Utente 323XXX
Salve. Soffro ormai da anni di una forma ansioso depressiva che nell'ultimo anno sembra non rispondere più adeguatamente agli antidepressivi. Dopo Sertralina, Escitalopram, Trazodone, sono passato alla Venlafaxina da da ieri assumo al dosaggio di 300MG (la mia psichiatra dice che è il dosaggio massimo, anche se io leggo sul bugiardo 375). Con la dottoressa ci rivedremo tra circa un mese... premetto che secondo lei ho bisogno di affiancare alla terapia farmacologica una psicoterapia (ne ho fatta una gratuita in un consultorio ma più che una psicoterapia (teoricamente sistemica) erano chiacchierate che mi han dato il beneficio che può dare una chiacchierata).
Detto questo, la dottoressa mi ha detto che se non si ottenesse una buona risposta nemmeno con la Venlafaxina a 300 si potrebbe pensare di aggiungere uno stabilizzatore dell'umore, precisamente la Lamotrigina. Ha specificato che si tratta di un uso off-label del farmaco, che non è un antidepressivo. Secondo voi si tratterebbe di una scelta appropriata? La vostra pratica clinica la consiglia? Per favore non rispondetemi che devo fidarmi del mio medico e basta... oppure cambiare medico. Cercate di darmi un punto di vista sull'uso di questo farmaco... informazione competente insomma, che nulla vuole togliere alla competenza del mio curante.

Altra domanda: qual è a vostro avviso l'approccio psicoterapeutico più idoneo al trattamento della depressione? Questa domanda ho dimenticato di farla alla vostra collega.

Grazie.

[#1] dopo  
Dr. Paolo Carbonetti

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La lamotrigina è discretamente efficace nella prevenzione degli episodi di depressione ricorrente "unipolare" , e, in associazione con altri stabilizzatori, in certe forme di Disturbo Bipolare. Al di là dell effetto profilattico la lamotrigina spesso svolge una reale azione antidepressiva.
Comunque prima di dire che una depressione è resistente ai farmaci occorre aver provato tutte le categorie di antidepressivi, non solo gli SSRI/ NSRI.
Dr. Paolo Carbonetti
Specialista in Psichiatra
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Viterbo-Terni-

[#2] dopo  
Utente 323XXX

Mi ha parlato dei triciclici... che a me però fanno paura per via delle interferenze sul ritmo cardiaco che hanno praticamente tutti. Ciò non toglie che sarei disposto a prenderli come ultima ratio...

P.S. Non ha detto nulla sulla psicoterapia.

Grazie.

[#3] dopo  
Dr. Paolo Carbonetti

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I triciclici sono antidepressivi molto efficaci, e, nelle linee-guida internazionali, sono previsti nei casi che non hanno risposto agli ssri/nsri.
Vanno evitati (ma non vi è una controindicazione assoluta) in caso di aritmie cardiache. Controindicazioni assolute sono l'ipertrofia prostatica benigna ed il glaucoma. Vanno prescritti con cautela al molto anziano.

Non mi sento di darle indicazioni sulla psicoterapia, non conoscendo a fondo il suo caso.
Dr. Paolo Carbonetti
Specialista in Psichiatra
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Viterbo-Terni-

[#4] dopo  
Utente 323XXX

Grazie.