Utente 501XXX
Buongiorno carissimi dottori, vi scrivo perché non mi sento per niente affatto bene. Inutile nascondere il mio stato di malessere. Innanzitutto vi spiego tutto accuratamente. Ho concordato la sospensione graduale degli psicofarmaci con la mia psichiatra. In due settimane abbiamo sospeso tutto. Fatto sta che ho la nausea e il vomito e non riesco a mangiare niente. Ho perso cinque chili in due settimane. Poi, non appena ho scalato la venlafaxina e l’olanzapina la nausea è peggiorata e sono arrivato a vomitare diverse volte nell'arco della giornata. Ho sentito il medico di base, il quale mi ha consigliato di assumere un antiemetico, però non mi ha aiutato per niente. Sono stato in guardia medica, ma senza successo. Ho girato varie farmacie, però senza aver trovato una soluzione. Oltre alla nausea e al vomito si è aggiunta l'insonnia che sto cercando di combattere con sedorelax, un integratore alimentare a base di melissa, camomilla, passiflora, tiglio ed escolzia che mi ha consigliato la farmacista. Non so più cosa fare... Adesso che ho sospeso completamente gli psicofarmaci, vorrei tornare a stare bene, a mangiare normalmente, ma non ci riesco. Sessualmente, avendo sospeso gli psicofarmaci, va meglio. Adesso c'è da risolvere il problema della nausea e del vomito che non mi permettono di vivere le mie giornate come si deve. Sono debole perché non mangio da una settimana e mezzo. Martedì 17 luglio 2018 inizierò a lavorare, però in queste condizioni non so come farò. Cosa si può fare? C'è un rimedio alla nausea, al vomito e all'inappetenza che mi stanno distruggendo? Vi sto chiedendo aiuto, perché la mia situazione sta peggiorando di giorno in giorno. Ho troppa paura del vomito, difatti sono emetofobico. Sto dovendo affrontare quotidianamente questa paura del vomito ed è molto invalidante. Attendo una vostra risposta al più presto, non mi lasciate solo e non mi fate continuare a stare male. Sono distrutto, sono a pezzi. Tutti mi dicono che devo mangiare qualcosa, ma non ci riesco proprio. Avevo intrapreso una terapia farmacologica perché non riuscivo a mangiare niente per la paura di vomitare, inoltre sono un ragazzo molto ansioso e soffro di disturbi ossessivi compulsivi. Fino a lunedì non potrò sentire la mia psichiatra, pertanto vi chiedo un aiuto, un consiglio...

[#1] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Non capisco che c'entri in questo momento la fobia del vomito se sta vomitando ripetutamente nell'arco della giornata.
Sta peggio dopo aver sospeso quei due medicinali, il che è possibile anche in termini di sintomi come questi, dipende anche da come li ha sospesi (in due settimane, ma a partire da quali dosi per esempio ?). La sospensione è di per sé transitoria.
Se aveva un doc, esattamente la olanzapina quale funzione aveva ?
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 501XXX

Assumevo 150 mg di venlafaxina scalata a 75 mg per una settimana e poi 37,5 mg per un’altra settimana. Adesso l’ho sospesa da tre giorni. Di olanzapina ne prendevo 10 mg, scalato a 5 mg e poi sospeso in una settimana. L’olanzapina mi è stata data per combattere l’angoscia, l’ansia, per combattere la mia emetofobia perché la mia psichiatra mi ha detto che l’olanzapina a bassi dosaggi è ottima per chi soffre di questi disturbi alimentari. Fatto sta che sto malissimo, ho nausea e vomito molto forti e non riesco a mangiare niente. La psichiatra mi ha consigliato di assumere il tavor 2,5 mg al bisogno. Fatto sta che non posso andare avanti in questo modo. Non ho più le forze, vorrei mangiare normalmente senza questa maledetta nausea. Voglio essere felice e vivere bene, non nel lusso, ma tranquillamente. Cosa devo fare? Quando assumevo la venlafaxina e l’olanzapina avevo problemi nella sfera sessuale che adesso stanno migliorando, anche perché ho sospeso il tutto. Però se non c’è un’altra alternativa, cosa dovrei fare? Ho solo venti anni e vorrei godermi la vita appieno... spero di essere stato chiaro.

[#3] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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L'emetofobia non è un disturbo alimentare.

Detto questo, lei sta ripetendo la stessa questione su due consulti distinti, ne usi uno. Ma se deve chiedere cosa fare nel senso di cosa assumere, non è possibile rispondere.

Evidentemente qualcosa non quadra nella reazione che sta avendo, per cui lo psichiatra, o anche un medico generico, può valutare le sue condizioni direttamente e dirle come sistemare la sua cura.
Dr.Matteo Pacini
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