli, quindi ho un'altro motivo in più per avere paura di iniziare questa terapia.

Tral'altro la mia ragazza ci tiene TANTISSIMO ad avere dei figli, e per lei, in futuro è una cosa vitale (visto che ha avuto problemi in famiglia e avere dei figli è praticamente una cosa fondamentale).

La domanda è:

1) Tra tutti i disturbi sessuali che possono dare gli SSRI (e in particolare l'Escilatopram), si tratta di difficoltà a raggiungere l'orgasmo o simile, ma comunque, seppur difficilmente è possibile avere figli (per es. provando tante volte, per più giorni, prima o poi si riesce ad avere un orgasmo o e in qualche modo avere dei figli? oppure in alcuni casi può essere proprio impossibile ? Al di la della libido che può diminuire ?

2) Di mio ho sempre avuto un'eiaculazione in breve tempo. Non so se soffro di eiaculazione precoce (mai chiesto al medico), ma comunque in genere nei rapporti sessuali arrivo all'orgasmo in pochissimo tempo, anche perché non avvengono spesso, di solito arrivo all'orgasmo anche in 1-2 minuti, difficilmente arrivo a 5 minuti o più. Questo fatto può aumentare la "speranza" che l'escilatopram (o altri SSRI) non mi diano disturbi sessuali di difficoltà a raggiungere l'orgasmo o diminuzione della libido o altro (visto che di mio, arrivo abbastanza facilmente e velocemente) ? Tral'altro ho letto che questo farmaco viene usato anche per il trattamente dell'eiaculazione precoce, quindi forse nel mio caso è potrebbe anche "aiutarmi" in tal senso o quantomeno evitarmi disturbi sessuali ?

Fondamentalmente con il solo Xanax in questi giorni sono stato bene a parte qualche episodio di ansia più o meno normale, quindi non so che fare e ho paura che lo psichiatra mi stia dando questo farmaco con troppa leggerezza (solo perché sono con ansia molto forte per 3-4 settimane, e di conseguenza senso di sconforto e angoscia (credo dovuto a questa nuova situazione in cui mi sono ritrovato in queste settimane) è possibile che bisogna ricorrere ad un farmaco che da tutti questi problemi e che bisogna prendere per ANNI, con tutti i problemi che poi da dopo la sospensione ??

E a proposito della sospesione:

3) leggo di MOLTA gente che dice che dopo la sospensione (anche graduale) ha sintomi da sospensioni molto forti, che definisce come "inferno"... io al solo pensiero di stare così male ho una paura assurda, anche se siano sintomi che durano pochi giorni o qualche settimane. In genere qual'è la frequenza che questi sintomi siano veramente così "forti" ? la maggior parte delle volte si tratta di sintomi sopportabili ? (più che altro mi fanno paura i sintomi "psichici", per es. ansia, umore depresso/nero, attacchi di panico, e simili).

Grazie mille... mi sento di fronte ad una scelta assurda.

[#4] dopo  
198638

dal 2015
Salve, scrivo per aggiornarvi sulla situazione e avere qualche consiglio da parte vostra, sperando mi rispondiate. Ho appena scritto nella sezione Psicologia, ma scrivo anche qui più che altro per una questione più legata ai farmaci (perché credo che nell'altra sezione non possano rispondermi a proposito dei farmaci).

In breve, ho già fatto circa 4 incontri con lo psichiatra/psicoterapeuta che mi segue. Come scrivevo prima inizialmente mi ha prescritto Xanax + Escitalopram, ma il secondo abbiamo deciso di non prenderlo fino a quando avrei fatto degli esami di precauzione per il cuore, cosa che poi ho fatto e sono risultati ok.

La prima settimana quindi ho preso solo Xanax (1.25 mg al giorno) e stavo già abbastanza meglio, l'ansia era più o meno sparita, riuscivo a lavorare quasi ogni giorno anche se non moltissimo, e stavo molto meglio.

Al successivo incontro, dopo aver visto che gli esami cardiologici erano ok, mi ha detto di iniziare anche l'Entact (Escitalopram), 5 gocce al mattino, e così ho fatto. I primi 2-3 giorni avevo sonnolenza, dopo circa 3 giorni iniziavo a sentire come un senso di "iperattività/nervosismo" (non mi viene altra parola per descriverla), come quando si beve molto caffè e ci si sente nervosi... una specie di "energia" da sfogare, e a volte durante la giornata si alternava con sonnolenza. Tuttavia questo senso di "iperattività" Non era ansia, ma non sapevo se interpretarla come sensazione positiva o negativa, tuttavia non mi dava molto fastidio. Dopo circa 5-6 giorni ho improvvisamente iniziato ad avere nuovamente ansia, anche medio/forte, e così sono cominciato ad entrare in allarme (credo fosse ansia dell'ansia...più pensavo che l'ansia c'era, più ci facevo caso, e più aumentava e non riuscivo a distrarmi dal sentire l'ansia). Le ho telefonato e mi ha detto di provare, il giorno successivo, a prendere l'Entact la sera al posto del mattino, e di farle sapere il giorno successivo. Così ho fatto,ma il risultato non è cambiato, avevo ugualmente ansia, e così mi ha detto di non prendere più l'Entact fino al prossimo incontro.
Il giorno dopo aver interrotto l'Entact, avevo ancora un po' di ansia, ma è come se per una volta ho avuto la forza di contrastarla, mi sono messo di forza a lavorare al pc, ed è come se sono riuscito ad ignorarla, e mentre la ignoravo sentivo che quest'ansia si trasformava in una specie di "energia" che mi faceva lavorare più "velocemente".

Al successivo incontro, mi ha detto di continuare solo con lo Xanax per stabilizzare gli stati ansiosi, e di non prendere più Entact. Eventualmente per l'antidepressivo ci avremmo pensato più in la, mi disse. Durante gli incontri comunque non mi pare che abbiamo fatto una vera e propria psicoterapia, più che altro parlavamo di come sono stato nei giorni precedenti, gli dicevo come mi sentivo, cosa secondo me poteva scatenare l'ansia, ecc.... ma è come se mi diceva solo "si può essere questo", "dobbiamo fortificare il carattere", ecc... e mi prescriveva i farmaci.

Credo comunque che il suo interesse intanto era quello di mettermi in condizioni di poter lavorare, quindi forse è normale che la prima cosa che ha fatto è prescrivermi dei farmaci" tampone", visto che lavoro in proprio, ed è fondamentale che possa riprendere le redini della mia attività (visto che il problema che mi ha condotto all'ansia, credo, sia proprio il fattore economico del mio lavoro).

Comunque, durante l'incontro ha aumentato lo Xanax a 2 mg al giorno (0.5mg al risveglio prima di mettermi a lavorare, 1 mg dopo 4 ore, e 0.5 mg dopo 6 ore). Nei 10 gg successivi, fino al successivo incontro, solo con Xanax sono stato benissimo, ho lavorato più o meno ogni giorno (anche se non moltissime ore, ma era da tempo che non riuscivo ad essere così costante), e mi sentivo tornato quello di prima.

Durante l'ultimo incontro, ho spiegato che sono stato così bene e anche lei (prima ancora che glielo dicessi io) mi ha detto che mi trova molto meglio e che ho fatto grandi passi dal primo incontro, incoraggiandomi.

Mi ha detto che secondo lei, dal prossimo incontro (dopo 20 giorni), potremmo togliere lo Xanax, e qui mi sono preoccupato più. Ho pensato: quindi tutto qui ? togliendo lo xanax non mi torna l'ansia ? niente antidepressivo ?

Le ho chiesto se lo Xanax lo toglieremo a poco a poco e mi ha risposto "mannò, lo prende solo da 2 mesi no? non ce n'è bisogno". Questo mi ha fatto preoccupare un po, ed è sopratutto per questo che vi contatto.

Poi, sempre durante questo incontro, mi ha prescritto un integratore che mi ha detto che è "semi-naturale", si chiama Sumor e mi ha spiegato che è simile al Samyr che era molto conosciuto. Sono delle compresse a base di S-ADENOSIL-METIONINA (non so se l'ho scritto correttamente, è questo qui: http://www.arcapharma.com/) e contiene anche vitamina b12, selenio, acido folico, ecc... Mi ha spiegato che è un integratore che serve a migliorare e stabilizzare il tono dell'umore, un po' come farebbe un'antidepressivo, ma è un integratore ed è più naturale e non ha tutti gli effetti collaterali degli antidepressivi. Non so perché non mi ha più prescritto l'entact o un'altro SSRI, forse ha ritenuto che non avessi poi così tanta depressione come pensava all'inizio ?

Comunque, adesso, dopo circa 7 giorni da quando ho iniziato a prendere 1 compressa di Sumor la mattina, assieme ai 2 mg di Xanax al giorno, da 2 giorni ho iniziato ad avere una lieve ansia. E' un'ansia immotivata, ma il solo fatto di sentirla mi fa già preoccupare...è come se sono stato talmente bene nelle ultime settimane che adesso non so più gestire nemmeno le ansie più "normali". Secondo lei è normale ? può capitare che un po' di ansia torni, anche senza un motivo apparente, magari "alimentata" dal fatto che mi ricordi il fatto di essere stato peggio in passato (ansia dell'ansia?) ? Devo semplicemente ignorarla ?

Ovviamente ne parlerò con le al prossimo incontro, ma volevo sapere anche un suo parere.

Comunque le domande fondamentali per cui vi ho riscritto sono le seguenti:

1) Non so se ho capito male io, ma se realmente intendeva dire che mi farà interrompere lo Xanax improvvisamente (da un giorno all'altro), dopo 2 mesi che lo prendo (i primi 20 gg prendevo 1.25mg al giorno, e poi 2 mg al giorno), non è dannoso ? devo attenermi a quello che mi dice con fiducia oppure per sicurezza se veramente mi dirà di fare così lo scalerò di testa mia a poco a poco, magari nel giro di 1-2 settimane ?

2) Secondo lei per quale motivo inizialmente ha deciso di darmi un SSRI (l'Entact) e poi ha cambiato idea, sulla base delle informazioni che le ho dato può averne una vaga idea, anche teorica (è una mia curiosità più che altro). Magari è possibile che inizialmente pensava che la situazione era più grave di quella che è realmente (in effetti al primo colloqui c'ero andato che ero molto più giù, anche a causa di una forte cefalea che avevo proprio quel giorno).

3) Quando le ho chiesto che tipo di psicoterapia stiamo facendo o faremo (visto che finora non mi pare che abbiamo fatto una vera e propria psicoterapia), mi ha risposto che stiamo facendo (e suppongo intendesse che faremo anche così in futuro) un "supporto psicoterapico". Così lo ha definito. Su internet ho letto che è una specie di supporto psicologico per superare alcune fasi momentanee della vita e non è vera e propria psicoterapia. Secondo lei può essere ugualmente utile ? (Lei è una psicologa analista, forse ha ritenuto eccessivo fare una psicoanalisi o psicoterapia analitica vera e propria perché durerebbe troppo tempo e magari per il mio caso la ritiene eccessiva?

4) Nelle prime sedute mi aveva detto che avremmo dovuto fortificare il mio carattere, e che ancora non poteva sapere nemmeno lei se sarebbe servita una psicoterapia analitica o altro tipo di psicoterapia, e mi aveva fatto capire (almeno così avevo interpretato quando le ho chiesto quanto sarebbe durata la terapia) che la cosa si sarebbe potratta comunque non per 2 anni (io le avevo detto che avevo paura che durasse troppo a lungo e le avevo portato l'esempio dei 2 anni), ma forse per qualcosa tipo 1 anno sì. Come mai adesso nell'ultima seduta mi ha detto che stiamo facendo solo un "supporto psicoterapico", è possibile che tale tipo di "supporto" duri diversi mesi o 1 anno ? E' come se ho avuto l'impressione che visto che l'ultima volta mi ha trovato meglio, pensa che già sia guarito e a breve voglia interrompere la terapia (almeno io l'ho interpretata in questo modo), però quando le ho detto "ma ho paura che poi senza lo Xanax starò di nuovo male, ecc.." mi ha risposto: "a questo non deve pensarci adesso, per adesso stia bene, poi se si presenterà il problema vedremo come risolverlo".

Grazie!

[#5]  
Dr. Manlio Converti

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Il suo ULTIMO DUBBIO è lungo un chilometro... non è questa la sede per scriverle in risposta un trattato di psichiatria.
Si rivolga dal vivo allo psichiatra che saprà rassicurarla in quello di cui ha effettivamente bisogno.
Dr. Manlio Converti

[#6] dopo  
198638

dal 2015
Carissimo Dott. Converti, ringraziandola comunque per la risposta che non mi sembra comunque proprio al massimo della gentilezza da parte sua, vi faccio notare come ultimamente questo sito sta perdendo assolutamente la sua utilità. Conosco Medicitalia da parecchio tempo, e in passato mi rispondevano sempre persone molto cordiali con risposte chiare, nonostante a volte mi dilungassi molto (è un mio difetto). Ultimamente ricevo invece risposte sempre più superficiali e di nessuna utilità. Mi chiedo quindi quale sia diventata l'utilità di questo sito. Ok che non potete fare diagnosi, ok che non potete prescrivere farmaci, ma se uno è già seguito da uno psichiatra e ha qualche dubbio sulla terapia non vedo cosa ci sia di male a confrontarsi con altri. Non è la prima volta che si sente dire che un medico fa delle terapie sbagliate sui propri pazienti, quindi credo sia leggittimo avere qualche dubbio, magari infondato, ma non credo ci sia nulla di male a chiedere dei consigli ad altri medici e pensavo che questo fosse il posto giusto, ma evidente mi sbagliavo e ultimamente non è più così.

Capisco che è un servizio che svolgete gratuitamente, ma che senso ha svolgerlo se poi non avete voglia di rispondere alla gente o rispondete con risposte superficiali e senza utilità per l'utente, e magari, come nel suo caso, anche in modo poco garbato?

Speravo quantomeno potessi ricevere in parte alcune risposte alle mie domande, non le ho chiesto di certo un trattato di psichiatria, comunque grazie lo stesso per la sua gentilezza.

Cordiali Saluti.

[#7]  
Dr. Manlio Converti

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I limiti della rete sono dettati dal meccanismo stesso della rete.
In nessun caso quello che noi scriviamo può essere ascritto a giustifica o a danno di qualche nostro collega che certamente meglio di noi conosce dal vivo il paziente.
L'uso che lei fa di questo mezzo non la soddisfa perché non è lo scopo per il quale è stato concepito e per i limiti imposti dal mezzo.
Ci vuole davvero un trattato di psichiatria per rispondere alle sue domande sempre più numerose e complesse, e sinceramente spesso incomprensibili.
In pratica lei scrive sempre ha detto così, ho capito cosà, ha risposto cosù, ho capito cosè, ditemi voi ora cosò, forse arriverò a capire così.
Il gioco semplice serve a spiegarle che lei non vuol intender ragioni dal vivo, figuriamoci se le intenderà da una conversazione fatta di parole scritte in rete!

Ad una domanda rispondo: SI si affidi SOLO al suo medico dal vivo e smetta di affidarsi ai suoi DUBBI.
Dr. Manlio Converti

[#8] dopo  
198638

dal 2015
Beh il punto principale è solo che volevo capire, se nel caso in cui il mio medico mi dicesse realmente di sospendere lo XANAX all'improvviso, senza scalare nemmeno per qualche giorno, potevo fidarmi o meno. Non penso che per questo ci voglia un trattato di psichiatria per es. Ovunque leggo scritto che lo XANAX va assolutamente scalato a poco a poco nel giro di 1-2 settimane, questo è il motivo principale per cui avevo scritto l'ultimo post.

Adesso, se lei mi dice che posso stare tranquillo e avere fiducia al mio medico (quindi staccare all'improvviso nel caso in cui mi dicesse realmente di fare così) perchè magari per vostra esperienza in alcuni casi è sicuro sospendere anche all'improvviso, allora seguo il suo consiglio e mi fiderò di quello che mi dirà

[#9]  
Dr. Manlio Converti

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Ma lei fa solo supposizioni...
Noi possiamo parlare di supposizioni.
Vada dallo psichiatra affronti la realtà!
Dr. Manlio Converti