Efexor

Buonasera,
Sono una ragazza di 29 anni e ho una questione da porVi gentilmente.
Nel 2014 ho assunto efexor da 75 per 2 anni, l'anno scorso sono passata a 37,5 e ora il mio neurologo, ascoltata la mia intenzione di sospenderlo, mi ha indicato di prendere sempre la dose di 37,5 a giorni alterni per un mese e poi sospenderlo. Ho iniziato la cura farmacologia per sindrome ansiosa con agorafobia e panico. Prima del 2014 ho preso per circa sei anni eutimil.
Durante questi ultimi due anni, (e anche per tutto il tempo di sola cura psicofarmacologica),i sintomi psicopatologici erano spesso presenti ma si sono molto attenuati, e resi gestibili, mentre procedevo con il percorso psicoterapico anche esso iniziato 2 anni fa. La mia psicoterapeuta, dopo quasi due anni, ha espresso un parere favorevole circa la possibilità del mio voler interrompere il farmaco data la dose minima e dato il mio percorso.
Mi chiedevo se fosse utile l'assunzione a giorni alterni per un mese al fine di tamponare i sintomi da sospensione o potrei farlo già definitivamente.
E mi chiedo ancora, è vero che la dose 37,5 non ha effetto terapeutico e che non ha "merito" nel mio lavoro psicoterapico?
Vi ringrazio anticipatamente
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Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 40.7k 990 63
Se la psicoterapeuta non è un medico non può esprimere alcun parere favorevole o sfavorevole sull'uso del farmaco.

Se fosse medico e si esprimesse in questo modo sull'uso del farmaco dubiterei sulla sua professionalità.

Dalla sua domanda in merito al merito del farmaco nella psicoterapia si evince che qualcuno potrebbe averle indotto la sciocca convinzione che il farmaco è incompatibile con la psicoterapia per le varie motivazioni senza senso connesse.

La riduzione a 37,5 in realtà non ha molto senso se non porta ad una sospensione in tempi brevi.

Oltretutto il neurologo, anche se lo specialista di riferimento è lo psichiatra, non deve accordare la sua intenzione a sospenderlo ma valutare clinicamente se è il caso di sospendere.

Comunque la sospensione graduale è migliore.

Dr. F. S. Ruggiero

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[#2]
dopo
Utente
Utente
La ringrazio per la sua risposta. Il neurogolo e la psicoterapeuta si sono confrontate e hanno valutato questo. La psicoterapeuta non è medico ma sostiene comunque il ritorno alla dose in caso la diminuzione mi desse problemi. Questo concetto era presente anche dal passaggio da 75 a 37,5.
La mia domanda sul merito era un modo di esprimere una mio pensiero, letto spesso anche qui, se fosse vero che la dose 37,5 sia non terapeutica e che non ci fosse tutta questa azione del farmaco .
Grazie ancora
[#3]
Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 40.7k 990 63
Le ripeto che la psicoterapeuta non può esprimere questo tipo di concetti cioè che possa sostenere un aumento del farmaco.

Ha lo stesso valore delle affermazioni del parrucchiere o della shampista che le fa lo shampoo.

La dose di 37,5 non è terapeutica.
[#4]
dopo
Utente
Utente
La ringrazio e buon lavoro

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