Utente 486XXX
Buonasera a tutti,

sono una persona con una dipendenza da gioco per fortuna in via di guarigione ma ancora recidivante, cioè le distanze temporali tra una giocata e l'altra stanno via via aumentando e sta anche diminuendo l'accanimento, ma ogni tanto a dirla sinceramente, 'ci ricasco'. La cosa che non capisco è se nel mio caso si tratti di pura dipendenza oppure di un sintomo di un background psichiatrico un po' complicato, nel senso che secondo chi mi segue i miei problemi sono altri (DOC, disturbi dell'umore instabile cioè alti e bassi) e il gioco e' solo un sintomo e non 'il vero problema' e devo lavorare su quei problemi che stanno alla base e sostituire il gioco con altre fonti di piacere. Ad ogni modo la mia domanda è se dovrei, dal mio lato puramente auto-curativo, cercare di agire sui sintomi del gioco oppure sulle cause! (DOC, umore e relazioni con gli altri), chi mi segue punta molto sulla relazione con gli altri ma le ho detto che sinceramente non mi interessa avere relazioni con altre persone che non siano mia mamma, mio padre e qualche mio zio e cugino e preferisco vivere nel mio mondo immaginario, che devo ammettere mi da nello stesso tempo sicurezza e maggiore tranquillita' (infatti sono stato inquadrato come schizoide). Vorrei chiedervi se posso guarire dal GAP pur non rinunciando al mio mondo immaginario dove ho oramai un legame troppo forte e non riuscirei mai piu' a rinunciarvi. Grazie in anticipo

[#1] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Il fatto che parli di un lato auto-curativo presuppone che in realtà la riduzione della latenza tra una compulsione di gioco e l’altra sembra più casuale che realmente fonte di un fenomeno di guarigione.

Dovrebbe assumere una terapia farmacologica per il suo disturbo e contemporaneamente dovrebbe essere chiara una diagnosi di trattamento.

Dr. F. S. Ruggiero

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[#2] dopo  
Dr.ssa Franca Scapellato

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Il collega Ruggiero ha ragione: prima di tutto ci vuole una visita psichiatrica per stabilire una diagnosi corretta e su questa base si imposta la terapia farmacologica.
Smettere di giocare può essere meno difficile se al gioco si sostituisce un'attività gratificante, in questo la sua terapeuta ha ragione, ma l'attività dev'essere tra quelle che la interessano. Se riesce anche a impegnarsi in qualcosa che le possa aprire un futuro lavorativo ancora meglio.
Franca Scapellato

[#3] dopo  
Utente 486XXX

Vi ringrazio per le risposte, mi sono scordato di indicare che seguo da un po' anche una terapia farmacologica, in particolare: FEVARIN 200mg al giorno (partendo dal DOC), SEROQUEL 300mg al giorno, DEPAKIN 500mg al giorno (che a quando mi e' stato detto lavorano assieme) e poi RIVOTRIL ma senza un dosaggio fisso ovvero al bisogno. Mi chiedo se sia possibile guarire dal gioco senza rinunciare al mio mondo immaginario! non riusciro' mai (spontaneamente) a stringere nuove amicizie, ad andare in palestra, ad uscire e molte delle cose che mi vengono suggerite! sembreranno sciocchezze ma per me sono cose impegnative, anche tenere una conversazione e' per me impegnativa ... riguardo i miei interessi questi sono molto ristretti, mi piace la matematica, la fisica e la chimica (dove in quest'ultima ho preso anche una laurea e un dottorato) ... ma dove trovo uno con cui parlare di scienze? da nessuna parte ... ho provato il settore della ricerca ma ho quasi sempre avuto problemi di interazione con il supervisori. Sto pensando di darmi all'insegnamento nelle scuole o nelle universita' nelle materia sopra indicate ... Mi e' anche stato detto che se sono schizoide dovrei essere in armonia con i sintomi, cio' e' vero ma non sempre a volte sento un vuoto dentro ... grazie per l'ascolto!.