Utente 488XXX
Salve a tutti dottori, sono una ragazza di 18 anni.
Sto male da un anno e mezzo, da qualche mese sono in cura da uno psicoterapeuta, e in settimana effettuerò finalmente una visita psichiatrica.

Un anno e mezzo fa, ho avuto un brutto attacco di panico, da quel momento per circa tre mesi avevo più attacchi di panico al giorno.
È da dire che soffro di ansia da ancor prima.

Ecco, inizialmente avevo solo attacchi di panico, con a volte derealizzazione, mentre tra gli attacchi stavo relativamente ‘bene’ ma con una costante paura che mi creava altri attacchi di panico, iniziai quindi a prendere lexotan al bisogno, anche un po’ a caso devo dire, per un po’.
Con il passare dei giorni, attacco dopo attacco notavo che piano piano insieme al terrore mi sentivo sempre più strana, una sensazione che si formava piano piano, ma non da subito, dopo qualche giorno.
Mi sentivo come se fossi in un sogno, o comunque come se non fossi partecipe totalmente della realtà circostante, bensì come se osservassi e basta.
Gli attacchi di panico nel frattempo continuavano almeno una volta al giorno.
Fino a quando dopo aver avuto un brutto attacco per strada, questa sensazione è rimasta, fissa, sembra di essere in una specie di sogno, le cose poco familiari, è tutto un ‘come se’, ho avuto alti e bassi e ora è ritornata forte, ma non se ne è mai andata da allora.
Gli attacchi di panico sono svaniti dopo qualche mese(qualche volta ritornano), però in ‘compenso’ ho smesso di uscire piano piano, salvo eccezioni.
Sono in cura psicoterapeutica solamente da pochissimo, e ho deciso di sentire anche uno psichiatra.

Non chiedo diagnosi ma solamente un parere magari.

Arrivederci.

[#1] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Il decorso per cui gli attacchi tendono a scomparire, ma inizia a evitare le situazioni, è abbastanza caratteristico e richiama un problema di panico.
Se già ha in programma una visita psichiatrica mi pare abbia fatto la scelta giusta.
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 488XXX

Infatti ho molta molta difficoltà ad uscire, quando avviene sto malissimo e i sintomi si amplificano a dismisura.
Ancora di più in ambienti ampi e con molta gente e confusione.

Per quanto riguarda la derealizzazione invece(la mia psicoterapeuta ha confermato questo sintomo)?
Ero molto restia nel prendere farmaci perché mi sono fatta influenzare da chi diceva che peggiorano, o che non esiste un farmaco per questo sintomo e così via.
Penso che dopo un anno e mezzo questo sintomo sarebbe dovuto magari scemare insieme all’attacco, invece si è fortificato e cronicizzato.

[#3] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Non è che per debba considerare i sintomi separatamente, così come il disturbo non corrisponde ai sintomi in sé, ma a questi più un condizionamento negativo, che sta subendo infatti.
Quindi la cosa fondamentale è fare una cura specifica per il disturbo, dopo di che i sintomi si rivalutano dopo un tot di settimane.
Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente 488XXX

Dottore volevo farle una domanda.

Ma il lexotan può peggiorare il decorso del disturbo?

Nel senso, le parlo di un anno fa, prendevo il lexotan, un po’ ‘a caso’, nel senso che lo prendevo più che per calmare un attacco, per prevenirlo, anche più volte al giorno e quando mi pareva a me.
Per me quello significava ‘al bisogno’.

[#5] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Non c'è niente di strano nell'assunzione di lexotan che ha fatto.
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[#6] dopo  
Utente 488XXX

Fra due giorni avrò la visita psichiatrica.

Dottore, io comunque non capisco una cosa.
Nel momento in cui, evitando le situazioni gli attacchi di panico scompaiono quasi del tutto, come mai i sintomi che inizialmente accompagnavano solo le crisi rimangono persistenti? Non dovrebbero svanire assieme agli attacchi di panico?
Perché io ho notato che invece i sintomi si sono fatti più resistenti man mano che gli attacchi svanivano.

Ovviamente sono solo sintomi, ma per chi li vive è un incubo, vivere in una sorta di ‘limbo’ dove tutto sembra irreale, e non si può far nulla.

[#7] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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No, altrimenti vorrebbe dire che le situazioni generano il disturbo. Le situazioni sono soltanto dei contesti che la persona ritiene più pericolosi, o che associa all'ansia di avere l'attacco.
Il disturbo può dare sintomi anche se si sta chiusi in casa propria. Anzi, è evidente che maggiore è l'evitamento, più alcuni sintomi tenderanno a esserci lievi ma persistenti, a differenza di quanto accade in un attacco. Si è sempre all'erta.
Dr.Matteo Pacini
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[#8] dopo  
Utente 488XXX

Dottore volevo sapere, cambia qualcosa tra Tavor e Lorazepam Dorom?
Come efficacia intendo.

[#9] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Uno è il generico dell'altro. Perché dovrebbe esserci differenza di efficacia ?
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[#10] dopo  
Utente 488XXX

Pensando che essendo generico fosse ‘diverso’.


Comunque, volevo porre un problema, siccome io dovrei prendere la sertralina dopo pranzo, ed essendo che il mio medico di base solo alle 14. comincia il turno(essendo mutuabile passiamo dal medico prima), non riesco a prenderla dopo pranzo, inoltre alle 15 devo prendere il lorazepam, quindi non saprei dove inserire la sertralina, cioè se facessi un piccolo spuntino appena possibile e poi la prendo? O magari stasera?
Perché non vorrei che sia troppo ravvicinata al lorazepam(ore9, ore 15. e ore 22).

[#11] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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No, sa dalle regole del sito che questo tipo di domande non possono trovare risposta.
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[#12] dopo  
Utente 488XXX

Ho contattato il mio psichiatra e ho risolto.


Comunque volevo un parere riguardo alla cura che mi è stata data, dopo un lungo colloquio.

Lorazepam 1/2 pastiglia al mattino, 1/2 al pomeriggio e 1 la sera. Piu una in caso di necessità, quindi nel caso di un attacco d’ansia.
Poi:
Sertralina 50mg: per i primi 6 giorni 1/2 dopo pranzo.
Dopo altri 6 giorni 1 dopo pranzo.
E dopo altri 6 giorni, 2 dopo pranzo(quindi 1 da 100mg)