Utente 217XXX
Gentili Medici,
per una forte insonnia in seguito ad un periodo fortemente stressante il medico mi ha prescritto Minias gocce. Ne ho prese 20 gocce a sera per 3 settimane e su rivalutazione del medico a partire dalla terza settimana è iniziato uno scalaggio di 1 goccia al giorno sino ad arrivare a zero.
Volevo chiedervi se secondo voi questo iter è corretto ?
Leggo nel bugiardino che l'assunzione non deve superare i 28 giorni, e con questo ciclo io ne assumero' per 40, rischio qualcosa per questo ?
Ritenete adeguato lo scalaggio di 1 goccia al giorno o secondo voi sarebbe meglio accelerare i tempi ?

Inoltre vi chiedo : dopo 3 settimane di utilizzo, scalare 20 gocce di 1 goccia al giorno potrà portarmi a sintomi di astinenza pericolosi o scongiugerà questo rischio ?

Grazie !

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
20% attualità
20% socialità
MILANO (MI)
BRESCIA (BS)
ROMA (RM)
PISA (PI)
ALESSANDRIA (AL)
VIGEVANO (PV)

Rank MI+ 100
Iscritto dal 2006
Prenota una visita specialistica
Gentile utente,

Lo scalaggio deve considerare il riadattamento del cervello, che non avviene in un giorno, per cui in generale più che ridurre al minimo teorico gli scalini, è bene anche considerare che l'astinenza si riassorbe non in un giorno, ma in diversi giorni.

Pertanto, usando schemi come questo potrebbe non sentire niente nei primi giorni, ma sentire invece dopo qualche giorno l'effetto a onda lunga dell'astinenza, che anziché riassorbirsi rimane perché continua a togliere altre dosi al dì.

Lo scalaggio in sé è corretto, ma se la persona non è assuefatta, il problema non si pone. In altre parole scalare gradualmente è indicato quando una persona è assuefatta, se non lo è è inutile.

Se la cosa non è stata valutata, per prudenza si usa sempre il metodo dello scalaggio.

Al di là di questo, se uno ha un disturbo d'ansia e sta bene dopo 3 settimane di minias, è possibilissimo che togliendolo stia male, come è verosimile che continuandolo ricominci a star male, perché poi l'effetto svanisce. Nel frattempo dovrebbe essere stata messa una cura di altro tipo, che adesso dovrebbe iniziare a funzionare, oppure si ritiene che il disturbo sia finito e quindi che la cura si possa semplicemente togliere.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it

[#2] dopo  
Utente 217XXX

Intanto La ringrazio per la Sua risposta.

Lei dice :

" Lo scalaggio in sé è corretto, ma se la persona non è assuefatta, il problema non si pone. In altre parole scalare gradualmente è indicato quando una persona è assuefatta, se non lo è è inutile. "

Posso chiederLe come possiamo sapere se c'e' assuefazione, considerato che sono passate 3 settimane dalla prima assunzione ?
Intendeva dire, se ho ben capito, che si poteva anche interrompere bruscamente il farmaco e nel caso non ci fosse assufeazione non sarebbe successo nulla ?...

Grazie

[#3]  
Dr. Matteo Pacini

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
20% attualità
20% socialità
MILANO (MI)
BRESCIA (BS)
ROMA (RM)
PISA (PI)
ALESSANDRIA (AL)
VIGEVANO (PV)

Rank MI+ 100
Iscritto dal 2006
Gentile utente,

O a senso, cioè se uno assume il minias da un certo tempo ad una dose costante, e riferisce di non sentire più l'effetto come all'inizio, si presume sia assuefatto.

Oppure perché ha provato a ridurlo o saltarlo e riferisce sintomi di astinenza, ma la cosa in questo caso è più difficile, perché chi soffre di ansia comunque potrà essere molto più ansioso se non lo assume, e questo non per l'assuefazione ma per il contrario, ovvero perché stava funzionando ancora come ansiolitico.

In ogni caso lo scalaggio graduale è il modo più cauto per disimpegnarsi. Nel contempo deve però esserci già un'idea di cosa fare se il disturbo non si è già risolto. Ovvero, quale cura iniziare se c'è una diagnosi specifica (es.panico) e non era uno stato ansioso temporaneo.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it

[#4] dopo  
Utente 217XXX

Grazie come sempre per la risposta precisa.

Lei utilizza il termine "assuefazione" che, se non vado errato, indica che la stessa dose non produce piu' lo stesso effetto (l'organismo in qualche modo si abitua alla sostanza), è corretto ?
Che legame sussiste tra assuefazione e dipendenza ? Quando la dose non produce piu' effetto significa che si è instaurata anche una dipendenza ?

Grazie

[#5]  
Dr. Matteo Pacini

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
20% attualità
20% socialità
MILANO (MI)
BRESCIA (BS)
ROMA (RM)
PISA (PI)
ALESSANDRIA (AL)
VIGEVANO (PV)

Rank MI+ 100
Iscritto dal 2006
Gentile utente,

Corretto, indica quello, e implica che la sospensione sia seguita da una sindrome da sospensione, detta anche "astinenza".

La dipendenza è un legame automatico all'assunzione del farmaco che niente a che vedere sulla sua utilità, e produce come conseguenza a volte uno stato di assuefazione-astinenza.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it

[#6] dopo  
Utente 217XXX

Ringraziandola per la Sua risposta le pongo un quesito che nasce dalla mia curiosità ma di sicuro tradisce anche la mia natura ansiosa :

Le benzodiazepine (in questo caso il lormetazepam) se assunte a dosaggi terapeutici e per brevi periodi (4/5 settimane) possono indurre nel cervello "modifiche" di qualche tipo ? (es. provocare depressione, turbe, acufeni, potenziare l'ansia se presente ecc ecc)

Nel caso vengano dismesse (bruscamente o meno) possono provocare sintomi di qualche tipo che permangono nel tempo ?

Un'eventuale sindrome d'astinenza rimane un fenomeno transitorio ?

Grazie

[#7]  
Dr. Matteo Pacini

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
20% attualità
20% socialità
MILANO (MI)
BRESCIA (BS)
ROMA (RM)
PISA (PI)
ALESSANDRIA (AL)
VIGEVANO (PV)

Rank MI+ 100
Iscritto dal 2006
Gentile utente,

No, a breve termine no. Se non vi è assuefazione, non vi è astinenza. Vi è invece ritorno dell'ansia, se l'ansia non si è spenta. Le due cose in parte si somigliano, nel caso dell'astinenza da benzodiazepine.

La sindrome d'astinenza è sempre transitoria, per definizione, ma comporta alcuni rischi, anche a seconda della dose a cui si è assuefatti (delirio, crisi convulsive).
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it

[#8] dopo  
Utente 217XXX

Gentile Dottore,
durante la fase di scalaggio del lormetazepam mi sembra di avvertire un aumento dell'acufene (di cui soffro da sempre, da quando ero bambino), soprattutto nelle ore serali quando l'effetto del farmaco si attenua (prendo la dose ogni sera prima di dormire). Ma potrebbe anche essere suggestione, avendo letto il bugiardino che documenta la possibile comparsa di tinnito.

Volevo chiederLe se la preoccupazione che una volta dismesso totalmente il farmaco l'acufene rimanga piu' alto del normale è giustificata (l'acufene prima è sempre stato presente ma non ci facevo caso).

E' possibile che 4/5 settimane di Minias (sempre assunto entro il range terapeutico) inducano un acufene che poi non se ne va piu' via anche finita la terapia ?

E' vero che le benzodiazepine ricudono la capacità del cervello di adattarsi all'acufene ?

Grazie !

[#9]  
Dr. Matteo Pacini

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
20% attualità
20% socialità
MILANO (MI)
BRESCIA (BS)
ROMA (RM)
PISA (PI)
ALESSANDRIA (AL)
VIGEVANO (PV)

Rank MI+ 100
Iscritto dal 2006
Gentile utente,

Certamente, alcuni sintomi possono rimanere a diversi giorni di distanza dalla fine dell'assunzione, perché ovviamente il processo di riadattamento del cervello si conclude in assenza della sostanza.

Le benzodiazepine prese a lungo, se perdono l'effetto, tengono il sistema con una riserva di "benzodiazepine interne" meno efficace, per la situazione farmacologica. Questo non solo per l'acufene, in generale (anche per l'ansia).
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it

[#10] dopo  
Utente 217XXX

Gentile Dottore,
sempre ringraziandola per le Sue risposte le chiedo :

1) è normale che durante la fase di scalaggio del lormetazepam l'acufene di cui soffro da sempre aumenti (non ricordo di averlo mai percepito cosi' forte) ?

2) il suddetto episodio mi ha provocato ansia non riuscendo a dormire per l'acufene (da 20 ero arrivato a 14 gocce e sono dovuto tornare a 20) e l'acufene è tornato subito a livelli normali

Mi puo' solo gentilmente rassicurare sul fatto che quando avrò eliminato completamente il farmaco non mi ritroverò con un acufene potenziato a vita ?
Ho paura di dover dipendere dal farmaco, ma non per l'ansia piuttosto per l'acufene che quando è cosi' alto non mi fa dormire...

Sarebbe inoltre un errore vero credere che l'acufene (di cui soffro da oltre 20 anni) sia un effetto collaterale del lormetazepam e quindi smetterlo subito dopo 1 mese di assunzione ?
Questo fischio cosi' alto mai provato prima mi ha messo una certa angoscia e adesso ho un po' di paura a distaccarmi dal farmaco...d'altro canto non vorrei fosse il farmaco stesso ad averlo provocato...

Grazie

[#11]  
Dr. Matteo Pacini

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
20% attualità
20% socialità
MILANO (MI)
BRESCIA (BS)
ROMA (RM)
PISA (PI)
ALESSANDRIA (AL)
VIGEVANO (PV)

Rank MI+ 100
Iscritto dal 2006
1) si

2) no, potenziato no. Ma se lo curava col lormetazepam, togliendo il lormetazepam ritorna, a meno che non sia "concluso", così come ogni altro sintomo. Diciamo che anche tenendolo, il lormetazepam, dopo un po' smette di funzionare, e i sintomi tornano.

Per cui, se sta chiedendo se torneranno i sintomi togliendo la cura, può benissimo essere, e a quel punto ci sono le cure adatte per l'uso a medio-lungo termine, che non sono il lormetazepam. Se invece chiede se l'uso a breve termine di lormetazepam possa avere amplificato l'andamento dei sintomi, no.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it

[#12] dopo  
Utente 217XXX

Grazie per la chiarezza Dottore.


Considerando che il lormetazepam mi è stato prescritto per l'insonnia (e non per l'acufene) e appurato che il farmaco non puo' potenziare l'acufene stesso le chiedo questo : siccome per 20 anni all'acufene (anche intenso) non ci facevo caso e il mio cervello lo avevo come assorbito, è possibile che il lormetazepam abbia ridotto la capacità del cervello di mascherare l'acufene ?

Se si, questo è un effetto temporaneo e dopo la dismissione il cervello torna come prima ?

Inoltre posso chiederle cosa si deve intendere per utilizzo a "breve termine" ? Superare 1 mese nel caso di questo farmaco significa già "lungo termine" ?

Grazie

[#13]  
Dr. Matteo Pacini

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
20% attualità
20% socialità
MILANO (MI)
BRESCIA (BS)
ROMA (RM)
PISA (PI)
ALESSANDRIA (AL)
VIGEVANO (PV)

Rank MI+ 100
Iscritto dal 2006
Gentile utente,

No.

Sulle ragioni della prescrizione, di solito insonnia-acufene-prescrizione di minias indicherebbe che ha un disturbo d'ansia, per cui più che ai singoli sintomi (che possono essere la preoccupazione principale ma hanno in genere un senso nel contesto formale di uno stato ansioso), predisporrei strategie per l'insieme della sua situazione.

Breve termine intendo prima dell'assuefazione (un mese in genere). Lungo termine significa una cura che può essere tenuta a lungo perché intanto prima di un mese non funziona bene, e poi perché mantiene l'effetto quando si debba farlo durare nel tempo.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it

[#14] dopo  
Utente 217XXX

Gentile dottor Pacini,
volevo farLe sapere che, seguito dal mio neurologo, sto completando lo scalaggio del Minias.
Alla fine il trattamento totale (incluso lo scalaggio) durerà 8 settimane (ero partito con 20 gocce).
Mi potrebbe rassicurare che 8 settimane di Minias a dosaggi terapeutici non lasceranno conseguenze a lungo termine sul mio cervello/sistema nervoso ? Quanto ci metterà, a Suo avviso, il cervello a tornare come prima terminata l'ultima dose ?...

[#15]  
Dr. Matteo Pacini

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
20% attualità
20% socialità
MILANO (MI)
BRESCIA (BS)
ROMA (RM)
PISA (PI)
ALESSANDRIA (AL)
VIGEVANO (PV)

Rank MI+ 100
Iscritto dal 2006
Gentile utente,

Non è chiaro come le venga in mente questa storia dei danni permanenti. Sembra più una preoccupazione da riferire ad uno stato d'ansia, ragion per cui le raccomando di chiedere se e quale cura sia indicata per questo, al di là dell'intervento temporaneo con l'ansiolitico che ha già fatto.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it

[#16] dopo  
Utente 217XXX

Gentile dottor Pacini,
la domanda sui danni permanenti nasce dalla lettura del bugiardino (sintomi da sospensione) che a chi non è del mestiere ed ha una base ipocondriaco/ansiosa mettono un po' di paura... dalla lettura del sito "benzo.org.uk" dove si dice che molti sintomi da sospensione possono perdurare per mesi o anni e infine dal fatto che durante la fase di scalaggio (da 2 settimane a questa parte) l'acufene di cui soffro da sempre sembra essere diventato piu' intenso tant'e' che se prima il mio cervello lo "escludeva" con facilità ed era li' da 20 anni oggi ci penso continuamente quasi convinto che sia un "danno" del Minias assunto da 8 settimane (quando il bugiardino intima di non superare le 4).....
In sostanza non vorrei che il sistema nervoso sia diventato piu' sensibile dopo essersi abituato al farmaco e mi chiedo quanto tempo dopo l'eliminazione del farmaco possa eventualmente perdurare questo stato... oppure magari l'acufene non ha correlazione con il farmaco ed è legato semplicemente all'ansia ?
Come si fa a capire dove finisce l'eventuale "astinenza" del farmaco/riadattamento del cervello e dove inizia un problema di natura ansiosa ?...
(Oggi so di essere ipocondriaco dall'età di 11 anni, in cui leggendo l'enciclopedia medica dei miei genitori mi convinsi di avere un tumore al cervello e rimasi in questa convinzione per mesi....e mi riconosco benissimo nel Suo articolo dei "7 piani senza uscita" ma le assicuro che dal giorno in cui ho iniziato a scalare il Minias dopo 2 settimane di assunzione, prima ancora di parlare con lo specialista e facendo di testa mia - da 20 a 5 gocce in un giorno solo - il mio acufene è davvero aumentato parecchio diventando molto fastidioso...lo specialista poi mi fece tornare a 20 e scalare di 1 goccia al giorno ma l'acufene resta piu' alto del solito..secondo Lei tornerà sopportabile come prima dismesso totalmente il farmaco ?)


Grazie

[#17]  
Dr. Matteo Pacini

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
20% attualità
20% socialità
MILANO (MI)
BRESCIA (BS)
ROMA (RM)
PISA (PI)
ALESSANDRIA (AL)
VIGEVANO (PV)

Rank MI+ 100
Iscritto dal 2006
Gentile utente,

Sicuramente, conosco il sito in questione, ma al di là del fatto che l'astinenza può durare di più, l'idea dei danni permanenti infatti richiama ad una ipocondria.

Non è bene che gestisca questo tipo di interrogativi come fossero domande da chiudere con risposte letterali, esaustive e dettagliate.

Il problema è che, a partire dal suo problema, non sussiste la domanda.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it

[#18] dopo  
Utente 217XXX

Grazie per la Sua risposta,
in realtà la domanda espressa sinteticamente sarebbe questa : il giorno in cui da 20 gocce di Minias sono passato direttamente a 5 posso avere provocato degli squilibri/danni al mio cervello ?

Grazie

[#19]  
Dr. Matteo Pacini

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
20% attualità
20% socialità
MILANO (MI)
BRESCIA (BS)
ROMA (RM)
PISA (PI)
ALESSANDRIA (AL)
VIGEVANO (PV)

Rank MI+ 100
Iscritto dal 2006
Gentile utente,

E anche questa direi che rientra nello stesso genere di domande. Parte da un fenomeno che è l'astinenza e poi parla di danni permanenti, non sussiste il discorso.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it

[#20] dopo  
Utente 217XXX


Penso di avere intuito il senso della sua risposta, grazie.

Le posso chiedere se il giorno dopo la dismissione posso concedermi un buon bicchiere di vino (o anche due) ?

[#21]  
Dr. Matteo Pacini

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
20% attualità
20% socialità
MILANO (MI)
BRESCIA (BS)
ROMA (RM)
PISA (PI)
ALESSANDRIA (AL)
VIGEVANO (PV)

Rank MI+ 100
Iscritto dal 2006
Gentile utente,

No, non è possibile dare autorizzazioni o meno a comportamenti qualsiasi, non ci esprimiamo in questi termini.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it