Utente 375XXX
Gentili dottori,

Scusate l'ennesimo post in diversi giorni, ma è un momento abbastanza difficile. Sto attraversando l'ennesima ricaduta depressiva, che anche questo anno mi ha colto nel periodo autunnale. Premesso che soffro di disturbo bipolare, la cosa che probabilmente mi stranisce e allo stesso tempo mi demoralizza di più, è che questa ricaduta è avvenuta nonostante una cura stabilizzante piuttosto importante: depakin 1500mg, quetiapina 300mg, litio 900mg, gabapentin 2400mg, lamictal 100mg. Sinceramente sono abbastanza scoraggiato già di per sè a prendere tutti questi farmaci, il fatto che poi non influiscano sul decorso del disturbo è ancora più scoraggiante. Ho parlato con il mio curante di questo aspetto, è dell'idea che le recidive nel tempo diverranno sempre più diradate, meno intense e più brevi..per il momento sono già tre settimane..quasi un mese di depressione, forse si, un pò meno intensa rispetto alle altre volte. Sono in cura da questo psichiatra da più o meno sei mesi, mi confermate che i tempi per notare una discreta stabilizzazione sono ben più lunghi ...ad.es un anno? Inoltre altra cosa che mi stranisce è il fatto che anche secondo lui devo aver avuto un periodo leggermente sopra le righe (cosa che naturalmente spiegherebbe la fase down) in cui sono stato un pò più impulsivo e disinibito (in cui in effetti ho fatto anche un pò di autogestione farmacologica..cosa sbagliatissima lo so), cosa in parte vera. I miei periodi "up", se tali sono, si verificano sempre con le stesse modalità: riprendo interessi ormai accantonati da anni, faccio qualche pensiero un pò più audace sugli obiettivi da raggiungere e comincio nel corso dei giorni ad ossessionarmi per raggiungere la perfezione..fin quando letteralmente crollo! Non ce la faccio più..dico basta a tutto e cado in depressione. Se volessimo vedere il disturbo bipolare come un disturbo che tiene conto anche dei livelli "energetici" della persona, una volta arrivato al culmine dell'energia..si crolla..e c'è l'esaurimento nervoso..termine ingenuamente in uso per denominare la depressione. Se questo ciclo si fosse verificato anche questa volta, nonostante i farmaci, quali potrebbero essere le armi a mia disposizione per evitare l'ennesimo ciclo ipomania-depressione? Avvertire il mio psichiatra e far si che con un aumento posologico di uno dei farmaci, blocchi la mania? Oppure basterebbe evitare di farmi coinvolgere in attività che non mi riguardano più e che di fatto non m'interessano, evitare di dar credito ai miei pensieri grandiosi..ecc..? Per completezza vi segnalo che, al momento della visita di controllo, a fine settembre, lo psichiatra mi trovò bene e tolse abilify 10mg, abbassò il depakin a 1500mg, e anche un pò di gabapentin. Questa riduzione può aver giustificato un episodio ipomaniacale e quindi il successivo crollo o i farmaci sono comunque adeguati nella posologia? Come sempre grazie per l'attenzione.

[#1]  
Dr. Giuseppe Quaranta

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*le armi a mia disposizione per evitare l'ennesimo ciclo ipomania-depressione

Gentile utente,
se si conoscesse la risposta a questa domanda, avremmo vinto il premio nobel per la medicina. Purtroppo il disturbo bipolare talvolta presenta una certa resistenza ai trattamenti. Nel suo caso, però, sembrano esserci delle variabili molto importanti da non dimenticare, che potrebbero aver giustificato la ricaduta:
1. la sua tendenza a autogestire la terapia.
2. la sospensione di un antipsicotico (non ci dice da quanto tempo lo faceva e se sempre a quella dose).
I consigli pratici per cercare di evitare le ricadute sono sempre quelli:
seguire scrupolosamente le indicazioni del curante, fare controlli periodici, assumere la terapia regolarmente, mantenere il più possibile un ritmo sonno-veglia regolare, evitare se possibile sostanze ecc.
Cordiali saluti
Dr. Giuseppe Quaranta
giuseppe.quarant@gmail.com

[#2] dopo  
Utente 375XXX

Gentile dott. Quaranta,

Intanto la ringrazio per la risposta. Non desidero sapere "in assoluto" quali siano i modi magici per impedire i vari cicli, però come giustamente ha fatto notare Lei ci possono essere delle regole da seguire, ritmo sonno-veglia, seguire indicazioni curante..ecc...Mi volevo però soffermare su un aspetto e cioè sul fatto che, ripensando a questi ultimi 5 anni di malattia, i miei cicli più o meno si ripresentano sempre con le stesse modalità..come già detto, coinvolgimento in attività stressanti, coinvolgimento in molte attività nello stesso momento, porsi obiettivi non realistici..Il ciclo ipomaniacale si presenta sempre così: mi metto in testa un obiettivo, comincio a praticare determinata attività..piano piano si arriva all'ossessione nel dover realizzare tale obiettivo..infine scoppio, da qui depressione. Adesso come può ben capire è molto frustrante rendersi conto solo a posteriori di aver esagerato e farsi la bellezza di almeno due mesi di depressione, che minano gravemente attività accademiche, sociali e lavorative, da qui la mia richiesta di sapere se ci fossero indicatori precisi o comunque in grado di prevenire, dal momento che pare che questa terapia non funge più di tanto, nonostante dosaggi generosi e più farmaci presenti. Per l'appunto, riguardo la questione farmacologica, le posso dire che abilify era presente alla dose di 10mg ed è stato levato in data 21 settembre, dopo averlo preso per un anno e mezzo con dosaggi anche più alti (anche 30mg per tre mesi), giorno del controllo..non so se sia stato un caso, o se comunque sarebbe capitato, ma più o meno una ventina di giorni dopo ho iniziato a peggiorare. Secondo Lei può aver in parte determinato anche se presente ad una dose più o meno bassa come 10mg? Ma soprattutto in teoria ci sarebbe stato margine per alzare le dosi degli antipsicotici presenti in terapia (seroquel e abilify) per cercare di contenere l'episodio stesso ed evitarmi il seguito depressivo? La ringrazio per l'attenzione.

[#3] dopo  
Utente 375XXX

Gentile dott. Quaranta,

Intanto la ringrazio per la risposta. Non desidero sapere "in assoluto" quali siano i modi magici per impedire i vari cicli, però come giustamente ha fatto notare Lei ci possono essere delle regole da seguire, ritmo sonno-veglia che in effetti era abbastanza alterato nei giorni precedenti al crollo (spesso mi svegliavo alle 4 e non riprendevo sonno), seguire indicazioni curante..ecc...Mi volevo però soffermare su un aspetto e cioè sul fatto che, ripensando a questi ultimi 5 anni di malattia, i miei cicli più o meno si ripresentano sempre con le stesse modalità..come già detto, coinvolgimento in attività stressanti, coinvolgimento in molte attività nello stesso momento, porsi obiettivi non realistici..Il ciclo ipomaniacale si presenta sempre così: mi metto in testa un obiettivo, comincio a praticare determinata attività..piano piano si arriva all'ossessione nel dover realizzare tale obiettivo..infine scoppio, da qui depressione. Adesso come può ben capire è molto frustrante rendersi conto solo a posteriori di aver esagerato e farsi la bellezza di almeno due mesi di depressione, che minano gravemente attività accademiche, sociali e lavorative, da qui la mia richiesta di sapere se ci fossero indicatori precisi o comunque in grado di prevenire, dal momento che pare che questa terapia non funge più di tanto, nonostante dosaggi generosi e più farmaci presenti. Per l'appunto, riguardo la questione farmacologica, le posso dire che abilify era presente alla dose di 10mg ed è stato levato in data 21 settembre, dopo averlo preso per un anno e mezzo con dosaggi anche più alti (anche 30mg per tre mesi), giorno del controllo..non so se sia stato un caso, o se comunque sarebbe capitato, ma più o meno una ventina di giorni dopo ho iniziato a peggiorare. Secondo Lei può aver in parte determinato anche se presente ad una dose più o meno bassa come 10mg? Ma soprattutto in teoria ci sarebbe stato margine per alzare le dosi degli antipsicotici presenti in terapia (seroquel e abilify) per cercare di contenere l'episodio stesso ed evitarmi il seguito depressivo? Inoltre, per educazione al convivere con il disturbo, sarebbe utile che nei periodi che comincio a sentirmi meglio, limitassi il coinvolgimento in troppe attività per evitare stress e agitazione? La ringrazio per l'attenzione.

[#4]  
Dr. Giuseppe Quaranta

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Gentile utente,
non si può rispondere facilmente a queste domande, soprattutto attraverso un consulto online.

L'abilify ha una indicazione nel prevenire le ricadute di tipo maniacale in soggetti con disturbo bipolare e fasi prevalentemente maniacali. La ricaduta di fatto ha conciso con la sospensione del farmaco. Tenga conto che l'abilify ha una lunga vita nel sangue e questo potrebbe giustificare la ricaduta diversi giorni dopo la sospensione. In ogni caso, non sto affermando che con il farmaco non l'avrebbe avuta, non si può escludere. Ma in questo caso bisognerebbe valutare bene la sua storia clinica e cercare delle spiegazioni di questa sua ciclicità, nonostante le cure.

*sarebbe utile che nei periodi che comincio a sentirmi meglio, limitassi il coinvolgimento in troppe attività

stare meglio significa già limitare "troppe" attività. le fasi in cui fa mille cose non sono fasi in cui "sta meglio", siamo già nella ricaduta (e inquesto caso non può, per definizione di malattia, "limitarsi").
Una cosa utile è ascoltare/affidarsi subito ai propri familiari, le persone vicine, che a volte sono una buona cartina tornasole, ci dicono quando ci vedono troppo carichi, troppo attivi, troppo logorroici, quando ci alziamo alle 4 per metterci a fare qualcosa.
Dr. Giuseppe Quaranta
giuseppe.quarant@gmail.com

[#5]  
Dr. Mario Zampardi

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Gentile Signore,
ho letto attentamente i Suoi precedenti post e quindi i disturbi da Lei lamentati.
Come è già consapevole, in effetti Lei soffre di un tipico disturbo bipolare, anche se ( da quanto letto..) a me sembra più di tipo 2 (cioè fasi depressive maggiori alternate con fasi di tipo ipomaniacale).
Una domanda: c'è in questo senso della familiarità in famiglia? Questo per meglio inquadrare il Suo quadro clinico.
In effetti, come già Le è stato detto, anche a me la terapia prescrittale sembra un tantino eccessiva.
Non è aumentando il numero delle molecole stabilizzatrici che si ottiene una remissione della sintomatologia.
In oltre se,come Lei afferma, si trova in atto in fase depressiva, non capisco perchè non Le viene prescritto un antidepressivo, sia pure dato con tutte le cautele del caso, ovviamente per scongiurare una poussèe ipomaniacale.
In fase depressiva, appunto, tutti questi stabilizzatori assieme ad un antipsicotico atipico, per quanto attiene alla depressione hanno scarsa efficacia.
Lei si chiede come fare per riconoscere eventuali avvisaglie di questi disturbi timici.
Per quanto si riferisce alle fasi ipomaniacali, li ha descritti già Lei stesso: pensieri grandiosi, esagerato ottimismo, hobby che resuscitano per l'occasione, insonnia, progetti vari ecc.
Per le fasi depressive, è più semplice: diminuzione della normale attività quotidiana, crollo di energia, maggiore sonnolenza e così via.
Il ciclo bipolare, come penso Lei sia già informato, è tipicamente irregolare quanto a decorso.
A fasi depressive possono alternarsi periodi liberi seguiti da fasi di eccitamento più o meno accentuato o fasi depressive e di eccitamento senza intervalli liberi e si potrebbe continuare quanto a schemi di decorso.
La terapia specifica va prescritta, di volta in volta, di segno opposto rispetto alle avvisaglie sintomatologiche che si profilano all'orizzonte.
Si tratta di un delicato equilibrio fra tipo di prescrizione terapeutica e ciclicità del disturbo timico.
Un cordiale saluto
Dr. Mario Zampardi

[#6] dopo  
Utente 375XXX

Gentili dottori,

Intanto grazie per le gentili risposte. Per rispondere nello specifico al dottor Quaranta adotterò i suoi consigli,stando ad ascoltare chi mi sta intorno, dal momento che con tutta probabilità non me ne renderò conto di stare in fase sopra le righe, se e quando ricapiterà. Per rispondere invece al dottor Zampardi, si c'è familiarità nella mia famiglia, mia nonna ne soffriva ed era curata prevalentemente con sali di litio e antidepressivi quando era giù, a detta di mia madre alternava fasi di depressione nera a fasi in cui nonostante l'età avanzata,attraversava mezza città a piedi, faceva compere smodate e si alzava prestissimo la mattina mettendosi a sistemare l'intera casa, mia madre inoltre ha sofferto di attacchi di panico..Quindi si, la familiarità c'è. La ritrosia del mio psichiatra nel somministrarmi antidepressivi è sempre sembrata eccessiva anche a me, a fronte inoltre del fatto che elargisce generosamente tutte le altre classi farmacologiche senza però aver evitato quest'ennesima ricaduta. Per quanto riguarda la diagnosi, Lei ha ragione, sono stato diagnosticato non nella forma maggiore di disturbo bipolare, ma con ipomania, spesso tuttavia innescata dall'uso prolungato di antidepressivi. La mia paura è che usando un antidepressivo come ha ipotizzato Lei, non si perpetuerebbe il ciclo depressione-depressione risolta-segnali di ipomania-ipomania-e così via..? Se potesse illuminarmi su questo e darmi la Sua opinione Le sarei grato, vorrei trovare infatti il coraggio di chiederlo effettivamente al mio curante questo benedetto antidepressivo..Inoltre per inquadrare meglio il mio caso clinico, se Le può interessare Le posso dire che l'anno scorso è stato l'unico anno in cui non ho avuto ricadute autunnali ed ero in terapia (guarda caso) con Zoloft 100mg, Depakin 1500mg, Abilify10mg, avevo ripreso a guidare la macchina dopo tanti anni, riuscito a trovare una ragazza e cominciato a fare poche attività ma con continuità, l'unica pecca era in effetti l'ansia, che era un pò eccessiva ma niente di insormontabile. Resto in attesa di un Suo riscontro per quanto riguarda la domanda sull'antidepressivo e la saluto cordialmente. (nel frattempo cerco di farmi coraggio e chiamare il mio curante sottoponendogli la questione).

[#7]  
Dr. Mario Zampardi

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Gentile Signore,
in effetti, come sospettavo (per esperienza..) c'è in famiglia una familiarità in tal senso. Ma non si scoraggi.
Oggi, a differenza di 20 e più anni fa, abbiamo a disposizione varie classi di farmaci a ben definito e peculiare meccanismo di azione, capaci di fare abortire sul nascere, le avvisaglie del disturbo bipolare a patto però che, entro certi limiti, li si sappia riconoscere in anticipo.
I consigli anzi che in questo senso Le ha dato il Dr.Quaranta, cioè sensibilizzare in tal senso i Suoi familiari (magari dopo essere stati "indottrinati" dal Suo Psichiatra), sono all'occorrenza della massima importanza.
E veniamo al Suo quesito che tanto la preoccupa.
Non è "usando" un antidepressivo, come dice Lei, che si perpetua la ciclicità alterna dei disturbi della sfera timica (cioè emozionale..).
Il disturbo bipolare è proprio, nello specifico, caratterizzato dalle suddette fasi alterne di decorso che, come Le dicevo, possono presentarsi con i più vari profili, modificandosi anche nel tempo.
Lei "non deve trovare il coraggio di chiederlo al suo psichitara".
E' sempre il terapeuta che, di volta in volta, dovrebbe valutare la situazione clinica e decidere conseguenzialmente.
Come già detto, la terapia deve essere sempre di segno opposto al colore dei sintomi che il paziente manifesta.
Ovviamente con un occhio critico ad eventuali poussè ciclotimiche in corso di antidepressivi.
Si tratta di trovare il giusto equilibrio nel mezzo delle fasi alterne che la malattia manifesta.
Ma (mi perdoni..) se i controlli vengono attuati circa ogni tre mesi, non se ne esce. Sono necessari incontri molto più frequenti.
Un saluto cordiale
Dr. Mario Zampardi

[#8] dopo  
Utente 375XXX

Gentile dott. Zampardi,

Ringraziandola per la risposta, metterò in pratica i suoi consigli: sensibilizzare i miei genitori alle avvisaglie delle varie fasi, soprattutto di quelle "up", ma soprattutto io, per quanto mi sarà possibile, rendermi conto dei primi segnali della fase stessa. Un'ultima domanda, dopodichè non la infastidisco più. Lei ha parlato di farmaci che possono abortire l'episodio sul nascere: si riferisce all'episodio (ipo)maniacale? E, se si, a quali farmaci si riferisce, antipsicotici? Perchè in effetti, mi ritrovo con quello che ha detto, non è con l'aumento di molecole stabilizzatrici che si ottiene un maggior compenso, anche perchè si è verificata comunque un'altra ricaduta..Ma nel caso si dovesse ripetere un'altra fase del genere, oltre a cercare di "prenderla" in tempo, si deve avvisare il curante, il quale cosa può fare in linea di massima dal momento che prendo già due farmaci preventivi ed in effetti due antipsicotici? Forse aumentare la posologia dell'antipsicotico..perchè in alternativa non vedo altre soluzioni. Specifico che pochi giorni prima avevo effettuato litemia e valproatemia, entrambe ampiamente nel range. Inoltre, come da Lei indicatomi, cercherò di serrare i controlli, nella speranza, però, che il mio curante sia più attento dell'ultima volta nel cogliere certe sfumature...Infine mi corregga se sbaglio, ma se si riuscisse a prendere un'iniziativa durante un periodo di leggera depressione, quest'attività non sarebbe caratterizzata da pensieri megalomanici vari come invece accade durante la mania e quindi magari sarebbe possibile anche praticare l'attività più a lungo? Sempre che si riesca a prenderne iniziativa naturalmente, cosa non facile quando si è depressi..Resto in attesa di un Suo ultimo gentile riscontro e la saluto cordialmente.

[#9]  
Dr. Mario Zampardi

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Gentile Signore,
mi sembra che, al riguardo, Lei abbia le idee un pò confuse.
E' strano come i dubbi che l'assillano non li abbia già manifestati al Suo Psichiatra. Un esauriente scambio di idee presso uno studio è sempre più esaustivo di una informazione data "via sito".
Allora, i suddetti sintomi bipolari (depressione e/o mania..) si presentano, come già detto, con decorso appunto ciclico e con sequenzialità la più varia.
Quindi, entro certi limiti, si può sul nascere cercare quanto meno di attenuare la sintomatologia che si va via via concretizzando e i farmaci specifici dovranno essere (come già detto) differenti, quanto ad azione ed effetti, dai sintomi che si presentano. Quindi, antipsicotici, litio, stabilizzanti il tono dell'umore e quant'altro nelle fasi maniacali e antidepressivi, litio, stimolanti il metabolismo neuronale ed altro, nella fasi francamente depressive.
Naturalmente queste sono soltanto indicazioni generiche e non riguardano, in modo assoluto, la Sua terapia, che sarà il Suo psichiatra a decidere di modificare.
La Sua seconda domanda è superflua. Se riesce a prendere un'inizitiva, l'eventuale depressione è già in fase di miglioria.
Un saluto
Dr. Mario Zampardi

[#10] dopo  
Utente 375XXX

Gentile dott. Zampardi,

Dato il Suo gentile interessamento l'aggiorno sulla situazione. Il mio curante ha deciso di aggiungere alla terapia anafranil 50mg, se lei ha letto i precedenti post avrà sicuramente notato, aldilà della patologia bipolare, una certa tendenza all'ossessività e presenza di pensieri intrusivi. Da qui, come mi è stato comunicato, l'introduzione di anafranil, che mi è stato detto essere un ottimo antiossessivo. So che mi dovrei fidare assolutamente del mio curante, tuttavia questa scelta mi fa paura, in passato è stato proprio l'anafranil (sebbene a dosaggi superiori) a portarmi a stati di agitazione e precedentemente di euforia. D'altronde come diceva Lei in una fase depressiva è possibile somministrare un antidepressivo, purchè vi sia la copertura stabilizzante, che nel mio caso è ampiamente presente. Mi può rassicurare in merito? Posso stare sicuro anche perchè il dosaggio è basso? Avvertirò comunque il terapeuta di eventuali e repentini cambiamenti basandomi su i segnali su menzionati. Infine se posso chiederLe, dalla Sua esperienza clinica l'antidepressivo a dosaggio basso nel disturbo bipolare, in linea di massima, andrebbe sospeso una volta risolto l'episodio o, come in questo caso, essendo usato anche come antiossessivo potrebbe essere tenuto stabilmente in terapia (sempre che non si verifichino switch..). In attesa di un Suo gentile riscontro, la saluto cordialmente.

[#11]  
Dr. Mario Zampardi

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Gen.le Signore,
l'anafranil, in corso di una fase depressiva, va benissimo.
Si tratta di una vecchia molecola ma che, a differenza dei farmaci dell'ultima generazione, tende, a livello molecolare, ad abbracciare quasi tutto lo spettro dei neuromediatori che, appunto in fase depressiva, difettano a livello sinaptico.
In oltre, durante una franca depressione, non è .."possibile usare un antidepressivo"..lo si deve usare senza se e senza ma, stando attenti, come più volte affermato,allo sviluppo di una eventuale ciclotimia repentina.
In effetti, si nota una certa tendenza alla ruminazione ideativa.

Lei dovrebbe lasciarsi guidare dal Suo terapeuta e,assunta la terapia, vivere quanto più possibile serenamente e con vari interessi.
Non si complichi la vita con un male "aggiunto", l'ossessività e con mille e mille dubbi.
Un saluto
Dr. Mario Zampardi

[#12] dopo  
Utente 375XXX

Gentili dottori,

Mi ritrovo purtroppo a disturbarvi a causa dell'ennesima ricaduta depressiva. Più o meno è iniziata una settimana fa, è stata preceduta da una fase di benessere, dopodichè si è scatenata una forte ansia che pervadeva tutti gli aspetti della mia quotidianità. L'ansia non è ancora del tutto spenta, mentre invece è stato fatto qualcosa sul fronte degli antipsicotici, raddoppiandoli ed evitare di ricadere di una fase francamente maniacale. Adesso, mi rendo conto di non star vivendo un momento bruttissimo, forse difficile si ma non impossibile da sopravvivere...mi chiedevo: può il litio stesso aver causato questi problemi? Mi spiego meglio. Nella mia cura è prevista anche l'assunzione di litio a 900 mg e da qualche giorno 1050mg, con una litiemia sempre nel range. Adesso, io so che il litio può portare disfunzioni tiroidee oppure essere controindicato per chi è affetto già da prima di assumerlo da tali patologie, ebbene ieri per scrupolo, ho voluto eseguire TSH FT3 FT4.


FT3 - TRIIODOTIRONINA LIBERA 2,19 2,0 - 4,4 CLIA ng/dL
FT4 - TIROXINA LIBERA * 0,58 0,75 - 1,46 CLIA mIU/L
TSH - ORMONE TIREOTROPO 7,490 * 0,27 - 4,2

Lascio a voi i commenti. Il mio psichiatra si esprime dicendo che chiunque assuma litio ha il tsh sballato, del resto io leggo che l'ipotiroidismo simula tra i suoi sintomi quelli della depressione ed è presente nel 50% deipazienti affetti da DB a cicli rapidi. La domanda è questa: è condivisibile la linea del mio psichiatra o varrebbe la pena sentire comunque un altro parere, ache alla luce dei suddetti dati d'analisi? Un'ultima domanda, nell'eventualità una terapia con levotiroxina riporterebbe tutto apposto, potrei "anche sperare" di avere un disturbo con ricadute meno frequenti?? Grazie mille come sempre per l'attenzione, cordiali saluti.

[#13] dopo  
Utente 375XXX

***ATTENZIONE*** Questo consulto risulta aggiornato a più di DUE MESI fa: valuta attentamente se la tua risposta puù ancora essere utile. Se ritieni opportuno inviare comunque la tua replica allora CANCELLA TUTTO QUESTO AVVISO e scrivi qui di seguito, grazie.
Gentile dott. Zampardi, non so se legge ancora il consulto, provo comunque a scriverle. La situazione dal punto di vista umorale e' migliorata, un minor assetto depressivo e minori ricadute. Rileggendo il consulto ed un altro avuto con lei, mi sono reso conto che lei parlava di una certa tendenza alla ruminazione ossessiva. Per questo problema in effetti è stato aggiunto una devi di giorni fa abilify 15mg. Mi sa dire, in merito alla sua esperienza clinica se il farmaco anche se non in aggiunta ad antidepressivi, quindi in monoterapia, possa essere altrettanto utile per le ossessioni? Più in generale e' un farmaco che possiede qualche proprietà di quel genere? Ho letto spesso che ha come una sorta di capacità di pulizia del pensiero, ma le sarei grato se volesse confermarmi questo dato. Infine, più o meno quanto tempo impiegherebbe per dare una risposta piena a queste problematiche, sempre che sia efficace in questo senso? La ringrazio in anticipo per l'attenzione che vorrà dedicarmi. Cordialmente