Utente 449XXX
Salve, ero indeciso se chiedere questo consulto in questa sezione o in neurologia, spero di non aver sbagliato.
Premetto che da diversi mesi soffro di ansia, a seguito di un attacco di panico ho scoperto di soffrire di pressione arteriosa (avevo 140/85 quasi sempre) che ora curo con una pillola di ramipril da 2.5 mg. Ho fatto tutti gli esami del caso e non ho problemi e sono anche monorene dalla nascita, anche qui tutti gli esami fatti e nessun problema.
Da circa 2 mesi soffro di un acufene leggero, lo sento soprattutto la notte quando vado a dormire. Il dottore dice che nell'orecchio non ho nulla e che questo acufene è dovuto all'ansia.
Ultimamente però, siccome ogni tanto prendo integratori che stimolano il microcircolo (me li ha prescritti l'urologo perché mi sono operato di orchidopessi qualche mese fa) sento delle sensazioni strane alla testa.
Vi faccio l'esempio di ieri sera: dopo aver preso questo integratore che si chiama Lenidase ho avvertito una sorta di movimento interno nel cervello/testa, nella parte alta (non quella frontale) come se ci fosse un flusso che si spostava da una parte all'altra. Mi capita sempre più di frequente di sentirmi la testa un po' pesante e ciò mi provoca angoscia. A questo però non seguono problemi motori o di vista.
Secondo voi è un fenomeno legato all'ansia o devo indagare magari con una RM?
Grazie

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Il disturbo di panico è in cura ?
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 449XXX

Ho effettuato quasi 2 mesi di psicoterapia con una psicologa poi ho terminato perché mi sentivo molto meglio e non ne sentivo più il bisogno.
Un mese e mezzo mi fa ho avuto una sorta di ricaduta e mi sono affidato ad uno psichiatra con il quale non ho affrontato un percorso sia per motivi economici, sia perché non credevo di aver bisogno ancora di un lungo percorso di psicoterapia. Da qualche settimana però mi sento in ansia per questa questione che ho scritto

[#3]  
Dr. Matteo Pacini

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La cosa strana è che il disturbo di panico ha precise terapie farmacologiche, che non richiedono particolari spese e danno risultati dopo alcune settimane, quindi non si capisce perché questo tipo di soluzione ancora non sia stata indicata quantomeno.
Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente 449XXX

Dice che usando psicofarmaci posso risolvere il problema? Io purtroppo ho un po' paura dell'effetto dipendenza. Spero in una sua risposta per avere delucidazioni in merito.

[#5]  
Dr. Matteo Pacini

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Non "psicofarmaci", farmaci antipanico, sono dei farmaci precisi.

Ha paura dell'effetto "dipendenza": cioè quale sarebbe ? E riferito a quale farmaco ?
Dr.Matteo Pacini
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[#6] dopo  
Utente 449XXX

Non sapevo l'esistenza di questi farmaci antipanico.
Riguardo gli psicofarmaci lo psicoterapeuta psichiatra mi aveva parlato della possibilità di usare psicofarmaci per migliorare la mia situazione e la cosa mi spaventava un po', se non altro perchè ho pensato che non posso sapere come potrebbe reagire il mio corpo, mi spiego meglio. Lo psicofarmaco non lo vedo simile ad un oki che lo prendi una volta e basta. Ho paura di restarne schiavo e di usarlo per anni e anni, ed ho paura di vivere "bene" pensando che sia solo grazia al farmaco e quindi di diventare dipendente.

Le auguro intanto buon anno

[#7]  
Dr. Matteo Pacini

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Il termine "psicofarmaci" è un termine vago, non significa niente di preciso. Corrisponde più a una paura che a un concetto medico.
Il fatto che un farmaco "normale" si prenda una volta e basta è una sua idea infondata. Lei sta ragionando non sui farmaci, ma sulle malattie. Si prende un oki e basta per un mal di testa di un giorno. Se uno avesse un'artrite cronica sarebbe diverso.

In base a cosa dovrebbe restare "schiavo" di una terapia che assume per star meglio ? Non mi è chiaro questo punto. Certo che è possibile viver bene grazie al farmaco, e quindi questo che significa con il "diventare dipendente" ? Cioè preferisce eventualmente dipendere dal malessere di una malattia che non dal benessere di una terapia ?
Dico così come ragionamento generale, perché non mi torna.
Dr.Matteo Pacini
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[#8] dopo  
Utente 449XXX

Capisco cosa intende.
Al momento seguo una terapia per l'ipertensione prendendo una pillola di ramipril da 2,5 mg e so che devo prenderla per evitare problemi con la pressione.
Il ragionamento che forse faccio, sbagliando, riguardo gli antidepressivi è che possano causare un danno a lungo andare. Non so dirle precisamente un danno a cosa, è un mio blocco psicologico a riguardo.
Forse mi sono lasciato ingannare dalla troppa cattiva pubblicità a riguardo. Ho sempre pensato che se si possono evitare i farmaci e meglio

[#9]  
Dr. Matteo Pacini

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Il ragionamento è lo stesso che fa per la pressione. Serve a controllarla, a evitare le conseguenze dell'ipertensione. nel caso dell'ipertensione non è curativa in senso assoluto, perché comunque smettendola la pressione tende a riaumentare.
Nel caso della depressione non sempre la terapia deve essere continuativa, perché è una malattia dal decorso intermittente più spesso che continuo, e perché gli antidepressivi hanno un effetto curativo maggiore che gli antiipertensivi sull'iptertensione.
Dr.Matteo Pacini
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[#10] dopo  
Utente 449XXX

Grazie mille dottore mi ha chiarito molte cose. Un'ultima domanda anche se non è il suo ramo di azione. Riguardo questa sensazione alla testa, che possibilità ci sono che esistano problemi di circolazione rispetto a sintomi che invece sono ansiogeni o comunque provocati dallo stress?
Perché provo un senso di pesantezza misto a fastidi nella zona cervicale

[#11]  
Dr. Matteo Pacini

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Ma perché "di circolazione", questa più che altro mi pare una rappresentazione mentale. Di cause possibili allora ce ne possono essere di tipo svariato, senza andare senza motivo a focalizzarsi sulla circolazione.
Dr.Matteo Pacini
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