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Depressione, ansia, mancanza di relazioni

Gentili Dottori,
cercherò di essere il più chiaro possibile nel descrivere le mie problematiche. Ringrazio anticipatamente chi si prenderà la briga di leggere tutto il testo e rispondere.

Ho trascorso un'infanzia serena e spensierata in una famiglia coesa, senza nessun tipo di trauma e problema particolare. Sono sempre stato un bambino dal carattere piuttosto introverso, sensibile e intelligente. Sotto incoraggiamento dei miei genitori che mi incitavano con costanza a studiare per crearmi un buon futuro, ho sempre ottenuto ottimi risultati scolastici, tant'è che la gratificazione che traevo da questi ultimi ha finito per far diventare il rendimento nello studio l'obiettivo primario della mia vita. Nel periodo delle superiori mi sono concentrato quasi esclusivamente sulla scuola, ho cominciato ad uscire di casa con gli amici a 18 anni, una volta conseguita la patente, poiché abitando in campagna non avevo modo di raggiungere i paesi vicini. Francamente non sono mai stato interessato alle ragazze, le mie giornate trascorrevano tra studio, sport e uscite con gli amici.
Mi sono diplomato col massimo dei voti e mi sono iscritto all'università. Qui ho cominciato a manifestare i primi problemi dopo il primo anno di studi. Ho cominciato a provare interesse per le ragazze, a sentirmi solo, a volere una relazione. Non riuscendo nel mio intento ho cominciato ad avvertire un senso di malessere, mancanza di energie, apatia, mancanza di autostima e grosse difficoltà nella concentrazione, con conseguente calo del mio rendimento scolastico. Mi sono rivolto a vari specialisti, passando da una psichiatra, uno psicologo, un nuovo psichiatra e una nuova psicologa. Con tutti questi specialisti non sono riuscito a concludere niente e ho interrotto volontariamente la terapia dopo periodi di circa 6 mesi.
Adesso sono in terapia da oltre un anno con una psichiatra che è riuscita ad inquadrare in modo serio il percorso da compiere, sia con i farmaci che con la psicoterapia (cosa che gli altri avevano fatto poco e male), tuttavia, all'età di 26 anni ancora non ho mai avuto una ragazza, né ci sono mai uscito ed ho ancora grosse difficoltà nel relazionarmi con l'altro sesso. Questo pensiero sta diventando un chiodo fisso che mi sta facendo uscire di testa, sono sempre nervoso e di cattivo umore. Nonostante tutto con grande difficoltà sono riuscito a terminare gli studi universitari.
Su consiglio della mia terapeuta ho cercato di ampliare il mio giro di conoscenze, mi sono iscritto a varie scuole di latino americano e in palestra. Vado regolarmente alle serate nei locali, organizzate dalla mia scuola, ma ancora dopo quasi un anno non sono riuscito ad uscire con nessuna ragazza. E' come se fossi invisibile, nessuna ragazza sembra essere interessata a me, e questa cosa mi fa stare malissimo. Comincio ad avere dubbi sulla possibilità di poter uscire da questa situazione secondo le indicazioni dell'attuale terapeuta e vorrei un vostro parere.

Saluti
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Dr. Giuseppe Quaranta Psichiatra 338 2 11
Gentile utente,

quello che racconta è possibile, soprattutto se il suo umore non è in equilibrio, se non sta ancora bene, come sembra dalla sua descrizione ("sono sempre nervoso e di cattivo umore"). Talvolta, però, capita di attribuire agli altri o anche di interpretare le cose che ci accadono come causa di quel che ci succede e non come conseguenza. L'assenza di relazioni potrebbe non tanto dipendere dagli altri, ma da qualcosa che ancora non va in se stessi.
Se posso chiedere, lo psichiatra che la segue le ha fatto una diagnosi? sta assumendo una terapia farmacologica?
Cordiali saluti

Dr. Giuseppe Quaranta
giuseppe.quarant@gmail.com

[#2]
dopo
Utente
Utente
Gentile Dott. Quaranta,
la ringrazio per aver risposto. Lo psichiatra che mi sta seguendo mi ha prescritto per i primi mesi (8-9 mesi) Laroxyl e Lexotan, a dosaggi piuttosto bassi. Successivamente da qualche mese sono passato a Dumorix (prima 100mg ora 150) e Depakin (prima 200mg adesso 400mg). La diagnosi è di depressione dovuta a difficoltà relazionali e bassa autostima.

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