Utente
Gentili Dottori,
Leggendo un consulto di un altro utente mi è sorto il dubbio: qual è la differenza tra pensiero ossessivo del sucidio e possibile intenzione concreta?

[#1]  
Dr. Alessandro Lizioli

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La domanda richiederebbe un trattato, tuttavia cercherò di essere esaustivo e breve.
Il pensiero suicidario è legato all'istinto di morte presente fin dalla nascita (Freud) e la sua ricorrenza ossessiva merita un ascolto in ambito psicoterapeutico per definire quale componente psichica mantiene questo pensiero. La narrazione (espressione) del pensiero è già una buona garanzia che l'atto trova difficoltà di concretizzazione. Purtroppo, però, siamo al confine tra il controllo e l'azione; l'agito contro sé stessi è improvviso, non preconcettualizzato, ossia non vi sono segnali premonitori. Risulta quindi difficile stabilire il come e il quando, anche se il soggetto continua ad ipotizzare che accadrà. Il suicidio è l'annichilimento totale delle forze psichiche con conseguente privazione del pensiero di conservazione. Posso affermare che solo la fiducia nel terapeuta può ridurre questo rischio, che comunque è presente. Mi auguro di aver esaudito le sue richieste.
Dr. Alessandro Lizioli MD
Medico Spec. Malattie infettive e Psicologia clinica

[#2] dopo  
Utente
Grazie per la risposta,
Nello specifico io non riesco a capire se sono ossessionata dal suicidio ( ci penso da quando avevo 14 aa, in quel caso come via di fuga da bugie dette sulla scuola) o se, come temo, sia altro. Ho progettato il metodo e fatto le "prove" e me lo tengo buono come scappatoia di fronte ad un dolore troppo intenso o alla sensazione di impotenza che mi uccide.

[#3]  
Dr. Alessandro Lizioli

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Estrapolo le cose da lei dette:
non riesco a capire se temo di essere ossessionata da altro e l'idea del suicidio mi pare una buna scappatoia per evitare un dolore che mi uccide legato alla mia impotenza.
Uno:
l'idea stessa di impotenza concorre ad essere uccisa
Due:
l'idea di uccidere questa impotenza equivale all'idea di uccidere tutta se' stessa
Tre:
l'idea di temere un'ossessione definisce il campo di azione dell'omicidio della parte del suo se' terrorizzata dall'impotenza
Quattro:
l'impotenza è il controllo di una grande potenza che distruggerebbe l'intero asse affettivo.
Domanda 1:
chi l'ha costretta a dire bugie?
Domanda 2:
perché é così arrabbiata con la persona della domanda 1 ?

Saluti

Dr. Alessandro Lizioli MD
Medico Spec. Malattie infettive e Psicologia clinica

[#4] dopo  
Utente
Grazie Dottore per gli spunti interessanti. .non son sicura di aver capito tutto, in sostanza Lei dice che io voglia uccideri il mio senso di impotenza?
Il punto 4 non l 'ho capito, me potrebbe rispiegare?

Rispetto alle sue domande nessuno mi ha "costretta" a dire bugie, io speravo di recuperare le materie ma stavo troppo male ( prima delusione amorosa e allontanamento di una persona a me cara) e non son riuscita.Chiaramente le bugie mi proteggevano dalla arrabbiatura, temibile, dei miei.
Con loro sono arrabbiata da una vita perchè me l'hanno rovinata e son talmente autoconservativi da non rendersene conto. Li odio, questo è ciò che provo. E dall' altra parte penso che abbian ragione loro, sono io quella sbagliata.

[#5]  
Dr. Alessandro Lizioli

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La sua risposta è esattamente il punto 4.
Mi spiego meglio:
se lei dovesse esternare tutto l'odio che prova ne avrebbe di conseguenza una distruzione delle dinamiche affettive che la circondano facendo del male a persone che lei ritiene ancora importanti.
Cosicché è molto più "conservativo" darsi la colpa di essere sbagliata per salvaguardare questi affetti e non uccidere tutto e tutti.
Quindi meglio distruggere una sola persona che non tutti gli altri.
Ci pensi se non è ancora meglio ridefinire i rapporti e serenamente poter affermare che il potere distruttivo è comune a tutti e che altri l'hanno usato su di lei senza farsi remore.
Faccia pace con sé stessa e inizi un nuovo percorso esistenziale.
Con stima
Dr. Alessandro Lizioli MD
Medico Spec. Malattie infettive e Psicologia clinica