Utente 478XXX
Salve dottori,
è ormai da circa un anno e mezzo che sto cercando di ritrovare l'"entusiasmo"; da molto tempo sono spenta, priva di entusiasmo, di stimoli e di interessi ma non mi sento depressa (triste, disperata, afflitta, crisi di pianto ecc). Da circa un anno e mezzo mangio di continuo e penso solo al cibo e ho ridotto la mia attvità quotidiana ad uscire a prendere da mangiare e stop, non porto nemmeno più a passeggio il cane.
Cerco di esporre un po' la situazione: a Febbraio 2016 dopo la fine di una relazione qualcosa scattò in me: comincia a fare attività fisica, mangiare sano, persi molto peso e cominci a sentirmi bella (ho sempre avuto un autostima bassissima, ogni bella ragazza la guardo e la fisso con una strana insistenza per me sono tutte un metro di paragone e non faccio altro che compararmi a loro ma in quel periodo mi sentivo bene anche perché in effetti ero molto carina e gradevole) poi piano piano mi sono spenta (autunno/inverno dello stesso anno) i primi chili ripresi, tornai a mangiare tantissimo e piano piano tornai a sentirmi come ora.
Seguita da uno psichiatra ho assunto per un periodo il Fevarin (150mg) dopo un po' aggiunse il wellbutrin (150mg) non avendo alcun miglioramento mi prescrisse il Prozac ma il risultato fu disastroso: mi trasformò in una persona che non ero io (parlavo di cose personali con tutti, ebbi rapporti sessuali promiscui ma non ci furono cambiamenti in positivo) e così in accordo con lo psichiatra smisi di assumere qualsiasi farmaco (inizio dicembre 2017).
Da 10gg su consiglio di un nuovo psichiatra assumo 50mg di sulamid la mattina e da qualche giorno mi sento meglio (non grandi cose ma metto il mascara e copro le occhiaie prima di uscire, lavo regolarmente i capelli e sono tornata a passeggiare con il cane), come però mi aveva avvisato lo psichiatra mi si è alzata la prolattina e alla pressione esce qualche goccia di siero dal seno (succedeva già da prima del sulamid ma in minor quantità è il siero era più trasparente ora sembra proprio abbia una vena di latte all'interno) e questo attuale psichiatra vorrebbe farmi sospendere il farmaco mentre il precedente psichiatra dal momento che il ciclo mi veniva regolare non ha mai parlato di sospendere i farmaci. Io non vorrei sospenderlo e ho espresso questa mia perplessità allo psichiatra: perché sospendere un farmaco che mi sta facendo sentire bene e che potrebbe farmi sentire ancora meglio (del fevarin e del prozac non ho mai avvertito sintomi positivi) solo perché mi alza il livello di prolattina ma il ciclo mi viene (arrivato oggi regolare) la sua risposta è che è uno squilibrio ormonale che non va bene. Sono molto avvilita in merito. Voi cosa ne pensate della sospensione? Necessità o si può continuare? Ho inoltre letto che esistono farmaci per abbassare la prolattina ma non ho ancora chiesto allo psichiatra se si possono assumere anche contemporaneamente al sulamid oppure no. Potete anticiparmi la vostra opinione? Vi ringrazio.

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Dr. Vassilis Martiadis

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Innanzitutto occorrerebbe sapere quale sia l'entità dell'aumento della prolattina, magari confrontandola con valori precedenti se disponibili. Una volta accertati i livelli si può decidere come proseguire. Esistono diverse strategie per la gestione dell'iperprolattinemia da farmaci e vanno concordate con lo specialista.
Cordiali saluti
Dott. Vassilis Martiadis
Psichiatra e Psicoterapeuta
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