Utente 378XXX
Gentili Dottori,
Leggendo un consulto di un altro utente mi è sorto il dubbio: qual è la differenza tra pensiero ossessivo del sucidio e possibile intenzione concreta?

[#1]  
Dr. Alessandro Lizioli

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La domanda richiederebbe un trattato, tuttavia cercherò di essere esaustivo e breve.
Il pensiero suicidario è legato all'istinto di morte presente fin dalla nascita (Freud) e la sua ricorrenza ossessiva merita un ascolto in ambito psicoterapeutico per definire quale componente psichica mantiene questo pensiero. La narrazione (espressione) del pensiero è già una buona garanzia che l'atto trova difficoltà di concretizzazione. Purtroppo, però, siamo al confine tra il controllo e l'azione; l'agito contro sé stessi è improvviso, non preconcettualizzato, ossia non vi sono segnali premonitori. Risulta quindi difficile stabilire il come e il quando, anche se il soggetto continua ad ipotizzare che accadrà. Il suicidio è l'annichilimento totale delle forze psichiche con conseguente privazione del pensiero di conservazione. Posso affermare che solo la fiducia nel terapeuta può ridurre questo rischio, che comunque è presente. Mi auguro di aver esaudito le sue richieste.
Dr. Alessandro Lizioli MD
Medico Spec. Malattie infettive e Psicologia clinica

[#2] dopo  
Utente 378XXX

Grazie per la risposta,
Nello specifico io non riesco a capire se sono ossessionata dal suicidio ( ci penso da quando avevo 14 aa, in quel caso come via di fuga da bugie dette sulla scuola) o se, come temo, sia altro. Ho progettato il metodo e fatto le "prove" e me lo tengo buono come scappatoia di fronte ad un dolore troppo intenso o alla sensazione di impotenza che mi uccide.

[#3]  
Dr. Alessandro Lizioli

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Estrapolo le cose da lei dette:
non riesco a capire se temo di essere ossessionata da altro e l'idea del suicidio mi pare una buna scappatoia per evitare un dolore che mi uccide legato alla mia impotenza.
Uno:
l'idea stessa di impotenza concorre ad essere uccisa
Due:
l'idea di uccidere questa impotenza equivale all'idea di uccidere tutta se' stessa
Tre:
l'idea di temere un'ossessione definisce il campo di azione dell'omicidio della parte del suo se' terrorizzata dall'impotenza
Quattro:
l'impotenza è il controllo di una grande potenza che distruggerebbe l'intero asse affettivo.
Domanda 1:
chi l'ha costretta a dire bugie?
Domanda 2:
perché é così arrabbiata con la persona della domanda 1 ?

Saluti

Dr. Alessandro Lizioli MD
Medico Spec. Malattie infettive e Psicologia clinica

[#4] dopo  
Utente 378XXX

Grazie Dottore per gli spunti interessanti. .non son sicura di aver capito tutto, in sostanza Lei dice che io voglia uccideri il mio senso di impotenza?
Il punto 4 non l 'ho capito, me potrebbe rispiegare?

Rispetto alle sue domande nessuno mi ha "costretta" a dire bugie, io speravo di recuperare le materie ma stavo troppo male ( prima delusione amorosa e allontanamento di una persona a me cara) e non son riuscita.Chiaramente le bugie mi proteggevano dalla arrabbiatura, temibile, dei miei.
Con loro sono arrabbiata da una vita perchè me l'hanno rovinata e son talmente autoconservativi da non rendersene conto. Li odio, questo è ciò che provo. E dall' altra parte penso che abbian ragione loro, sono io quella sbagliata.

[#5]  
Dr. Alessandro Lizioli

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La sua risposta è esattamente il punto 4.
Mi spiego meglio:
se lei dovesse esternare tutto l'odio che prova ne avrebbe di conseguenza una distruzione delle dinamiche affettive che la circondano facendo del male a persone che lei ritiene ancora importanti.
Cosicché è molto più "conservativo" darsi la colpa di essere sbagliata per salvaguardare questi affetti e non uccidere tutto e tutti.
Quindi meglio distruggere una sola persona che non tutti gli altri.
Ci pensi se non è ancora meglio ridefinire i rapporti e serenamente poter affermare che il potere distruttivo è comune a tutti e che altri l'hanno usato su di lei senza farsi remore.
Faccia pace con sé stessa e inizi un nuovo percorso esistenziale.
Con stima
Dr. Alessandro Lizioli MD
Medico Spec. Malattie infettive e Psicologia clinica