Utente 348XXX
Gentili dottori mi è stato prescritto aripiprazolo 5 mg per trattare il mio disturbo depressivo resistente caratterizzato da: stanchezza cronica , sonnolenza continua , disturbi cognitivi , difficoltà a concentrarsi , scarsa memoria, intolleranza a qualsiasi sforzo fisico , procrastinazione eccessiva , mancanza di iniziativa , mancanza di piacere anche nelle cose che prima lo davano. Il giovane farmacista (tirocinante universitario ) dove sono andato ad acquistare il farmaco mi ha detto confidenzialmente di stare attento a questo farmaco in quanto è dimostrato che riduce il volume del cervello. effettivamente documentandomi ho visto che è così , pertanto desideravo sapere che senso ha esporre un paziente non schizofrenico a un farmaco del genere , perché è dimostrato che riduce il volume del cervello , portando quindi a ulteriori danni che non è detto che si ripristinino al termine della terapia, Visto che ormai è dimostrato come la neurogenesi ha un importanza fondamentale nel trattare il disturbo depressivo, che senso ha andare nella direzione opposta?

[#1] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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A parte il fatto che il giovane farmacista tirocinante non è un medico, comunque non è vero ciò che afferma anzi è vero il contrario.

Per quanto attiene alla opportunità di prescrizione deve fare riferimento al prescrittore che può fornire le spiegazioni in merito alla terapia.

Dr. F. S. Ruggiero

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[#2] dopo  
Utente 348XXX

gli unici studi che ho trovato circa la neurogenesi dell'aripiprazolo sono stati finanziati dalla casa che produce questo farmaco...non li ritengo pertanto attendibili...lei ha qualche studio indipendente da mostrarmi che affermi il contrario? sarebbe utile leggerlo per fare chiarezza, grazie.

[#3] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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A me pare che lei non abbia voglia di assumere la terapia.

Non è mio costume discutere in termini tecnici con persone che non abbiano la laurea in medicina che è l’unico titolo per poter dissertare di farmaci, malattie, terapie ed altro.

È evidente e chiaro che gli antipsicotici atipici non hanno conseguenze come quelle che le sono state riferite dal tirocinante farmacista e che ovviamente lei ricerca per raggiungere la sua tesi, altra abitudine del popolo di internet.

Tutte le altre dissertazioni sono discussioni da bar che non hanno alcun valore.

Se ha difficoltà nel capire l’opportunita di trattamento deve fare riferimento al suo psichiatra prescrittore.
Dr. Francesco Saverio Ruggiero
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[#4] dopo  
Utente 348XXX

non è che non voglia assumere la terapia, semplicemente non voglio assumere qualcosa il cui rapporto rischio/beneficio sia sfavorevole.

io per fidarmi ciecamente di "un laureato in medicina" adesso sono disabile, a seguito di una terapia presa fidandomi ciecamente "perchè lui è un laureato" , se invece mi fossi documentato da bravo "popolo di internet" per tempo, prima di prendere quella terapia a quest'ora non sarei disabile ed avrei ancora una vita. pertanto da allora, non prendo nessuna terapia alla cieca senza adeguata documentazione , poichè le posso assicurare che molti "laureati in medicina" non hanno la più pallida idea di cosa prescrivono alla gente, non conoscendo nemmeno il meccanismo di funzionamento di un farmaco ed i suoi potenziali effetti , ma prescrivendo solo in base "alle linee guida"

non penso di non avere il diritto di sapere gli effetti dell'aripiprazolo sul volume del cervello sul breve/lungo termine, solo perchè non sono laureato.

dispiace dover ricevere risposte che rasentano l'arroganza e la presunzione , quando si chiedono solo delucidazioni e pareri che riguardano la salute, anche di tutti.