Utente 487XXX
Gentili medici,
Sono un ragazzo di 25 anni che da circa un anno e mezzo soffre molto, tantissimo davvero . Cerco di spiegare la mia storia anche se trovo molta difficoltà anche solo scrivere questo post. Cercherò di essere il più chiaro possibile.
Tutto è cominciato come vi dicevo un anno e mezzo fa, a seguito di un periodo di stress importante dovuto principalmente all’università, ho cominciato a soffrire di attacchi di panico, che si sono trasformati in una derealizzazione continua, è come se mi trovassi 24 ore su 24 in una sorta di “bolla”, faccio fatica a seguire il filo dei miei pensieri, fatico a parlare e appena comincio ad intraprendere un qualsiasi tipo di discorso mi “perdo letteralmente nei miei pensieri” non riuscendo a concluderlo. I miei pensieri sono assolutamente sconnessi, Mi porgo domande esistenziali tipo “perché esistiamo” ? “Perché siamo fatti così “ ? Perché esistono i colori ? “Perché io sono io?” Etc etc... sintomi tipici della derealizzazione lo so ormai. Dallo scorso anno ho seguito diversi approcci terapeutici : sono passato prima da una psicoterapeuta, poi da uno psichiatra ( che, diagnosticandomi un disturbo dell umore di tipo depressivo con tendenze ossessive, mi ha prescritto cipralex 8 goccie al giorno) per poi passare ad un altro psichiatra ( che mi ha prescritto zarelis, in dosaggi a crescere prima a 75 mg, poi a 150 e poi a 225) , per poi cambiare terapia e passare a sereupin 20 mg , che attualmente assumo.
Inutile dire che queste terapie non hanno dato il benché minimo risultato, anzi con zarelis la situazione è peggiorata perché sono apparsi nistagmi che hanno costretto il medico ad optare per una terapia diversa (ecco perché assumo da febbraio sereupin ).
Ora il quesito che vi porgo è il seguente: è possibile che la derealizzazione sia così presente e non accenni a diminuire nemmeno un po’ ? È veramente una condizione che non riesco più a sopportare, soprattutto se contate anche il fatto che sono omosessuale ( non dichiarato) e non ho mai avuto alcun rapporto sessuale ( sia per la mancata accettazione della mia sessualità, sia perché fin da piccolo ho praticato un tipo di masturbazione che non È quella “convenzionale”.) ho cercato di rimediare anche a questo problema operandomi di fimosi lo scorso anno, anche se adesso (probabilmente anche per L assunzione di farmaci ) raggiungere L orgasmo è praticamente impossibile anche solo con la masturbazione.
Ho bisogno di sentire altre opinioni circa il mio stato di salute, ho paura di avere qualcosa di più grave, come un tumore al cervello o di essere addirittura schizofrenico ... so che non è possibile fare diagnosi on Line , ma volevo chiedervi se questa derealizzazione possa essere un sintomo di qualcosa di molto più grave dell ansia.
Vi ringrazio in anticipo .

[#1] dopo  
Dr. Paolo Carbonetti

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Le domande "esistenziali" sono un sintomo ossessivo. Forse vi è anche la derealizzazione, quando si sente "in una bolla" .In ogni caso la terapia è unica per entrambi i disturbi, e in genere occorrono dosi medio-alte. Le 8 gocce di Cipralex erano del tutto inutili.
Dr. Paolo Carbonetti
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[#2] dopo  
Utente 487XXX

Intanto grazie per la risposta dottore
Certamente anche io credo che le otto gocce di cipralex fossero del tutto inutili, infatti ho ritenuto opportuno cambiare psichiatra e cercarne uno a pagamento (il primo era dell asl) ma nonostante il cambio di terapia e il dosaggio massimo di zarelis non è cambiato nulla anzi la situazione è perfino peggiorata.
Adesso sono in cura con sereupin da circa un mese, non vedo grossi miglioramenti se non una diminuzione dello stato ansioso e una diminuzione drastica della libido, che tra L altro fa parte degli effetti collaterali del farmaco, volevo chiederle : secondo leo sereupin può essere utile nel trattamento della mia patologia ? O sto assumendo un farmaco inutile ?
Grazie ancora
Gra

[#3] dopo  
Dr. Paolo Carbonetti

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La paroxetina è indicata per i suoi disturbi, ma ha bisogno di tempo. Un mese non basta, e forse occorrerà aggiustare la dose. Lo deciderà il suo specialista al momento opportuno.

Ma vorrei fare qui un discorso generale: la terapia dei disturbi psichiatrici, minori e maggiori, ma soprattutto di quelli minori, deve tenere conto anche degli aspetti temperamentali. Altrimenti sarebbe troppo bello e semplice. Occorre insomma considerare due livelli diagnostici: quello superiore, che si riferisce alla patologia, e quello inferiore, del temperamento. E' la combinazione dei due fattori che ci indirizza alla scelta del farmaco.
Dr. Paolo Carbonetti
Specialista in Psichiatra
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Viterbo-Terni-

[#4] dopo  
Utente 487XXX

Grazie dottore penso sia una delle poche risposte esaurienti che ho sentito .
Sono d’accordo per gli aspetti temperamentali, che secondo me devono essere ampiamente trattati anche ricorrendo alla psicoterapia. È quello che sto facendo infatti. La ringrazio per l’attenzione, gentilissimo.