Utente 447XXX
Gentili e stimati dottori,
Con la presente sono a chiederese potreste darmi la vostra opinione su alcune delle patologie di cui sono sofferente.
ANzitutto ho sofferto in passato di depressione generale per il lutto elaborato male della motre di mio padre 10 anni fa. In altre occasioni ho sofferto di questa patologia sempre associata a un disturbo d'ansia, curato farmacologicamente con 40 mg di citalopram e lorazepam per dormire. Ora a distanza di tre anni dalla fine della cura in cui i sintomi erano o sembravano scomparsi, mi sono accorto di avere gli stessi sintomi che mi stavano trascinando e mi hanno riportato nel mio stato depressivo con ideazioni sconclusionate e ansiose purtroppo automatiche. Per cio sono ancora in cura con Citalopram, lorazepam e counseling psicologico. La mia domanda e questa pero, e vi prego di porre attenzione ad alcuni punti e mie domande.
Sono in cura da diversi anni dall'otorino a causa di ricorrenti rinopatie, spesso mi venivano prescritti alcuni medicinali che poi smettevo perche non davano risultati, anzi a volte inducevano mal di testa acuti. durante gli anni in cui ho sofferto di depressione avevo anche questa disventilazione nasale. Nel 2016 dopo un intervento di ipertrofia dei turbinati (2011) che non ha dato frutti sono tornato alla carica dall'otorino e la diagnosi parla di" Rinopatia ipertrofica marcata con ristrettezza del COm bilaterale, deflessione settale a destra" . sono stato candidato quindi a programma di intervento FESS piu setto plastica piu chirurgia plastica funzionale per valvola nasale. inutile dire che sia l' avamis che il delta cortene hanno dato solo risultati parziali.
Dopo di cio sono tornato ancora altre volte lamentandomi col dottore che "il tappo" al naso mi causava sonno di cattiva qualita, mal di testa leggeri ma continui, e difficolta a concentrarmi a volte anche leggere vertigini.(lunica cosa che copriva quel dolore era a mio avviso il piacere sessuale, che pero non era sempre possibile o facile da attuare) L'Orl mi ha consigliato di consultare un neurologo che pero mi ha detto che il mio mal di testa e correlato alla disventilazione quindi di farmi operare(lista d'attesa permettendo) e di prendere un anti mal di testa.
Ora la mia domanda é: visto e considerato che spesso la cattiva respirazione mi ha causato deficit cognitivi sul lavoro, e nell'intelletto, è possibile che questo sia stata se non la causa scatenante almeno in comorbilità con altre, la causa della mia depressione?
Cioe costanti ridotti apporti di ossigeno al cervello, possono aver causato un sintomo cosi pesante come la depressione con ansia?
Un intervento per correggere la disventilazione sarebbe risolutivo anche per eventuali recidive?
Rinnovo tutta la mia stima e fiducia.
Distinti saluti

[#1] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

due cose.

La diagnosi esatta è una depressione associata a quale disturbo d'ansia ?

La disventilazione è effettivamente responsabile di un'alterazione dei parametri di ossigenazione e acido-base ?
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 447XXX

Gentile dottore,
La diagnosi che mi ha dato la dottoressa a voce è di disturbo depressivo ansioso. la diagnosi cosi come descritta nel 2007 e di depressione maddiore unita a disturbo di persona non specificato.
per quanto riguarda la disventilazione, e da tempo che mi lamento del fatto che sia un blocco severo per me.
Nelle attivita sportive non lo é perche uso anche la bocca e riesco a respirare bene. Stamattina mi sono alzato dopo essermi svegliato piu volte, con una narice tappata e con un senso di ottundimento alla testa. Che e lo stesso che si presentava occasionalmente prima che mi venisse diagnosticato nuovamente il disturbo depressivo alla fine di marzo,iniziato il giorno del cambio dell'ora.
Cordialmente.

[#3] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Mi riferivo al fatto se fosse risultato evidente in termini di esami del sangue un problema di ventilazione.

La diagnosi è generica, quindi non è per esempio chiaro se la parte ansiosa corrisponde a qualcosa di specifico, tipo ipocondria, o tipo disturbo ossessivo.
Anche il disturbo della personalità, detto così senza specifiche, non è una diagnosi chiara: quale disturbo, ce ne sono diversi, non è che "disturbo di personalità" già di per sé sia una diagnosi che fa capire qualcosa.
Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente 447XXX

Gentile dottore, per quanto riguarda l'evidenza nelle analisi del sangue di eventuale disventilazione quali paramentri bisogna controllare?
A me risulterebbe tutto nella norma, a meno del ferro che supera i 240 ug/dL.
Per quanto riguarda il mio disturbo di personalita, negli anni passati i dottori non mi hanno riferito nulla e nemmeno dato qualcosa di pratico su cui lavorare sia Psicologo che Psichiatra. Mi hanno detto solo di essere paziente e di impegnarmi a fare le cose che mi piacevano prima.
Io pero non capisco perche questi stati sorgano cosi nel giro di uno o due giorni e annichiliscano tutti imiei pensieri nel arco di mesi e mesi cercando di distruggere tutto quello che sapevo,che era bello e che dava piacere.
La ringrazio.

[#5] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Cure non ne ha mai fatte ? Hai mai preso antidepressivi, altro ?
Dr.Matteo Pacini
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[#6] dopo  
Utente 447XXX

ero in cura fino a 3 anni fa con citalopram 40 mg dopo che mori mio padre nel 2006 ed ebbi qualche mese dopo una grande delusione amorosa con una ragazza(perche non sono riuscito a portare avanti la relazione,anche se col senno di poi e stato un bene) poi di mia spontanea iniziativa ho interrotto la cura e sinceramente fino a 2 mesi fa non pensavo di avere nessun contraccolpo se non cattiva respirazione e saltuarie nevralgie ricondotte al sonno disturbato per il naso chiuso. Adesso ho ripreso la cura ma mi sembra di vivere in un incubo. mi sembra di aver dimenticato tutto quello che sapevo fino ad oggi. Pensavo di sapere quali sono i meccanismi che portano ad avere blocchi mentali e invece sono semre li a immaginare cose che non vorrei per nessuna cosa al mondo.non sto bene assieme agli altri e ho paura di stare da solo con i miei pensieri. ne sono uscito gia 2 volte ma ogni volta mi sembra di non farcela.

[#7] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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I meccanismi a cui fa riferimento evidentemente per Lei rivestono però un'importanza particolare, come se fossero il modo per controllare il malessere, in realtà può darsi che questo tornasse per un determinato momento, ma in generale va seguito il principio che la cura si applica ad un malessere. L'interpretazione è sempre un livello meno importante, perché è un'intepretazione che tende a confondere il "dopo" con il "perché", ovvero: io sto male dopo che mi sono lasciato, e quindi quella è la causa. Quello che si sa è che in questo intervengono variabili genetiche, così come anche nel lutto.
Quindi l'organismo va curato per come è fatto, al di là di ci che gli è capitato.
Se ha ripreso la cura, questa dovrrebbe dare i suoi effetti in capo a 2 mesi: sono già passati ?
Dr.Matteo Pacini
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[#8] dopo  
Utente 447XXX

Gentile dottore
a dosaggio pieno quasi un mese, spesso sono consapevole di avere un disturbo che distorce in alcuni momenti in maniera grave il mio modo di vedere tutto quello che mi circonda, le regole scritte e non dello stare assieme ad altri, ecc. il problema e quando il mio cervello cerca di trovare una soluzione al problema e non riuscendola a trovare(magari anche solo infischiandosene come normalmente fa con i pensieri sgraditi) inizia a darmi segnali come se dovessi rassegnarmi, o mi da da pensare a cose che mi fanno inorridire, ma piu passano e piu mi stanco di lottare e questo per me e causa di guerre psicologiche pazzesche.

[#9] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Dopo un paio di mesi dall'inizio va rivalutata la dose o eventualmente cambiata, se proprio non ci sono stati segni di miglioramento. Quindi non so come siete rimasti d'accordo col medico, nel caso glielo comunica e sente il da farsi.
Dr.Matteo Pacini
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[#10] dopo  
Utente 447XXX

Gentile dottore,
il dottore mi ha prescritto in settimana di sospendere il Lorazepam che prendevo per dormire con l'Olanzapina.
5 mg prima di andare a dormire prendendo sempre 40 mg di citalopram.
Io so che ci vuole tempo per queste patologie, pero mi sento morire, perche sento una parte di me che combatte contro un altra.
Inoltre la psichiatra che mi segue si trasferirà quindi dovro iniziare a raccontare le mie patologie ad un altro dottore.
Vorrei capire se la mia é solo depressione ansiosa oppure ho qualche che interferisce gravemente sul mio pensiero visto che ho il desiderio di superare questi pensieri ma la mente mi porta sempre a fare pensieri negativi che mi allontanano da ciò che piu desidero.
Stavo valutando di sentire un dottore che eserciti privatamente, visto che sono seguito da un CPS.

[#11] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Questo aspetto può essere chiarito dal medico, basta che gli riferisca la situazione, il medico poi sa cosa eventualmente chiedere rispetto alla componente "pensieri", e a distinguerne il tipo. La prescrizione di olanzapina in effetti farebbe pensare a questo aspetto, non essendo un farmaco per la semplice depressione ansiosa.
Dr.Matteo Pacini
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[#12] dopo  
Utente 447XXX

Volevo ringraziarla per il suo interesse, ho iniziato il trattamento con l'olanzapina che mi da un po di sonnolenza, ma almeno mi aiuta a dormire.
Volevo farle un paio di domande, che sicuramente non mi daranno la salute ma mi daranno consapevolezza di capire meglio la malattia.
Come cambia la chimica nel cervello depresso rispetto ad un cervello normale, e perche non e opportuno verificare l'efficacia del trattamento con analisi mediche (tipo RMN,PET,ecc)?
Come faccio ad essere sicuro io e il dottore, che soffro di un disturbo dell'umore che mi procura disturbi fisici, e non di problemi fisici che mi procurano disturbi dell'umore (es cattiva respirazione, o livello del ferro nel sangue alto)?

[#13] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Non c'è una risposta non tecnica alla domanda, quindi le sarebbe poco utile. Sapere i dettagli biologici delle cose spiega il come ma non è un "perché", cosa che invece molti cercano come risposta, come a dare un senso alle malattie.
Gli esami strumentali al momento non hanno quasi mai un ruolo nell'orientare la terapia, se mai a escludere alcune diagnosi.
Dr.Matteo Pacini
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[#14] dopo  
Utente 447XXX

Gentile dottore,
E' quasi una settimana che prendo il congiuntamente Citalopram 40mg(da piu di un mese) e Olanzapina 5 MG ogni sera.
L'ansia e quasi scomparsa ma il disagio quello no, mi capita che alcune cose,odori,suoni o volti mi facciano venire fuori pensieri o quesiti o emozioni a cui francamente rinuncerei volentieri.
Anche accettare il disagio e avere pazienza non e facile, specie quando va a interferire su una tematica che per me e molto importante ovvero l'appagamento emotivo e morale con una ragazza.
So che non e il periodo, ma e proprio uno dei fattori causali del mio malessere, il fatto di non riuscire a provare piu "il piacere che io penso di dover provare" nei confronti di una ragazza che normalmente mi avrebbe procurato altri pensieri.

[#15] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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L'effetto sulle ossessioni è spesso più lento e richiede 2-3 mesi per essere soddisfacente.
Dr.Matteo Pacini
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[#16] dopo  
Utente 447XXX

Gentile Dottore, la ringrazio nuovamente per la sua risposta.
Ho un dubbio che mi da grandi pensieri.
Ieri ho detto alla psichiatra che nella mia mente si rincorrevano domande e pensieri che erano ritenuti come indesiderati, aggravati dal fatto che non avevo piu desiderio sessuale e che questo mi portava a evitare posti,televisione,persone ecc.
Lei mi ha detto che sono troppo rigido nella moralità, adducendo al fatto che l'uomo si evolve nel corso della storia... finendo per consigliarmi un percorso psico analitico.
Il mio psicologo mi dice invece che le medicine devono fare il loro effetto prima di pensare di restaurare il pensiero con un percorso cognitivo.
Dottore qual'e la sua opinione?
Grazie.

[#17] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Se stiamo parlando di ossessioni, come si direbbe dalla descrizione e anche da passati elementi che aveva descritto, la cura è stata iniziata e può richiedere aggiustamenti.
In questo caso la tecnica psicoterapica utile può essere quella cognitivo-comportamentale.
Non vedo che c'entri la moralità, che se mai è una conseguenza del pensiero rigido, non una base. Non specifica quali siano questi contenuti dei pensieri, quelli indesiderati.
Dr.Matteo Pacini
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[#18] dopo  
Utente 447XXX

Dottore io ho bisogno di guarire da questa ossessione, perche mi sta portando a fare dei pensieri talmente diversi dalla persona che normalmente sono, che ho paura di dover cambiare la mia vita e assecondare queste idee.
Non riesco piu a provare felicita, desiderio,gioia, passione guardando una bella ragaza e ho timore di diventare omosessuale, so che puo sembrare una cosa che non ha senso, che e solo un periodo, ma io ho paura vera, perche non fa parte di me eppure non riesco che a pensare che sto pensando a questo. mi danno fastidio odori,voci, parlare con altri, mantenere lo sguardo. Sembrava che con olanzapina stesse andando meglio, ora devo prendere di nuovo lorazepam altrimenti non riesco a ragionare.
Dottore io desidero con tutto il cuore guarire da questo stato, ma mi sento in trappola del mio stato mentale

[#19] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Se dopo un certo tempo il risultato non è buono, presumo che il medico le cambierà cura.
Dr.Matteo Pacini
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[#20] dopo  
Utente 447XXX

Buonasera dottore,
La nuova dottoressa dopo avermi visitato e in concerto con lo psicologo mi ha diagnosticato un disturbo ossessivo.
Mi ha scalato iil citalopram a 20 mg e ha aggiunto la sertralina alla mattina prima 50 poi 100 mg, in piu una compressa di pregabalin la mattina e la sera.
Io ho fiducia nei dottori e in tutti quelli che mi stanno aiutando.
Al momento sono molto confuso, nel senso che continuo a fare ragionamenti confusi e bla bla bla sono stanco ancora di pensarli...
Possibile dotttore che la chimica del cervello puo fare scherzi cosi subdoli? Lo psicologo mi ha detto che ho sottovalutato nel tempo questo disturbo, ma io non pensavo nemmeno di averlo, pensavo fosse depressione.
La ringrazio.

[#21] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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In effetti questa diagnosi torna con quello che ha riferito qui, in maniera tutt'altro che subdola, anche se ovviamente dal suo punto di vista può non aver avuto consapevolezza di come crescesse questo tipo di pensiero nel tempo.
Dr.Matteo Pacini
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