Utente 501XXX
Sono preoccupato molto riguardo il fatto che non riesco a concentrarmi di qualcosa per più tempo di quello che dovrei.
Penso che la mia vita sia un susseguirsi di azioni che faccio solo e soltanto per tenere occupata la mia mente in qualche modo, spesso con più azioni allo stesso momento, giusto per poter ricevere stimoli costanti.
Quando sto al computer ho aperto uno streaming video di qualche tipo (magari video youtube, netflix di serie che spesso ho già visto perché facili da "seguire) e una finestra di testo dalla quale letto cose più disparata, spesso reddit (un grande forum che comprende tutti gli ambiti dello scibile, dai racconti personali, ai memes, agli articoli giornalistici).
Non penso di avere nessuna passione in particolare e dubito che mi sia mai veramente piaciuto qualcosa. Mi sono comprato un computer da gaming solo per rendermi conto che quello che mi piaceva di più era il completare le liste degli obiettivi del gioco piuttosto che il gioco stesso.
Penso di avere problemi a gestire il mio sistema di azione-ricompensa (evidente dalla mia obesità[peso sui 140 e non 115]perché non riesco a antecedere le cose che "dovrei" fare alle cose che mi fa piacere fare. Preferisco guardare magari un vlog di un tizio di cui non mi frega nulla ma il quale mi racconta una storia interessante al magari studiare per l'università (primo anno).
Non sono mai stato molto bravo nello studio perché effettivamente mi risulta difficile stare li per ore, ma anche decine di minuti, a leggere di qualcosa che non mi interessa e sempre sullo stesso argomento. Ho superato il liceo con un punteggio mediocre-alto grazie al studiare all'ultimo minuto (letteralmente, mi svegliavo alle 4 del mattino a studiare) e a una grande quantità di bigliettini.
Ho paura di quello che mi può accadere e di fallire a quello che mia madre ha sempre sperato che potessi fare, il riuscire a prendere il stramaledetto pezzi di carta.
Non mi reputo una persona stupida e ho capacità logiche sopra la media (detto da molte più persone di quanto io sai disposto a credere) ma penso che il mio problema è un incapacità cronica dello studiare. Unito al fatto che non mi sembra di avere una passione per nulla che non sia il perdere tempo.
In passato sono andato da uno psichiatra e per varie ragioni avevamo un solo incontro (vacanze estive) e mi ha prescritto due medicinali in piccole dosi, un ansiolitico e non ricordo cosa (percentuali molto basse, sopratutto in rapporto al mio peso, circa 5mg) che non ho preso (fuorisede e mi sono dimenticato le ricette a casa, e penso che mia madre preoccupata non me le abbia voluto mandare nel pacco che mi ha inviato perché teme che effetti possano avere su di me).
Ed è tutto qui, penso che andrò da uno specialista al più presto perché soffro, soffro tanto e vorrei non soffrire, vorrei poter fare qualcosa. Vorrei che mi piacesse qualcosa. Vorrei solo poter riuscire a fare quello che dovrei fare, quello che tutti riescono a fare ma a me sembra impossibile.

[#1] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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[#2] dopo  
Dr.ssa Franca Scapellato

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Consultare uno psichiatra può essere un inizio per avere una diagnosi, ma non credo che una terapia farmacologica possa aiutarla nel lungo termine. Una psicoterapia (sola o associata a farmaci) sarebbe utile per chiarire in quale direzione vuole muoversi, quali sono i suoi interessi. I comportamenti che descrive, le tante attività aperte sul pc in contemporanea, più che una ricerca di stimoli sembrano meccanismi di evitamento, un modo per stordirsi e non soffrire, evitando però di vivere.
Franca Scapellato

[#3] dopo  
Utente 501XXX

Dopo un po di ricerche IPOTIZZO che potrei essere essere affetto da Asperger o da qualche altro disturbo di tipo sociale. Copio incollo un testo da una risposta che ho effettuato in un altro forum:

""L'altro giorno avevo proprio postato un thread con un altro account chiedendo proprio "quali sono le regole per farsi degli amici".

Io non sono introverso, anzi. È che non ho la piu vaga idea di come dovrei alimentare un amicizia che non sia costretta (Compagni di classe, coinquilini, attivita).

L'approcciari alle persone non mi é per noente difficile (se siamo in un contesto che lo permette)

La cosa mi fa parecchio paura.""

""E invece no, mi vedo piu nel tipo di estroverso che combacia alle descrizioni che ho letto online.

Parlo di argomenti di cui nessuno frega un cazzo a sproposito e non so quando fermarmi. Tante e variegate domande inopportune. Troppo diretto e onesto. Tendenza a parlare in modo letterale. Difficolta a capire l ironia non marcatamente evidente (io non ne avevo vista nell'apologia di Socrate senza contestualizzazione, fai te) E se trovi qualcuno che mi ha conosciuto per piu di 2 giorni che non mo definisca strano sta mentendo. Se mi conosce da di piu saprebbe confermarti tutto il sopra elencato e altro.""

[#4] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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