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Difficoltà relazionali

Salve sono una ragazza di 27 anni, neolaureata in medicina. Vi scrivo perché ho un problema da sempre e ora che mi sono buttata di più nella vita di reparto inizia a pesarmi molto. Sento di avere forti lacune dal punto di vista della relazione con il mondo degli adulti. Nella mia vita ci ho sempre messo molto tempo, sia alle superiori sia all'università, a trovare un ambiente che mi facesse sentire libera di esprimermi, di essere me stessa. Nel senso che solo quando conosco bene persone che io reputo possano capirmi/non essere false mi apro e mostro la mia vera personalità, e il sentirmi parte di un gruppo solido mi da la forza di essere me stessa e di interagire in maniera più naturale anche con tutti gli altri. Il problema è che questo non 'funziona' con persone più grandi di me di molto. La mia è stata una vita travagliata dal punto di vista relazionale, all'asilo/scuole elementari ho subito episodi di bullismo da parte di miei coetanei, inoltre mio padre è sempre stato molto severo con me e da lui in quella fase della mia vita ho ricevuto percosse del tutto ingiustificate, come se lui volesse sfogare la sua rabbia su di me. Penso che i miei problemi di autostima siano partiti da lì. mia madre è sempre stata soggiogata a lui. Alle medie mi sono trasferita in un paesino dove non ho trovato un ambiente molto accogliente però ero comunque riuscita a farmi degli amici anche importanti. Un ulteriore evento che mi ha destabilizzata è stato una dinamica di gruppo malata dove il prete del mio paese mi ha fatta sentire inferiore alle altre mie amiche per anni sottolineando che ero brutta e cose anche più pesanti senza un motivo particolare e senza che riuscissi ad allontanarmi da tutto ciò perché avrebbe voluto dire perdere quello che avevo costruito (per lo meno così pensavo all'epoca) . Sto riassumendo molto ma tutti questi eventi mi hanno portata ad essere molto diffidente e a non riuscire a relazionarmi con gli adulti. In reparto ad esempio sono bloccata completamente. Sono una persona molto solare e con una personalità forte che però non riesce ad emergere in ambienti in cui sono in mezzo a tanti adulti e senza 'un appoggio'. Mi viene molta rabbia perché ho dato anima e corpo per arrivare fino a qui ed ora non riesco a inserirmi come vorrei. Vedo i miei colleghi che sono spigliati, anche quelli che a lezione erano più timidi. Io invece sono una persona completamente inibita lì dentro ma in generale quando mi confronto con gli adulti, è come se non sapessi come fare, e mi sento sempre addosso gli sguardi degli altri che penso dicano ' mi spiace per te che sei così strana'. Non vi so spiegare meglio di così quello che sto vivendo. Sento che tutto ciò che dico alle persone più grandi è una cavolata che non importa a nessuno, l'unica cosa che so fare è una risatina quando mi viene detto qualcosa, mi sento trasparente e penso sempre che gli altri siano 'più' di me. Non so come fare.
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Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 38.1k 913 63
Potrebbe rivolgersi ad uno specialista per una valutazione specifica di questa inibizione.

Dr. F. S. Ruggiero

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