Utente 385XXX
Un saluto a tutti i medici dello staff e grazie come sempre per il bel servizio che offrite.

Mi rendo conto che il titolo del mio topic può strappare un sorriso, forse anche perche potrà sembrare una richiesta assurda, ma purtroppo la situazione è tutt'altro che rosea.

La vecchietta in questione è mia nonna materna, che come specificato nel titolo, ha 93 anni. Per me è come una mamma, in quanto ha contribuito molto a crescermi, insieme a mio nonno, che non c'è più da 3 anni.. A livello organico ha con molta probabilità un tumore al colon, dato che ogni tanto si tocca il fianco inguinale sinistro avvertendo iun leggero dolore, e da un po' di mesi le si alza una leggera febbriciattola. Il suo medico curante ha preferito non ricoverarla per indagare oltre, data l'invasività dell'esame diagnostico per eccellenza per scoprire pèatologie al colon (la colonscopia) e data l'impossibilità di poterla curare, data l'età, né con la chemioterapia, men che meno operarla.
E questo discorso lo posso anche condividere, anche perché, paradossalmente, se dobbiamo rapportare gli acciacchi fisici all'età di mia nonna, potrei quasi dire che "sta bene"

A livello mentale, invece, tutto sta tranne che bene...da quando è rimasta vedova di mio nonno, 3 anni fa, è caduta in depressione, si è inacidita, ha fatto scappare gia 3 badanti per il caratteraccio che ha manifestato e noi non sappiamo più come fare. sia io che i miei genitori la andiamo a trovare tutti i giorni, sta sempre a lamentarsi dicendo che non vuole nessuno per casa, dice che vuole morire, e ci accusa di mantenerla in vita, offende le badanti di turno anche con parole pesanti e scurrili. A periodi ha anche la fobnia di dover andare sempre in bagno, il che la fa alzare sempre la notte, facendola dormire poco (e non ha alcuna patologia urologica, perche le abbiamo fatto piu volte tutti i controlli) L'abbiamo fatta visitare anche da un geriatra, che si è opposto categoricamente al somministrarle qualsiasi forma di psicofarmaco, dicendo che a quell'età son pericolosi, in quanto le farebbero perdere lucidità, con seri rischi anche di cadute e rottura del femore.

Vorrei chiedervi se tutto cio è vero, o qualche soluziuone è possibile. Io non voglio ASSOLUTAMENTE vedere la mia adorata nonna ridotta come un vegetale, ma vorrei che gli ultimi anni che il Signore ancora vorrà concederle in vita li passi nel modo più sereno possibile e evidentemente il nostro affetto non basta più..
Grazie a tutti per l'attenzione. Un caro saluto.

[#1] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Anche all’età di sua nonna è possibile somministrare terapie che non sono da demonizzare a prescindere solo per pregiudizi.

È opportuno considerare le varie possibilità terapeutiche.

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[#2] dopo  
Utente 385XXX

La ringrazio dottor Ruggiero, e devo dire che senza essere un medico ma essendo stato un paziente anni fa, personalmente riconosco la grande utilita della psichiatria e dei medicinali ad essa connessi. A me anni fa un suo collega ha salvato letteralmente la vita.
Qui forse l'ostacolo vero e proprio è dato dal fatto che è da escludere che mia nonna possa affrontare un percorso di psicoterapiia, se.non altro per la sua sordita abbastanza accentuata. Lei consiglia comunque di farla visitare da uno psichiatra? Cordialmente

[#3] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Secondo il mio parere non si può considerare una psicoterapia in una paziente così anziana.

Ora, la questione relativa ai disturbi di sua nonna dovrebbe essere di pertinenza del geriatra, però se trova un professionista restìo alla prescrizione per motivi non condivisibili è possibile che possa trovare ulteriori resistenze nel trattamento dei disturbi di sua nonna per il tramite di altri specialisti.

Per cui dovrebbe essere chiaro a priori che la visita dovrà avere la finalità di un trattamento seppur cucito su sua nonna e sulla sua salute, senza troppi giri, soprattutto per consentire a sua nonna di stare più tranquilla e di vivere la sua anziana età senza ulteriori problematiche di salute.

Lo scopo deve essere il benessere di sua nonna nel limite del possibile senza accanimenti.
Dr. Francesco Saverio Ruggiero
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